La corretta imputazione dell’IVA, Bonus e Detrazioni fiscali – Evento ONLINE 15 Febbraio 
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La corretta imputazione dell’IVA, Bonus e Detrazioni fiscali – Evento ONLINE 15 Febbraio 

Applicare l'IVA nella formulazione del preventivo con le novità della nuova Finanziaria

Approfondimento per apprendere come applicare correttamente l’iva nella formulazione del preventivo e della relativa fattura in seguito alle novità introdotte dal dalla nuova Finanziaria e relative interpretazioni.

Acquisirai conoscenze per operare diligentemente sul mercato, strumenti e conoscenze per evitare sanzioni amministrative rilevanti e competenze per collaborare con il cliente, facendoti riconoscere come consulente e azienda altamente professionale e di fiducia.

VERRANNO TRATTATE LE SEGUENTI TEMATICHE:

  • Principali definizioni (tipologie di fabbricato, tipologie di interventi)
  • Infissi: cessione di beni o prestazione di servizi?
  • Concetto di imponibilità delle prestazioni di servizi relative a beni immobili
  • Iva su costruzione prima casa
  • Iva su interventi di recupero
  • Concetto di beni significativi
  • Disciplina del reverse charge, ambito di applicazione nel settore infissi
  • Regime sanzionatorio

DOMANDE ALLE QUALI DAREMO RISPOSTA:

  1. Vuoi capire come imputare correttamente l’aliquota IVA nella fatturazione ed evitare le sanzioni dell’Agenzia delle Entrate?
  2. Vuoi conoscere l’impatto delle novità della nuova Finanziaria ambito IVA?
  3. Vuoi presentarti al tuo cliente quale esperto nel saper dare assistenza e supporto circa le pratiche per l’utilizzo della detrazione fiscale per i Bonus?

Sarà inoltre attivo uno spazio domande dove i partecipanti potranno esporre le loro casistiche personali, i relatori saranno a disposizione per dare tutte le risposte del caso.

 

Relatori:

Manuela Micheletti, Studio Commercialisti Allegretti Baratti

 

“La corretta imputazione dell’IVA, Bonus e Detrazioni fiscali” – Evento ONLINE 15 Febbraio

 

Bonus fiscali 50%

ATTENZIONE! Importanti note in merito alla fruizione

Gentili Soci e Clienti,

di seguito due importanti note in merito alle pratiche di Ecobonus e Bonus Casa 50%.

  • Inserimento Pratiche di Ecobonus e Bonus Casa 50% riguardanti l’anno 2022:

Per entrambe le pratiche, il termine dei 90 giorni per la comunicazione telematica ad Enea decorre dalla data di ultimazione dei lavori, tale scadenza infatti non è legata al termine dell’anno solare 2022.

Pertanto, vi ricordiamo che, per tutte le pratiche con data di ultimazione dei lavori entro il 31/12/2022, l’inserimento sul Portale di Enea può comunque avvenire nell’anno 2023, entro ovviamente i 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori, consentendo così al Beneficiario di fruire del Bonus Fiscale nell’anno 2022.

  • Niente Bonus Fiscale se viene omessa la comunicazione della Pratica ad Enea:

Alla fine dell’anno del 2022, la Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 34151 del 21 novembre del 2022, ha sancito che un intervento ha possibilità di perdita del Bonus Fiscale in caso di mancata comunicazione sul Portale di Enea.

È quindi importante ricordare di effettuare la comunicazione sul Portale di Enea entro il termine dei 90 giorni dalla data di fine lavori in modo da essere sicuri di non perdere il diritto alla Detrazione Fiscale.

Aggiornamento del 01/02/2023

Vi informiamo che è online il nuovo Portale di Enea per l’inserimento di tutte le pratiche riguardanti interventi di Ecobonus e Bonus Casa che sono terminati e che termineranno nel 2023.

Ribadiamo che la trasmissione dei dati ad Enea, riguardanti gli interventi di Ecobonus e Bonus Casa, deve avvenire entro e non oltre i 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori in quanto la mancata o tardiva comunicazione ad Enea può comportare la perdita del Bonus Fiscale.             

Inoltre, come specificato da Enea, il termine dei 90 giorni per la trasmissione dei dati ad Enea riguardanti gli interventi con data fine lavori compresa tra il 1° gennaio 2023 e il 31 Gennaio 2023, decorrerà da quest’ultima data.

Sarà nostra premura informarvi ed aggiornarvi per eventuali cambiamenti.


Legnolegno, con un servizio strutturato, supporta i serramentisti nella compilazione delle pratiche ENEA, nell’Asseverazione e nella Verifica dei Costi relative ad ECOBONUS e BONUS CASA.

Qui troverete tutti i contratti on-line da compilare per attivare l’erogazione dei servizi

(Contratto inserimento sola Pratica Enea – Contratto inserimento Pratica Enea + Asseverazione – Contratto inserimento Pratica Enea + Verifica)

Master Class Posa: in aula 15 e 16 Febbraio

In seguito al superamento dell’esame di Installatore Certificato e Attestato e quindi al riconoscimento delle competenze relative, la norma UNI 11673-2 prevede che il professionista continui a restare aggiornato nel tempo e definisce che ogni 24 mesi, l’installatore svolga attività di formazione, informale e/o non formale. Nel caso dell’installatore di livello 4, Caposquadra, la formazione deve essere di almeno 12 ore.

Questo al fine di mantenere alte e sempre aggiornate le competenze dell’operatore che sarà, in questo modo, pronto ad affrontare le richieste di mercato sia di oggi che di un prossimo futuro.

