Le informazioni che fanno la differenza nell’installazione
Home Le informazioni che fanno la differenza nell’installazione

Le informazioni che fanno la differenza nell’installazione

La Norma UNI 11979, guida essenziale per serramentisti e produttori di controtelai e monoblocchi.

La norma italiana UNI 11979, ratificata a Maggio 2025, definisce le metodologie e i criteri per la caratterizzazione di controtelai e controtelai monoblocco utilizzati per l’installazione di finestre, porte esterne e interne pedonali, chiusure oscuranti e schermature solari.

Questa norma è cruciale non solo per chi fabbrica questi componenti, ma anche per il serramentista che li acquista e li installa, in quanto stabilisce, tra i tantissimi contenuti, anche le informazioni e istruzioni essenziali (dettagliate nell’Appendice F) da fornire ed acquisire in merito all’installazione dei prodotti.

La cooperazione e lo scambio di informazioni tra produttore e installatore sono, dunque, fondamentali.

THANKS TO

L’Importanza cruciale di un’informazione chiara e di un controllo rigoroso.

Perché tanta attenzione all’installazione?

Per il serramentista, è di fondamentale importanza ricevere, comprendere e seguire scrupolosamente le istruzioni fornite dal fabbricante dei controtelai e controtelai monoblocco.

Il mancato rispetto di tali indicazioni, o l’assenza di un adeguato controllo sul processo di posa, può comportare evidenti difformità rispetto a quanto atteso dal committente. Ciò può compromettere seriamente non solo le prestazioni dichiarate del prodotto, ma anche la sua durabilità nel tempo e la sicurezza d’uso. La norma UNI 11979 sottolinea la necessità di mantenere in opera le prestazioni del prodotto, un obiettivo che dipende intrinsecamente dalla qualità dell’installazione.

Lampante esempio di quanto descritto è proprio la verifica delle prestazioni dei controtelai e monoblocchi che prevede le “misurazioni” delle prestazioni comprensive dei giunti di installazione;

  1. Per monoblocchi e controtelai di libera installazione è oggetto di misura, oltre al prodotto, anche il giunto di posa primario (tra muratura e controtelaio/monoblocco);
  2. Per monoblocchi e controtelai proprietari è oggetto di misura, oltre al prodotto, sia il giunto di posa primario che secondario (quindi tra muratura e controtelaio/mono-blocco e tra controtelaio/monoblocco e serramento.

Le esperienze di Laboratorio stanno fornendo dati pioneristici ed innovativi; ad esempio, se la posa del controtelaio/monoblocco viene eseguita senza le dovute accortezze e con utilizzo di materiali non selezionati corretta­mente, la verifica acustica è influenzata in modo devastante dal giunto di installazione con il conseguente crollo della prestazione. (v. Fig. 1 e Fig. 2)

Cercando, a grandi linee di dare una indica­zione del valore tra i due prodotti si consideri che un aumento di 10 dB si isolamento cor­risponde a una riduzione di intensità sonora di 10 volte.

Nel caso evidenziato, una differenza di 7 dB (41 dB – 34 dB) significa che il prodotto da 41 dB è circa 5 volte più efficace nel ridurre l’in­tensità del suono che lo attraversa rispetto al prodotto da 34 dB, con un impatto sul comfort acustico molto significativo. Il tutto non legato alla variazione del prodotto ma esclusivamente all’incidenza del giunto di posa.

Per questo motivo, l’intero processo di forni­tura e posa in opera richiede una definizione chiara dei ruoli e delle responsabilità, come stabilito dalla norma UNI 10818. La progetta­zione dell’installazione deve seguire requisiti e criteri di verifica specifici stabiliti dalla UNI 11673-1, mentre l’esecuzione della posa in opera è soggetta a criteri di verifica dettagliati dalla UNI 11673-4.

Un elemento chiave per garantire un’instal­lazione a regola d’arte è la qualificazione/certificazione degli operatori che possono essere verificate e documentate secondo i requisiti di conoscenza, abilità e compe­tenza definiti dalla norma UNI 11673-2.

Questo approccio sistematico assicura che il contributo prestazionale dei contro­telai e controtelai monoblocco sia piena­mente realizzato nel contesto dell’edificio.

Appendice F: Informazioni essenziali per il produttore e richieste fondamen­tali per il serramentista

L’Appendice F della UNI 11979 è una sezione normativa che dettaglia le informazioni cruciali che devono essere scambiate per una posa in opera efficace e conforme.

Si divide in 3 parti che di seguito sono det­tagliatamente descritte su ciò che ciò che il fabbricante DEVE fornire e il serramentista DEVE Conoscere.

Il punto F.1 stabilisce le informazioni mi­nime che il fabbricante di controtelai o controtelai monoblocco deve fornire in relazione ai fissaggi nel caso il serramento sia fissato alla traversa superiore del con­trotelaio/monoblocco.

Per il serramentista, è essenziale acquisire e comprendere a fondo questi dettagli per garantire la stabilità e la sicurezza dell’installazione. Le informazioni includono:

  • Interasse, posizione e natura dei fissaggi.
  • Tipologia dell’elemento di fissaggio impiegato.
  • Dettagli dei punti che richiedono un fissaggio particolarmente rigido.
  • Presenza/necessità di elementi di rin-forzo e relativi dimensionamenti/posizionamenti.
  • Prospetto di staffatura della traversa superiore (se significativo).
  • Limiti d’impiego dei controtelai / contro-telai monoblocco.
  • Altri dettagli rilevanti direttamente collegati al controtelaio e/o controtelaio monoblocco che influenzano la sua resistenza al carico del vento e, se significativo, ai tentativi di effrazione.
  • Dettagli della condizione di sicurezza e/o delle condizioni che soddisfano i requisiti della classe di resistenza dichiarata (se significativo).
  • Ogni ulteriore informazione che consenta di riprodurre le condizioni di installazione realizzate in sede di prova e di ottemperare alle normative cogenti previste in ambito nazionale.

