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   DETTAGLIO ARTICOLO - RIVISTA   32/2010
data: 31/01/2010
categoria: News da LegnoLegno  
titolo: Dare forma al futuro

I Giovani imprenditori riflettono sul domani del settore serramento
Sulla base della Vostra esperienza e della formazione ricevuta, come dovrebbe porsi l’azienda sul mercato in modo efficiente?


Giuseppe Ammirati - «È un momento difficile per tutti, specie per una azienda relativamente piccola come la nostra, che ha una gamma produttiva più orientata verso una clientela di un certo livello. Il nostro mercato attualmente è limitato alla Campania, tuttavia abbiamo apportato, sia precedentemente sia dopo l’inizio del percorso di formazione Next, una serie di migliorie in azienda. Una profonda innovazione ed automazione del sistema di preventivazione per rendere molto più snello ed efficiente tutto il ciclo di produzione, dimezzando i tempi di consegna al cliente anche grazie a nuovi macchinari che ci permettono di aumentare la produzione».


Claudio Calossi - «Credo che la cosa più importante sia il controllo della gestione aziendale, l’analisi dell’andamento dell’impresa, partendo dagli obiettivi che sono sicuramente da monitorare con più frequenza durante il corso dell’anno, se non addirittura a cadenza mensile o settimanale. Credo sia anche altrettanto rilevante gestire correttamente le insolvenze dei clienti e rafforzare il rapporto con gli istituti di credito per poter ottenere gli strumenti per operare senza intaccare i castelletti bancari».


Simone Giusti - «Nel nostro settore, a livello nazionale, ci sono tantissime microaziende che producono ancora secondo mentalità tradizionali e di bottega. Credo sia necessario impiegare tutti gli strumenti per superare questo tipo di pensiero; l’esperienza di un corso come Next, coi suoi appuntamenti, mi sta facendo comprendere quanto sia importante per gli imprenditori lo sviluppo non solo produttivo ma di tutta l’azienda. Formarsi per trasformare l’impresa è la risposta per affrontare il mercato».


 

Federico Paramento - «È necessario far riflettere il settore non solo sull’esperienza del passato, ma sulle prospettive future. Diversamente da qualche anno fa, l’offerta è molto maggiore rispetto alla domanda. Quindi si rende importante la ricerca di un proprio mercato di riferimento, cercando di evitare la logica della concorrenza spietata, che rischia di compromettere le politiche aziendali. Noto come ci sia una situazione di tensione che non aiuta il mercato ma gli reca danno».


Roberta Petrini - «Per noi piccole medie imprese artigiane non è facile porsi su un mercato dove le grandi aziende propongono prezzi molto bassi. Non potendo concorrere quindi sul prezzo, è necessario far capire al cliente il valore aggiunto che ha il prodotto che si propone, la qualità dei servizi che si offrono. Se si riesce in questo, il cliente finale poi è disposto anche a pagare per quello che il prodotto vale realmente. È necessario prendere in considerazione la possibilità di un cambiamento; comunicare in modo efficace e far conoscere ai nostri clienti le potenzialità, il valore aggiunto, del nostro prodotto».


Fabio Ragazzini - «Il problema principale è la grandissima frammentazione del nostro settore, fatto di microimprese in cui c’è poca disponibilità nell’affrontare l’innovazione tecnologica, la formazione e come orientare le proprie risorse. Il tempo è sempre tiranno, per cui si ha la percezione che un solo minuto tolto all’azienda sia perso. Credo sia importante fare formazione sia tecnica, sia gestionale e commerciale ma in modo tale da ricevere strumenti da applicare immediatamente al rientro in azienda per superare il concetto del “ho sempre fatto così” della piccola bottega».

Vera Bozzarelli - «Le aziende, anche le più piccole, devono organizzarsi e strutturarsi all’interno per riuscire ad affrontare la complessità del mercato. Spesso queste operazioni di controllo e previsione venivano svolte in modo approssimativo se non completamente evitate. La formazione ricevuta ci ha indicato che, invece, il riflettere sull’azienda (aiutandosi con Budget, Business Plan, Distinta base, Lettura del bilancio, …) non è una perdita di tempo ma una modalità efficace per capire come migliorarsi e crescere in modo ordinato».


Quale crede sia la priorità delle aziende del settore serramento attualmente perché possano continuare a vivere e crescere?

