Il Silenzio del Segno
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Il Silenzio del Segno

La nuova direzione di Entraconcept

Viviamo immersi nel rumore.

Ogni immagine, ogni messaggio, ogni spazio sembra gridare per attirare attenzione.

Nel mondo della progettazione, questo eccesso si traduce in showroom saturi, comunicazioni sovrapposte e linguaggi ormai uniformati. Entraconcept ha deciso di fare il contrario: togliere.

Il nuovo approccio si chiama “Il Silenzio del Segno”, ed è una presa di posizione culturale prima che estetica.

Significa restituire al progetto il diritto di respirare, ridando valore a ciò che davvero comunica: la materia, la luce, il tempo.

Il silenzio non è assenza.

È spazio consapevole, è presenza.

È il momento in cui le cose si lasciano comprendere da sole.”

Nel futuro showroom, il silenzio diventa il vero protagonista:

La materia parla attraverso la texture, non attraverso il colore.

La luce non illumina, ma rivela.

Lo spazio non mostra, ma ascolta.

Questo approccio si traduce in ambienti dove ogni elemento ha un senso preciso: nessun eccesso, nessuna sovrapposizione, nessun slogan. Solo proporzione, ritmo, respiro.

Lo showroom, così reinterpretato, non è più una vetrina, ma un’esperienza di ascolto reciproco tra brand e visitatore.

Un luogo dove la qualità non ha bisogno di essere spiegata: si percepisce.

“Il Silenzio del Segno” rappresenta per Entraconcept una svolta netta rispetto al conformismo progettuale e comunicativo che domina il mercato.

Una scelta controcorrente, che parla di autenticità, misura e verità.

Perché il futuro del design, forse, non farà più rumore — ma saprà farsi ricordare.

Immagini: DimensioneCasa di Paolo Ferrara (NA)

Il prossimo 13 febbraio, LegnoLegno con la collaborazione dell’Arch Marchesi, organiz­zerà un webinar di un pomeriggio dal titolo “Lo showroom che vende”.

L’incontro sarà un viaggio nel cuore dello showroom: dalla progettazione alla selezione dei prodotti, fino alle strategie di valorizzazione attraverso visual e marketing.

Perché oggi aprire uno showroom non basta. Serve costruire uno spazio che vende, non solo che emoziona.

Giorgio Marchesi porta una visione chiara, diretta, pro­vocatoria: lo showroom non è un progetto architettonico, ma uno strumento di business.

Unisce vent’anni di esperienza tra progettazione, marke­ting, design del prodotto e retail strategy. Parla con chi produce, espone, vende. E li fa dialogare.

Mostrerà come si parte dal prodotto per costruire un’e­sperienza efficace, dove il cliente tocca, comprende, de­sidera… e compra.

Marchesi presenterà cosa serve davvero al rivenditore per vendere e quali strumenti le Case Madri devono fornire per rendere lo showroom un vero asset commerciale. Saranno presentati case history di successo, esempi concreti di showroom che sono diventati potenti leve di business.

ARCH. GIORGIO MARCHESI
Architetto, grafico e interior designer specializzato in showroom di infissi

Il prossimo 13 febbraio, LegnoLegno con la collaborazione dell’Arch Marchesi, organiz­zerà un webinar di un pomeriggio dal titolo “Lo showroom che vende”.
L’incontro sarà un viaggio nel cuore dello showroom: dalla progettazione alla selezione dei prodotti, fino alle strategie di valorizzazione attraverso visual e marketing.
Perché oggi aprire uno showroom non basta. Serve costruire uno spazio che vende, non solo che emoziona.
Giorgio Marchesi porta una visione chiara, diretta, pro­vocatoria: lo showroom non è un progetto architettonico, ma uno strumento di business.
Unisce vent’anni di esperienza tra progettazione, marke­ting, design del prodotto e retail strategy. Parla con chi produce, espone, vende. E li fa dialogare.
Mostrerà come si parte dal prodotto per costruire un’e­sperienza efficace, dove il cliente tocca, comprende, de­sidera… e compra.
Marchesi presenterà cosa serve davvero al rivenditore per vendere e quali strumenti le Case Madri devono fornire per rendere lo showroom un vero asset commerciale. Saranno presentati case history di successo, esempi concreti di showroom che sono diventati potenti leve di business.

