Prove in opera 2019/2020 e 2020/2021: com’è andata?
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Prove in opera 2019/2020 e 2020/2021: com’è andata?

Angelo Polenta

Laboratorio Tecnologico LegnoLegno

In qualità di laboratorio incaricato, Legnolegno ha già ultimato due campagne di prove in opera previste per le aziende che hanno aderito al Marchio “POSA QUALITÀ SERRAMENTI”. La terza è in corso.
L’evidenza sperimentale di una corretta esecuzione è condizione imprescindibile, non solo per la licenza di mantenimento del Marchio, ma soprattutto per la possibilità di usufruire di condizioni assicurative agevolate che consentono di “blindare” i cantieri, tutelando il lavoro del Serramentista e di conseguenza il suo rapporto con il cliente finale.
A partire dalle prime settimane di novembre fino a circa la metà di marzo, ovvero in quell’arco temporale in cui le condizioni ambientali lo permettono, sono state condotte complessivamente circa 146 prove in opera. Val la pena ricordare che parte delle analisi condotte è di natura termografica, tecnologia eseguibile esclusivamente in condizioni di rilevante scambio termico, ossia in situazioni in cui le temperature dell’ambiente interno siano significativamente maggiori di quelle esterne. Pertanto, necessariamente, in periodo invernale.

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Ben 15 le regioni italiane toccate, da nord al sud.

I contesti analizzati sono stati i più variegati: dal vero e proprio cantiere ancora allo stato grezzo, al contesto già ultimato ma ancora non abitato, fino ad unità completate in ogni dettaglio e già abitate.

Anche dal punto di vista della tipologia edilizia e della destinazione d’uso, i test sono stati condotti in realtà molto diverse: appartamenti all’interno di realtà condominiali, ville singole o plurifamiliari, ma anche uffici direzionali e attività commerciali.

Nel complesso, i casi di nuova costruzione e quelli di totale o parziale ristrutturazione si sono suddivisi all’incirca allo stesso modo: 50% nuove costruzioni, 50% ristrutturazioni.
La campagna di prove in opera permette di estrapolare un risultato complessivo perfettamente in linea con le statistiche generali del nostro laboratorio relativamente a questa tipologia di analisi sperimentale: circa 70% di prove conformi e 30% di prove non conformi.

È bene sottolineare che i contesti analizzati ricadono in casistiche disomogenee anche dal punto di vista progettuale: l’analisi preliminare del progetto esecutivo della posa in opera del serramento campione, la verifica della sua conformità ai requisiti minimi richiesti dalla UNI 11673-1 (“Posa in opera di serramenti – Parte 1: Requisiti e criteri di verifica della progettazione”) sono infatti parte integrante della prova stessa.

Posto che le prove indagano sia la presenza di ponti termici conduttivi (mediante termografia) sia quella di ponti termici convettivi (mediante metodo A-Wert o
permeabilità all’aria in opera), il 30% delle non conformità precedentemente indicato si suddivide ulteriormente tra un 30% di casi di non conformità termica e un 70% di casi di non conformità all’aria.

Affinché una prova risulti conforme, è necessario che il requisito di conformità si verifichi in ENTRAMBE le analisi.

Fortunatamente, solo nel 5% dei casi la prova ha dato esito non conforme sia all’indagine termica che al comportamento all’aria.

prove in opera
prove in opera

Tra tutti i test non andati a buon fine si è riscontrato che, nel 60% dei casi, evidenti errori erano rilevabili già in fase progettuale e quindi indipendentemente dalla qualità esecutiva, a conferma di quanto prima si diceva in merito all’importanza del progetto prima ancora dell’esecuzione stessa. In casi come questi, le misure sperimentali non fanno altro che confermare quanto si poteva prevedere.

Altra nota di rilievo: seppur su un campione non estremamente esteso, gli errori esecutivi paiono avere maggiore correlazione con le performance di tenuta all’aria, piuttosto che sulla termica, e viceversa.

Per completezza, è bene informare che tutte le situazioni di non conformità sono state prontamente trattate con proposte di azioni correttive, nel rispetto del regolamento del Marchio e nell’interesse dell’utilizzatore finale del bene. In taluni casi e laddove possibile, l’efficacia dell’azione correttiva è già stata testata
nel corso della campagna stessa con una prova integrativa, ed in questi casi la non conformità precedentemente rilevata può considerarsi risolta a tutti gli effetti.
Nella stragrande maggioranza dei casi è stato sufficiente effettuare la prova integrativa in maniera parziale, limitatamente alla non conformità rilevata.

Alla luce di quanto descritto, come interpretiamo questi numeri?

Le statistiche, che come dicevamo ricalcano quelle dello “storico”, ci dicono che all’incirca una prova su tre risulta non conforme: è un dato rilevante, che di sicuro deve far riflettere.
Mentre le tecnologie produttive del nostro settore hanno fatto negli ultimi anni dei veri passi da gigante, e ne siamo noi per primi testimoni vista la mole di test di laboratorio che ogni anno conduciamo su serramenti di ogni genere, per quanto riguarda la posa in opera la strada da fare sembra ancora molto lunga.
Oltretutto, un’installazione mal eseguita vanifica quasi completamente le performance anche del serramento migliore al mondo.

Non a caso la sensibilità del mondo normativo negli ultimi anni è fortemente orientata al settore della posa, anche per andare incontro ad un mercato che sotto questo aspetto necessita di chiari punti di riferimento.

Infatti, sono in costante crescita cause e contenziosi che vertono su difetti di installazione del bene i quali, per la legge italiana, sono equiparati in tutto e per tutto ai difetti del bene stesso.

Anche la recentissima pubblicazione della UNI 11673-4 (“Posa in opera di serramenti – Parte 4: Requisiti e criteri di verifica dell’esecuzione”) non fa altro che chiudere un ideale cerchio normativo relativo alla posa in opera: progettazione, formazione, esecuzione.

In parallelo, sotto il profilo legislativo si viaggia nella stessa direzione: la qualificazione delle competenze sarà a breve “conditio sine qua non” per l’accesso alle detrazioni fiscali: per i dettagli si attende solo la pubblicazione di un documento attuativo.
Pertanto, va fatto un plauso a tutti quei professionisti che si sono mossi per tempo, o che lo stanno facendo, nel percorso di formazione e relative verifiche dell’apprendimento.

Gli sforzi che si stanno facendo in questa direzione, e che vedono Legnolegno impegnata in prima linea e su diversi fronti, si prefiggono infatti lo scopo di mettere il consumatore nella condizione di poter distinguere sul mercato un operatore qualificato da uno improvvisato.

Nel medio e lungo termine, a prescindere dagli obblighi di legge, siamo certi che questo sarà inevitabilmente un elemento di successo commerciale.

Ecco quindi, aldilà del conseguimento di un marchio, l’importanza delle verifiche in opera: esse sono l’unico strumento in grado di dare un riscontro empirico ad un lavoro ben eseguito. Le prove in opera non sono infatti “pareri tecnici” o forme di consulenza specializzata, ma bensì MISURE, inequivocabili ed oggettive.

Ed i numeri, piaccia o no, dicono sempre la verità.

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