Le tematiche proposte spaziano dall’aggiornamento normativo fino alle soluzioni offerte dai prodotti per la posa di ultima generazione, passando attraverso le problematiche ed esperienze delle prove in cantiere che molto raccontano delle casistiche di errori di installazione più ricorrenti e fatali.

Le ultime quattro ore di corso saranno destinate all’analisi di casi di progettazione del giunto realmente eseguiti che, in modo concreto ed operativo, forniranno ai partecipanti spunti di riflessioni e possibilità di analisi delle conseguenze delle scelte progettuali e tecniche.

Le ore saranno così suddivise:

16/02 – dalle 9:00 alle 18:00

17/02 – dalle 9:00 alle 13:00

La Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD)

La certificazione che verifica gli impatti ambientali dei prodotti nel loro ciclo di vita

Francesco Carnelli

è laureato in Economia all’Università Bicocca di Milano; ha vissuto,
studiato e lavorato alcuni anni all’estero (Spagna e Irlanda) e, dal
2016, dopo 5 anni di esperienza in Istituti di Credito lavora presso
L’Organismo di Certificazione ICMQ dove svolge il ruolo di Responsabile
Commerciale. Fin da subito molto appassionato e dedicato al Settore
Sostenibilità, gestisce in particolare le attività commerciali connesse
agli aspetti di sostenibilità di prodotti e servizi, indicati nei requisiti dei CAM (Criteri Ambientali Minimi), come ad esempio: EPD (Dichiarazione Ambientale di Prodotto), Carbon Footprint, Certificazione del Contenuto
di riciclato, ESG, Indice di Circolarità etc.
Email: carnelli@icmq.org

THANKS TO

Partendo dalla decisione del Consiglio dell’Unione europea del dicembre 2020 che ha stabilito un nuovo obiettivo, ovvero la Riduzione interna netta delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, risulta evidente che il primo passo da fare per il settore produttivo, e in generale per tutti i settori, sia prendere coscienza del fatto che ormai è necessario misurare e comunicare, in modo oggettivo, credibile e verificato quali siano le attuali emissioni delle proprie attività (produzione, servizi, etc.)
Uno strumento molto efficace per comunicare le caratteristiche ambientali dei prodotti è la Dichiarazione Ambientale di Prodotto, comunemente chiamata EPD (Environmental Product Declaration).
La EPD è una vera e propria «carta d’identità» del prodotto che, sulla base dello studio Life Cycle Assessment, descrive gli impatti ambientali di un prodotto o servizio lungo tutto il suo ciclo di vita.

EPD: cos’è e come funziona

L’EPD è un documento che comunica informazioni obiettive, confrontabili e verificate da soggetto terzo indipendente, sulle performance ambientali di un prodotto mediante uno studio di (Life Cycle Assessment – LCA): una metodologia di calcolo che ci indica come calcolare le prestazioni ambientali di un prodotto in conformità alla Uni En Iso 14040 e 14044.


Cos’è l’EPD?

Environmental Product Declaration Dichiarazione Ambientale di Prodotto di FRANCESCO CARNELLI dalla “culla alla tomba”, cioè dall’estrazione delle materie prime al cancello della fabbrica o alla dismissione del prodotto.
L’Epd è una etichetta ambientale di tipo III e fa riferimento alla Uni En Iso 14025 ed è guidata dalle PCR (Product Category Rules) che definiscono, per ogni categoria di prodotto, l’insieme delle “regole comuni” che tutte le EPD e i relativi studi LCA devono rispettare.

Come si legge una EPD?

Tra le numerose informazioni contenute in una Dichiarazione Ambientale di Prodotto vi sono il titolare dell’EPD, il prodotto, le unità produttive coinvolte, il logo del soggetto autorizzato alla pubblicazione del documento (Program Operator), il numero di registrazione, le date di emissione e scadenza, la PCR e il CPC code di riferimento, il verificatore di terza parte indipendente, informazioni sull’azienda, i materiali utilizzati, il processo produttivo, i confini del sistema, l’unità funzionale, il tipo di EPD, database e software utilizzati.
Inoltre sono sempre presenti 3 tabelle, set di impatto.

La prima tabella si riferisce agli IMPATTI AMBIENTALI
• potenziale di riscaldamento globale,
• potenziale di riduzione dello strato di ozono stratosferico,
• formazione di ossidanti fotochimici nella
troposfera,
• acidificazione di suolo e acqua,
• esaurimento delle risorse naturali non fossili,
• esaurimento delle risorse naturali fossili, eutrofizzazione,

La seconda tabella è relativa al CONSUMO DI RISORSE
• consumo di energia primaria rinnovabile,
• consumo di risorse energetiche primarie
rinnovabili impiegate come materie prime,
• consumo totale di risorse energetiche primarie rinnovabili,
• consumo di energia primaria con rinnovabile, ad esclusione delle risorse energetiche primarie rinnovabili impiegate come materie prime,
• consumo di risorse energetiche primarie
non rinnovabili impiegate come materie prime,
• consumo totale di risorse energetiche primarie non rinnovabili (energia primaria
e risorse energetiche impiegate come materie prime),
• consumo di materie seconde,
• consumo di combustibili secondari da fonte rinnovabile,
• consumo di combustibili secondari da fonte non rinnovabile,
• consumo netto di acqua dolce,

La terza tabella si riferisce ai FLUSSI IN USCITA E AI RIFIUTI GENERATI
• rifiuti pericolosi a discarica,
• rifiuti non pericolosi a discarica,
• rifiuti radioattivi a discarica,
• materiali per il riutilizzo,
• materiali per il riciclo,
• materiali per il recupero energetico,
• energia elettrica esportata,
• energia termica esportata.