Il punto F.2 riguarda Le istruzioni minime e informazioni generali di installazione che chi fabbrica il controtelaio/monoblocco deve rendere disponibili, e che quindi il serramentista deve acquisire e se necessario richiedere. Queste indicazioni sono fondamentali per guidare il processo di posa in opera e il serramentista ha la responsabilità di seguirle accuratamente.

  • Dettagli degli spazi da mantenere tra i giunti di installazione.

Inoltre, in caso di presenza di guide accessorie (come quelle per avvolgibili, zanzariere, frangisole, ecc.), il fabbricante deve fornire informazioni aggiuntive che il serramentista deve consultare e applicare:

  • Tipo di fissaggio e distanza massima tra i punti di fissaggio nella guida.
  • Tipo e punti di fissaggio del dispositivo antisollevamento, se presente.
  • Indicazioni sull’eventuale presenza di sistemi o dispositivi (quali ad esempio sistemi di VMC) onde evitare interferenze con i sistemi di fissaggio del serramento.
  • Tolleranze dei controtelai e controtelai monoblocco rilevate ad installazione in opera effettuata, escluse finiture e rasature, considerando i limiti ammessi di seguito.

Il punto F.3 è una importante novità; definisce le informazioni minime che il fabbricante del controtelaio o controtelaio monoblocco deve acquisire prima dell’installazione.

In questo caso il serramentista gioca un ruolo attivo, fornendo i dati necessari per assicurare che il prodotto sia adeguato al contesto specifico dell’edificio e che l’installazione possa avvenire senza problemi, operando in piena coerenza con le indicazioni del produttore.

  • Stratigrafia della parete e tipologia dei materiali costituenti nella quale il controtelaio e/o controtelaio monoblocco è collocato.
  • Posizionamento del serramento rispetto alla larghezza dell’intradosso.
  • Tipologia e sezione del serramento installato, comprensiva del sistema di apertura e delle relative dimensioni.
  • Tipologia degli eventuali prodotti complementari previsti (avvolgibile, frangisole, oscurante, ecc.) e tipologia e posizionamento degli eventuali fissaggi rilevanti.
  • Principali prestazioni del prodotto da installare (classe di resistenza al carico di vento, isolamento acustico, permeabilità all’aria, ecc.).
  • Profondità minima di penetrazione dell’elemento accessorio (telo dell’avvolgibile, zanzariera, frangisole, ecc.) nella guida.
  • Posizione, numero e configurazione dei punti di ancoraggio di cardini e telai delle chiusure oscuranti.
  • Necessità di eventuali elementi di rinforzo/fissaggio.

Tutte le informazioni e istruzioni della presente appendice F sono fornite considerando le di-verse tipologie di apertura dei serramenti e le caratteristiche dei materiali impiegati.

Per il serramentista, richiedere e fornire attivamente queste informazioni è un passo indispensabile per assicurare la conformità, la performance e la soddisfazione del cliente finale.

In conclusione, la norma UNI 11979, come ogni standard appena introdotto, rappresenta un fondamentale punto di partenza per l’intero settore. Essa definisce un quadro chiaro per la caratterizzazione e l’installazione di controtelai e monoblocchi, promuovendo un sistema di autoregolamentazione che mira a migliorare continuamente lo “stato dell’arte”.

Per il produttore, fornire istruzioni dettaglia-te e acquisire le informazioni necessarie dal cantiere è un atto di responsabilità.

Per il serramentista, invece, richiedere, comprendere e seguire scrupolosamente tali indicazioni, unitamente a un controllo rigoroso, è un elemento di maggiore tutela per tutti gli attori coinvolti.

L’adozione coerente di queste pratiche garantisce non solo il mantenimento delle prestazioni dichiarate dei prodotti e la loro durabilità, ma anche la sicurezza d’uso e la piena soddisfazione del cliente finale, riducendo significativamente il rischio di difformità e problematiche future.

DAVIDE BARBATO
Responsabile Qualità Laboratorio Tecnologico LegnoLegno davide.barbato@legnolegno.it

SPECIALE MONOBLOCCHI

Con la pubblicazione della UNI 11979:2025 – “Controtelai e controtelai monoblocco per serramenti – Caratteristiche prestazionali e requisiti” – si compie un passo importante per dare identità, regole e trasparenza ad un elemento che nonostante sia di fondamentale importanza nell’installazione del serramento e, nonostante sia oggi ampiamente adoperato in ambito costruttivo, fino a questo momento ha vissuto in un limbo normativo
La norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equi­valenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria che però, finalmente, propone regole chiare e condivise.
Ma quali sono? E cosa cambia per te?

In questi articoli di approfondimento illustriamo la norma e perché è così importante per il settore.

leggi qui UNI 11979: Una svolta per controtelai e monoblocchi
leggi qui Il monoblocco di “libera installazione”
leggi qui ⮕ Il monoblocco “proprietario”

Per informazioni compila il FORM

UNI 11979:2025 una svolta per controtelai e monoblocchi

Ragazzi, parliamoci chiaro: nel nostro mondo, quello dei serramenti, ogni dettaglio conta.

E un componente che spesso è stato un po’ il “parente povero” della progettazione, ma che in realtà è fondamentale per la buona riuscita del lavoro, è proprio il controtelaio, sia esso tradizionale o monoblocco.

Fino a poco tempo fa, diciamocelo, non avevamo una norma specifica che mettesse nero su bianco come dovevano essere caratterizzati questi elementi. Ognuno andava un po’ per la sua strada, con metodi, criteri e prove magari diversi. Questo creava non poca confusione e, a volte anche qualche grattacapo in cantiere o, peggio, dopo la posa.