Potete trovare maggiori informazioni sul webinar su

www.legnolegno.it nell’area “Calendario corsi ed eventi”

oppure potete scrivere a stefania.luppi@legnolegno.it


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Quali sono i bisogni più urgenti nelle nuove generazioni?

La tavola rotonda con giovani imprenditori a BeOpen fotografa le necessità delle nuove generazioni: personale qualificato, visibilità digitale e organizzazione aziendale le priorità emerse.

Il settore dei serramenti italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Da un lato, la spinta verso l’efficienza energetica e le politiche di riqualificazione edilizia continuano a sostenere la domanda; dall’altro, le imprese si trovano ad affrontare criticità strutturali che rischiano di frenare la crescita: la carenza di manodopera specializzata, la necessità di digitalizzare i processi e soprattutto la complessità del passaggio generazionale.

È in questo contesto che il 23 ottobre 2025, durante l’evento BeOpen a Brescia, il Consorzio LegnoLegno ha organizzato una tavola rotonda dedicata ai Giovani Imprenditori del settore. Quattro gruppi di lavoro hanno risposto a una domanda diretta: quali sono oggi i bisogni più urgenti delle vostre aziende? Le risposte offrono una fotografia lucida delle priorità operative, ma anche delle necessità più profonde legate alla crescita professionale e al posizionamento sul mercato.

I bisogni emersi: dalla operatività alla realizzazione imprenditoriale

Analizzando le risposte emerge una stratificazione interessante.

Alla base, i presupposti essenziali per il funzionamento dell’impresa: trovare personale specializzato, organizzare magazzini e cantieri, garantire la tracciabilità degli ordini. Senza questi fondamentali, qualsiasi strategia di crescita rischia di naufragare.

Salendo di livello, troviamo l’esigenza di collaborazione: creare reti solide con architetti e interior designer, migliorare la comunicazione intergenerazionale in azienda, costruire rapporti di fiducia con i dipendenti. Qui emerge il tema del passaggio generazionale come snodo delicato: non basta ereditare l’azienda, occorre rifondarla su nuove basi organizzative e relazionali.

Al vertice, la necessità di visibilità, reputazione e distinzione: farsi conoscere, comunicare il valore del proprio lavoro, differenziarsi sul mercato. Qui entrano in gioco marketing, pubblicità e la capacità di trasmettere ai clienti finali la qualità di un serramento rispetto a un altro.

Formazione e visibilità: le due gambe su cui camminare

Due macro-temi dominano il dibattito.

Il primo è la formazione. L’appello lanciato dal gruppo 4 è chiaro: servono percorsi strutturati per formare posatori qualificati, sul modello di quanto avviene in altri comparti dell’edilizia. La qualità della posa è il biglietto da visita finale dell’azienda, ma senza una formazione continua adeguata il rischio è che la carenza di competenze freni l’intera catena del valore.

Il secondo tema è il marketing. Tutti i gruppi, senza eccezione, hanno citato la necessità di investire in comunicazione: dai social agli eventi, alla valorizzazione dello showroom. Non si tratta solo di “farsi pubblicità”,

ma di costruire una narrazione del valore. Spiegare al cliente perché un serramento di qualità costa di più, quali prestazioni offre, quale impatto ha sul comfort abitativo e sul risparmio energetico. È una competenza commerciale nuova, che richiede linguaggi e strumenti diversi rispetto al passato.

Il cambio generazionale: da sfida a opportunità

Un altro elemento ricorrente è la gestione del passaggio generazionale.

Migliorare la comunicazione tra le generazioni, organizzare riunioni aziendali, creare rapporti di fiducia con i dipendenti: sono azioni che presuppongono una cultura manageriale più evoluta. Non basta “fare quello che si è sempre fatto”. Occorre strutturare processi, documentare decisioni, rendere trasparenti le scelte strategiche.

È qui che si gioca una partita importante: trasformare piccole imprese familiari in aziende capaci di competere su mercati sempre più esigenti, senza perdere l’identità artigianale che da sempre caratterizza il settore.