È inoltre possibile riportare all’interno dell’EPD anche ulteriori parametri ambientali, aggiuntivi rispetto a quelli previsti obbligatoriamente, come ad esempio il contenuto di materiale riciclato / recuperato / sottoprodotto.
L’indicazione di questi parametri risulta essere di estrema importanza in caso si intendesse utilizzare la Dichiarazione Ambientale di Prodotto per dimostrare la conformità del prodotto ai (Criteri Ambientali Minimi) CAM o ad altri requisiti specifici.

I principali vantaggi dell’EPD e come ottenerla

Per ottenere l’EPD bisogna richiedere a un ente terzo, meglio se accreditato, di verificare e convalidare le caratteristiche del proprio prodotto/i attraverso uno studio del suo ciclo di vita (Lca: Life Cycle Assessment), passando attraverso le fasi di produzione e uso, alla ricerca degli impatti ambientali, ma anche degli sprechi e delle possibilità di ottimizzazione e risparmio. L’EPD deve essere redatta, inoltre, sulla base delle informazioni e delle regole specifiche per la categoria di prodotto in questione.
Tali documenti sono chiamati PCR (Product Category Rules).
Il soggetto che si occupa della gestione di tutto il sistema dalla creazione delle PCR alla definizione delle regole da adottare per redigere l’EPD si chiama Program Operator. Lo stesso soggetto provvede alla pubblicazione sul proprio sito internet delle EPD convalidate.

I principali vantaggi per chi decide di ottenerla sono:
■ Ottimizzare i processi produttivi e ridurre sprechi all’interno dell’azienda
■ Disporre di un criterio di selezione dei fornitori; grazie all’EPD è infatti possibile comparare due o più prodotti da un punto di vista ambientale e orientare la scelta verso quelli a più basso impatto
■ Rafforzare il brand aziendale e aumentare il riconoscimento sul mercato
■ Orientare le scelte di progettisti, architetti e consumatori e ottenere accesso e visibilità nei mercati internazionali
■ Adempiere agli obblighi di legge, dimostrando il rispetto dei requisiti degli acquisti verdi. Es. CAM e Superbonus 110%

EPDItaly, il Program Operator italiano

EPDItaly è il Program Operator italiano, attivo e riconosciuto a livello internazionale, è indicato come riferimento dal Ministero dell’Ambiente all’interno dei CAM Edilizia. Esso registra e pubblica le EPD verificate e convalidate solo da organismi accreditati, definisce le regole per sviluppare le PCR e redigere
le EPD per tutti i settori merceologici.
Il regolamento di EPDItaly ha ottenuto l’accreditabilità da Accredia: gli organismi di certificazione accreditati possono eseguire le verifiche per convalidare le EPD adottando metodiche uniformi e il loro operato è soggetto al controllo di Accredia a garanzia di competenza, indipendenza e imparzialità.
EPDItaly è socio fondatore di ECO Platform, associazione no-profit con sede a Bruxelles, costituita principalmente dai più noti Program Operator europei.
Lo scopo principale dell’Associazione è quello di armonizzare i processi di verifica delle EPD e favorirne riconoscimento e circolazione all’interno degli stati membri.
L’appartenenza a questa Associazione permette di apporre il Logo ECO-EPD che evidenzia la conformità del documento ai requisiti della norma Uni En 15804, rende più semplice il riconoscimento da parte degli altri Program Operator e dà diritto alla pubblicazione del documento sul sito di ECO Platform, denominato ECO Portal (https://www.eco-platform.org/eco-portalaccess-point-to-digital-product-data.html), garantendo ancor più ampia visibilità internazionale.
I membri di Eco Platform condividono un sistema di gestione per la qualità delle EPD, comprese le procedure di verifica per il riconoscimento reciproco.

I vantaggi di EPDItaly:

È riconosciuto e attivo a livello globale
• È il punto di riferimento per progettisti, architetti, designer e consumatori per identificare le aziende che comunicano in modo verificato ed obiettivo gli aspetti di sostenibilità dei loro prodotti

• Processi rapidi ed efficaci: la documentazione può essere presentata in lingua italiana; nuove PCR ed
eventuali chiarimenti procedurali vengono discussi e gestiti in Italia

• Indicato dal Ministero dell’Ambiente come Program Operator di riferimento nei CAM Edilizia, è riconosciuto da Accredia ed è socio fondatore di ECO Platform

• Maggiore visibilità internazionale grazie al mutuo riconoscimento con Germania, Spagna, Austria, Norvegia e America e Cina.


EPDItaly comunica anche il brand italiano, molto apprezzato e richiesto nei mercati esteri.

Nel settore dei serramenti ci sono già due aziende (Metra Spa e Lualdi Spa) che hanno scelto di comunicare gli impatti ambientali dei loro prodotti tramite l’etichetta EPD, pubblicata su EPDItaly www.epditaly.it.
È bene ricordare che il Consorzio LEGNO LEGNO e il Program Operator EPDItaly hanno recentemente siglato una convenzione riservata alle aziende facenti parte del Consorzio che vorranno ottenere la pubblicazione della loro Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD).

Per informazioni compila il form a fondo pagina.

La digitalizzazione delle EPD

Per far fronte alla richiesta sempre più pressante dei progettisti verso prodotti sostenibili, e ottimizzare il calcolo dell’LCA dell’opera, EPDItaly si è fatto promotore di un’innovazione importante, in Italia e in Europa: le EPD digitali!

