Decreto CAM Edilizia 2025: novità per i serramenti e sintesi dei più rilevanti requisiti
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Decreto CAM Edilizia 2025: novità per i serramenti e sintesi dei più rilevanti requisiti

L'Impatto per le aziende del settore

In data 3 dicembre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Decreto CAM Edilizia 2025: Adozione dei criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e affidamento di lavori per interventi edilizi” che aggiorna i requisiti anche per il settore serramento, nonché per i relativi materiali, componenti ed accessori.

Il decreto entrerà in vigore 60 gg dopo la data di pubblicazione, il 2 febbraio 2026, abrogando i CAM precedenti e le loro modifiche.

La revisione ha aggiornato i requisiti anche per il settore dei serramenti, inclusi i materiali, i componenti e gli accessori correlati.

Il comparto dovrà adeguarsi ai nuovi requisiti ambientali obbligatori previsti per gli appalti e per le forniture destinate alle pubbliche amministrazioni. Le imprese saranno tenute a verificare la conformità dei propri prodotti alle certificazioni richieste, avvalendosi anche di enti terzi accreditati.

In particolare, segnaliamo l’introduzione di specifici requisiti (obbligatori e premianti) relativi alla conformità del progetto esecutivo di installazione dei serramenti ed alla sua esecuzione operativa, documentabile attraverso il marchio Progettazione Posa Qualità e il marchio Posa Qualità.


Nel seguito trovare una sintesi esemplificativa dei più rilevanti requisiti richiesti dal Decreto per le varie categorie di prodotto:

>> Serramenti esterni e oscuranti

>> Schermature solari

>> Porte

>> Pannelli e derivati a base legno

>> Monoblocchi e cassonetti

Le imprese che vogliono operare negli interventi della PA dovranno documentare il soddisfacimento degli specifici requisiti richiesti.

Serramenti esterni e oscuranti

Il nuovo Decreto CAM 2025 individua specifici requisiti per serramenti esterni e oscuranti, tra i quali:

  • Per i prodotti in legno, provenienza della materia prima e certificazione della catena di custodia FSC/PEFC
  • Per i profili dei prodotti in PVC e alluminio, percentuale di materia riciclata
  • Emissioni VOC di prodotti vernicianti, sigillanti e adesivi
  • Per i prodotti vernicianti, assenza di sostanze pericolose per l’ambiente acquatico
  • Progettazione dei sistemi di posa in conformità a UNI 11673-1, a marchio Progettazione Posa Qualità
  • Esecuzione dell’installazione in conformità a UNI 11673-1, a marchio Posa Qualità
  • Qualificazione/certificazione delle competenze dei posatori
  • Eventuale presenza di contenuto di riciclato in materiali, componenti, accessori

Per ciascun requisito il Decreto specifica puntualmente le modalità per documentarne il soddisfacimento.

Schermature solari

Il nuovo Decreto CAM 2025 individua requisiti applicabili anche alle schermature solari (in ragione della loro composizione), tra i quali:

  • Fattore di trasmissione solare (gtot)
  • Emissioni VOC di prodotti vernicianti, sigillanti e adesivi
  • Per i prodotti vernicianti, assenza di sostanze pericolose per l’ambiente acquatico
  • Eventuale presenza di contenuto di riciclato in materiali, componenti, accessori

Per ciascun requisito il Decreto specifica puntualmente le modalità per documentarne il soddisfacimento.

Porte

Il nuovo Decreto CAM 2025 individua possibili requisiti per le porte, tra i quali:

  • Per i prodotti in legno, provenienza della materia prima e certificazione della catena di custodia FSC/PEFC
  • Emissioni VOC di prodotti vernicianti, sigillanti e adesivi
  • Per i prodotti vernicianti, assenza di sostanze pericolose per l’ambiente acquatico
  • Qualificazione/certificazione delle competenze dei posatori
  • Eventuale presenza di contenuto di riciclato in materiali, componenti, accessori

Per ciascun requisito il Decreto specifica puntualmente le modalità per documentarne il soddisfacimento.

Pannelli e derivati a base legno

Il nuovo Decreto CAM 2025 individua requisiti applicabili a pannelli e prodotti derivati del legno, tra i quali (se applicabili):

  • Provenienza della materia prima e certificazione della catena di custodia FSC/PEFC
  • Emissioni VOC di prodotti vernicianti, sigillanti e adesivi
  • Per i prodotti vernicianti, assenza di sostanze pericolose per l’ambiente acquatico
  • Eventuale presenza di contenuto di riciclato

Per ciascun requisito il Decreto specifica puntualmente le modalità per documentarne il soddisfacimento.

Monoblocchi e cassonetti

Il nuovo Decreto CAM 2025 individua requisiti applicabili anche a monoblocchi e cassonetti copriavvolgibili, tra i quali:

  • Per i prodotti aventi elementi legno, provenienza della materia prima legno e certificazione della catena di custodia FSC/PEFC
  • Emissioni VOC di prodotti vernicianti, sigillanti e adesivi
  • Per i prodotti vernicianti, assenza di sostanze pericolose per l’ambiente acquatico
  • Eventuale presenza di contenuto di riciclato in materiali, componenti, accessori

Per ciascun requisito il Decreto specifica puntualmente le modalità per documentarne il soddisfacimento.

Per avere maggiori informazioni, siamo disponibili ad una video call oppure a una telefonata.

Puoi fissare un appuntamento cliccando questo link, scegliendo il giorno e l’ora per te più comodi.