La tavola rotonda di BeOpen restituisce un’immagine del settore serramentistico giovane, pragmatico e consapevole delle proprie sfide. I bisogni espressi sono punti di partenza per azioni concrete: dalla richiesta di scuole di formazione alla volontà di investire in studi di mercato, dall’uso strategico dei social alla strutturazione di reti professionali.

Il Gruppo Giovani Imprenditori del Consorzio LegnoLegno dimostra di voler essere protagonista di questo cambiamento, costruendo – finestra dopo finestra – un settore più organizzato, competente e visibile.

STEFANIA LUPPI
Resp.le Centro Formazione Impresa LegnoLegno
stefania.luppi@legnolegno.it


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Generazioni in Dialogo: la Scommessa di LegnoLegno per il Futuro delle Imprese

LegnoLegno, da sempre in ascolto e accanto alle imprese del settore serramento, da tempo raccoglie segnali di difficoltà legati alla continuità e al ricambio generazionale.

Il mercato degli ultimi anni e stato – e continuerà ad essere – in costante trasformazione, influenzato da opportunità e regolamenti sia italiani che europei. Allo stesso tempo, i giovani sono cambiati: portano con se valori, inclinazioni e talenti differenti rispetto a chi oggi guida le imprese. Ci e apparso subito chiaro che proprio nella relazione tra Senior e Junior si gioca la partita decisiva per il futuro delle aziende.

E intendiamoci: non parliamo solo del rapporto tra imprenditori e i loro figli, ma anche di quello tra figure chiave dell’azienda e i giovani talenti inseriti al suo interno. Per affrontare questo “delicato snodo”, LegnoLegno ha pianificato una serie di azioni sulle quali intende lavorare attivamente nei prossimi anni, con la convinzione che la centralità dei giovani sia fondamentale per il futuro delle PMI e MPMI del settore. Come potete leggere qui di seguito, si tratta di attività – per certi versi “audaci” – che prevedono il coinvolgimento diretto delle imprese, dei loro fornitori e di LegnoLegno stesso.

THANKS TO

I 6 punti fondamentali su cui abbiamo scelto di impegnarci:

  • Sostenere le aziende nel processo di passaggio generazionale, pianificandolo per tempo ed evitando cosi il rischio di chiusura.
  • Creare un gruppo di Giovani Imprenditori del settore Serramento: un team di lavoro utile a se stesso e generatore di idee e servizi per tutto il comparto.
  • Definire e standardizzare un metodo efficace per la ricerca di giovani da inserire nelle aziende del settore.
  • Ideare un metodo per favorire la permanenza dei giovani in azienda una volta inseriti.
  • Valorizzare un nuovo ruolo per i fornitori, promuovendo una sinergia win-win con i produttori.
  • Progettare e promuovere nuove figure professionali dedicate al settore.

Per fare in modo che tutto questo non resti solo sulla carta, siamo già partiti!

Infatti:

  1. abbiamo organizzato un percorso formativo full immersion sul tema della “Sinergia Generazionale”, tenutosi a Reggio Emilia a fine marzo 2025: tre giornate intense di lavoro che hanno prodotto risultati sorprendenti, sia per i Senior che per i Junior coinvolti.
  2. Abbiamo organizzato il 1° incontro Giovani Imprenditori del Settore Serramento – sud a Caserta, all’interno dell’evento BeOpen lo scorso 6 giugno 2025, facendolo poi seguire da un incontro online che è servito per condividere punti di vista e a creare nuove sinergie di gruppo.
  3. Abbiamo organizzato il 1° incontro Giovani Imprenditori del Set­tore Serramento – nord a Brescia, all’interno dell’evento BeOpen, lo scorso 23 ottobre 2025 e che vedrà l’organizzazione di un incontro presso LegnoLegno il 19 febbraio 2026.

Nello specifico per quest’ultimo incontro, potete leggere nella pagina successiva che cosa è accaduto e come i Giovani Imprenditori vedono il presente e il futuro.

