La corretta imputazione dell’IVA, Bonus e Detrazioni fiscali – Evento ONLINE 15 Febbraio 
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La corretta imputazione dell’IVA, Bonus e Detrazioni fiscali – Evento ONLINE 15 Febbraio 

Applicare l'IVA nella formulazione del preventivo con le novità della nuova Finanziaria

Approfondimento per apprendere come applicare correttamente l’iva nella formulazione del preventivo e della relativa fattura in seguito alle novità introdotte dal dalla nuova Finanziaria e relative interpretazioni.

Acquisirai conoscenze per operare diligentemente sul mercato, strumenti e conoscenze per evitare sanzioni amministrative rilevanti e competenze per collaborare con il cliente, facendoti riconoscere come consulente e azienda altamente professionale e di fiducia.

VERRANNO TRATTATE LE SEGUENTI TEMATICHE:

  • Principali definizioni (tipologie di fabbricato, tipologie di interventi)
  • Infissi: cessione di beni o prestazione di servizi?
  • Concetto di imponibilità delle prestazioni di servizi relative a beni immobili
  • Iva su costruzione prima casa
  • Iva su interventi di recupero
  • Concetto di beni significativi
  • Disciplina del reverse charge, ambito di applicazione nel settore infissi
  • Regime sanzionatorio

DOMANDE ALLE QUALI DAREMO RISPOSTA:

  1. Vuoi capire come imputare correttamente l’aliquota IVA nella fatturazione ed evitare le sanzioni dell’Agenzia delle Entrate?
  2. Vuoi conoscere l’impatto delle novità della nuova Finanziaria ambito IVA?
  3. Vuoi presentarti al tuo cliente quale esperto nel saper dare assistenza e supporto circa le pratiche per l’utilizzo della detrazione fiscale per i Bonus?

Sarà inoltre attivo uno spazio domande dove i partecipanti potranno esporre le loro casistiche personali, i relatori saranno a disposizione per dare tutte le risposte del caso.

 

Relatori:

Manuela Micheletti, Studio Commercialisti Allegretti Baratti

 

“La corretta imputazione dell’IVA, Bonus e Detrazioni fiscali” – Evento ONLINE 15 Febbraio

 

Bonus fiscali 50%

ATTENZIONE! Importanti note in merito alla fruizione

Gentili Soci e Clienti,

di seguito due importanti note in merito alle pratiche di Ecobonus e Bonus Casa 50%.

  • Inserimento Pratiche di Ecobonus e Bonus Casa 50% riguardanti l’anno 2022:

Per entrambe le pratiche, il termine dei 90 giorni per la comunicazione telematica ad Enea decorre dalla data di ultimazione dei lavori, tale scadenza infatti non è legata al termine dell’anno solare 2022.

Pertanto, vi ricordiamo che, per tutte le pratiche con data di ultimazione dei lavori entro il 31/12/2022, l’inserimento sul Portale di Enea può comunque avvenire nell’anno 2023, entro ovviamente i 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori, consentendo così al Beneficiario di fruire del Bonus Fiscale nell’anno 2022.

  • Niente Bonus Fiscale se viene omessa la comunicazione della Pratica ad Enea:

Alla fine dell’anno del 2022, la Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 34151 del 21 novembre del 2022, ha sancito che un intervento ha possibilità di perdita del Bonus Fiscale in caso di mancata comunicazione sul Portale di Enea.

È quindi importante ricordare di effettuare la comunicazione sul Portale di Enea entro il termine dei 90 giorni dalla data di fine lavori in modo da essere sicuri di non perdere il diritto alla Detrazione Fiscale.

Aggiornamento del 01/02/2023

Vi informiamo che è online il nuovo Portale di Enea per l’inserimento di tutte le pratiche riguardanti interventi di Ecobonus e Bonus Casa che sono terminati e che termineranno nel 2023.

Ribadiamo che la trasmissione dei dati ad Enea, riguardanti gli interventi di Ecobonus e Bonus Casa, deve avvenire entro e non oltre i 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori in quanto la mancata o tardiva comunicazione ad Enea può comportare la perdita del Bonus Fiscale.             

Inoltre, come specificato da Enea, il termine dei 90 giorni per la trasmissione dei dati ad Enea riguardanti gli interventi con data fine lavori compresa tra il 1° gennaio 2023 e il 31 Gennaio 2023, decorrerà da quest’ultima data.

Sarà nostra premura informarvi ed aggiornarvi per eventuali cambiamenti.


Legnolegno, con un servizio strutturato, supporta i serramentisti nella compilazione delle pratiche ENEA, nell’Asseverazione e nella Verifica dei Costi relative ad ECOBONUS e BONUS CASA.