Oppure compila il form a fondo pagina

40 dB: SOFTWARE per il calcolo del potere fonoisolante minimo del serramento in funzione del valore complessivo di facciata

40dB è un software, intuitivo e di facile utilizzo, pensato per serramentisti e rivenditori di serramento

Stima il valore minimo di isolamento acustico necessario per il serramento, partendo dall’obiettivo di isolamento complessivo della facciata
Calcola il valore di isolamento acustico complessivo della facciata (D₂m,nT,w), integrando i dati di tutti i componenti (serramenti, muro, cassonetti, giunti, ecc.) per una verifica puntuale e conforme alle normative UNI EN ISO 10140 e DPCM 05/12/97
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Se vuoi vedere la dimostrazione pratica di utilizzo, saperne di più sulle richieste di mercato e sul quadro normativo

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Il Silenzio del Segno

La nuova direzione di Entraconcept

Viviamo immersi nel rumore.

Ogni immagine, ogni messaggio, ogni spazio sembra gridare per attirare attenzione.

Nel mondo della progettazione, questo eccesso si traduce in showroom saturi, comunicazioni sovrapposte e linguaggi ormai uniformati. Entraconcept ha deciso di fare il contrario: togliere.

Il nuovo approccio si chiama “Il Silenzio del Segno”, ed è una presa di posizione culturale prima che estetica.

Significa restituire al progetto il diritto di respirare, ridando valore a ciò che davvero comunica: la materia, la luce, il tempo.

Il silenzio non è assenza.

È spazio consapevole, è presenza.

È il momento in cui le cose si lasciano comprendere da sole.”

Nel futuro showroom, il silenzio diventa il vero protagonista:

La materia parla attraverso la texture, non attraverso il colore.

La luce non illumina, ma rivela.

Lo spazio non mostra, ma ascolta.

Questo approccio si traduce in ambienti dove ogni elemento ha un senso preciso: nessun eccesso, nessuna sovrapposizione, nessun slogan. Solo proporzione, ritmo, respiro.

Lo showroom, così reinterpretato, non è più una vetrina, ma un’esperienza di ascolto reciproco tra brand e visitatore.

Un luogo dove la qualità non ha bisogno di essere spiegata: si percepisce.

“Il Silenzio del Segno” rappresenta per Entraconcept una svolta netta rispetto al conformismo progettuale e comunicativo che domina il mercato.

Una scelta controcorrente, che parla di autenticità, misura e verità.

Perché il futuro del design, forse, non farà più rumore — ma saprà farsi ricordare.

Immagini: DimensioneCasa di Paolo Ferrara (NA)

Il prossimo 13 febbraio, LegnoLegno con la collaborazione dell’Arch Marchesi, organiz­zerà un webinar di un pomeriggio dal titolo “Lo showroom che vende”.

L’incontro sarà un viaggio nel cuore dello showroom: dalla progettazione alla selezione dei prodotti, fino alle strategie di valorizzazione attraverso visual e marketing.

Perché oggi aprire uno showroom non basta. Serve costruire uno spazio che vende, non solo che emoziona.

Giorgio Marchesi porta una visione chiara, diretta, pro­vocatoria: lo showroom non è un progetto architettonico, ma uno strumento di business.

Unisce vent’anni di esperienza tra progettazione, marke­ting, design del prodotto e retail strategy. Parla con chi produce, espone, vende. E li fa dialogare.

Mostrerà come si parte dal prodotto per costruire un’e­sperienza efficace, dove il cliente tocca, comprende, de­sidera… e compra.

Marchesi presenterà cosa serve davvero al rivenditore per vendere e quali strumenti le Case Madri devono fornire per rendere lo showroom un vero asset commerciale. Saranno presentati case history di successo, esempi concreti di showroom che sono diventati potenti leve di business.

ARCH. GIORGIO MARCHESI
Architetto, grafico e interior designer specializzato in showroom di infissi

Il prossimo 13 febbraio, LegnoLegno con la collaborazione dell’Arch Marchesi, organiz­zerà un webinar di un pomeriggio dal titolo “Lo showroom che vende”.
L’incontro sarà un viaggio nel cuore dello showroom: dalla progettazione alla selezione dei prodotti, fino alle strategie di valorizzazione attraverso visual e marketing.
Perché oggi aprire uno showroom non basta. Serve costruire uno spazio che vende, non solo che emoziona.
Giorgio Marchesi porta una visione chiara, diretta, pro­vocatoria: lo showroom non è un progetto architettonico, ma uno strumento di business.
Unisce vent’anni di esperienza tra progettazione, marke­ting, design del prodotto e retail strategy. Parla con chi produce, espone, vende. E li fa dialogare.
Mostrerà come si parte dal prodotto per costruire un’e­sperienza efficace, dove il cliente tocca, comprende, de­sidera… e compra.
Marchesi presenterà cosa serve davvero al rivenditore per vendere e quali strumenti le Case Madri devono fornire per rendere lo showroom un vero asset commerciale. Saranno presentati case history di successo, esempi concreti di showroom che sono diventati potenti leve di business.

Potete trovare maggiori informazioni sul webinar su

www.legnolegno.it nell’area “Calendario corsi ed eventi”

oppure potete scrivere a stefania.luppi@legnolegno.it


oppure compila il FORM in fondo alla pagina

Dallo spiffero alla raffica: quando il serramento sfida la natura

Nel laboratorio LegnoLegno c’è un momento in cui il serramento smette di essere un oggetto costruito e diventa un dato.

Non conta più il design, il colore del profilo o la reputazione del produttore.

Conta solo ciò che accade quando la macchina si accende, la pressione sale e il cronometro parte.

Durante i test mettiamo a nudo la reale qualità di un infisso attraverso due prove fondamentali:

  • la permeabilità all’aria,
  • la resistenza al vento.

THANKS TO

Due verifiche distinte, regolate da norme specifiche, con obiettivi diversi, metodologie differenti e risultati che — sebbene spesso richiesti insieme — raccontano storie parallele: una riguarda l’efficienza, l’altra la tenuta strutturale.

Entrambe sono obbligatorie, normali e imprescindibili.