DALLA VISIONE AL PROGETTO

Il training formativo per giovani imprenditori del serramento
Il settore del serramento sta vivendo una trasformazione pro­fonda: i clienti cercano emozioni prima degli oggetti, la soste­nibilità non è più un’opzione, la tecnologia riscrive le regole della vendita. Nasce “Dalla Visione al Progetto”, il corso per giovani imprenditori che trasforma la visione in progetti reali, tangibili e misurabili.
Tre giornate – 13 marzo, 22 aprile e 11 giugno 2026 – presso LEGNOLEGNO sc a Correggio (RE), tre esperti nazionali, un obiettivo: ridefinire Prodotto, Cliente e Imprenditore del Futuro.
Il Prodotto del Futuro
Con Giorgio Marchesi, architetto con oltre trent’anni di esperienza e 150 showroom progettati, il serramento diventa sistema-esperienza: non più luogo espositivo, ma spazio che racconta identità.
Con Daniele Guglielmino, amministratore delegato di GET e Vice Presidente Vicario dell’Accademia Italiana di Biofilia, si affrontano ottimizzazione del ciclo di vita, certificazioni am­bientali e innovazione nei materiali.
Con Achille Falzone, formatore con oltre vent’anni di esperienza in web marketing e AI, il prodotto integra personalizzazione, integrazione tecnologica e automazione intelligente.
Il Cliente del Futuro
Dal compratore al cocreatore: le generazioni digitali cercano esperienze prima del prodotto. Architetti e sviluppatori cerca­no prodotti certificati, general contractor materiali conformi a standard internazionali, investitori edifici ESG-compliant per finanziamenti agevolati. Il percorso d’acquisto richiede velo­cità, personalizzazione, integrazione tra canali fisici e digitali.
L’Imprenditore del Futuro
Dal produttore al creatore di esperienze: pensiero progettuale, narrazione del marchio, costruzione di identità distintiva. Inte­grazione di sostenibilità in ogni scelta. Utilizzo di SEO, assistenti IA per automatizzare processi e strumenti di machine learning.
Metodologia: 40% visione, 60% pratica
Ogni giornata: mattina con visione e trend, pomeriggio con esercitazioni in team. Risultato: tre progetti operativi applicabili immediatamente in azienda.

STEFANIA LUPPI
Resp.le Centro Formazione Impresa LegnoLegno
stefania.luppi@legnolegno.it


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Dallo spiffero alla raffica: quando il serramento sfida la natura

Nel laboratorio LegnoLegno c’è un momento in cui il serramento smette di essere un oggetto costruito e diventa un dato.

Non conta più il design, il colore del profilo o la reputazione del produttore.

Conta solo ciò che accade quando la macchina si accende, la pressione sale e il cronometro parte.

Durante i test mettiamo a nudo la reale qualità di un infisso attraverso due prove fondamentali:

  • la permeabilità all’aria,
  • la resistenza al vento.

THANKS TO

Due verifiche distinte, regolate da norme specifiche, con obiettivi diversi, metodologie differenti e risultati che — sebbene spesso richiesti insieme — raccontano storie parallele: una riguarda l’efficienza, l’altra la tenuta strutturale.

Entrambe sono obbligatorie, normali e imprescindibili.

Per chi opera nel settore, comprenderne le differenze non è solo una questione tecnica, ma una condizione necessaria per garantire al cliente prestazioni energetiche, sicurezza e affidabilità nel tempo.

PERMEABILITÀ ALL’ARIA: I DETTAGLI DIVENTANO UNA MISURA

La prova di permeabilità all’aria, disciplinata dalla norma UNI EN 12207, serve a determinare quanta aria attraversa il serramento chiuso in condizioni di pressione e aspirazione controllate.

Durante il test:

  • viene applicata una pressione crescente fino a una sollecitazione massima di 600 Pascal (circa 115 km/h di vento);
  • si effettua poi la stessa verifica in aspirazione, mantenendo ogni livello di pressione/ aspirazione per un minuto.

Il risultato — ovvero le infiltrazioni d’aria rilevate — si traduce in una classe di prestazione da 0 a 4.

La classe 4 rappresenta il massimo livello di tenuta, indicando che il serramento resiste ottimamente alle sollecitazioni del vento senza subire danni strutturali.

Le classi inferiori corrispondono a una tenuta meno performante, ma il valore va sempre interpretato in base alla tipologia di prodotto.

Ad esempio, gli alzanti scorrevoli e i maniglioni, pur ideali per chi desidera ampie vetrate e un design moderno, presentano punti deboli intrinseci.

A differenza dei serramenti a battente, che si chiudono “a pressione” schiacciando ermeticamente le guarnizioni, i sistemi scorrevoli scorrono linearmente.

