L’acustica nei serramenti tra normativa, dati e realtà
Tecnicamente, ogni suono può essere considerato un rumore; una raccolta di vibrazioni sonore udibili dall’orecchio umano che corrispondono a variazioni di pressione atmosferica.
Tuttavia, quando parliamo di rumore, difficilmente ci riferiamo a qualcosa di piacevole; “Smettila con questo rumore”, “Quanto rumore in questo locale”… Probabilmente è per questo, per la ricerca di un benessere quotidiano fortemente influenzato dai “rumori” di un mondo sempre meno silenzioso, che la richiesta di serramenti con buone prestazioni acustiche è aumentata significativamente nell’ultimo anno.
In realtà, oltre alla richiesta specifica della committenza, c’è un altro fattore in gioco: come avviene per ogni comparto del settore serramentistico, la crescente attenzione al rispetto dei requisiti normativi e legislativi ha portato a un aumento delle verifiche (Grafico 1) su diversi aspetti, tra cui:
- Sostenibilità
- Posa in opera
- Risparmio energetico
- Acustica
Suddivisione per anno dei test acustici eseguiti nell’ultimo decennio

In relazione a quest’ultimo punto segnaliamo un aspetto interessante: i due principali riferimenti legislativi per l’acustica sono la legge 447 del 1995 e il D.P.C.M. del 05/12/1997; documenti che hanno quasi 30 anni. Tuttavia, è proprio questo il periodo in cui stanno avendo un impatto più rilevante con la conseguente sollecitazione alla valorizzazione dei prodotti con prestazioni acustiche note.
ANALISI DEI NUOVI DATI E SUPPORTI STATISTICI
L’elevato numero di test eseguiti ha permesso di rilevare importanti e particolari dati:
- I prodotti testati hanno visto mediamente aumentare le proprie performance.
- L’interesse dei serramentisti per il raggiungimento di prestazioni eccellenti è molto aumentato rispetto agli anni precedenti.
- Nelle verifiche degli ultimi anni appare un “nuovo prodotto” oggetto di indagine: il monoblocco, la cui richiesta di caratterizzazione è legata all’enorme utilizzo previsto nelle nuove costruzioni e delle ristrutturazioni pesanti.
Vediamo come in 8 anni è cambiata la “tipologia” di prodotti verificati, per poi concentrarci sul cambio delle prestazioni offerte. (Grafico 2 e grafico 3)
Suddivisione delle prove acustiche per prodotto

Come si può notare il prodotto che la fa da padrone è sempre la finestra, seguito dalla porta (sia portafinestra, che portoncini di ingresso, blindati e anche porte interne) ma i monoblocchi “appaiono” nel grafico.
Concentrandoci quindi sul prodotto “finestra” vediamo come sono cambiati i dati medi in termini di Rw ottenuti. (Grafico 4 e grafico 5)


Qui le differenze si appianano. Il “valore” più frequente e il famoso “40 dB” e, come nell’aggiornamento 2017, con l’aumento del valore Rw la percentuale dei prodotti che riescono ad ottenere prestazioni superiori ai 44 dB crolla, evidenziando la difficoltà nel raggiungere indici di isolamento acustico come 46 dB, 47dB o addirittura 48 dB che (purtroppo…) oggi non è difficile trovare nelle richieste avanzate dalla committenza; parliamo principalmente di capitolati tecnici e di edifici adibiti a destinazioni d’uso quali scuole o ospedali.
I dati dei risultati aggiornati al 2025 derivano da circa 700 prove, eseguite su finestre di ogni materiale, dagli spessori più ridotti a quelli più importanti, con ogni profilo possibile di guarnizione, chiusura, gocciolatoio, ecc., pertanto possono essere considerati come un importante elemento di spunto.
Il valore “Rw medio” del vetro e della finestra, aggiornato al 2025 è:
Rw medio vetro → 41,54 dB
Rw medio finestra → 40,69 dB
In sostanza, se il serramento non presenta particolari problematiche, con un vetro da 42 dB è possibile pensare di ottenere un indice del potere fonoisolante della finestra di almeno 40 dB. (Grafico 6)