Per chi opera nel settore, comprenderne le differenze non è solo una questione tecnica, ma una condizione necessaria per garantire al cliente prestazioni energetiche, sicurezza e affidabilità nel tempo.

PERMEABILITÀ ALL’ARIA: I DETTAGLI DIVENTANO UNA MISURA

La prova di permeabilità all’aria, disciplinata dalla norma UNI EN 12207, serve a determinare quanta aria attraversa il serramento chiuso in condizioni di pressione e aspirazione controllate.

Durante il test:

  • viene applicata una pressione crescente fino a una sollecitazione massima di 600 Pascal (circa 115 km/h di vento);
  • si effettua poi la stessa verifica in aspirazione, mantenendo ogni livello di pressione/ aspirazione per un minuto.

Il risultato — ovvero le infiltrazioni d’aria rilevate — si traduce in una classe di prestazione da 0 a 4.

La classe 4 rappresenta il massimo livello di tenuta, indicando che il serramento resiste ottimamente alle sollecitazioni del vento senza subire danni strutturali.

Le classi inferiori corrispondono a una tenuta meno performante, ma il valore va sempre interpretato in base alla tipologia di prodotto.

Ad esempio, gli alzanti scorrevoli e i maniglioni, pur ideali per chi desidera ampie vetrate e un design moderno, presentano punti deboli intrinseci.

A differenza dei serramenti a battente, che si chiudono “a pressione” schiacciando ermeticamente le guarnizioni, i sistemi scorrevoli scorrono linearmente.

Questo movimento, pur essendo comodo e funzionale può creare piccole interruzioni nella tenuta perimetrale che, con il tempo e l’usura, diventano facili vie d’accesso per spifferi e infiltrazioni d’aria.

L’importanza della progettazione e della precisione

Qualsiasi serramento, indipendentemente dal modello, può essere soggetto a infiltrazioni se non progettato con attenzione.

Ogni imperfezione – giochi nei giunti, guarnizioni posizionate male, squadrature non perfette – si traduce in un valore misurabile. Non ci sono interpretazioni: l’aria che passa è registrata, e il dato è oggettivo.

La norma non valuta l’estetica né la facilità di montaggio, ma misura solo ciò che il prodotto è in grado di filtrare.

RESISTENZA AL VENTO: UNA SFIDA ALL’ULTIMO COLPO DI RAFFICA!

Se la prova di permeabilità all’aria è un esercizio di precisione, quella di resistenza al vento, regolata dalla UNI EN 12210, è una sfida di forza meccanica.

Il suo obiettivo è verificare la capacità del serramento di mantenere integrità strutturale e funzionalità dopo l’applicazione di forti sollecitazioni, che simulano raffiche di vento estreme e ripetute nel tempo.

Le tre fasi del test

Il test è suddiviso in tre fasi principali:

  1. Deformazioni
  2. Cicliche
  3. Pressione di prova di sicurezza

Dopo alcune pressioni di assestamento, si procede con la prova delle deformazioni, senza dubbio la più spettacolare.

È in questo momento che si possono osservare ad occhio nudo gli spostamenti del prodotto, un effetto visivo che diventa sempre più evidente man mano che il serramento aumenta di dimensioni. In particolare, lo “spanciamento” del vetro e dell’anta è un fenomeno che cattura subito l’attenzione, mostrando in modo chiaro come il materiale reagisce alle forze del vento.

Classi di deformazione: A, B e C

Per monitorare gli spostamenti si utilizzano comparatori millesimali applicati su montanti e traversi; più è alta la classe richiesta più aumenta la pressione sollecitata sul prodotto e per poterli classificare.

A seconda della pressione e della stabilità del serramento, si ottiene una classificazione in tre livelli:

  • Classe C → la migliore delle tre perché le deformazioni sono meno evidenti e il pro-dotto rimane relativamente stabile.
  • Classe B → , invece, prevede deformazioni di livello intermedio, con il serramento che inizia a mostrare una certa elasticità sotto le sollecitazioni del vento.
  • Classe A → le deformazioni sono più marcate: il serramento si deforma visibilmente, con il vetro e l’anta che possono evidenziare uno “spanciamento” ben visibile.

Cicli e pressione di sicurezza

La fase successiva prevede 50 cicli completi di pressione e aspirazione alternata, con valori di pressione definiti in base alla classe richiesta. Durante questi cicli, il serramen­to è sottoposto a sollecitazioni dinamiche che subirebbe in un arco di circa 10 anni, e permette dunque di valutare la resistenza strutturale e la tenuta nel tempo mettendo alla prova il telaio, l’anta, la ferramenta e i punti di fissaggio.

Infine, la pressione di prova di sicurezza porta il serramento al limite: viene applicata una pressione elevatissima, mantenuta per cir­ca 7 secondi in pressione e in aspirazione.

Questo test garantisce che il prodotto pos­sa sopportare le condizioni più critiche sen­za compromettere la sicurezza e il corretto funzionamento del serramento: l’anta deve aprirsi e chiudersi senza impedimenti, e il sistema di chiusura deve mantenere la propria efficacia.

Quando la ferramenta fa la differenza

Un fenomeno ricorrente durante i test è il mo­vimento degli incontri di chiusura, anche uno spostamento minimo può compromettere la tenuta e ridurre il risultato della prova.

Le cause più comuni:

• viti di fissaggio troppo corte,

• distanze tra i punti di ancoraggio non ade­guate,

• sollecitazioni superiori alla capacità di tenuta della ferramenta.

OGGETTIVITÀ COME GARANZIA

Nel nostro laboratorio, non giudichiamo: registriamo dati, applichiamo norme, forniamo risultati.

Restituiamo una fotografia oggettiva di ciò che un serramento è in grado di fare – o non fare – quando viene messo alla prova.