THANKS TO

Ed è proprio per risolvere questa “lacuna” che è nata la nuova norma UNI 11979, entrata a far parte del corpo normativo nazionale il 29 maggio 2025.

La natura volontaria delle norme UNI: un impegno per la qualità

È fondamentale precisare che la norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equivalenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria. Le norme UNI sono frutto del contributo delle parti interessate e fanno parte di un sistema di autoregolamentazione che ha lo scopo di creare e tenere aggiornato lo stato dell’arte in un determinato settore, garantendo una qualità disponibile e diffusa. Non sono, di per sé, leggi o decreti vincolanti, anche se possono essere esplicitamente richiamate da specifici contratti. Tuttavia, l’adozione delle norme UNI rappresenta una scelta consapevole verso l’eccellenza, la trasparenza e la conformità alle migliori pratiche riconosciute a livello nazionale, offrendo un riferimento autorevole per la progettazione, la produzione e l’installazione.

Non solo “cosa”, ma “come”: la metodologia standardizzata al centro della norma

Un aspetto cruciale da comprendere della UNI 11979 è che, sebbene per la determinazione di molte caratteristiche prestazionali si faccia riferimento a norme già esistenti – come quelle per la permeabilità all’aria (UNI EN 12114), la tenuta all’acqua (UNI EN 1027), l’isolamento acustico (UNI EN ISO 10140-1 e UNI EN

ISO 10140-2), l’isolamento termico (UNI EN ISO 10211), o la resistenza all’effrazione (UNI EN 1628, 1629, 1630) – il vero “cambio di gioco” è la standardizzazione e la specificazione delle metodologie applicative di queste prove ai controtelai e ai monoblocchi. La norma, infatti, definisce chiaramente il “come” queste misurazioni debbano essere condotte nel contesto specifico del controtelaio e del controtelaio monoblocco.

Questo significa che vengono stabilite precise condizioni di prova, come:

  • La necessità di installare un “tamponamento” (un pannello di riempimento predefinito o con prestazioni note) per simulare la presenza del serramento, definendone le dimensioni e le caratteristiche per ciascuna prova.
  • L’installazione del controtelaio o monoblocco all’interno di una struttura che simula il vano murario, definendone le caratteristiche geometriche e dimensionali per non influenzare i risultati.
  • Per l’isolamento acustico, la norma prevede una deroga specifica alla UNI EN ISO 10140-1, indicando che l’installazione del controtelaio non deve avvenire con il riempimento del giunto primario tramite materiale assorbente, ma con i materiali previsti dal fabbricante, al fine di misurare il contributo del giunto primario stesso.
  • Per l’isolamento termico, la norma stabilisce l’uso di stratigrafie di parete normalizzate (come quelle in Appendice E) e posizionamenti specifici (a filo interno, in mezzeria) per la de-terminazione dei ponti termici lineari.
  • Le modalità operative di prova per la tenuta all’acqua sono delineate in dettaglio, con specifiche indicazioni sul posizionamento delle barre di spruzzaggio rispetto al provino.

Questo approccio garantisce che i risultati ottenuti siano compara-bili e affidabili per i controtelai e monoblocchi, fornendo una base solida per la loro valutazione e per il corretto abbinamento con i serramenti.

UNI 11979:2025

Perché è stata pubblicata questa norma? Ma soprattutto, perché è così importante per noi?

Il motivo è semplice: la UNI 11979 serve a definire metodologie e criteri ben precisi per la caratterizzazione di controtelai e controtelai monoblocco. Che si tratti di finestre, porte esterne e interne pedonali, chiusure oscuranti o schermature solari, questa norma ci dice come valutare le prestazioni di questi elementi, considerando tutti i componenti aggiuntivi (o accessori) e i materiali complementari, e persino i loro giunti di installazione ai vani.

In pratica, lo scopo è uno solo: assicurare che il controtelaio e il monoblocco contribuiscano a mantenere in opera le prestazioni del serramento che andiamo a installare, così come dichiarate dal produttore del serramento stesso. È un po’ come dire: il serramento è un campione, ma se il suo “trampolino di lancio” non è all’altezza, rischia di non esprimere tutto il suo potenziale!

Le caratteristiche prestazionali devono essere determinate ed espresse in conformità a quanto specificato nei punti da 5.1 a 5.8 della norma, tenendo conto delle differenti condizioni climatiche e d’uso.

Quali sono i vantaggi concreti nel seguirla? Prepariamoci a un bel salto di qualità!

Questa norma è un vero e proprio strumento per la qualità e la trasparenza. Ecco alcuni dei vantaggi chiave per tutti noi:

  • Chiarezza e Standardizzazione: Finalmente avremo un linguaggio comune per valutare i controtelai. Addio “zone grigie”!
  • Prestazioni Specifiche: La norma entra nel dettaglio delle prestazioni, e questo è un punto da non sottovalutare:
  • Permeabilità all’aria: La determinazione delle perdite d’aria deve avvenire secondo la UNI EN 12114, applicando sia pressioni positive che negative. I rapporti di prova devono riportare quanto specificato nella UNI EN 12114.
  • Tenuta all’acqua: Viene specificato come misurare le infiltrazioni secondo la UNI EN 1027. Questa caratteristica non è ritenuta significativa per i controtelai impiegati per finestre su coperture inclinate, dove è necessaria un’adeguata impermeabilizzazione.
  • Isolamento acustico: Le prove di laboratorio devono essere condotte in conformità a UNI EN ISO 10140-1 e UNI EN ISO 10140-2. I risultati devono essere riportati secondo UNI EN ISO 717-1.
  • Isolamento termico: Questo è un punto cruciale. La norma ci aiuta a identificare e correggere i ponti termici lineari, che possono causare problemi energetici, igienico-sanitari e di comfort (muffe, condensa). L’analisi si basa su valutazioni che includono la presenza di isoterme critiche, la temperatura minima per evitare muffe, l’analisi del ponte termico lineare e la determinazione numerica dello stesso (ψ) secondo UNI EN ISO 10211. Per i monoblocchi con cassonetto, viene calcolata anche la trasmittanza termica (Usb) secondo UNI EN ISO 10077-2.
  • Requisiti meccanici e di sicurezza: Le caratteristiche di resistenza meccanica dei fissaggi devono essere in grado di trasferire all’edificio carichi come il vento, il peso del serramento, le movimentazioni delle ante, le variazioni dimensionali dei materiali, false manovre, carichi orizzontali e tentativi di effrazione. Vengono fornite indicazioni sugli interassi e il posizionamento dei punti di fissaggio (es. non superiore a 700 mm, distanza dall’angolo massimo 150 mm). I materiali di riempimento dei giunti non sono considerati sistemi di fissaggio idonei.
  • Resistenza al carico del vento: Le prove verificano la capacità di mantenere in sede il tamponamento (che simula il serramento) in sicurezza sotto l’azione del vento, fino a pressioni elevate (Classe 5 da UNI EN 12210, con Pressione al carico di sicurezza di 3000 Pa).
  • Resistenza all’effrazione: Per i controtelai “di libera installazione”, sono previste prove specifiche (che si basano sulle UNI EN 1628, 1629, 1630) per classificarne la resistenza ai tentativi di scasso. Questo significa che il controtelaio non sarà un punto debole per la sicurezza dell’intero sistema. Per i controtelai “proprietari”, la prova avviene con il serramento rappresentativo della famiglia.
  • Durabilità: Si pone grande enfasi sulla scelta dei materiali e sulla loro capacità di mantenere le prestazioni nel tempo, prevenendo problemi come ristagni d’acqua o condense interstiziali. Ai produttori è richiesto di documentare ogni informazione disponibile circa la capacità dei materiali di mantenere le prestazioni nel tempo.
  • Composti Organici Volatili (VOC) e Sostenibilità: Una bella novità! I controtelai a contatto con l’ambiente interno dovranno avere documentazione sulle emissioni di VOC, determinate in conformità a UNI EN 16516 o UNI EN ISO 16000-9. Inoltre, dovranno indicare il contenuto cumulativo di materiale recuperato o riciclato e le modalità di smaltimento a fine vita. Un passo avanti verso un’edilizia più green!
  • Tolleranze Dimensionali Chiare: La norma fornisce tabelle dettagliate con i limiti ammessi per altezza, larghezza, profondità e spessore, sia per le misure esterne del controtelaio che per la sede dell’infisso e i cassonetti. Questo aiuterà a ridurre gli errori in fase di produzione e installazione.
  • Informazioni e Istruzioni dettagliate: I produttori di controtelai e monoblocchi dovranno fornire istruzioni minime chiare sui fissaggi (interasse, posizione, tipologia), la necessità di elementi di rinforzo, e i limiti d’impiego. Devono anche indicare dettagli sugli spazi da mantenere tra i giunti e informazioni aggiuntive per la presenza di guide accessori (avvolgibili, zanzariere, frangisole). Allo stesso tempo, i produttori dovranno acquisire informazioni specifiche sulla stratigrafia della parete, sul serramento da installare e sulle sue prestazioni, per fornire il controtelaio/monoblocco più adatto. Questo è un enorme vantaggio per gli installatori, che potremo lavorare con maggiore certezza e sicurezza.

Un mondo un po’ diverso da quello che ci si aspettava

Le procedure per la caratterizzazione prestazionale dei controtelai e monoblocchi, tramite l’applicazione pratica nei test sta generando dati oggettivi fondamentali.

Tali riscontri, derivanti da un’attenta verifica, in alcuni casi evidenziano che i prodotti sottoposti a prova offrono prestazioni che, sebbene conformi alle metodologie definite dalla norma UNI 11979, in alcune istanze si discostano o risultano inferiori a quelle presunte o attese. Questi dati, frutto dell’applicazione rigorosa degli standard di prova, lungi dall’essere un mero riscontro negativo, indicano concrete aree di miglioramento e rappresentano una preziosa opportunità per i produttori di serramenti e controtelai/monoblocco. L’analisi approfondita di tali evidenze consente di individuare con precisione dove intervenire per ottimizzare le performance dei prodotti, fornendo così un supporto diretto verso soluzioni sempre più efficienti e affidabili, a beneficio della committenza finale.

Insomma, la UNI 11979 è molto più di una semplice norma. È uno strumento che eleva lo standard qualitativo del lavoro, garantendo maggiore sicurezza, prestazioni più elevate, trasparenza e un occhio alla sostenibilità. Per i produttori, è un’occasione per verificare la qualità dei propri prodotti. Per i serramentisti, è la maggior certezza di avere basi solide su cui installare i propri serramenti, minimizzando i rischi e massimizzando i risultati.

È quindi oggi possibile essere parte di questo cambiamento e fare della UNI 11979 un nuovo punto di riferimento!

DAVIDE BARBATO
Responsabile Qualità Laboratorio Tecnologico LegnoLegno davide.barbato@legnolegno.it

SPECIALE MONOBLOCCHI

Con la pubblicazione della UNI 11979:2025 – “Controtelai e controtelai monoblocco per serramenti – Caratteristiche prestazionali e requisiti” – si compie un passo importante per dare identità, regole e trasparenza ad un elemento che nonostante sia di fondamentale importanza nell’installazione del serramento e, nonostante sia oggi ampiamente adoperato in ambito costruttivo, fino a questo momento ha vissuto in un limbo normativo
La norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equi­valenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria che però, finalmente, propone regole chiare e condivise.
Ma quali sono? E cosa cambia per te?