Vincenzo Senape - «Per quanto mi riguarda è necessario credere nella materia prima legno. È giusto che vengano utilizzate nuove tecnologie ma il serramento in legno è da valorizzare, in quanto possiamo trovare forza nelle sue caratteristiche e potenzialità. È indispensabile essere preparati, effettuare ricerche sul proprio prodotto, formarsi e informarsi. Oggi la finestra non serve per “tappare buchi” come 50 anni fa, ma deve essere qualificata, deve avere caratteristiche prestazionali tecniche ben precise. Deve puntare su qualità, eco-sostenibilità, ecologia. Purtroppo nelle piccole imprese tutti devono necessariamente saper fare tutto, ma bisogna sapere come muoversi, informarsi sui diversi ambiti, senza improvvisare; uscire dalla nicchia e confrontarsi con altri che vivono realtà diverse è positivo e aiuta a crescere. Durante i corsi e i seminari si ha questa possibilità e, cosa non meno importante, si possono instaurare rapporti con altri colleghi».

Simone Giusti - «Credo sia importante sviluppare più collaborazione tra le stesse aziende, anche attraverso il Consorzio LegnoLegno, in modo tale da creare una reale forza di gruppo. All’interno di questo corso, per esempio, si è creato il clima ideale lavorando in team sugli argomenti proposti dal docente e sarebbe realmente importante riportare all’esterno, nel quotidiano, questa esperienza».

Fabio Ragazzini - «È indubbiamente un momento molto difficile per tutto il settore; attualmente la parola d’ordine è sopravvivere, ma è fondamentale trasmettere al proprio cliente una sensazione di professionalità a tutto tondo: le persone oggi hanno a disposizione molti strumenti per documentarsi e non si fermano più al primo indirizzo ma si informano, verificano e scelgono. Il produttore di serramenti ha quindi il dovere di essere quanto più possibile in grado di trasferire la percezione che, oltre a scegliere un prodotto di qualità, scelga un’azienda in grado di soddisfare tutte le proprie necessità con risposte competenti».


Federico Paramento - «Il settore sta subendo un grosso cambiamento dovuto alla crisi strutturale dell’edilizia: finora le aziende hanno lavorato in particolar modo sul nuovo, ma il fermo delle costruzioni ha costretto gli imprenditori a prendere in considerazione le ristrutturazioni e il restauro del patrimonio edilizio esistente. È quindi la capacità di essere flessibili sul mercato, unitamente alla qualificazione del prodotto, la chiave di volta per il futuro, oltre ai servizi proposti dall’azienda per far sì che il cliente, più informato di una volta sul prodotto da acquistare, sia certo della professionalità dell’azienda a cui si rivolge».


Vera Bozzarelli - «Ad oggi la chiave sulla quale puntare per accelerare la ripresa economica sembra essere la Qualità. I clienti, siano essi imprese, rivendite o privati sembrano apprezzare sempre più i prodotti certificati, in regola con le esigenti richieste normative. Altro punto di forza delle piccole medie imprese è il know how degli imprenditori spendibile durante la vendita e in tutta la fase progettuale. Per questo motivo la cura del prodotto unito alle professionalità presenti in azienda risultano essere elementi fondamentali per riuscire a crescere in un mercato complesso come quello attuale».


Claudio Calossi - «Consorziare le aziende per creare una logica di forza di gruppo e una forte immagine della qualità del proprio prodotto. Credo sia interessante lavorare secondo le modalità di marketing sensoriale, in cui il colore, le varie essenze legnose e la valorizzazione del prodotto artigianale portino il cliente a comprenderne la qualità. È importante ragionare con un’ottica imprenditoriale, ma non disperdere il patrimonio artigianale proprio del nostro paese».


Roberta Petrini - «La priorità delle aziende del settore serramento in legno è riuscire a capire il proprio punto di forza e soprattutto riuscire a farlo percepire al cliente. È importante inoltre prendere coscienza della propria realtà aziendale, creare il proprio modello di pianificazione e di controllo delle attività, creare il proprio Business Plan».


Giuseppe Ammirati - «Io credo sia prioritario fare uno sforzo molto importante nel comunicare, far capire al cliente la qualità del prodotto che acquista, tutti i suoi plus qualitativi. In particolare, per la finestra in legno serve focalizzare il più possibile l’attenzione su un materiale ecologico ed ecosostenibile, soprattutto la durabilità nel tempo permette a chi lo acquista risparmio in termini di energia ».





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