Per chi produce o installa serramenti, questa oggettività è una garanzia non solo per il cliente ma per l’intero sistema edilizio.

Un infisso certificato non è solo un prodotto che chiude, ma un elemento che contri­buisce alla sicurezza, all’efficienza e alla durabilità dell’involucro edilizio.

In un settore dove la competizione cresce e le aspettative tecniche si fanno sempre più rigorose, la norma non è un ostacolo. È la regola del gioco.

PER SAPERNE DI PIÚ

AMITOJ SINGH
Dipartimento Energia Consorzio LegnoLegno

Info: angelo.polenta@legnolegno.it


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Le informazioni che fanno la differenza nell’installazione

La Norma UNI 11979, guida essenziale per serramentisti e produttori di controtelai e monoblocchi.

La norma italiana UNI 11979, ratificata a Maggio 2025, definisce le metodologie e i criteri per la caratterizzazione di controtelai e controtelai monoblocco utilizzati per l’installazione di finestre, porte esterne e interne pedonali, chiusure oscuranti e schermature solari.

Questa norma è cruciale non solo per chi fabbrica questi componenti, ma anche per il serramentista che li acquista e li installa, in quanto stabilisce, tra i tantissimi contenuti, anche le informazioni e istruzioni essenziali (dettagliate nell’Appendice F) da fornire ed acquisire in merito all’installazione dei prodotti.

La cooperazione e lo scambio di informazioni tra produttore e installatore sono, dunque, fondamentali.

THANKS TO

L’Importanza cruciale di un’informazione chiara e di un controllo rigoroso.

Perché tanta attenzione all’installazione?

Per il serramentista, è di fondamentale importanza ricevere, comprendere e seguire scrupolosamente le istruzioni fornite dal fabbricante dei controtelai e controtelai monoblocco.

Il mancato rispetto di tali indicazioni, o l’assenza di un adeguato controllo sul processo di posa, può comportare evidenti difformità rispetto a quanto atteso dal committente. Ciò può compromettere seriamente non solo le prestazioni dichiarate del prodotto, ma anche la sua durabilità nel tempo e la sicurezza d’uso. La norma UNI 11979 sottolinea la necessità di mantenere in opera le prestazioni del prodotto, un obiettivo che dipende intrinsecamente dalla qualità dell’installazione.

Lampante esempio di quanto descritto è proprio la verifica delle prestazioni dei controtelai e monoblocchi che prevede le “misurazioni” delle prestazioni comprensive dei giunti di installazione;

  1. Per monoblocchi e controtelai di libera installazione è oggetto di misura, oltre al prodotto, anche il giunto di posa primario (tra muratura e controtelaio/monoblocco);
  2. Per monoblocchi e controtelai proprietari è oggetto di misura, oltre al prodotto, sia il giunto di posa primario che secondario (quindi tra muratura e controtelaio/mono-blocco e tra controtelaio/monoblocco e serramento.

Le esperienze di Laboratorio stanno fornendo dati pioneristici ed innovativi; ad esempio, se la posa del controtelaio/monoblocco viene eseguita senza le dovute accortezze e con utilizzo di materiali non selezionati corretta­mente, la verifica acustica è influenzata in modo devastante dal giunto di installazione con il conseguente crollo della prestazione. (v. Fig. 1 e Fig. 2)

Cercando, a grandi linee di dare una indica­zione del valore tra i due prodotti si consideri che un aumento di 10 dB si isolamento cor­risponde a una riduzione di intensità sonora di 10 volte.

Nel caso evidenziato, una differenza di 7 dB (41 dB – 34 dB) significa che il prodotto da 41 dB è circa 5 volte più efficace nel ridurre l’in­tensità del suono che lo attraversa rispetto al prodotto da 34 dB, con un impatto sul comfort acustico molto significativo. Il tutto non legato alla variazione del prodotto ma esclusivamente all’incidenza del giunto di posa.

Per questo motivo, l’intero processo di forni­tura e posa in opera richiede una definizione chiara dei ruoli e delle responsabilità, come stabilito dalla norma UNI 10818. La progetta­zione dell’installazione deve seguire requisiti e criteri di verifica specifici stabiliti dalla UNI 11673-1, mentre l’esecuzione della posa in opera è soggetta a criteri di verifica dettagliati dalla UNI 11673-4.

Un elemento chiave per garantire un’instal­lazione a regola d’arte è la qualificazione/certificazione degli operatori che possono essere verificate e documentate secondo i requisiti di conoscenza, abilità e compe­tenza definiti dalla norma UNI 11673-2.

Questo approccio sistematico assicura che il contributo prestazionale dei contro­telai e controtelai monoblocco sia piena­mente realizzato nel contesto dell’edificio.

Appendice F: Informazioni essenziali per il produttore e richieste fondamen­tali per il serramentista

L’Appendice F della UNI 11979 è una sezione normativa che dettaglia le informazioni cruciali che devono essere scambiate per una posa in opera efficace e conforme.

Si divide in 3 parti che di seguito sono det­tagliatamente descritte su ciò che ciò che il fabbricante DEVE fornire e il serramentista DEVE Conoscere.

Il punto F.1 stabilisce le informazioni mi­nime che il fabbricante di controtelai o controtelai monoblocco deve fornire in relazione ai fissaggi nel caso il serramento sia fissato alla traversa superiore del con­trotelaio/monoblocco.