In questi articoli di approfondimento illustriamo la norma e perché è così importante per il settore.

leggi qui Il monoblocco di “libera installazione”
leggi qui ⮕ Il monoblocco “proprietario”
leggi qui ⮕ Le informazioni che fanno la differenza. La Norma UNI 11979: Guida essenziale per serra­mentisti e produttori di controtelai e monoblocchi

Per informazioni compila il FORM

CAM Edilizia Settore Serramento

Guida Pratica per Materiali, Certificazioni e Documentazione

Nel Decreto CAM Edilizia sono riportati molteplici requisiti riguardanti
sia il prodotto finito sia i materiali e componenti.
Questi sono suddivisi in due categorie:

  • Requisiti Base
  • Requisiti Premianti
    Questa differenziazione non riguarda l’obbligo, da parte di un’impresa,
    di soddisfare tutti i requisiti base, ma è relativa alla possibilità
    di ottenere un punteggio migliore soddisfacendo i requisiti premianti,
    nelle gare d’appalto per gli affidamenti di interventi pubblici.

THANKS TO

Nell’eventualità in cui, un’impresa non riesca a soddisfare alcun requisito, né base né premiante, potrà decidere se:

  1. Rinunciare agli interventi della Pubblica Amministrazione;
    oppure
  2. Impegnarsi verso la direzione della sostenibilità, cercando di migliorare in materia di produzione, consumo, risparmio, ecc.

RICORDIAMO!
CAM (Criteri Ambientali Minimi):
requisiti ambientali definiti dal Ministero della Transizione Ecologica (MITE) per le varie fasi del processo di acquisto, volti ad individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita.
I Requisiti CAM sono obbligatori per poter eseguire interventi della Pubblica Amministrazione e sono stati stabiliti con l’obbiettivo di ridurre gli impatti ambientali e promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibili.

La Tabella è riepilogativa dei principali requisiti applicabili al settore serramento:

Sulla base di quanto sopra, vediamo alcuni esempi pratici di verifica della documentazione ai fini della sua validità in relazione dei Requisiti CAM.
1. Esempio Requisito 2.5.6 Prodotti legnosi:
Per soddisfare questo requisito è fondamentale che il fornitore dei prodotti sia in possesso della Certificazione di Catena di Custodia (CoC), rilasciata da organismi di valutazione della conformità, dell’FSC® o del PEFC.
Tale Catena di Custodia implica un sistema di tracciabilità che segue il percorso del legname, dalla foresta al consumatore finale.

2. Esempio Requisito 2.5.1 Emissioni Inquinamento Indoor:
Per soddisfare questo requisito è fondamentale presentare rapporti di prova rilasciati da laboratori accreditati oppure schemi di Certificazione tra quelli indicati in Decreto, al fine di determinare il rispetto dei limiti di emissione (μg/m³) a 28 giorni per determinati materiali come adesivi, sigillanti, pitture e vernici, a contatto con l’ambiente interno.

ALESSIA FILANCI Dipartimento Energia Consorzio LegnoLegno


Legnolegno offre ai suoi clienti l’assistenza necessaria sia in fase di Certificazione di Catena di Custodia FSC®/PEFC, sia in fase di Mappatura dei Requisiti CAM.


oppure compila il FORM in fondo alla pagina

Finestra + sostenibile: LCA TOOL

Migliorare l'impatto ambientale dei serramenti in legno


Venerdì 21 marzo è stato presentato ufficialmente a Correggio, presso la sede del Consorzio il primo LCA Tool del settore serramenti in Italia di proprietà di LegnoLegno e sviluppato dal gruppo di ricerca LCA del Dipartimento DISA dell’Università di Bergamo per condurre valutazioni LCA di serramenti in legno finalizzate alla generazione di Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD). 

Uno strumento validato e certificato da organismo di parte terza accreditato per ridurre i tempi e i costi di ottenimento di EPD.

A cosa serve il LCA Tool?

L’LCA Tool, rientra nelle attività di FINESTRA+ Sostenibileil progetto di LegnoLegno che consente ai serramentisti di valorizzare sul mercato le caratteristiche di sostenibilità dei loro prodotti e li aiuta a:

  • calcolare l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita del prodotto (produzione, utilizzo, fine vita);
  • generare EPD personalizzate, rispondendo così ai requisiti dei CAM – Criteri Ambientali Minimi, richiesti per partecipare ad appalti pubblici o progetti edilizi sostenibili;
  • offrire informazioni trasparenti e verificate a progettisti, committenti e consumatori finali;
  • migliorare i processi aziendali con dati certi, promuovendo un’evoluzione sostenibile anche dal punto di vista industriale.

LCA Tool: otto aziende italiane aprono la strada

La sperimentazione del Tool ha coinvolto otto imprese del settore che hanno svolto ricerca e innovazione per migliorare la sostenibilità ambientale dei propri prodotti: Finnova, Zazzaretta Infissi, Falegnameria Bozzarelli, PM Serramenti, Italserramenti, Marvulli Serramenti, Falegnameria Scarin e Falegnameria Aresi.

Queste aziende hanno lavorato con tecnici e ricercatori per analizzare consumi, materiali, processi e dati ambientali reali, fornendo la base scientifica e tecnica per costruire un modello LCA validato da ente terzo accreditato.

l gruppo degli 8 serramentisti insieme ai partner di FINESTRA+ (MungoFantacciWorking ProcessFinitureDDXCloudfabricPilkingtonNSG Group), ha consentito la creazione di una banca dati sui materiali e sui processi di produzione nel primo semestre del 2025. I dati prodotti durante questa indagine saranno messi a disposizione dei partner di FINESTRA+ e degli stakeholders della filiera.