Qui troverete tutti i contratti on-line da compilare per attivare l’erogazione dei servizi

(Contratto inserimento sola Pratica Enea – Contratto inserimento Pratica Enea + Asseverazione – Contratto inserimento Pratica Enea + Verifica)

La Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD)

La certificazione che verifica gli impatti ambientali dei prodotti nel loro ciclo di vita

Francesco Carnelli

è laureato in Economia all’Università Bicocca di Milano; ha vissuto,
studiato e lavorato alcuni anni all’estero (Spagna e Irlanda) e, dal
2016, dopo 5 anni di esperienza in Istituti di Credito lavora presso
L’Organismo di Certificazione ICMQ dove svolge il ruolo di Responsabile
Commerciale. Fin da subito molto appassionato e dedicato al Settore
Sostenibilità, gestisce in particolare le attività commerciali connesse
agli aspetti di sostenibilità di prodotti e servizi, indicati nei requisiti dei CAM (Criteri Ambientali Minimi), come ad esempio: EPD (Dichiarazione Ambientale di Prodotto), Carbon Footprint, Certificazione del Contenuto
di riciclato, ESG, Indice di Circolarità etc.
Email: carnelli@icmq.org

THANKS TO

Partendo dalla decisione del Consiglio dell’Unione europea del dicembre 2020 che ha stabilito un nuovo obiettivo, ovvero la Riduzione interna netta delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, risulta evidente che il primo passo da fare per il settore produttivo, e in generale per tutti i settori, sia prendere coscienza del fatto che ormai è necessario misurare e comunicare, in modo oggettivo, credibile e verificato quali siano le attuali emissioni delle proprie attività (produzione, servizi, etc.)
Uno strumento molto efficace per comunicare le caratteristiche ambientali dei prodotti è la Dichiarazione Ambientale di Prodotto, comunemente chiamata EPD (Environmental Product Declaration).
La EPD è una vera e propria «carta d’identità» del prodotto che, sulla base dello studio Life Cycle Assessment, descrive gli impatti ambientali di un prodotto o servizio lungo tutto il suo ciclo di vita.

EPD: cos’è e come funziona

L’EPD è un documento che comunica informazioni obiettive, confrontabili e verificate da soggetto terzo indipendente, sulle performance ambientali di un prodotto mediante uno studio di (Life Cycle Assessment – LCA): una metodologia di calcolo che ci indica come calcolare le prestazioni ambientali di un prodotto in conformità alla Uni En Iso 14040 e 14044.


Cos’è l’EPD?

Environmental Product Declaration Dichiarazione Ambientale di Prodotto di FRANCESCO CARNELLI dalla “culla alla tomba”, cioè dall’estrazione delle materie prime al cancello della fabbrica o alla dismissione del prodotto.
L’Epd è una etichetta ambientale di tipo III e fa riferimento alla Uni En Iso 14025 ed è guidata dalle PCR (Product Category Rules) che definiscono, per ogni categoria di prodotto, l’insieme delle “regole comuni” che tutte le EPD e i relativi studi LCA devono rispettare.

Come si legge una EPD?

Tra le numerose informazioni contenute in una Dichiarazione Ambientale di Prodotto vi sono il titolare dell’EPD, il prodotto, le unità produttive coinvolte, il logo del soggetto autorizzato alla pubblicazione del documento (Program Operator), il numero di registrazione, le date di emissione e scadenza, la PCR e il CPC code di riferimento, il verificatore di terza parte indipendente, informazioni sull’azienda, i materiali utilizzati, il processo produttivo, i confini del sistema, l’unità funzionale, il tipo di EPD, database e software utilizzati.
Inoltre sono sempre presenti 3 tabelle, set di impatto.

La prima tabella si riferisce agli IMPATTI AMBIENTALI
• potenziale di riscaldamento globale,
• potenziale di riduzione dello strato di ozono stratosferico,
• formazione di ossidanti fotochimici nella
troposfera,
• acidificazione di suolo e acqua,
• esaurimento delle risorse naturali non fossili,
• esaurimento delle risorse naturali fossili, eutrofizzazione,

La seconda tabella è relativa al CONSUMO DI RISORSE
• consumo di energia primaria rinnovabile,
• consumo di risorse energetiche primarie
rinnovabili impiegate come materie prime,
• consumo totale di risorse energetiche primarie rinnovabili,
• consumo di energia primaria con rinnovabile, ad esclusione delle risorse energetiche primarie rinnovabili impiegate come materie prime,
• consumo di risorse energetiche primarie
non rinnovabili impiegate come materie prime,
• consumo totale di risorse energetiche primarie non rinnovabili (energia primaria
e risorse energetiche impiegate come materie prime),
• consumo di materie seconde,
• consumo di combustibili secondari da fonte rinnovabile,
• consumo di combustibili secondari da fonte non rinnovabile,
• consumo netto di acqua dolce,