Per il serramentista, è essenziale acquisire e comprendere a fondo questi dettagli per garantire la stabilità e la sicurezza dell’installazione. Le informazioni includono:

  • Interasse, posizione e natura dei fissaggi.
  • Tipologia dell’elemento di fissaggio impiegato.
  • Dettagli dei punti che richiedono un fissaggio particolarmente rigido.
  • Presenza/necessità di elementi di rin-forzo e relativi dimensionamenti/posizionamenti.
  • Prospetto di staffatura della traversa superiore (se significativo).
  • Limiti d’impiego dei controtelai / contro-telai monoblocco.
  • Altri dettagli rilevanti direttamente collegati al controtelaio e/o controtelaio monoblocco che influenzano la sua resistenza al carico del vento e, se significativo, ai tentativi di effrazione.
  • Dettagli della condizione di sicurezza e/o delle condizioni che soddisfano i requisiti della classe di resistenza dichiarata (se significativo).
  • Ogni ulteriore informazione che consenta di riprodurre le condizioni di installazione realizzate in sede di prova e di ottemperare alle normative cogenti previste in ambito nazionale.

Il punto F.2 riguarda Le istruzioni minime e informazioni generali di installazione che chi fabbrica il controtelaio/monoblocco deve rendere disponibili, e che quindi il serramentista deve acquisire e se necessario richiedere. Queste indicazioni sono fondamentali per guidare il processo di posa in opera e il serramentista ha la responsabilità di seguirle accuratamente.

  • Dettagli degli spazi da mantenere tra i giunti di installazione.

Inoltre, in caso di presenza di guide accessorie (come quelle per avvolgibili, zanzariere, frangisole, ecc.), il fabbricante deve fornire informazioni aggiuntive che il serramentista deve consultare e applicare:

  • Tipo di fissaggio e distanza massima tra i punti di fissaggio nella guida.
  • Tipo e punti di fissaggio del dispositivo antisollevamento, se presente.
  • Indicazioni sull’eventuale presenza di sistemi o dispositivi (quali ad esempio sistemi di VMC) onde evitare interferenze con i sistemi di fissaggio del serramento.
  • Tolleranze dei controtelai e controtelai monoblocco rilevate ad installazione in opera effettuata, escluse finiture e rasature, considerando i limiti ammessi di seguito.

Il punto F.3 è una importante novità; definisce le informazioni minime che il fabbricante del controtelaio o controtelaio monoblocco deve acquisire prima dell’installazione.

In questo caso il serramentista gioca un ruolo attivo, fornendo i dati necessari per assicurare che il prodotto sia adeguato al contesto specifico dell’edificio e che l’installazione possa avvenire senza problemi, operando in piena coerenza con le indicazioni del produttore.

  • Stratigrafia della parete e tipologia dei materiali costituenti nella quale il controtelaio e/o controtelaio monoblocco è collocato.
  • Posizionamento del serramento rispetto alla larghezza dell’intradosso.
  • Tipologia e sezione del serramento installato, comprensiva del sistema di apertura e delle relative dimensioni.
  • Tipologia degli eventuali prodotti complementari previsti (avvolgibile, frangisole, oscurante, ecc.) e tipologia e posizionamento degli eventuali fissaggi rilevanti.
  • Principali prestazioni del prodotto da installare (classe di resistenza al carico di vento, isolamento acustico, permeabilità all’aria, ecc.).
  • Profondità minima di penetrazione dell’elemento accessorio (telo dell’avvolgibile, zanzariera, frangisole, ecc.) nella guida.
  • Posizione, numero e configurazione dei punti di ancoraggio di cardini e telai delle chiusure oscuranti.
  • Necessità di eventuali elementi di rinforzo/fissaggio.

Tutte le informazioni e istruzioni della presente appendice F sono fornite considerando le di-verse tipologie di apertura dei serramenti e le caratteristiche dei materiali impiegati.

Per il serramentista, richiedere e fornire attivamente queste informazioni è un passo indispensabile per assicurare la conformità, la performance e la soddisfazione del cliente finale.

In conclusione, la norma UNI 11979, come ogni standard appena introdotto, rappresenta un fondamentale punto di partenza per l’intero settore. Essa definisce un quadro chiaro per la caratterizzazione e l’installazione di controtelai e monoblocchi, promuovendo un sistema di autoregolamentazione che mira a migliorare continuamente lo “stato dell’arte”.

Per il produttore, fornire istruzioni dettaglia-te e acquisire le informazioni necessarie dal cantiere è un atto di responsabilità.

Per il serramentista, invece, richiedere, comprendere e seguire scrupolosamente tali indicazioni, unitamente a un controllo rigoroso, è un elemento di maggiore tutela per tutti gli attori coinvolti.

L’adozione coerente di queste pratiche garantisce non solo il mantenimento delle prestazioni dichiarate dei prodotti e la loro durabilità, ma anche la sicurezza d’uso e la piena soddisfazione del cliente finale, riducendo significativamente il rischio di difformità e problematiche future.

SPECIALE MONOBLOCCHI

Con la pubblicazione della UNI 11979:2025 – “Controtelai e controtelai monoblocco per serramenti – Caratteristiche prestazionali e requisiti” – si compie un passo importante per dare identità, regole e trasparenza ad un elemento che nonostante sia di fondamentale importanza nell’installazione del serramento e, nonostante sia oggi ampiamente adoperato in ambito costruttivo, fino a questo momento ha vissuto in un limbo normativo
La norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equi­valenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria che però, finalmente, propone regole chiare e condivise.
Ma quali sono? E cosa cambia per te?
In questi articoli di approfondimento illustriamo la norma e perché è così importante per il settore.
leggi qui UNI 11979: Una svolta per controtelai e monoblocchi https://www.legnolegno.it/uni-119792025-una-svolta/
leggi qui Il monoblocco di “libera installazione” https://www.legnolegno.it/il-monoblocco-di-libera-installazione/
leggi qui ⮕ Il monoblocco “proprietario” https://www.legnolegno.it/il-monoblocco-proprietario/
leggi qui ⮕ Le informazioni che fanno la differenza. La Norma UNI 11979: Guida essenziale per serra­mentisti e produttori di controtelai e monoblocchi https://www.legnolegno.it/le-informazioni-installazione/

PER SAPERNE DI PIÚ

DAVIDE BARBATO
Responsabile Qualità Laboratorio
Tecnologico LegnoLegno

davide.barbato@legnolegno.it


oppure compila il FORM in fondo alla pagina

Il monoblocco “proprietario”

Più certezza prestazionale, meno libertà progettuale?