SONO INTERVENUTI

STEFANO MORA, Direttore del Consorzio LegnoLegno

  • Dall’esigenza all’innovazione: un LCA tool per aziende più competitive e una filiera più sostenibile.

Il contributo del vetro alla riduzione degli impatti ambientali dei serramenti. Pilkington
Nuovi requisiti CAM e impatti ambientali dei prodotti per l’installazione. Mungo

ELISABETTA PALUMBO, Architetto Ph.D, Professoressa associato c/o Dip. Ingegneria e Scienze Ambientali (DISA), Università degli Studi di Bergamo

  • LCA Tool Legno Legno: dall’ideazione alla valutazione

BRAND PARTNER

Per informazioni: pamela.manfredini@legnolegno.it  3397802824

Decreto “CAM edilizia” e fondi PNRR

Requisiti tecnici per la filiera dei serramenti

Negli ultimi anni, l’Italia ha assistito a un significativo aumento delle richieste di soddisfacimento dei requisiti tecnici previsti dal Decreto
“CAM edilizia” (Criteri Ambientali Minimi). Questo fenomeno è strettamente legato all’impiego dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per interventi edilizi nella pubblica amministrazione.

THANKS TO

Il decreto, concepito per promuovere la sostenibilità ambientale
nel settore delle costruzioni, introduce criteri specifici anche per materiali e processi utilizzati, con un’attenzione particolare a porte e finestre. Questi elementi sono essenziali per definire l’efficienza energetica e la sostenibilità complessiva degli edifici, sia nei casi di nuova costruzione che di riqualificazione dell’esistente.


L’importanza del Decreto “CAM edilizia”

Il Decreto “CAM edilizia” nasce con l’obiettivo di adottare politiche di acquisto virtuose da parte delle Pubbliche Amministrazioni, riducendo l’impatto ambientale delle costruzioni, incentivando l’uso di materiali eco-compatibili, migliorando l’efficienza energetica e riducendo le emissioni di CO2. Questo approccio è in linea con gli obiettivi dell’Unione Europea per la transizione ecologica e l’economia circolare, contribuendo a una costruzione più sostenibile e rispettosa dell’ambiente. L’introduzione dei CAM ha portato a una vera e propria rivoluzione nel settore edilizio, imponendo nuove sfide ma anche aprendo la strada a opportunità di innovazione e miglioramento qualitativo.


L’influenza dei fondi PNRR

I fondi del PNRR hanno svolto un ruolo cruciale nell’accelerare la necessità di adeguarsi ai CAM. Infatti, molti progetti pubblici finanziati con questi fondi richiedono la conformità ai criteri stabiliti dal decreto. Le amministrazioni pubbliche devono dimostrare di rispettare i CAM per poter accedere ai finanziamenti, il che ha determinato una crescita esponenziale delle richieste di prodotti conformi, anche nel settore dei serramenti. Porte e finestre, essendo elementi fondamentali per l’efficienza energetica degli edifici, sono tra i prodotti da costruzione considerati in questo incremento di richieste.

Le problematiche della filiera dei serramenti

L’adozione dei requisiti CAM nella produzione di porte e finestre ha sollevato diverse problematiche nella filiera produttiva. Queste problematiche possono essere raggruppate in tre principali categorie: competenze, approvvigionamenti e collaborazioni nella filiera.


– Necessità di nuove competenze

La produzione di serramenti conformi ai CAM richiede nuove competenze tecniche e ambientali.
Le aziende del settore devono investire in formazione e nell’aggiornamento delle conoscenze per essere in grado di progettare e realizzare prodotti conformi ai nuovi standard.
Questo processo di aggiornamento non è immediato e può rallentare le forniture, causando problematiche relazionali e contrattuali con i committenti. La necessità di competenze specializzate coinvolge moltissimo anche i fornitori di materiali e componenti, che devono adeguarsi ai nuovi requisiti e garantire prodotti con caratteristiche documentate da test e certificazioni di parte terza.


– Problemi di approvvigionamento

L’aumento della domanda di materiali ecocompatibili può potenzialmente portare a problemi di approvvigionamento. Le materie prime, i materiali ed i componenti necessari per rispettare i requisiti CAM, (legno certificato FSC, materie prime e materiali riciclati, prodotti vernicianti a basso impatto, materiali a bassa emissione di VOC, ecc.) sono spesso limitate e soggette a fluttuazioni di mercato. Questo può creare difficoltà produttive per i produttori di serramenti, che devono garantire la continuità della produzione senza compromettere la qualità e la conformità dei prodotti. Inoltre, le tempistiche di approvvigionamento possono allungarsi, causando potenziali ritardi negli interventi e aumentando i costi.


– Necessità di una “filiera collaborativa”

Un’altra problematica emergente, forse la più importante, è la necessità di disporre di una “filiera collaborativa”, in cui tutti gli attori della catena produttiva e distributiva siano preparati e in grado di supportarsi a vicenda.
Questo significa che fornitori, produttori, distributori e installatori devono lavorare in sinergia per affrontare le sfide comuni.

Una filiera collaborativa permette di condividere conoscenze, risorse e competenze, riducendo i tempi di risposta e migliorando la qualità complessiva dei prodotti. Tuttavia, costruire e mantenere una filiera collaborativa richiede impegno e investimenti, ma soprattutto una forte volontà di cooperazione tra le diverse parti coinvolte.