La terza tabella si riferisce ai FLUSSI IN USCITA E AI RIFIUTI GENERATI
• rifiuti pericolosi a discarica,
• rifiuti non pericolosi a discarica,
• rifiuti radioattivi a discarica,
• materiali per il riutilizzo,
• materiali per il riciclo,
• materiali per il recupero energetico,
• energia elettrica esportata,
• energia termica esportata.

È inoltre possibile riportare all’interno dell’EPD anche ulteriori parametri ambientali, aggiuntivi rispetto a quelli previsti obbligatoriamente, come ad esempio il contenuto di materiale riciclato / recuperato / sottoprodotto.
L’indicazione di questi parametri risulta essere di estrema importanza in caso si intendesse utilizzare la Dichiarazione Ambientale di Prodotto per dimostrare la conformità del prodotto ai (Criteri Ambientali Minimi) CAM o ad altri requisiti specifici.

I principali vantaggi dell’EPD e come ottenerla

Per ottenere l’EPD bisogna richiedere a un ente terzo, meglio se accreditato, di verificare e convalidare le caratteristiche del proprio prodotto/i attraverso uno studio del suo ciclo di vita (Lca: Life Cycle Assessment), passando attraverso le fasi di produzione e uso, alla ricerca degli impatti ambientali, ma anche degli sprechi e delle possibilità di ottimizzazione e risparmio. L’EPD deve essere redatta, inoltre, sulla base delle informazioni e delle regole specifiche per la categoria di prodotto in questione.
Tali documenti sono chiamati PCR (Product Category Rules).
Il soggetto che si occupa della gestione di tutto il sistema dalla creazione delle PCR alla definizione delle regole da adottare per redigere l’EPD si chiama Program Operator. Lo stesso soggetto provvede alla pubblicazione sul proprio sito internet delle EPD convalidate.

I principali vantaggi per chi decide di ottenerla sono:
■ Ottimizzare i processi produttivi e ridurre sprechi all’interno dell’azienda
■ Disporre di un criterio di selezione dei fornitori; grazie all’EPD è infatti possibile comparare due o più prodotti da un punto di vista ambientale e orientare la scelta verso quelli a più basso impatto
■ Rafforzare il brand aziendale e aumentare il riconoscimento sul mercato
■ Orientare le scelte di progettisti, architetti e consumatori e ottenere accesso e visibilità nei mercati internazionali
■ Adempiere agli obblighi di legge, dimostrando il rispetto dei requisiti degli acquisti verdi. Es. CAM e Superbonus 110%

EPDItaly, il Program Operator italiano

EPDItaly è il Program Operator italiano, attivo e riconosciuto a livello internazionale, è indicato come riferimento dal Ministero dell’Ambiente all’interno dei CAM Edilizia. Esso registra e pubblica le EPD verificate e convalidate solo da organismi accreditati, definisce le regole per sviluppare le PCR e redigere
le EPD per tutti i settori merceologici.
Il regolamento di EPDItaly ha ottenuto l’accreditabilità da Accredia: gli organismi di certificazione accreditati possono eseguire le verifiche per convalidare le EPD adottando metodiche uniformi e il loro operato è soggetto al controllo di Accredia a garanzia di competenza, indipendenza e imparzialità.
EPDItaly è socio fondatore di ECO Platform, associazione no-profit con sede a Bruxelles, costituita principalmente dai più noti Program Operator europei.
Lo scopo principale dell’Associazione è quello di armonizzare i processi di verifica delle EPD e favorirne riconoscimento e circolazione all’interno degli stati membri.
L’appartenenza a questa Associazione permette di apporre il Logo ECO-EPD che evidenzia la conformità del documento ai requisiti della norma Uni En 15804, rende più semplice il riconoscimento da parte degli altri Program Operator e dà diritto alla pubblicazione del documento sul sito di ECO Platform, denominato ECO Portal (https://www.eco-platform.org/eco-portalaccess-point-to-digital-product-data.html), garantendo ancor più ampia visibilità internazionale.
I membri di Eco Platform condividono un sistema di gestione per la qualità delle EPD, comprese le procedure di verifica per il riconoscimento reciproco.