Negli ultimi anni il mondo dei serramenti, con l’uscita di norme, marchi di qualità volontari, ha visto una crescita di attenzione esponenziale verso la qualità della posa, l’isolamento e il comportamento degli elementi di tutti gli accessori del vano finestra. Uno dei punti più deboli (o comunque meno regolamentati) è stato spesso il controtelaio.

Con la pubblicazione della UNI 11979:2025 – “Controtelai e controtelai monoblocco per serramenti – Caratteristiche prestazionali e requisiti” – si compie un passo importante per dare identità, regole e traspa-renza ad un elemento che nonostante sia di fondamentale importanza nell’installazione del serramento e, nonostante sia oggi ampiamente adoperato in ambito costruttivo, fino a questo momento ha vissuto in un limbo normativo.

Una delle novità più interessanti della normativa è la distinzione tra il “monoblocco proprietario” e il “monoblocco di libera installazione”.

In questo articolo spieghiamo con chiarezza che cosa significa “monoblocco proprietario”, che implicazioni ha in termini progettuali, prestazionali e di scelta per il committente. Per quanto riguarda il “monoblocco di libera installazione” vi invitiamo a legge-re l’approfondimento presente su questo stesso numero della rivista.

Fig. 1 Vista interna di un monoblocco proprietario durante un test acustico.

La UNI 11979 fissa criteri, metodologie e requisiti per i controtelai e i monoblocco utilizzati nell’installazione di infissi, porte, chiusure oscuranti e schermature. Si applica in particolare alle finestre e porte esterne pedonali (UNI EN 14351-1), porte interne pedonali (UNI EN 14351-2), chiusure oscuranti (UNI EN 13659), scherma-ture solari (UNI EN 13561). Non rientrano invece nel campo diapplicazione:

  1. porte con resistenza al fuoco o controllo fumo; porte motorizzate non a battente;
  2. facciate continue, lucernari su tetti piani, cancelli industriali, ecc.

La norma, come generalmente tutte le normative è di natura volontaria, ma applicarla rappresenta un elemento di distinzione e garanzia qualitativa nel mercato e soprattutto in caso di contenzioso tecnico / legale i giudici e i consulenti tecnici spesso usano le norme UNI come:

  1. Riferimento per stabilire la diligenza professionale dell’operatore,
  2. Criterio di valutazione della conformità tecnica di un prodotto o di un’opera;
  3. Prova del rispetto della regola dell’arte, anche se la norma non è obbligatoria.

Tra i requisiti prestazionali valutati secondo la norma, troviamo (tra gli altri):

  • Permeabilità all’aria
  • Tenuta all’acqua
  • Resistenza al vento
  • Isolamento termico
  • Isolamento acustico
  • Resistenza all’effrazione
  • Durabilità nel tempo

Inoltre vengono trattati aspetti di sostenibilità (emissioni, materiali), criteri di prova, modalità di estensione dei risultati e informazioni che il produttore deve fornire.

La vera novità che la norma distingue tra prodotti “di libera installazione” e “proprietari”, con differenze nelle modalità di prova e di dichiarazione delle prestazioni.

Un monoblocco proprietario è un monoblocco ideato, progettato e realizzato specificamente per un determinato serramento contrariamente a un monoblocco di libera installazione che è un elemento generico, non vincolato a un singolo serramento.

In sintesi: il “proprietario” è un monoblocco su misura, integrato nel sistema serramento + vano muro, pensato come vero e proprio sistema unitario.

La norma prescrive che, nel caso di controtelai proprietari, le carat­teristiche prestazionali devono essere valutate “in combinazio­ne” con il serramento a cui sono destinati, e non bisogna testare il monoblocco con il pannello nor­mato installato : serve considerare come interagisce, nelle condizioni di posa reale, con il serramento, quindi vengono testati il giunto tra muratura e controtelaio, il giunto tra controtelaio e serramento, il giunto apribile del serramento e il serramento stesso (Giunto prima­rio + giunto secondario + giunto apribile + serramento).

Fig. 2 Vista esterna di un monoblocco proprietario durante un test acustico.

Testare un monoblocco proprietario ha sicuramente dei vantaggi:

  1. Prestazione garantita del sistema — misurazione contemporanea di 3 giunti: primario, secondario e apribile
  2. Ottimizzazione della posa — il monoblocco è già predisposto per quel serramento: fissaggi, tolleranze, raccordi, giunti possono essere calibrati e studiati specificamente per una sola tipologia di infisso
  3. Fidelizzazione — il cliente “legato” al sistema può riconoscere il valore della soluzione completa

Ma d’altra parte anche dei limiti:

  1. Ridotta flessibilità — il serra-mento installato può sicuramente rappresentare un vincolo riguardo all’utilizzo dei risultati di prova
  2. Costi più alti — lo sviluppo integrato e le prove congiunte possono aumentare i costi rispetto a componenti generici
  3. Rischio di rimanere vincolati a un fornitore di serramenti diverso dal produttore del monoblocco — il committente potrebbe essere poi vincolato al fornitore del serramento se non è il produttore diretto del serra-mento (spesso questi test infatti vengono eseguiti da serramentisti che producono monoblocco e serramento)
  4. Gestione delle varianti — per ogni variante dimensionale o tipologica occorre un adatta-mento del monoblocco, con ripercussioni progettuali e prestazionali

Immaginiamo di installare un serramento in alluminio a taglio termico progettato su un monoblocco proprietario corrispondente, con giunti progettati e testati dal laboratorio

  1. In fase di cantiere, il mono-blocco è predisposto già per quello specifico serramento e il sistema è già definito, il serramentista monta direttamente senza dover “adattare” nulla
  2. In fase progettuale, anche in questo caso è già tutto pronto per l’utilizzo dai disegni tecnici ai risultati di prova
  3. Il risultato reale in opera può essere molto vicino a quello previsto in laboratorio, riducendo gli scostamenti negativi dovuti ad un ingegnerizzazione del progetto iniziale

Fig. 3: Monoblocco proprietario durante un ciclo di prove di tenuta ambientale.

