Resistenza termica aggiuntiva
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Resistenza termica aggiuntiva

Le chiusure oscuranti oppongono resistenza!

Nel settore dei serramenti, uno dei termini più ricercati sul web è “resistenza termica aggiuntiva” o “Delta R”. In questo articolo cercheremo di approfondire il significato di questi concetti.
Negli ultimi anni, l’efficienza energetica degli edifici è diventata una priorità assoluta, per motivi sia ambientali che economici.

Tra le soluzioni disponibili per migliorare l’isolamento termico delle abitazioni, le chiusure oscuranti, come persiane, tapparelle e scuri, svolgono un ruolo fondamentale.

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Questi sistemi non solo migliorano il comfort abitativo, ma contribuiscono significativamente alla riduzione dei consumi energetici. Un aspetto particolarmente rilevante è la resistenza termica aggiuntiva, che incrementa l’isolamento complessivo dell’edificio.

Requisiti normativi per le chiusure oscuranti

Le chiusure oscuranti sono soggette, da anni, all’obbligo di marcatura CE secondo la norma UNI EN 13659. In base al CPR/11, è necessario dichiarare almeno una delle seguenti tre prestazioni:

  1. Resistenza ai carichi del vento
  2. Resistenza termica aggiuntiva (ΔR)
  3. Fattore di trasmissione solare (gTOT)

Mentre la resistenza al vento diventa obbligatoria in Italia come unica prestazione di sicurezza richiesta, le altre due prestazioni sono necessarie dal marzo 2020 ossia da quando il prodotto viene detratto fiscalmente dall’utente finale tramite l’Ecobonus, indipendentemente dalla sostituzione delle finestre.

Nei numeri precedenti di questa rivista abbiamo già discusso in dettaglio di resistenza al vento e fattore solare. In questo articolo, invece, ci concentreremo sulla resistenza termica aggiuntiva (ΔR), indicata dal portale ENEA come Rsup (secondo la norma ISO TR 52022-2:2017).

Cos’è la resistenza termica?

La resistenza termica (R) misura la capacità di un materiale o di una struttura di opporsi al passaggio del calore. Maggiore è il valore di resistenza termica, minore sarà la quantità di calore che attraversa il materiale. Negli edifici, questa proprietà è essenziale per mantenere una temperatura interna stabile, riducendo la necessità di riscaldamento o raffreddamento artificiale.
Le chiusure oscuranti agiscono come una barriera aggiuntiva contro il flusso di calore attraverso le finestre, aumentando l’isolamento complessivo dell’edificio. La loro efficacia dipende dal tipo di chiusura, dai materiali utilizzati e dalla modalità di installazione.

Resistenza termica aggiuntiva: come si calcola?

La resistenza termica aggiuntiva rappresenta la resistenza termica che si “aggiunge” a quella del serramento ogni volta che la chiusura oscurante protegge il serramento, riducendo la dispersione di calore verso l’esterno. Dipende da due variabili:

  1. La resistenza termica propria della chiusura oscurante (Rsh).
  2. La prestazione di tenuta all’aria della chiusura oscurante.

Il calcolo della resistenza termica propria (Rsh)

La resistenza termica propria della chiusura oscurante (Rsh) può essere determinata tramite
due metodi:

  1. Metodo semplificato tabellare (ISO TR 52022-2:2017), applicabile a specifiche tipologie di chiusure oscuranti.
  2. Calcolo ad elementi finiti (UNI EN ISO 10077-2), utilizzato per prodotti non inclusi nella tabella semplificata.

Per esempio, il metodo tabellare si applica a:

  • Chiusure avvolgibili in alluminio.
  • Chiusure avvolgibili in legno o PVC senza schiuma.
  • Chiusure avvolgibili in PVC con schiuma.
  • Chiusure in legno con spessore tra 25 mm e 30 mm.

Per tutti gli altri prodotti, il calcolo ad elementi finiti è l’unica opzione, risultando spesso più accurato e migliorativo rispetto a valori tabellari semplificati.

ESEMPIO PRATICO
Se consideriamo una chiusura avvolgibile in alluminio (v. Fig. 1), il metodo semplificato, possibile in questo caso, fornisce un valore di resistenza termica di 0,01 m²K/W. Tuttavia, utilizzando il calcolo ad elementi finiti, il valore risulta pari a 0,02 m²K/W (v. Fig. 2), evidenziando un miglioramento energetico
misurabile.

fig. 1
fig. 2

Stima del risparmio energetico

Una volta calcolata la resistenza termica propria, si può determinare la resistenza termica aggiuntiva del sistema chiusura/finestra (ΔR o Rsup) in base ad una valutazione dei disegni della chiusura o ad una specifica prova di tenuta all’aria.
Con chiusure oscuranti di nuova generazione dal ΔR (calcolato come sopra descritto) si può stimare il risparmio energetico invernale, in termini di kWh/anno, noto l’ impianto di riscaldamento.
Questo risparmio si traduce in una riduzione delle spese energetiche calcolabile conoscendo i costi dell’energia e, grazie alle detrazioni fiscali, in ulteriori vantaggi economici.
Aggiungiamo che in estate le chiusure oscuranti svolgono una doppia funzione. Durante il giorno, bloccano il calore proveniente dall’esterno, prevenendo il surriscaldamento delle stanze. Di notte, possono aiutare a mantenere l’aria fresca all’interno, riducendo così l’uso di sistemi di climatizzazione (Tale beneficio però non è oggetto dell’articolo).

Conclusione

Le chiusure oscuranti non sono semplici elementi decorativi o di protezione dalla luce, ma rappresentano una soluzione efficace per migliorare l’isolamento termico degli edifici.
La loro resistenza termica aggiuntiva contribuisce a ridurre le dispersioni di calore, migliorando il comfort abitativo e abbattendo i costi energetici.
Investire in sistemi oscuranti di qualità può rappresentare una scelta strategica per migliorare l’efficienza energetica, ridurre le emissioni di CO2 e risparmiare sulle bollette.

GIOVANNI CIAMPA
Responsabile Dipartimento Energetico
Laboratorio Tecnologico LegnoLegno


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