I vantaggi di EPDItaly:

È riconosciuto e attivo a livello globale
• È il punto di riferimento per progettisti, architetti, designer e consumatori per identificare le aziende che comunicano in modo verificato ed obiettivo gli aspetti di sostenibilità dei loro prodotti

• Processi rapidi ed efficaci: la documentazione può essere presentata in lingua italiana; nuove PCR ed
eventuali chiarimenti procedurali vengono discussi e gestiti in Italia

• Indicato dal Ministero dell’Ambiente come Program Operator di riferimento nei CAM Edilizia, è riconosciuto da Accredia ed è socio fondatore di ECO Platform

• Maggiore visibilità internazionale grazie al mutuo riconoscimento con Germania, Spagna, Austria, Norvegia e America e Cina.


EPDItaly comunica anche il brand italiano, molto apprezzato e richiesto nei mercati esteri.

Nel settore dei serramenti ci sono già due aziende (Metra Spa e Lualdi Spa) che hanno scelto di comunicare gli impatti ambientali dei loro prodotti tramite l’etichetta EPD, pubblicata su EPDItaly www.epditaly.it.
È bene ricordare che il Consorzio LEGNO LEGNO e il Program Operator EPDItaly hanno recentemente siglato una convenzione riservata alle aziende facenti parte del Consorzio che vorranno ottenere la pubblicazione della loro Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD).

Per informazioni compila il form a fondo pagina.

La digitalizzazione delle EPD

Per far fronte alla richiesta sempre più pressante dei progettisti verso prodotti sostenibili, e ottimizzare il calcolo dell’LCA dell’opera, EPDItaly si è fatto promotore di un’innovazione importante, in Italia e in Europa: le EPD digitali!

Pertanto, oltre ai formati .pdf sono disponibili anche i formati machine readable (file .xml) così da poter abilitare la connessione diretta tra le informazioni dichiarate nelle EPD e la progettazione BIM (Building Information Modeling) dell’opera.
I vantaggi della digitalizzazione sono visibili sul processo di progettazione dell’edificio o dell’infrastruttura, in quanto, oltre alle caratteristiche tecniche, per ogni materiale, possono essere disponibili anche quelle ambientali derivanti da una EPD.
Nel mondo, le EPD nel settore delle costruzioni, conformi alla En 15804 hanno superato quota 10.000, nel 2018 erano meno di 5.000. Per quanto riguarda le EPD pubblicate su EPDItaly sono passate da 5 (2016) 18 (2017) a 46 (2018), 75 (2019), 110 (2020) a 175 (2021), 330 (Nov. 2022).

Legge di Bilancio 2023: proroghe, novità e obblighi – Videoregistrazione webinar

Approfondimento per comprendere le nuove procedure di gestione delle commesse in seguito alle novità introdotte dalla finanziaria 2023

IL VIDEO DEL WEBINAR TRATTA LE SEGUENTI TEMATICHE:

  • Bonus edilizi 2023: il calendario delle proroghe
  • Superbonus 110%: scadenze definitive
  • Cessione del credito: riapertura del mercato?
  • Le novità contro il caro energia.

I Relatori oltre a trattare l’argomento, hanno dato risposte alle domande relative a reali casi aziendali dei partecipanti.

 

Relatori:

Manuela Micheletti, Studio Commercialisti Allegretti Baratti

Stefano Mora, Direttore del Consorzio LegnoLegno

 

“Legge di Bilancio 2023: proroghe, novità e obblighi” – Videoregistrazione Webinar

 
 

CAM i requisiti che interessano ai serramentisti

Stefano Mora

Direttore
Consorzio LegnoLegno

A seguito dell’approccio europeo in materia di acquisti delle Pubblica Amministrazioni (GPP – vedi box 1), in data 6 agosto 2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Decreto del MiTE del 23 giugno 2022, relativo ai “Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di progettazione di interventi edilizi, per l’affidamento dei lavori per interventi edilizi e per l’affidamento congiunto di progettazione e lavori per interventi edilizi”, più noto come Decreto “CAM Edilizia”.

THANKS TO

Si consideri che il Decreto è formalmente in vigore a partire dal 6 dicembre 2022.


I “Criteri Ambientali Minimi” (indicati con l’acronimo CAM) sono in sostanza una serie di requisiti definiti dal Ministero della Transizione Ecologica per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare le forniture, servizi e lavori migliori sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita.
Ovviamente, nel caso dei CAM Edilizia, tali requisiti sono relativi a tutti gli interventi di progettazione e realizzazione di nuove costruzioni o di interventi di ristrutturazione/riqualificazione di edifici esistenti, compresi gli interventi di fornitura e/o sostituzione di serramenti.