Questo movimento, pur essendo comodo e funzionale può creare piccole interruzioni nella tenuta perimetrale che, con il tempo e l’usura, diventano facili vie d’accesso per spifferi e infiltrazioni d’aria.

L’importanza della progettazione e della precisione

Qualsiasi serramento, indipendentemente dal modello, può essere soggetto a infiltrazioni se non progettato con attenzione.

Ogni imperfezione – giochi nei giunti, guarnizioni posizionate male, squadrature non perfette – si traduce in un valore misurabile. Non ci sono interpretazioni: l’aria che passa è registrata, e il dato è oggettivo.

La norma non valuta l’estetica né la facilità di montaggio, ma misura solo ciò che il prodotto è in grado di filtrare.

RESISTENZA AL VENTO: UNA SFIDA ALL’ULTIMO COLPO DI RAFFICA!

Se la prova di permeabilità all’aria è un esercizio di precisione, quella di resistenza al vento, regolata dalla UNI EN 12210, è una sfida di forza meccanica.

Il suo obiettivo è verificare la capacità del serramento di mantenere integrità strutturale e funzionalità dopo l’applicazione di forti sollecitazioni, che simulano raffiche di vento estreme e ripetute nel tempo.

Le tre fasi del test

Il test è suddiviso in tre fasi principali:

  1. Deformazioni
  2. Cicliche
  3. Pressione di prova di sicurezza

Dopo alcune pressioni di assestamento, si procede con la prova delle deformazioni, senza dubbio la più spettacolare.

È in questo momento che si possono osservare ad occhio nudo gli spostamenti del prodotto, un effetto visivo che diventa sempre più evidente man mano che il serramento aumenta di dimensioni. In particolare, lo “spanciamento” del vetro e dell’anta è un fenomeno che cattura subito l’attenzione, mostrando in modo chiaro come il materiale reagisce alle forze del vento.

Classi di deformazione: A, B e C

Per monitorare gli spostamenti si utilizzano comparatori millesimali applicati su montanti e traversi; più è alta la classe richiesta più aumenta la pressione sollecitata sul prodotto e per poterli classificare.

A seconda della pressione e della stabilità del serramento, si ottiene una classificazione in tre livelli:

  • Classe C → la migliore delle tre perché le deformazioni sono meno evidenti e il pro-dotto rimane relativamente stabile.
  • Classe B → , invece, prevede deformazioni di livello intermedio, con il serramento che inizia a mostrare una certa elasticità sotto le sollecitazioni del vento.
  • Classe A → le deformazioni sono più marcate: il serramento si deforma visibilmente, con il vetro e l’anta che possono evidenziare uno “spanciamento” ben visibile.

Cicli e pressione di sicurezza

La fase successiva prevede 50 cicli completi di pressione e aspirazione alternata, con valori di pressione definiti in base alla classe richiesta. Durante questi cicli, il serramen­to è sottoposto a sollecitazioni dinamiche che subirebbe in un arco di circa 10 anni, e permette dunque di valutare la resistenza strutturale e la tenuta nel tempo mettendo alla prova il telaio, l’anta, la ferramenta e i punti di fissaggio.

Infine, la pressione di prova di sicurezza porta il serramento al limite: viene applicata una pressione elevatissima, mantenuta per cir­ca 7 secondi in pressione e in aspirazione.

Questo test garantisce che il prodotto pos­sa sopportare le condizioni più critiche sen­za compromettere la sicurezza e il corretto funzionamento del serramento: l’anta deve aprirsi e chiudersi senza impedimenti, e il sistema di chiusura deve mantenere la propria efficacia.

Quando la ferramenta fa la differenza

Un fenomeno ricorrente durante i test è il mo­vimento degli incontri di chiusura, anche uno spostamento minimo può compromettere la tenuta e ridurre il risultato della prova.

Le cause più comuni:

• viti di fissaggio troppo corte,

• distanze tra i punti di ancoraggio non ade­guate,

• sollecitazioni superiori alla capacità di tenuta della ferramenta.

OGGETTIVITÀ COME GARANZIA

Nel nostro laboratorio, non giudichiamo: registriamo dati, applichiamo norme, forniamo risultati.