Pertanto, oltre ai formati .pdf sono disponibili anche i formati machine readable (file .xml) così da poter abilitare la connessione diretta tra le informazioni dichiarate nelle EPD e la progettazione BIM (Building Information Modeling) dell’opera.
I vantaggi della digitalizzazione sono visibili sul processo di progettazione dell’edificio o dell’infrastruttura, in quanto, oltre alle caratteristiche tecniche, per ogni materiale, possono essere disponibili anche quelle ambientali derivanti da una EPD.
Nel mondo, le EPD nel settore delle costruzioni, conformi alla En 15804 hanno superato quota 10.000, nel 2018 erano meno di 5.000. Per quanto riguarda le EPD pubblicate su EPDItaly sono passate da 5 (2016) 18 (2017) a 46 (2018), 75 (2019), 110 (2020) a 175 (2021), 330 (Nov. 2022).

Legge di Bilancio 2023: proroghe, novità e obblighi – Videoregistrazione webinar

Approfondimento per comprendere le nuove procedure di gestione delle commesse in seguito alle novità introdotte dalla finanziaria 2023

IL VIDEO DEL WEBINAR TRATTA LE SEGUENTI TEMATICHE:

  • Bonus edilizi 2023: il calendario delle proroghe
  • Superbonus 110%: scadenze definitive
  • Cessione del credito: riapertura del mercato?
  • Le novità contro il caro energia.

I Relatori oltre a trattare l’argomento, hanno dato risposte alle domande relative a reali casi aziendali dei partecipanti.

 

Relatori:

Manuela Micheletti, Studio Commercialisti Allegretti Baratti

Stefano Mora, Direttore del Consorzio LegnoLegno

 

“Legge di Bilancio 2023: proroghe, novità e obblighi” – Videoregistrazione Webinar

 
 

CAM i requisiti che interessano ai serramentisti

Stefano Mora

Direttore
Consorzio LegnoLegno

A seguito dell’approccio europeo in materia di acquisti delle Pubblica Amministrazioni (GPP – vedi box 1), in data 6 agosto 2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Decreto del MiTE del 23 giugno 2022, relativo ai “Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di progettazione di interventi edilizi, per l’affidamento dei lavori per interventi edilizi e per l’affidamento congiunto di progettazione e lavori per interventi edilizi”, più noto come Decreto “CAM Edilizia”.

THANKS TO

Si consideri che il Decreto è formalmente in vigore a partire dal 6 dicembre 2022.


I “Criteri Ambientali Minimi” (indicati con l’acronimo CAM) sono in sostanza una serie di requisiti definiti dal Ministero della Transizione Ecologica per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare le forniture, servizi e lavori migliori sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita.
Ovviamente, nel caso dei CAM Edilizia, tali requisiti sono relativi a tutti gli interventi di progettazione e realizzazione di nuove costruzioni o di interventi di ristrutturazione/riqualificazione di edifici esistenti, compresi gli interventi di fornitura e/o sostituzione di serramenti.


E’ bene ricordare anche l’ambito di applicazione del Decreto, formalmente limitato agli interventi della Pubblica Amministrazione. In questo caso, le Pubbliche Amministrazioni devono far riferimento ai requisiti CAM nella stesura dei documenti di gara e devono anche indicare il maggior punteggio da assegnare alle offerte che presentano un minor impatto sulla salute e sull’ambiente.


Pur specificando questo ambito di applicazione, si ricorda che è lecito presumerne anche ricadute (più o meno complete) anche in altre tipologie di interventi o per altre tipologie di Committenti; più specificatamente, come già avvenuto in passato, alcuni dei requisiti CAM vengono poi introdotti e considerati anche negli interventi di costruzione o ristrutturazione del mercato “privato”, in quanto ritenuti utili e significativi dai Committenti e dai Progettisti.


E’ quindi possibile immaginarsi una sorta di “effetto di trascinamento” in altri mercati, non prettamente legati agli interventi della Pubblica Amministrazione; attenzione quindi ai prossimi contratti e capitolati tecnici, che andranno consultati con attenzione.

Nell’ambito del Decreto, molti sono i requisiti (“base” o “premiante”) che, direttamente o indirettamente, possono riguardare la fornitura e l’installazione di serramenti.
Una sorta di sintetico riepilogo di tali requisiti (senza pretese di esaustività), può essere il seguente:

1. In sintesi finale, è importante considerare quanto segue:Nelle prossime forniture o gare per interventi con Committenza pubblica (piccoli o grandi interventi che siano), sarà bene controllare con attenzione la documentazione, verificando le richieste contrattuali e capitolari;

2. È utile iniziare per tempo a prepararsi a questi requisiti (o quantomeno ai principali), poiché la tendenza del mercato sarà, in generale, in questa direzione;

3. E’ importante “cogliere il segnale”, cioè considerare la «direzione» che il mercato prenderà nei prossimi anni. Sostenibilità, risparmio energetico e salute saranno i «motori» di sviluppo;

4. Questi nuovi requisiti diverranno, di fatto, un sistema che premierà:

  • Prestazioni documentate e certificate
  • Mantenimento in opera delle prestazioni dei prodotti
  • Sistemi di etichettatura ambientale (EPD, ecc.)
  • Qualificazione e certificazione delle competenze

Sono tutte questioni delle quali in realtà si discute da tempo, ma che ora stanno arrivando a concretezza operativa.

Approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita.