E’ bene ricordare anche l’ambito di applicazione del Decreto, formalmente limitato agli interventi della Pubblica Amministrazione. In questo caso, le Pubbliche Amministrazioni devono far riferimento ai requisiti CAM nella stesura dei documenti di gara e devono anche indicare il maggior punteggio da assegnare alle offerte che presentano un minor impatto sulla salute e sull’ambiente.


Pur specificando questo ambito di applicazione, si ricorda che è lecito presumerne anche ricadute (più o meno complete) anche in altre tipologie di interventi o per altre tipologie di Committenti; più specificatamente, come già avvenuto in passato, alcuni dei requisiti CAM vengono poi introdotti e considerati anche negli interventi di costruzione o ristrutturazione del mercato “privato”, in quanto ritenuti utili e significativi dai Committenti e dai Progettisti.


E’ quindi possibile immaginarsi una sorta di “effetto di trascinamento” in altri mercati, non prettamente legati agli interventi della Pubblica Amministrazione; attenzione quindi ai prossimi contratti e capitolati tecnici, che andranno consultati con attenzione.

Nell’ambito del Decreto, molti sono i requisiti (“base” o “premiante”) che, direttamente o indirettamente, possono riguardare la fornitura e l’installazione di serramenti.
Una sorta di sintetico riepilogo di tali requisiti (senza pretese di esaustività), può essere il seguente:

1. In sintesi finale, è importante considerare quanto segue:Nelle prossime forniture o gare per interventi con Committenza pubblica (piccoli o grandi interventi che siano), sarà bene controllare con attenzione la documentazione, verificando le richieste contrattuali e capitolari;

2. È utile iniziare per tempo a prepararsi a questi requisiti (o quantomeno ai principali), poiché la tendenza del mercato sarà, in generale, in questa direzione;

3. E’ importante “cogliere il segnale”, cioè considerare la «direzione» che il mercato prenderà nei prossimi anni. Sostenibilità, risparmio energetico e salute saranno i «motori» di sviluppo;

4. Questi nuovi requisiti diverranno, di fatto, un sistema che premierà:

  • Prestazioni documentate e certificate
  • Mantenimento in opera delle prestazioni dei prodotti
  • Sistemi di etichettatura ambientale (EPD, ecc.)
  • Qualificazione e certificazione delle competenze

Sono tutte questioni delle quali in realtà si discute da tempo, ma che ora stanno arrivando a concretezza operativa.

Approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita.

SERRAMENTO GREEN: gli imprenditori si incontrano

Gli imprenditori del legno si sono riuniti per il progetto “Serramento Green”, il primo progetto nazionale del settore serramento sul tema sostenibilità ambientale, lanciato insieme ad alcuni partner di riferimento della filiera, allo scopo di aprire il mercato ai serramenti di legno con prestazioni di sostenibilità
ambientale!
Una finestra non è “green” semplicemente perché è realizzata in legno, ma perché il processo produttivo del manufatto nel suo complesso ha rispettato determinate caratteristiche che portano a un’impronta ecologica pari a zero o addirittura a un saldo negativo, con l’obiettivo finale di avere un’emissione carbonica che non ha necessita di essere mitigata da azioni compensatorie come ad esempio piantare gli alberi nella foresta dell’Amazzonia.
Al serramento “green” ogni attore deve quindi portare dati informativi per la propria specificità: macchina, utensile, prodotto, foresta, in modo che l’insieme di valori portino a un serramento in legno davvero “green”.

THANKS TO

Le interviste

MASSIMO SCHIAVETTA
Presidente CDA Working Process srl, Responsabile R&D and Vision WP Brand

“Nell’ambito di questo progetto, Working Process ha fornito le informazioni relative alla parte macchina per far conoscere quanto costa in termini di energia produrre un serramento e in che modo i sistemi produttivi e di logistica avanzati, anche di moderna gestione come i software e il digitale nel processo produttivo, possano andare a impattare sul costo energetico ma anche su quello economico-finanziario del prodotto, e la stessa cosa riguarderà gli altri partner di riferimento della filiera che hanno aderito al progetto perché ognuno sta rilevando dei dati che costituiranno nell’insieme un punto di partenza interessante per il comparto.”


FILIPPO SCHEGGINETTI
CDA Member of Working Process srl
Marketing and comunication Director WP / CML

“Noi prima di poter dire: “siamo green”, dobbiamo avere la certezza di poterlo dire sulla base di dati reali, questo non e un greenwashing, ne tantomeno una voglia di urlare a tutti quanti: “anche noi piantiamo in Amazzonia gli alberi”. Invece, tutto e partito da una necessita che era quella di analizzarsi e capire se davvero siamo positivi o negativi per i soggetti che ci stanno attorno: non vogliamo cambiare il mondo, partiamo con il cambiare quello che abbiamo intorno.