Questo dato è significativo: per ottenere una finestra che isoli acusticamente 40 dB, quindi in grado di soddisfare la maggior parte delle richieste acustiche della committenza, potrebbe essere considerato idoneo un vetro da 41,5 – 42 dB.
Non è necessario un vetro da 44 dB (col rischio di aumentare il valore economico del prodotto), allo stesso tempo un vetro da 40 dB potrebbe essere insufficiente.
APPROFONDIMENTO
Le prestazioni di isolamento acustico, per semplicità di lettura e per supportare il lettore, sono sempre espresse col solo indice di valutazione a numero unico: Rw.
Il comportamento del prodotto, che dipende dalla verifica alle diverse frequenze (da 100Hz a 3150Hz), ne
determina le caratteristiche acustiche. L’importanza della determinazione del potere fonoisolante in funzione della frequenze non e oggetto del presente articolo seppur fondamentale per la misurazione dei valori espressi.
Quindi, se con un vetro da 42 dBottengounserramentocon Rw da 40 dB, posso stimare che con un vetro da 47 dB si possa ottenere un serramento da 45 dB?
No, non è così. Non si può pensare che aumentando il valore Rw del vetro si ottenga un incremento proporzionale di isolamento. Ci viene in aiuto il concetto di scala logaritmica: un aumento di 3 dB significa raddoppiare l’intensità sonora.

Il grafico 7, particolarmente ricco di dati sperimentali, fornisce l’indicazione sui valori di prova ottenuti.
Considerate tutte le prove di isolamento acustico eseguite con un vetro ad esempio di 43 dB (colonna arancione – asse X) il valore medio ottenuto dai serramenti è Rw = 41,7 dB.
I valori numerici, derivanti da prove di Laboratorio sono i seguenti:

Come è facile notare, più il valore acustico del vetro aumenta e più si apre la forbice con il valore Rw misurato sul campione.
APPROFONDIMENTO
I valori indicati derivano da misurazioni eseguite dal laboratorio LegnoLegno.
Pure essendo dati che rappresentano una popolazione di campioni molto alta, non sono da intendersi come valori da poter utilizzare ai fini della conformita a norma dei singoli prodotti.
Soprattutto, e non è un errore di battitura, con un vetro da 49 dB il valore Rw medio misurato sui serramenti testati è minore al valore Rw medio misurato con vetri da 47 e 48 dB. Questo può dipendere da molteplici fattori: ci sono serramenti che per caratteristiche proprie, anche con un vetro molto performante, non hanno possibilità di ottenere un adeguato valore Rw. Si pensi ad esempio ad un serramento con guarnizioni insufficienti, tagliate male ed aperte negli angoli, con vetro mal sigillato e ferramenta fuori quota.
Sono numerose anche le prove durante quali è stato appurato che il valore di isolamento acustico “proprio” del vetro non corrispondeva al valore previsto documentalmente. Il primo accorgimento da avere nei casi ove sia previsto l’utilizzo di un vetro con valore Rw molto alto (diciamo oltre i 47 dB), è di richiedere al proprio fornitore un vetro con valore Rw “misurato” e non “stimato”.
Nelle schede del vetro nelle quali il valore Rw è stimato, è spesso indicato che il coefficiente è da intendersi con +/- 2dB: una variazione del valore enorme, soprattutto considerando gli obiettivi da raggiungere.
Riteniamo che i dati presentati nel presente articolo, aggiornati sino alle ultime verifiche acustiche, possano fungere da importante supporto preliminare all’effettuazione dei test, essere un supporto informativo per la committenza ed infine essere utilizzati come strumento di dialogo da parte del serramentista.
Esprimere le proprie conoscenze con adeguati supporti tecnici permette di “comunicare” con più forza, di far sentire con autorevolezza e competenza la propria voce… sempre però senza fare troppo rumore.

DAVIDE BARBATO
Responsabile Qualità Laboratorio Tecnologico LegnoLegno
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