In questo modo il monoblocco proprietario, se ben progettato e realizzato, consente una maggiore coerenza tra progetto e prestazione reale.

La UNI 11979:2025 rappresenta un salto avanti per dare dignità normativa ai controtelai e ai monoblocchi.

Il concetto di monoblocco proprietario introduce una sfida e un’opportunità: passare da elementi di progetto e di cantiere meno definiti a sistemi completi e più “bloccati” ma sicuramente con prestazioni maggiormente garantite.

Chi opera nel settore (produttori, progettisti, posatori) ha ora uno strumento tecnico condiviso per definire, valutare e comunicare la qualità dei sistemi finestra. Per il committente finale, significa mag­giore trasparenza e potenzialmen­te prestazioni reali più affidabili.

SPECIALE MONOBLOCCHI

Con la pubblicazione della UNI 11979:2025 – “Controtelai e controtelai monoblocco per serramenti – Caratteristiche prestazionali e requisiti” – si compie un passo importante per dare identità, regole e trasparenza ad un elemento che nonostante sia di fondamentale importanza nell’installazione del serramento e, nonostante sia oggi ampiamente adoperato in ambito costruttivo, fino a questo momento ha vissuto in un limbo normativo
La norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equi­valenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria che però, finalmente, propone regole chiare e condivise.
Ma quali sono? E cosa cambia per te?
In questi articoli di approfondimento illustriamo la norma e perché è così importante per il settore.
leggi qui UNI 11979: Una svolta per controtelai e monoblocchi https://www.legnolegno.it/uni-119792025-una-svolta/
leggi qui Il monoblocco di “libera installazione” https://www.legnolegno.it/il-monoblocco-di-libera-installazione/
leggi qui ⮕ Il monoblocco “proprietario” https://www.legnolegno.it/il-monoblocco-proprietario/
leggi qui ⮕ Le informazioni che fanno la differenza. La Norma UNI 11979: Guida essenziale per serra­mentisti e produttori di controtelai e monoblocchi https://www.legnolegno.it/le-informazioni-installazione/

PER SAPERNE DI PIÚ

GIOVANNI CIAMPA
Responsabile Dipartimento Energetico
Laboratorio Tecnologico LegnoLegno


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Il monoblocco di “libera installazione”

“Oh, no… una nuova norma?!”

Le norme, si sa, non godono mai di una buona nomea a primo impatto.

Sarà per un retaggio culturale derivante dall’essere una Nazione “sovra-regolamentata”, sarà per un’atavica scarsa propensione alla novità… ma ancora una volta l’“Oh, no!” è stato il commento prevalente al “bar del serramento” quando, alla fine di maggio, la UNI 11979 ha finalmente iniziato a disciplinare il mondo controtelaio/monoblocco.

Sui contenuti generali di questa nuova normativa non ci dilunghiamo, rimandando diretta-mente agli articoli specifici qui pubblicati, dei quali consigliamo caldamente la lettura.

Dal timore alla consapevolezza

Dopo un primo atteggiamento “difensivo”, quasi impaurito all’idea di dover adempie-re a puri e sterili esercizi burocratici, un maggiore approfondimento ha – come spesso accade – fatto cambiare completamente visione.

C’è infatti un concetto che ha fatto leva su molti per comprendere l’importanza, se non addirittura l’indispensabilità, della norma UNI 11979: quello della cosiddetta “Libera installazione”.

Ma di cosa si tratta? E perché è fondamentale comprenderlo?

La metafora automobilistica

La metafora automobilistica funziona sempre. Se produco pneumatici, per testarli ho due strade:

  1. Prima strada: li monto su una specifica autovettura e faccio i miei test.

→ Otterrò risultati validi solo per QUEGLI pneumatici su QUELLA vettura.

  1. Seconda strada: voglio conoscere le prestazioni dei miei pneumatici in generale, senza riferimento a una vettura specifica.

→ Serve allora una vettura “prototipo”, uguale per tutti, per ottenere risultati universali e confrontabili.

Traslando il ragionamento, la norma è quel “qualcuno” che definisce la vettura prototipo, dove gli pneumatici sono il monoblocco e la vettura è il serramento.

E come fa la norma a stabilire come è fatta la vettura “prototipo” uguale per tutti?

Attraverso il concetto di “Libera installazione”: eseguendo i test secondo le modalità di libera installazione, caratterizzerò il mio monoblocco in modo assoluto, senza vincoli rispetto ad uno specifico serramento.

Ecco allora che, come e più che in altri casi, grazie al concetto di libera installazione è stata colta la natura profonda della norma: garantire a tutti gli operatori del mercato una base comune di confronto, che rendesse i loro risultati oggettivi ed universalmente validi. Nondimeno, anche i piccoli produttori, talora i più scettici, hanno colto appieno le potenzialità di questa novità: potersi confrontare anche con i “grandi” attraverso uno strumento che pone tutti sullo stesso piano.

“Libera installazione” vs “Proprietario”

La misura delle prestazioni riferite a uno specifico serramento è invece demandata all’approccio “Proprietario”, che si contrappone a quello di libera installazione.

In questo caso, il monoblocco è progettato per accogliere uno specifico e ben definito prodotto, e solo con riferimento a quest’ultimo è possibile esprimere una prestazione.