ELMAR RASTNER
Sales manager di SWISSPACER elmar.rastner@saint-gobain.com www.swisspacer.com

1. Lungo il percorso verso la neutralità climatica servono dati affidabili. A livello internazionale si moltiplicano gli sforzi per raggiungere la neutralità climatica il più rapidamente possibile. Al momento la Francia assume un ruolo di precursore inasprendo le normative relative alle nuove costruzioni. “È solo una questione di tempo prima che anche in altri mercati Europei i costruttori di finestre si trovino a doversi confrontare in misura maggiore con i bilanci ecologici” afferma convinto Elmar Rastner.

A tal fine servirebbe, a suo dire, la giusta base di dati. L’azienda svizzera ha pubblicato di recente le EPD relative ai suoi distanziatori e delle inglesine viennesi. Esse forniscono dati affidabili sulle caratteristiche ecologiche di un prodotto lungo l’intero suo ciclo di vita.

NEST è l’edificio modulare per la ricerca e l’innovazione di Empa e di Eawag. Saint-Gobain Svizzera fa parte della rete di partner di NEST. I distanziatori SWISSPACER Ultimate sono stati integrati all’interno dell’unità «Sprint» in vetrate riutilizzate.
© Martin Zeller
NEST è l’edificio modulare per la ricerca e l’innovazione di Empa e di Eawag. Saint-Gobain Svizzera fa parte della rete di partner di NEST. I distanziatori SWISSPACER Ultimate sono stati integrati all’interno dell’unità «Sprint» in vetrate riutilizzate.
© Martin Zeller
Le EPD forniscono informazioni trasparenti e confrontabili sulle ripercussioni ambientali dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita. Le EPD di SWISSPACER tengono conto del “livello del prodotto”. Tale livello include a sua volta tre moduli: l’approvvigionamento di materie prime (A1), il trasporto (A2) e la produzione (A3).
© SWISSPACER

2. La Francia è un passo avanti. Il regolamento sulla protezione termica entrato in vigore all’inizio del 2022 per le nuove costruzioni pone sfide ambiziose al settore edilizio: entro il 2030 essa prevede una riduzione delle emissioni di CO2 del 40% rispetto al 1990 ed entro il 2050 mira a raggiungere la neutralità climatica nelle nuove costruzioni. La questione non riguarda più solo le prestazioni termiche bensì l’analisi dell’intero ciclo di vita degli edifici. Involucri esterni degli edifici, rivestimenti per pavimenti, finestre: tutte le parti montate di un edificio hanno notevoli ripercussioni sull’ambiente, sia in termini di energia in fase di fabbricazione sia in termini di emissioni di CO2 o di produzione di rifiuti.

Alla base del regolamento vi è l’etichetta statale per la costruzione sostenibile E+C-. Oltre a un bilancio energetico positivo, essa mira anche a ridotte emissioni di CO2 per l’intero ciclo di vita. Le norme prescrivono limiti massimi per le emissioni di CO2 e il fabbisogno energetico nonché requisiti minimi per il comfort abitativo. I materiali da costruzione con un bilancio di CO2 inferiore e migliori caratteristiche isolanti possono conseguentemente avere opportunità di mercato di gran lunga migliori.

3. “Si tratta quindi di prepararsi a queste sfide in maniera tale che i nostri clienti abbiano rapidamente i dati alla mano” afferma Elmar Rastner.
Un fondamento importante per una valutazione ecologica degli edifici è rappresentato dalle dichiarazioni ambientali di prodotto (Environmental Product Declaration). Esse sono verificate da un ente indipendente e forniscono informazioni trasparenti sulle ripercussioni ambientali dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita.

4. “Innanzitutto abbiamo pubblicato le nostre EPD. Attualmente siamo in contatto con diversi produttori di vetrocamera per sviluppare dichiarazioni ambientali di prodotto congiunte e far avanzare assieme il settore. In questo contesto potremo di certo approfittare delle esperienze maturate dalla nostra casa madre francese Saint-Gobain”: E questo sarà un argomento che possiamo solo affrontare tutti insieme come attori nel mercato.

Vuoi avere più informazioni sul progetto?

Stop di Accredia agli esami online

Dal 01/01/2023 STOP di ACCREDIA agli esami Online

Stop di Accredia agli esami online per la Certificazione dei posatori liv 4 Caposquadra e dei posatori liv 3 Senior

Accredia (Ente Italiano di Accreditamento) si è espressa: da gennaio 2023 non è più possibile eseguire le prove pratiche per gli esami per la Certificazione dei posatori liv 4 Caposquadra e dei posatori liv 3 Senior da remoto (online) ma dovranno prevedere sessioni d’esame esclusivamente in presenza (live).