Le strategie di adattamento

Per affrontare queste problematiche, le aziende del settore dei serramenti stanno adottando diverse strategie di adattamento. Tra queste, vi è l’investimento in ricerca e sviluppo per individuare materiali o fornitori alternativi che soddisfino i CAM e siano più accessibili. In sostanza, l’adesione ai criteri CAM può anche far variare i rapporti commerciali fornitore/serramentista, anche se consolidati da tempo.
Si consideri che, almeno potenzialmente, è possibile che molti serramentisti possano creando reti di collaborazione (anche informali) con fornitori “certificati” per assicurarsi un approvvigionamento costante di materie prime eco-compatibili. Questo consentirebbe di stabilizzare le catene di fornitura e di mitigare i rischi legati alla disponibilità dei materiali.
La formazione continua del personale è poi un altro pilastro fondamentale. E’ indispensabile promuovere di aggiornamento e collaborazioni con strutture formative specializzate per sviluppare competenze specifiche nel campo della sostenibilità ambientale.
Infine, l’adozione di tecnologie avanzate di produzione e controllo qualità può consentire di ottimizzare i processi produttivi, riducendo sprechi e migliorando l’efficienza complessiva.
Questo non solo aiuta a contenere i costi ma anche a garantire prodotti che soddisfano pienamente i requisiti CAM. Tecnologie come la digitalizzazione della produzione, l’automazione e l’uso di sistemi di monitoraggio in tempo reale possono migliorare significativamente la capacità di adattamento delle aziende alle nuove esigenze del mercato.

STEFANO MORA

Direttore
Consorzio LegnoLegno

Legnolegno offre ai suoi clienti l’assistenza necessaria sia in fase di Certificazione di Catena di Custodia FSC®/PEFC, sia in fase di Mappatura dei Requisiti CAM.


oppure compila il FORM in fondo alla pagina

– Se desideri ricevere maggiori informazioni compila il FORM in fondo alla pagina

– Leggi tutti gli articoli di LegnoLegnoNews

La certificazione forestale di gruppo “CONLEGNO TRUST”: un’opportunità da conoscere

La certificazione forestale di Catena di Custodia è importante per molteplici fattori:

  1. Per partecipare a bandi Pubblici che richiedono il soddisfacimento dei CAM (Criteri Ambientali Minimi)
  2. Per dimostrare ai clienti finali la “tracciabilità” del Marchio dalla
    foresta ai prodotti finiti in legno
  3. Per poter comunicare concretamente di essere un’azienda attenta alla sostenibilità

THANKS TO

formazione

Tuttavia, per alcune aziende, ottenere tale certificazione può presentare diverse sfide significative: soddisfacimento dei requisiti, capacità logistica, formalizzazione delle procedure, … ma, con
la giusta strategia e il supporto adeguato, è possibile superare gli ostacoli e trarre vantaggio dai benefici a lungo termine che essa offre.


Andando incontro a questa necessità il Consorzio Conlegno, ha deciso di costituire un “Gruppo di certificazione” denominato “Conlegno TRUST” ed ha iniziato una proficua collaborazione col
Consorzio LegnoLegno che da sempre offre il proprio supporto ai serramentisti.

Insieme ci presentiamo ai produttori di serramenti e dei principali componenti in legno che vogliono ottenere il Marchio FSC® e/o PEFC per rispondere ai criteri CAM e per dimostrare la loro attenzione alla sostenibilità ambientale.


La certificazione di gruppo è un’opportunità per le piccole aziende per affrontare il processo di certificazione, perchè consente di ottenere e mantenere la certificazione forestale a dei costi che risultano essere generalmente inferiori di circa il 50% rispetto all’ottenimento della “certificazione singola”.


Può essere d’aiuto un esempio: il “Comune di Fantasia” commissiona serramenti in legno al serramentista “XYZ Finestre e porte” e gli richiede di elaborare la Mappatura CAM che prevede che i materiali legnosi provengano da foreste gestite in modo sostenibile, quindi che abbiano il Marchio FSC o PEFC e che sia garantita la Catena di Custodia fino al serramento finito, perché la sola documentazione del fornitore del legname non è condizione sufficiente.


A questo punto il produttore di serramenti in legno, coadiuvato dal Consorzio Legnolegno, può aderire al Gruppo “Conlegno TRUST” per ottenere la propria certificazione di Catena di Custodia (PEFC, FSC® o entrambi) risparmiando in tempi e costi.


La Capogruppo (Conlegno), infatti, permette di ottimizzare tempi e costi interagendo direttamente sia con l’Ente di normazione (PEFC e/o FSC®) sia con l’Ente di Certificazione prescelto aiutando le aziende ad implementare il proprio Manuale a seguito di una formazione specifica sugli standard e ad effettuare nel tempo gli “audit interni” per il mantenimento della certificazione.

Logo “Conlegno TRUST” che riconosce le imprese che aderiscono alla certificazione di Gruppo


L’Ente di Certificazione avrà il compito di auditare, a campione, le aziende del Gruppo, permettendo in questo modo di suddividere il costo tra tutte le aziende aderenti al Gruppo e generando così economie di scala.
Per gli audit interni ci affidiamo a professionisti sia interni sia eventualmente esterni opportunamente formati e qualificati sugli standard di certificazione. Inoltre tutti i nostri auditor posseggono una conoscenza trasversale anche su altre tematiche quali EUTR (Timber Regulation europea), normativa relativa all’edilizia in legno, normativa legata al mondo degli imballaggi in legno (ISPM n.15, altro), ecc… e potranno pertanto supportarvi nell’affrontare i diversi regolamenti o le normative di settore.

Per poter partecipare al Gruppo è NECESSARIO rispettare i seguenti parametri minimi:
Avere un fatturato complessivo massimo pari a 2 (due) Mln di Euro;

Per FSC

• Non avere più di 15 dipendenti (equivalenti a tempo pieno);

oppure

• Avere un fatturato complessivo massimo pari a 2 (due) Mln di Euro;

Per PEFC

• Non avere più di 50 dipendenti (equivalenti a tempo pieno) in azienda;

e

• Avere un fatturato complessivo massimo pari a 10 (dieci) Mln di Euro.


