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Cascading: le regole precise dalla norma

Molto si è detto e scritto nei mesi precedenti su questo argomento che è stato anche oggetto, a seguito di una specifica interrogazione parlamentare, dell’atto di sindacato ispettivo n°4-02026.
Con l’uscita della norma di prodotto in revisione A1, il cascading è chiaramente riportato nella norma stessa che ne identifica limiti e responsabilità. Per completezza, si riporta nel dettaglio il paragrafo della norma 7.2.5:

Un progettista di sistemi (che può essere un produttore di componenti, un progettista, una System House, o un organismo di fornitura di servizi comuni al produttore) che progetta un sistema, può far assoggettare un “prodotto assemblato”, mediante utilizzo di componenti prodotti da lui o da altri, a prove iniziali di tipo da un organismo di terza parte in accordo con le prestazioni riportate in ZA1 e rendere disponibile un report ITT a un assemblatore, ad esempio il reale produttore che immette il prodotto nel mercato. In questo caso il progettista di sistema può realizzare un rapporto di ITT e renderlo disponibile per l’assemblatore sulla base di “cascata” (inteso come verbo ndr) dello specifico report di prova verso il basso.

7.2.5.2 – Condizioni d’uso dei risultati delle ITT del progettista
Un produttore che assembli componenti, tutti suoi o prodotti da altri, può fare proprio il concetto di “cascading ITT” nel rispetto del report delle ITT preparato sulle basi di quanto effettuato da un organismo notificato, dichiarando le prestazioni del prodotto per le quali ha responsabilità per l’immissione nel mercato solo sotto le seguenti condizioni:
a) il produttore (assemblatore) ha un accordo con il progettista per l’uso dei risultati dei test e del supporto documentale
b) il produttore (assemblatore) è responsabile per il prodotto immesso nel mercato ed è responsabile per il corretto assemblaggio del prodotto in accordo con le istruzioni del progettista o dell’ente identificato dal progettista per dare tali informazioni
c) le istruzioni del progettista per l’assemblaggio dei componenti dovrebbe essere parte integrante dell’FPC del produttore/assemblatore
d) il produttore (assemblatore) dovrà dare evidenza documentale che la combinazione di elementi che utilizza e il suo processo produttivo corrispondono al prodotto testato
e) il produttore (assemblatore) deve mantenere una copia del test report comprendente le ITT per 10 anni dopo la fine della produzione
f) a prescindere da ogni responsabilità e obblighi contrattuali all’interno dell’accordo firmato, il produttore rimarrà il responsabile del fatto che il prodotto sia conforme a tutte le dichiarazioni di prestazioni secondo la norma

Nota 1: la formula per il contratto deve essere una licenza, un contratto o ogni altro tipo di consenso scritto
Nota 2: nel contesto delle regole per la marcatura le responsabilità per il cascading sono in ZA.2.1

Lo schema qui allegato rende visibile il “percorso tipo” che il fornitore dei dati di prova ed il serramentista dovrebbero percorrere assieme.



Si è stabilito volontariamente di riportare per intero il concetto di cascading contenuto nell’aggiornamento della norma proprio per evitare possibili interpretazioni “non condivise” o “non condivisibili” e lasciare al lettore la possibilità di non essere influenzato su tale argomento.

In quanto Laboratorio Notificato ed Accreditato è però nostro interesse e ruolo riportare i dati verificati in fase di analisi per fornire una oggettiva rilevazione sulle principali problematiche del sistema cascading.

Come presumibile, la maggiore difficoltà per il produttore è quella di realizzare un serramento che per caratteristiche prestazionali sia riconducibile NON a quanto da lui stesso prodotto e verificato ma a specifici serramenti resi oggetto di analisi di Laboratorio da parte delle funzioni indicate come “progettisti di sistema”.
I risultati ottenuti sono tutt’altro che confortanti; per alcune prestazioni, in modo principale la tenuta all’acqua, i dati sono stati particolarmente negativi.

L’analisi, molto semplicemente, si concretizza nella correlazione tra:
· le prestazioni offerte dai prodotti “madre” ovvero le prestazioni che vengono cedute ai serramentisti da parte dei progettisti;
· le prestazioni offerte dai prodotti “figli” ovvero le prestazioni che vengono rilevate in fase di prove su serramenti realizzati da produttori che si avvalgono di cascading e che, teoricamente, avrebbero dovuto riprodurre risultati simili a quelli ad essi “ceduti”.

I risultati di valutazione effettuati su 14 prodotti per la prestazione di tenuta all’acqua evidenziano che:
· una percentuale pari allo 0% dei prodotti verificati ha confermato la classe di tenuta all’acqua ceduta;
· una percentuale pari allo 0% ha superato la classe di tenuta all’acqua ceduta;
· mediamente, le prove “figlie” ottengono un valore che si aggira intorno al 30% del valore rilasciato in ambito cascading.

Nel grafico sottostante è possibile evidenziare quanto riportato.


Le approfondite analisi di cui i suddetti sistemi sono stati oggetto hanno riscontrato come il mancato raggiungimento di specifici valori sia legato ad inadempienze, imprecisioni o errori di realizzazione commessi dal serramentista/assemblatore.
Il motivo è facilmente identificabile; la realizzazione di prodotti che per procedure e modalità costruttive si differenziano da quanto realmente eseguito dal serramentista non può che essere una modalità altamente delicata e soggetta a probabili criticità.

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