Strategie energetiche nazionali ed europee: ricadute per i serramentisti e i clienti

VALENTINA MARINO
Responsabile progetti internazionali – Green Building Council Italia

Il problema del cambiamento climatico

Secondo analisi indipendenti della NASA e della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), le temperature superficiali globali della Terra nel 2019 sono state le seconde più calde da quando è iniziata la registrazione moderna nel 1880.

“Il decennio che si è appena concluso è chiaramente il decennio più caldo mai registrato”, ha dichiarato il direttore del GISS Gavin Schmidt. “Ogni decennio dal 1960 è stato chiaramente più caldo di quello precedente.”

Dal 1880, la temperatura media globale della superficie è aumentata e la temperatura media è ora più di 2 gradi Fahrenheit, un po’ più di 1 grado Celsius, sopra quella della fine del 19° secolo ed è improbabile che torneremo indietro.

Utilizzando modelli climatici e analisi statistiche dei dati sulla temperatura globale, gli scienziati hanno concluso che questo aumento è stato principalmente guidato dall’incremento delle emissioni nell’atmosfera di anidride carbonica e altri gas serra prodotti dalle attività umane.

Cosa serve per invertire la rotta?

La lotta al cambiamento climatico impone una politica delle riduzioni di emissioni di gas climalteranti che al 2050 per la Comunità europea dovranno essere per il settore degli edifici civili pari al -80 -90%.

THANKS TO

Gli obiettivi delle politiche europee

Il Green Deal Europeo – (Dicembre 2019)

illustra le strategie per fare dell’Europa il primo continente al mondo a impatto climatico zero entro il 2050, dando impulso all’economia, migliorando la salute e la qualità della vita delle persone e tutelando la natura e senza che nessuno sia escluso da questo processo

  • Ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990
  • Neutralità climatica al 2050

La strategia per abbattere le emissioni di almeno il 55 % entro il 2030 e costruire le basi per un’Europa climaticamente neutra nel 2050, è un’ondata di ristrutturazioni (Ottobre 2020) per riqualificare 35 milioni di edifici inefficienti entro il 2030.

Considerato che nell’UE l’85-95 % degli edifici sarà verosimilmente ancora in uso nel 2050, è indispensabile ristrutturarli per ridurre le emissioni e il consumo di energia.

  • Raddoppiare i tassi di ristrutturazione in 10 anni
  • Ristrutturare 35 milioni di edifici inefficienti entro il 2030
  • Creare 160.000 posti di lavoro green entro il 2030
Immagine da: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/fs_19_6714
 
Immagine da: https://energy.ec.europa.eu/topics/energy-efficiency/energy-efficient-buildings/renovation-wave_en
 

Cosa possono fare i produttori di materiali e componenti

  • Sensibilizzazione degli attori del mercato e delle istituzioni
  • Fonti alternative di materie prime
  • Riformulare le produzioni, integrare materiali rinnovabili, eco- design
  • Organizzare le filiere circolari con progetti pilota
  • Diffusione degli EPD
  • Tavoli di lavoro tecnici affinché il legislatore ascolti gli operatori
  • Creare prodotti/soluzioni che possano stoccare la CO2
  • Assicurare la transizione dei processi produttivi
  • Idrogeno verde per le produzioni
  • Creazione di cordate di aziende virtuose affinché le aziende italiane non siano schiacciate dai grandi gruppi
  • Riciclare i prodotti attualmente sul mercato e non progettati secondo approccio ecodesign

Per concludere, l’impegno dei leader globali nei confronti degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite e dell’accordo di Parigi ha dimostrato la loro determinazione ad affrontare questioni come il cambiamento climatico, la scarsità di risorse, la salute e il benessere e lo sviluppo sostenibile.Il ruolo del settore edilizio nell’affrontare questi problemi complessi è quindi assolutamente centrale e gli edifici sostenibili hanno un enorme potenziale nell’aiutare a raggiungere un gran numero degli obiettivi globali, regionali e locali: solo sbloccando il vasto potenziale nei settori delle costruzioni e del settore immobiliare sarà possibile raggiungerli.

SERRAMENTO GREEN: gli imprenditori si incontrano

Gli imprenditori del legno si sono riuniti per il progetto “Serramento Green”, il primo progetto nazionale del settore serramento sul tema sostenibilità ambientale, lanciato insieme ad alcuni partner di riferimento della filiera, allo scopo di aprire il mercato ai serramenti di legno con prestazioni di sostenibilità
ambientale!
Una finestra non è “green” semplicemente perché è realizzata in legno, ma perché il processo produttivo del manufatto nel suo complesso ha rispettato determinate caratteristiche che portano a un’impronta ecologica pari a zero o addirittura a un saldo negativo, con l’obiettivo finale di avere un’emissione carbonica che non ha necessita di essere mitigata da azioni compensatorie come ad esempio piantare gli alberi nella foresta dell’Amazzonia.
Al serramento “green” ogni attore deve quindi portare dati informativi per la propria specificità: macchina, utensile, prodotto, foresta, in modo che l’insieme di valori portino a un serramento in legno davvero “green”.

THANKS TO

Le interviste

MASSIMO SCHIAVETTA
Presidente CDA Working Process srl, Responsabile R&D and Vision WP Brand

“Nell’ambito di questo progetto, Working Process ha fornito le informazioni relative alla parte macchina per far conoscere quanto costa in termini di energia produrre un serramento e in che modo i sistemi produttivi e di logistica avanzati, anche di moderna gestione come i software e il digitale nel processo produttivo, possano andare a impattare sul costo energetico ma anche su quello economico-finanziario del prodotto, e la stessa cosa riguarderà gli altri partner di riferimento della filiera che hanno aderito al progetto perché ognuno sta rilevando dei dati che costituiranno nell’insieme un punto di partenza interessante per il comparto.”