LegnoLegno ha in calendario DATE DISPONIBILI per gli esami in presenza e per il Corso per Posatori liv 4 Caposquadra on-line e liv 3 Senior, propedeutico all’esame.

Per ulteriori informazioni sugli esami scrivi a esami@legnolegno.it – 0522 733018 – Oppure compila il form a fondo pagina, ti contatteremo al più presto.

Il laboratorio LegnoLegno Accreditato Accredia

con n° 1989 L e notificato alla Commissione Europea con n.1709 (Autorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico con Decreto del 1 Luglio 2022) all’attività di certificazione

Non tutti i Laboratori sono uguali ma soprattutto non tutti i risultati ottenuti attraverso prove eseguite presso differenti Laboratori hanno la medesima spendibilità.

I test eseguiti presso i Laboratori per la verifica di materiali e componenti possono avere diverso scopo:

  • Ricerca di miglioramenti
  • Analisi di errori di produzione
  • Verifica della costanza della prestazione

Quello che però nella maggior parte dei casi accomuna le verifiche di Laboratorio è la necessità di poter utilizzare le prestazioni individuate (ove possibile), procedere alla Marcatura CE.

Non tutti i Laboratori hanno la possibilità di eseguire test validi a tale finalità.

Vediamo perché.

Il Regolamento 305/2011 impone l’obbligo di marcatura CE sui prodotti da costruzione, quando rientrano nell’ambito di una norma armonizzata o sono conformi a una Valutazione Tecnica Europea (ETA).

Tra i prodotti da costruzione che ricadono sotto questa disciplina rientrano, tra le tantissime tipologie esistenti, anche le porte e finestre e più in generale tutti i serramenti regolamentati dalla UNI EN 14351-1.

In base al processo di valutazione disciplinato dal Regolamento UE 305/2011, il fabbricante deve redigere una “dichiarazione di prestazione” (DoP) con la quale si assume la responsabilità legale della conformità del prodotto da costruzione al contenuto della medesima dichiarazione.

La verifica della costanza di prestazione può essere effettuata secondo diversi sistemi di valutazione che vedono coinvolti diversi attori: tra i principali ci sono i laboratori di prova.

La Convenzione tra Accredia, Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Interno, definisce un nuovo regime di autorizzazione, dal momento che per poter svolgere le attività di verifica sui prodotti da costruzione, i laboratori di prova devono essere accreditati. Una svolta fondamentale, poiché in questo settore l’Italia era rimasta l’unico Paese europeo a non utilizzare l’accreditamento per garantire la conformità dei prodotti.

Per il laboratorio di prova, l’accreditamento conforme al Regolamento UE 305/2011 è quindi un requisito per conseguire l’autorizzazione da parte delle Autorità competenti e la successiva notifica alla Commissione europea con l’inserimento nel sistema NANDO (New Approach Notified and Designated Organisations).

Ciò comporta che i risultati derivanti dall’esecuzione di verifiche iniziali di tipo (per i sistemi che prevedono l’intervento di Laboratori di prova), eseguite presso Laboratori NON accreditati e conseguentemente notificati, non hanno la possibilità di essere utilizzati alla fine della compilazione della Dichiarazione di Prestazione, fatti salvi Organismi notificati che, seppur non accreditati, esercitano regolarmente la propria attività in virtù di decreti di autorizzazione regolarmente vigenti.

Notifica alla Commissione Europea (inserimento sistema NANDO)

Certificato di accreditamento LegnoLegno n° 1989 L

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Verifica di congruità dei costi

Alessia Filanci

Dipartimento Energia
Consorzio LegnoLegno

Tutto quello che c’è da sapere

Spesso ci viene chiesto come utilizzare l’Allegato A e come verificare la congruità dei costi preventivati al cliente. Di seguito cercheremo di farvi comprendere come gestire la verifica di congruità dei costi e quali documentazioni sono necessarie.


Come sappiamo, il 16 Aprile 2022 è entrato in vigore il cosiddetto “Decreto Costi Massimi Ammissibili” che deve essere applicato obbligatoriamente a tutte le pratiche con data inizio lavori successive al 15 Aprile.