Restituiamo una fotografia oggettiva di ciò che un serramento è in grado di fare – o non fare – quando viene messo alla prova.

Per chi produce o installa serramenti, questa oggettività è una garanzia non solo per il cliente ma per l’intero sistema edilizio.

Un infisso certificato non è solo un prodotto che chiude, ma un elemento che contri­buisce alla sicurezza, all’efficienza e alla durabilità dell’involucro edilizio.

In un settore dove la competizione cresce e le aspettative tecniche si fanno sempre più rigorose, la norma non è un ostacolo. È la regola del gioco.

PER SAPERNE DI PIÚ

AMITOJ SINGH
Dipartimento Energia Consorzio LegnoLegno

Info: angelo.polenta@legnolegno.it


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Il monoblocco di “libera installazione”

“Oh, no… una nuova norma?!”

Le norme, si sa, non godono mai di una buona nomea a primo impatto.

Sarà per un retaggio culturale derivante dall’essere una Nazione “sovra-regolamentata”, sarà per un’atavica scarsa propensione alla novità… ma ancora una volta l’“Oh, no!” è stato il commento prevalente al “bar del serramento” quando, alla fine di maggio, la UNI 11979 ha finalmente iniziato a disciplinare il mondo controtelaio/monoblocco.

Sui contenuti generali di questa nuova normativa non ci dilunghiamo, rimandando direttamente agli articoli specifici qui pubblicati, dei quali consigliamo caldamente la lettura.

Dal timore alla consapevolezza

Dopo un primo atteggiamento “difensivo”, quasi impaurito all’idea di dover adempie-re a puri e sterili esercizi burocratici, un maggiore approfondimento ha – come spesso accade – fatto cambiare completamente visione.

C’è infatti un concetto che ha fatto leva su molti per comprendere l’importanza, se non addirittura l’indispensabilità, della norma UNI 11979: quello della cosiddetta “Libera installazione”.

Ma di cosa si tratta? E perché è fondamentale comprenderlo?

La metafora automobilistica

La metafora automobilistica funziona sempre. Se produco pneumatici, per testarli ho due strade:

  1. Prima strada: li monto su una specifica autovettura e faccio i miei test.

→ Otterrò risultati validi solo per QUEGLI pneumatici su QUELLA vettura.

  1. Seconda strada: voglio conoscere le prestazioni dei miei pneumatici in generale, senza riferimento a una vettura specifica.

→ Serve allora una vettura “prototipo”, uguale per tutti, per ottenere risultati universali e confrontabili.

Traslando il ragionamento, la norma è quel “qualcuno” che definisce la vettura prototipo, dove gli pneumatici sono il monoblocco e la vettura è il serramento.

E come fa la norma a stabilire come è fatta la vettura “prototipo” uguale per tutti?

Attraverso il concetto di “Libera installazione”: eseguendo i test secondo le modalità di libera installazione, caratterizzerò il mio monoblocco in modo assoluto, senza vincoli rispetto ad uno specifico serramento.

Ecco allora che, come e più che in altri casi, grazie al concetto di libera installazione è stata colta la natura profonda della norma: garantire a tutti gli operatori del mercato una base comune di confronto, che rendesse i loro risultati oggettivi ed universalmente validi. Nondimeno, anche i piccoli produttori, talora i più scettici, hanno colto appieno le potenzialità di questa novità: potersi confrontare anche con i “grandi” attraverso uno strumento che pone tutti sullo stesso piano.

“Libera installazione” vs “Proprietario”

La misura delle prestazioni riferite a uno specifico serramento è invece demandata all’approccio “Proprietario”, che si contrappone a quello di libera installazione.

In questo caso, il monoblocco è progettato per accogliere uno specifico e ben definito prodotto, e solo con riferimento a quest’ultimo è possibile esprimere una prestazione.

Anche sul concetto di monoblocco “Proprietario” abbiamo approfondito in un articolo dedicato, che consigliamo di leggere per una visione completa e complementare.

Una norma “ibrida” ma completa

Per i puristi, la UNI 11979 è uno standard “ibrido”:

  • in parte norma di prodotto,
  • in parte norma di prova,
  • in parte norma di classificazione.