FILIPPO SCHEGGINETTI
CDA Member of Working Process srl
Marketing and comunication Director WP / CML

“Noi prima di poter dire: “siamo green”, dobbiamo avere la certezza di poterlo dire sulla base di dati reali, questo non e un greenwashing, ne tantomeno una voglia di urlare a tutti quanti: “anche noi piantiamo in Amazzonia gli alberi”. Invece, tutto e partito da una necessita che era quella di analizzarsi e capire se davvero siamo positivi o negativi per i soggetti che ci stanno attorno: non vogliamo cambiare il mondo, partiamo con il cambiare quello che abbiamo intorno.


ELMAR RASTNER
Sales manager di SWISSPACER elmar.rastner@saint-gobain.com www.swisspacer.com

1. Lungo il percorso verso la neutralità climatica servono dati affidabili. A livello internazionale si moltiplicano gli sforzi per raggiungere la neutralità climatica il più rapidamente possibile. Al momento la Francia assume un ruolo di precursore inasprendo le normative relative alle nuove costruzioni. “È solo una questione di tempo prima che anche in altri mercati Europei i costruttori di finestre si trovino a doversi confrontare in misura maggiore con i bilanci ecologici” afferma convinto Elmar Rastner.

A tal fine servirebbe, a suo dire, la giusta base di dati. L’azienda svizzera ha pubblicato di recente le EPD relative ai suoi distanziatori e delle inglesine viennesi. Esse forniscono dati affidabili sulle caratteristiche ecologiche di un prodotto lungo l’intero suo ciclo di vita.

NEST è l’edificio modulare per la ricerca e l’innovazione di Empa e di Eawag. Saint-Gobain Svizzera fa parte della rete di partner di NEST. I distanziatori SWISSPACER Ultimate sono stati integrati all’interno dell’unità «Sprint» in vetrate riutilizzate.
© Martin Zeller
NEST è l’edificio modulare per la ricerca e l’innovazione di Empa e di Eawag. Saint-Gobain Svizzera fa parte della rete di partner di NEST. I distanziatori SWISSPACER Ultimate sono stati integrati all’interno dell’unità «Sprint» in vetrate riutilizzate.
© Martin Zeller
Le EPD forniscono informazioni trasparenti e confrontabili sulle ripercussioni ambientali dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita. Le EPD di SWISSPACER tengono conto del “livello del prodotto”. Tale livello include a sua volta tre moduli: l’approvvigionamento di materie prime (A1), il trasporto (A2) e la produzione (A3).
© SWISSPACER

2. La Francia è un passo avanti. Il regolamento sulla protezione termica entrato in vigore all’inizio del 2022 per le nuove costruzioni pone sfide ambiziose al settore edilizio: entro il 2030 essa prevede una riduzione delle emissioni di CO2 del 40% rispetto al 1990 ed entro il 2050 mira a raggiungere la neutralità climatica nelle nuove costruzioni. La questione non riguarda più solo le prestazioni termiche bensì l’analisi dell’intero ciclo di vita degli edifici. Involucri esterni degli edifici, rivestimenti per pavimenti, finestre: tutte le parti montate di un edificio hanno notevoli ripercussioni sull’ambiente, sia in termini di energia in fase di fabbricazione sia in termini di emissioni di CO2 o di produzione di rifiuti.

Alla base del regolamento vi è l’etichetta statale per la costruzione sostenibile E+C-. Oltre a un bilancio energetico positivo, essa mira anche a ridotte emissioni di CO2 per l’intero ciclo di vita. Le norme prescrivono limiti massimi per le emissioni di CO2 e il fabbisogno energetico nonché requisiti minimi per il comfort abitativo. I materiali da costruzione con un bilancio di CO2 inferiore e migliori caratteristiche isolanti possono conseguentemente avere opportunità di mercato di gran lunga migliori.

3. “Si tratta quindi di prepararsi a queste sfide in maniera tale che i nostri clienti abbiano rapidamente i dati alla mano” afferma Elmar Rastner.
Un fondamento importante per una valutazione ecologica degli edifici è rappresentato dalle dichiarazioni ambientali di prodotto (Environmental Product Declaration). Esse sono verificate da un ente indipendente e forniscono informazioni trasparenti sulle ripercussioni ambientali dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita.

4. “Innanzitutto abbiamo pubblicato le nostre EPD. Attualmente siamo in contatto con diversi produttori di vetrocamera per sviluppare dichiarazioni ambientali di prodotto congiunte e far avanzare assieme il settore. In questo contesto potremo di certo approfittare delle esperienze maturate dalla nostra casa madre francese Saint-Gobain”: E questo sarà un argomento che possiamo solo affrontare tutti insieme come attori nel mercato.

Vuoi avere più informazioni sul progetto?

Stop di Accredia agli esami online

Dal 01/01/2023 STOP di ACCREDIA agli esami Online

Stop di Accredia agli esami online per la Certificazione dei posatori liv 4 Caposquadra e dei posatori liv 3 Senior

Accredia (Ente Italiano di Accreditamento) si è espressa: da gennaio 2023 non è più possibile eseguire le prove pratiche per gli esami per la Certificazione dei posatori liv 4 Caposquadra e dei posatori liv 3 Senior da remoto (online) ma dovranno prevedere sessioni d’esame esclusivamente in presenza (live).