Per data inizio lavori si intende:
• Nel caso di intervento svolto in presenza di Titolo Abilitativo: la data di inizio lavori corrisponde a quella indicata sul titolo;
• Nel caso di intervento svolto in Edilizia Libera: la data di inizio lavori viene definita dal committente, il quale sotto sua responsabilità rilascia la Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio del Committente in cui dichiara la data di inizio lavori e che l’intervento viene svolto in edilizia libera;

THANKS TO

Allegato A

Il Decreto definisce che per la verifica di congruità dei costi si deve far riferimento all’Allegato A, ossia una tabella in cui sono riportati i costi massimi specifici agevolabili per tipologia di intervento.

Ricordiamo però che i massimali di costo indicati nell’Allegato A sono considerati al netto di:
• Iva
• Prestazioni Professionali
• Opere relative all’installazione: ossia i costi per le opere provvisionali necessarie per l’installazione, come ad esempio i ponteggi, le piattaforme elevatrici ecc. (costi da verificare mediante prezziari)
• Posa per la messa in opera dei beni: ossia i costi veri e propri della pura manodopera relativa all’installazione dei serramenti (costi da verificare mediante prezzari)
Il fornitore è quindi obbligato a verificare la congruità dei prezzi e rilasciare la Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà del Fornitore con cui stabilisce la congruità della spesa.

Come è meglio procedere…

Dallo schema riportato è possibile trarre un’importante considerazione in merito al procedimento
più corretto da seguire per la verifica di congruità dei costi agevolabili:

Per poter emettere una fattura congrua, è bene che il fornitore stili un preventivo sulla base del quale verificare la congruità dei costi al fine di presentare al cliente finale un preventivo congruo da tramutare in contratto.

Esempi di verifica congruità dei costi

Vediamo 2 semplici esempi di verifica di congruità:

1° Esempio

Preventivo del fornitore

In questo caso l’esito della verifica è positivo in quantoi prezzi del fornitore non sono superiori rispetto ai massimali dell’Allegato A e del Prezziario DEI, pertanto il fornitore emetterà fattura congrua e rilascerà la dichiarazione del fornitore

2° Esempio

Preventivo del fornitore

In questo caso l’esito della verifica è negativo in quanto i prezzi del fornitore sono superiori rispetto ai massimali dell’Allegato A e del Prezziario DEI, pertanto il fornitore emetterà una fattura con la quota detraibile congrua, una fattura con la quota eccedente non congrua ed rilascerà la Dichiarazione del Fornitore relativa solamente alla quota congrua.


Vi ricordiamo che LegnoLegno rimane al fianco dei serramentisti in tutti gli aspetti che riguardano la gestione delle pratiche: sia per quanto riguarda i casi di semplice comunicazione ad Enea, sia nei casi in cui al serramentista occorra un supporto per la verifica della congruità dei costi, ed infine nei casi in cui sia necessaria l’asseverazione di congruità della spesa da parte di un tecnico abilitato.

I “RISCHI” DEI BONUS: strumenti legali per la tutela del patrimonio dell’impresa e la gestione delle insolvenze – VIDEOREGISTRAZIONE WEBINAR

Metti al sicuro la tua Azienda!

Crediti non cedibili? Clienti che ritardano i pagamenti? Problemi di liquidità?

Attenzione: il patrimonio della tua azienda potrebbe essere in pericolo!

IL VIDEO DEL WEBINAR TRATTA LE SEGUENTI TEMATICHE:

Il contratto ha forza di legge tra le parti ed è pertanto il primo strumento di tutela dell’Azienda e dell’imprenditore. Questo non solo per limitare le responsabilità del serramentista, ma soprattutto per l’obiettivo primario di qualsiasi fornitura: riceverne il pagamento senza ritardi!

Un contratto chiaro e completo è il miglior modo per prevenire gli insoluti e rende molto più rapido il recupero dei crediti.

Come attivare, però, le clausole contrattuali? Cosa fare, viceversa se un contratto di questo tipo è mancato? E’ stato fatto, a monte, un check sui contratti e sulle clausole poste a tutela degli incassi? Abbiamo tutelato, a valle, il patrimonio dell’azienda e dei soci in caso di problemi di liquidità?

Questo webinar fornirà, passo dopo passo, le linee guida fondamentali per conoscere come meglio agire ed essere in grado di trovare soluzioni attuabili e il più possibile, tutelanti.

GUARDANDO IL WEBINAR POTRAI:

  • Controllare se sono state inserite clausole contrattuali idonee a tutelare gli incassi
  • Recuperare efficacemente gli insoluti grazie agli strumenti per prevenire e gestire le insolvenze
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I Relatori oltre a trattare l’argomento, hanno dato risposte alle domande relative a reali casi aziendali dei partecipanti.

Relatori:

Avv. Simone Franzoni, Studio Legale Associato Franzoni Dittamo

 

I “RISCHI DEL BONUS” – Videoregistrazione Webinar

 

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