Il Gruppo è stato costituito nel 2020 per lo standard PEFC a cui è stato aggiunto, a partire dal 2021, lo standard FSC®
Il diagramma seguente mostra l’evoluzione delle imprese aderenti fino al 2023. Considerando le stime di crescita per le certificazioni forestali e l’efficienza (riduzione di tempi e costi) della certificazione di Gruppo i margini di crescita sono ancora importanti.

Evoluzione delle imprese aderenti alla Certificazione di Gruppo “Conlegno TRUST”

DAVIDE PARADISO

Responsabile Sostenibilità e certificazione gruppo TRUST Conlegno
www.trust.conlegno.eu
trust@conlegno.eu


ELENA LENASSI

Laboratorio Tecnologico LegnoLegno
elena.lenassi@legnolegno.it



oppure compila il FORM in fondo alla pagina

Nuove opportunità di mercato: attenzione ai (CAM) Criteri Ambientali Minimi

Registrazione Webinar informativo gratuito

Sono in forte crescita le richieste di supporto che ci arrivano dai serramentisti che ricevono richieste di fornitura di prodotti conformi ai requisiti CAM da parte di imprese di costruzione e studi di progettazione.

Webinar operativo, gratuito, per chiarire:

  • Le richieste di mercato legate ai CAM
  • Dove sono specificati i requisiti CAM
  • Chi li richiede
  • Cosa significa effettuare un’analisi dei CAM su di un prodotto/fornitura
  • Cosa accade se non si soddisfano i requisiti richiesti
  • Perché i CAM sono collegati con l’erogazione di finanziamenti connessi al PNRR
  • Il caso dei serramenti in legno: la certificazione della Catena di Custodia FSC/PEFC

Con queste informazioni è possibile capire cosa fare e come mettersi nella condizione di cavalcare queste nuove opportunità di mercato.

ATTENZIONE: E’ pensiero comune associare la fornitura per la Pubblica Amministrazione a richieste di prodotto basico mentre in realtà, non si considera che, spesse volte, è il prodotto più performante che, già in partenza, soddisfa un maggior numero di richieste dei CAM.

PER SAPERNE DI PIU’:

  • Cosa sono i CAM?

I Criteri Ambientali Minimi sono requisiti definiti nel Decreto “CAM edilizia” del 23 Giugno 2022 che si applicano agli interventi della Pubblica Amministrazione e non solo

  • Dove sono specificati i requisiti CAM di cui chiedono i serramentisti?

Nei contratti e nei capitolati e sono un prerequisito di accesso ai lavori, in particolare se vi sono finanziamenti connessi al PNRR

  • Cosa prevedono questo tipo di lavori?

Controlli specifici rispetto ai requisiti che, se non soddisfatti, possono bloccare, a posteriori, l’erogazione dei fondi

  • Cosa significa effettuare un’analisi dei CAM su di un prodotto/fornitura?

Significa documentare formalmente le caratteristiche specifiche dei materiali impiegati e dei prodotti forniti

  • Come farlo?

Attraverso modalità formali, grazie all’uso di servizi da enti di terza parte, previste dalle vigenti normative

PER INFORMAZIONI COMPILARE IL FORM A FONDO PAGINA

Nuove opportunità di mercato: attenzione ai (CAM) Criteri Ambientali Minimi

Webinar informativo gratuito

Sono in forte crescita le richieste di supporto che ci arrivano dai serramentisti che ricevono richieste di fornitura di prodotti conformi ai requisiti CAM da parte di imprese di costruzione e studi di progettazione.

Venerdì 2 aprile scorso abbiamo organizzato un Webinar operativo, gratuito, per chiarire:

  • Le richieste di mercato legate ai CAM
  • Dove sono specificati i requisiti CAM
  • Chi li richiede
  • Cosa significa effettuare un’analisi dei CAM su di un prodotto/fornitura
  • Cosa accade se non si soddisfano i requisiti richiesti
  • Perché i CAM sono collegati con l’erogazione di finanziamenti connessi al PNRR
  • Il caso dei serramenti in legno: la certificazione della Catena di Custodia FSC/PEFC

Con queste informazioni è possibile capire cosa fare e come mettersi nella condizione di cavalcare queste nuove opportunità di mercato.

ATTENZIONE: E’ pensiero comune associare la fornitura per la Pubblica Amministrazione a richieste di prodotto basico mentre in realtà, non si considera che, spesse volte, è il prodotto più performante che, già in partenza, soddisfa un maggior numero di richieste dei CAM.

COMPILA IL FORM a fondo pagina, ti forniremo le informazioni che ti sono necessarie.

PER SAPERNE DI PIU’:

  • Cosa sono i CAM?

I Criteri Ambientali Minimi sono requisiti definiti nel Decreto “CAM edilizia” del 23 Giugno 2022 che si applicano agli interventi della Pubblica Amministrazione e non solo

  • Dove sono specificati i requisiti CAM di cui chiedono i serramentisti?

Nei contratti e nei capitolati e sono un prerequisito di accesso ai lavori, in particolare se vi sono finanziamenti connessi al PNRR

  • Cosa prevedono questo tipo di lavori?

Controlli specifici rispetto ai requisiti che, se non soddisfatti, possono bloccare, a posteriori, l’erogazione dei fondi

  • Cosa significa effettuare un’analisi dei CAM su di un prodotto/fornitura?

Significa documentare formalmente le caratteristiche specifiche dei materiali impiegati e dei prodotti forniti

  • Come farlo?

Attraverso modalità formali, grazie all’uso di servizi da enti di terza parte, previste dalle vigenti normative

NEWS DAL MONDO DEL SERRAMENTO
RICHIEDI MAGGIORI INFORMAZIONI
Per avere maggiori informazioni, porgerci domande o qualsiasi altra richiesta, ti invitiamo a compilare il seguente modulo.
Ti contatteremo il prima possibile.