LegnoLegno ha in calendario DATE DISPONIBILI per gli esami in presenza e per il Corso per Posatori liv 4 Caposquadra on-line e liv 3 Senior, propedeutico all’esame.

Per ulteriori informazioni sugli esami scrivi a esami@legnolegno.it – 0522 733018 – Oppure compila il form a fondo pagina, ti contatteremo al più presto.

Riqualificazione energetica abitativa ma anche industriale o commerciale

Daniele Cagnoni

Titolare di Diemme Infissi®
Collaboratore di LegnoLegno
Tecnico certificato EQF4

Come nella parabola del colibrì, se ognuno di noi pensasse al concetto di riciclo e riuso, si potrebbero ottenere tantissimi immobili riciclati e riqualificati, evitando molte cementificazioni.

Gli edifici industriali e commerciali possono essere riqualificati a livello energetico proprio come viene fatto con le civili abitazioni. Anche in questo contesto possono essere installati infissi che hanno importanti prestazioni termo-acustiche.

THANKS TO

Allo stesso tempo possono essere effettuati isolamenti a cappotto che performano le murature e impianti tecnologici che abbattono gran parte dei consumi. Tanto più che la maggior parte degli edifici industriali e commerciali, da riqualificare, sono veri e propri energivori.
In questo caso studio affronteremo la riqualificazione energetica di un fabbricato industriale e commerciale sito in Toscana, a Lucca. Noi di Diemme Infissi® ci siamo occupati dei 108 mq di infissi necessari alla chiusura del fabbricato. Sulla base del progetto energetico, abbiamo progettato tutti i serramenti nelle varie tipologie previste.

La committenza è ISOLA SPA, una trading company con oltre 30 anni di esperienza nella commercializzazione di carta da macero che ha scelto di appaltare tutti gli interventi a 23 aziende locali. Aziende coordinate da Officine 3076 nella persona di Amerigo Giannoni.

Una scelta che rende onore all’Azienda. Questo intervento è stato gestito nel periodo Covid 2020-2021, con tutte le difficoltà del caso.
I lavori sono iniziati a Maggio 2020, in piena pandemia Covid 19, e con le limitazioni imposte dallo stato. Ricordo ancora il primo sopralluogo, quando ci tenevamo a distanza e stavamo con guanti e mascherina. I lavori sono terminati a Maggio 2021 con l’insediamento dell’Azienda in pianta stabile e il collaudo di tutti gli infissi.
Sono intervenuti 100 Tecnici, provenienti da 23 imprese locali, che hanno impiegato 45 settimane a riqualificare una superficie coperta di 1080 mq di fabbricato e di 2850 mq di area a verde. Compresi i parcheggi e le aree esterne, la proprietà misura 5600 mq.

Il progetto energetico dell’involucro.

Senza entrare nel merito della parte impiantistica, e rimanendo concentrati sull’involucro, vediamo insieme quali sono stati gli interventi delicati che abbiamo dovuto affrontare. Le esigenze del Progettista erano molto chiare, come il risultato da ottenere.

Un progetto come questo, composto da 108 mq di infissi, richiede una serie di studi preliminari che necessitano di attenzioni specifiche e puntuali. Abbiamo lavorato in modo minuzioso sulla definizione e sulla progettazione di tutti i componenti a vetro.
La parte della posa in opera degli infissi è stata affrontata con un progetto preliminare che abbiamo redatto in Diemme. Abbiamo tenuto di conto una serie di aspetti che ci hanno supportato nella gestione dell’intero intervento.
L’analisi degli infissi e della posa in opera si è basata principalmente su questi aspetti:
1. Lo stato di fatto del fabbricato e le tipologie di infissi applicabili/adattabili;
2. le variazioni dimensionali e gli adattamenti dei vani dove alloggeranno i nuovi infissi;
3. il sistema di apertura e di ricambio aria, fondamentali per la corretta funzionalità;
4. le esigenze legate ad una richiesta di design minimale e di un colore specifico;
5. i materiali e le loro caratteristiche statiche;
6. la corrispondenza tecnica con quello che serve per rientrare nei parametri energetici di progetto.
7. l’integrazione con l’isolamento a cappotto esterno;

L’ingegnerizzazione della posa in opera e la scelta dei controtelai monoblocco.

I tempi di gestione del cantiere erano veramente stretti e il progetto prevedeva che diversi infissi fossero ridimensionati. Proprio per questo motivo abbiamo scelto di partire da subito progettando un controtelaio monoblocco termico.
In questo modo abbiamo potuto accorciare i tempi e gestire il cantiere con la massima velocità di esecuzione. Per la committenza era determinante rientrare in una tempistica ben precisa e noi dovevamo coordinare una serie di lavorazioni molto complesse.
Non potendo presidiare continuamente il cantiere, anche per motivi di sovrapposizione nel periodo Covid, abbiamo lavorato molto di più sulla parte “del prima”. Ci siamo posti tutte le problematiche che potessero emergere durante le lavorazioni degli operatori di cantiere ed abbiamo cercato di affrontarle prima. Attività che richiede tempo e concentrazione ma si rivela sempre la strada migliore.

I controtelai monoblocco su 4 lati ci hanno consentito di impostare tutti i vani grezzi che l’impresa doveva predisporre. Allo stesso tempo, gestendo l’estrusione del monoblocco verso l’esterno, abbiamo potuto dare al cappottista la dima perfetta per congiungersi in modo efficace.
Il progetto prevedeva che tutti gli infissi avessero dei grandi imbotte esterni che si estrudevano verso l’esterno.
Il controtelaio monbolocco si è prestato magnificamente al rivestimento con apposite lamiere che hanno creato l’effetto desiderato.