L’approccio di libera installazione entra in gioco in ognuno di questi aspetti, ma è nei metodi di prova che assume la massima rilevanza definendo in maniera molto puntuale come operare per estrapolare risultati universali siano essi in ambito termico, meccanico, acustico, etc.

La norma risponde a domande cruciali come:

  • Che trasmittanza termica devo considerare per un pannello generico che simula il serramento?
  • Dove va collocato per il calcolo analitico?
  • Quali caratteristiche acustiche deve avere un pannello prototipo?
  • Come dovrò fissare al mio monoblocco il pannello generico?
  • E per la permeabilità all’aria?

Un riferimento per tutti i laboratori

La norma fornisce istruzioni precise nelle sezioni dedicate alla “Libera installazione”: Qualsiasi laboratorio, dalle Alpi alla Sicilia, dovrà attenersi alle stesse indicazioni per garantire la confrontabilità dei risultati. Ci sia consentita una piccola nota: la norma serve anche a garantire che i dati presentati al mercato siano frutto di test realmente conformi.

Non è un obbligo, ma è evidente che solo un organismo di prova esperto e attrezzato può assicurare una corretta applicazione dei nuovi standard.

Tutto ciò vale non solo per i monoblocchi, ma anche per i sistemi di controtelaio.

Un valore tecnico e commerciale crescente

A questo punto diventa intuitivo comprendere l’importanza e la spendibilità di un dato misurato su basi comuni e universalmente riconosciute: la prestazione assume un peso del tutto diverso sia esso destinato ad un generico committente, ad un produttore di serramenti che ne ha fatto richiesta o ad un esperto progettista: i risultati diventano credibili e comparabili.

In merito a questo, rimarchiamo che l’analisi di libera installazione non sostituisce in alcun modo quanto previsto nel caso in cui lo scopo sia l’individuazione di una prestazione di uno specifico sistema monoblocco+serramento, e non la confrontabilità. In tal caso, l’approccio di libera installazione lascerà il posto a quello proprietario, secondo quanto disposto dalla norma in modo puntuale ed esaustivo. È altresì necessario sottolineare che, si tratti di prestazioni “Proprietario” o di “Libera installazione”, i numeri vanno sempre gestiti, interpretati e confrontati da personale competente.

Uno strumento per il futuro

La tecnologia costruttiva del nostro Paese, sia sul nuovo che sui recuperi e ristrutturazioni, ha eletto il monoblocco elemento ormai importantissimo e, di conseguenza, da caratterizzare in maniera non più approssimativa.

In prospettiva è lecito aspettarsi che il monoblocco assuma crescente importanza in capitolati, regolamenti, detrazioni, e quant’altro, laddove l’indirizzo ormai evidente è quello che ogni componente faccia la sua parte in termini prestazionali.

Attraverso l’approccio di “Libera installazione”, anche per il laboratorio LegnoLegno sarà possibile, utile ed interessante monitorare ed analizzare statisticamente tutti i valori misurati, anche per comprendere come essi varieranno nel tempo. È un compito che ci siamo dati e del quale scriveremo non appena riterremo di aver eseguito un numero di test che rappresentano un campione significativo.

Non più “Oh, no… una nuova norma!”, ma “Bene, finalmente una nuova norma!”

ANGELO POLENTA

Laboratorio Tecnologico LegnoLegno angelo.polenta@legnolegno.it

SPECIALE MONOBLOCCHI

Con la pubblicazione della UNI 11979:2025 – “Controtelai e controtelai monoblocco per serramenti – Caratteristiche prestazionali e requisiti” – si compie un passo importante per dare identità, regole e trasparenza ad un elemento che nonostante sia di fondamentale importanza nell’installazione del serramento e, nonostante sia oggi ampiamente adoperato in ambito costruttivo, fino a questo momento ha vissuto in un limbo normativo
La norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equi­valenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria che però, finalmente, propone regole chiare e condivise.
Ma quali sono? E cosa cambia per te?

In questi articoli di approfondimento illustriamo la norma e perché è così importante per il settore.

leggi qui UNI 11979: Una svolta per controtelai e monoblocchi
leggi qui ⮕ Il monoblocco “proprietario”
leggi qui ⮕ Le informazioni che fanno la differenza. La Norma UNI 11979: Guida essenziale per serra­mentisti e produttori di controtelai e monoblocchi

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