La scelta dei serramenti e degli accessori ad essi connessi.

Sui lati del fabbricato sono state collocate finestre minimali di alluminio. All’occorrenza possono essere ombreggiate con delle tende motorizzate a comando domotico.
Nel retro sono presenti due grandi porte sezionali che consentono l’ingresso ai mezzi da lavoro e alle autovetture.
La parte frontale del fabbricato è composta da una facciata continua in alluminio con vetri ad alte prestazioni termo-acustiche. Sono stati utilizzati vetri che proteggono da caldo/freddo e sole.

I profilati di alluminio hanno una colorazione dedicata. Su di essi sono state collocate delle lame che si estendono verso l’esterno e che hanno una doppia funzione:
1. La prima funzione è legata al design che conferiscono alla facciata principale:
2. la seconda funzione consiste nell’ombreggiare una parte dei vetri quando il sole è in una determinata posizione.
Per gli infissi abbiamo scelto profili Schüco AWS/ADS 65, per la facciata continua abbiamo scelto il sistema Schüco FWS 50 e per le schermature abbiamo scelto le Tende K-Zip di Palagina.
La scelta dei fornitori è stata determinante per la gestione ed il risultato di questo cantiere virtuoso. In un periodo complesso come quello del Covid, siamo stati affiancati in modo impeccabile da tutti i nostri Partner.

La posa in opera e gli operatori di cantiere

Materiali di posa in opera conformi alla Norma UNI 11673-1 e posatori certificati EQF4 come previsto dalla Norma UNI 11673-2, hanno completato il quadro delle garanzie.
Ci siamo occupati del coordinamento dell’impresa edile che ha predisposto i vani di posa dei controtelai monoblocco. Il Geom. Andrea Spaccamiglio, responsabile Tecnico Diemme Infissi®, ha seguito tutte le fasi di questo importante intervento.
I nostri Tecnici interni hanno eseguito la posa in opera di tutti i controtelai e di tutte le predisposizioni previste dal progetto. Preferiamo da sempre avere la piena coordinazione di tutte le lavorazioni, incluse le predisposizioni e la posa in opera dei controtelai.
In questo modo abbiamo una completa padronanza delle lavorazioni e possiamo assumerci la responsabilità senza nessun dubbio sull’esecuzione.
I prodotti di posa che sono stati utilizzati sono certificati e conformi al progetto che abbiamo definito in partenza.
I controtelai monoblocco sono stati installati con viti di fissaggio di apposita dimensione e con tolleranze di posa minime. La schiuma poliuretanica utilizzata assolve le prestazioni richieste. Tutte le murature sono state rettificate per consentirci una posa in opera corretta e l’applicazione di una quantità minima di schiuma.
Il giunto primario (lato interno) è stato raccordato alla muratura con una membrana freno vapore. Nel lato esterno abbiamo applicato una membrana traspirante con tenuta acquaaria- vento.
Il giunto secondario è stato gestito mediante l’installazione di 2 nastri termo espandenti.
Sulla battuta del telaio è stato gestito con un nastro BG1. La costa del telaio è stata invece dotata (sui 3 lati) di un nastro termo espandente multifunzione (MF1).
Il quarto lato, che nel controtelaio è stato gestito con un sottobancale di 110 mm, ha visto l’applicazione di un nastro a celle chiuse al quale è stato addossato un sigillante di tipo Ms Polimer colorato. Sia sul lato interno che su quello esterno.
Relativamente alla facciata continua sono stati utilizzati materiali specifici di fissaggio e di isolamento all’acqua.
Il fabbricato ha raggiunto l’obiettivo prefissato nel Progetto Energetico ottenendo la Classe A4.
Un risultato molto importante poiché difficilissimo da ottenere in fabbricati ad uso industriale.
Solitamente, quando si parla di classificazione energetica, si parla di civili abitazioni che hanno metrature e dimensioni molto più semplici da gestire.
Ottenere questi risultati su un fabbricato industriale dovrebbe far riflettere i proprietari di immobili simili e, magari, incentivarli a riqualificare i propri.

Siamo orgogliosi che i nostri infissi siano stati componenti indispensabili per l’ottenimento di questo risultato.
La scelta di riqualificare questo immobile nasce dalla volontà di “recuperare e riciclare” un immobile esistente in disuso.
“ISOLA SPA ha scelto la strada più virtuosa, la riqualificazione di un immobile fatiscente che è tornato a nuova vita.”

Sicuramente sarebbe stato più semplice costruire una nuova sede, partendo da zero, ma non sarebbe stata un’operazione di riciclo e riuso.
Costruire da zero una nuova sede avrebbe imposto la cementificazione di un’area molto importante.
Come nella parabola del colibrì, se ognuno di noi pensasse al concetto di riciclo e riuso, si potrebbero ottenere tantissimi immobili riciclati e riqualificati, evitando molte cementificazioni.
Ottenendo comunque prestazioni e consumi di tutto rispetto.
Ringrazio la committenza che ci ha dato la possibilità di effettuare questo importante intervento, Officine 3076 Amerigo Giannoni ed il suo staff e tutto lo staff Diemme Infissi® che ogni giorno lavora con la massima dedizione per portare risultati garantiti ai nostri clienti.


Committente: Isola SPA
Progettisti: Quiriconi Progetti società di ingegneria – Studio Natalini

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