Anche sul concetto di monoblocco “Proprietario” abbiamo approfondito in un articolo dedicato, che consigliamo di leggere per una visione completa e complementare.

Una norma “ibrida” ma completa

Per i puristi, la UNI 11979 è uno standard “ibrido”:

  • in parte norma di prodotto,
  • in parte norma di prova,
  • in parte norma di classificazione.

L’approccio di libera installazione entra in gioco in ognuno di questi aspetti, ma è nei metodi di prova che assume la massima rilevanza definendo in maniera molto puntuale come operare per estrapolare risultati universali siano essi in ambito termico, meccanico, acustico, etc.

La norma risponde a domande cruciali come:

  • Che trasmittanza termica devo considerare per un pannello generico che simula il serramento?
  • Dove va collocato per il calcolo analitico?
  • Quali caratteristiche acustiche deve avere un pannello prototipo?
  • Come dovrò fissare al mio monoblocco il pannello generico?
  • E per la permeabilità all’aria?

Un riferimento per tutti i laboratori

La norma fornisce istruzioni precise nelle sezioni dedicate alla “Libera installazione”: Qualsiasi laboratorio, dalle Alpi alla Sicilia, dovrà attenersi alle stesse indicazioni per garantire la confrontabilità dei risultati. Ci sia consentita una piccola nota: la norma serve anche a garantire che i dati presentati al mercato siano frutto di test realmente conformi.

Non è un obbligo, ma è evidente che solo un organismo di prova esperto e attrezzato può assicurare una corretta applicazione dei nuovi standard.

Tutto ciò vale non solo per i monoblocchi, ma anche per i sistemi di controtelaio.

Un valore tecnico e commerciale crescente

A questo punto diventa intuitivo comprendere l’importanza e la spendibilità di un dato misurato su basi comuni e universalmente riconosciute: la prestazione assume un peso del tutto diverso sia esso destinato ad un generico committente, ad un produttore di serramenti che ne ha fatto richiesta o ad un esperto progettista: i risultati diventano credibili e comparabili.

In merito a questo, rimarchiamo che l’analisi di libera installazione non sostituisce in alcun modo quanto previsto nel caso in cui lo scopo sia l’individuazione di una prestazione di uno specifico sistema monoblocco+serramento, e non la confrontabilità. In tal caso, l’approccio di libera installazione lascerà il posto a quello proprietario, secondo quanto disposto dalla norma in modo puntuale ed esaustivo. È altresì necessario sottolineare che, si tratti di prestazioni “Proprietario” o di “Libera installazione”, i numeri vanno sempre gestiti, interpretati e confrontati da personale competente.

Uno strumento per il futuro

La tecnologia costruttiva del nostro Paese, sia sul nuovo che sui recuperi e ristrutturazioni, ha eletto il monoblocco elemento ormai importantissimo e, di conseguenza, da caratterizzare in maniera non più approssimativa.

In prospettiva è lecito aspettarsi che il monoblocco assuma crescente importanza in capitolati, regolamenti, detrazioni, e quant’altro, laddove l’indirizzo ormai evidente è quello che ogni componente faccia la sua parte in termini prestazionali.

Attraverso l’approccio di “Libera installazione”, anche per il laboratorio LegnoLegno sarà possibile, utile ed interessante monitorare ed analizzare statisticamente tutti i valori misurati, anche per comprendere come essi varieranno nel tempo. È un compito che ci siamo dati e del quale scriveremo non appena riterremo di aver eseguito un numero di test che rappresentano un campione significativo.

Non più “Oh, no… una nuova norma!”, ma “Bene, finalmente una nuova norma!”

SPECIALE MONOBLOCCHI

Con la pubblicazione della UNI 11979:2025 – “Controtelai e controtelai monoblocco per serramenti – Caratteristiche prestazionali e requisiti” – si compie un passo importante per dare identità, regole e trasparenza ad un elemento che nonostante sia di fondamentale importanza nell’installazione del serramento e, nonostante sia oggi ampiamente adoperato in ambito costruttivo, fino a questo momento ha vissuto in un limbo normativo
La norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equi­valenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria che però, finalmente, propone regole chiare e condivise.
Ma quali sono? E cosa cambia per te?
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PER SAPERNE DI PIÚ

ANGELO POLENTA

Laboratorio Tecnologico LegnoLegno

Info: angelo.polenta@legnolegno.it


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UNI 11979:2025 una svolta per controtelai e monoblocchi

Ragazzi, parliamoci chiaro: nel nostro mondo, quello dei serramenti, ogni dettaglio conta.

E un componente che spesso è stato un po’ il “parente povero” della progettazione, ma che in realtà è fondamentale per la buona riuscita del lavoro, è proprio il controtelaio, sia esso tradizionale o monoblocco.

Fino a poco tempo fa, diciamocelo, non avevamo una norma specifica che mettesse nero su bianco come dovevano essere caratterizzati questi elementi. Ognuno andava un po’ per la sua strada, con metodi, criteri e prove magari diversi. Questo creava non poca confusione e, a volte anche qualche grattacapo in cantiere o, peggio, dopo la posa.

THANKS TO

Ed è proprio per risolvere questa “lacuna” che è nata la nuova norma UNI 11979, entrata a far parte del corpo normativo nazionale il 29 maggio 2025.

La natura volontaria delle norme UNI: un impegno per la qualità

È fondamentale precisare che la norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equivalenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria. Le norme UNI sono frutto del contributo delle parti interessate e fanno parte di un sistema di autoregolamentazione che ha lo scopo di creare e tenere aggiornato lo stato dell’arte in un determinato settore, garantendo una qualità disponibile e diffusa. Non sono, di per sé, leggi o decreti vincolanti, anche se possono essere esplicitamente richiamate da specifici contratti. Tuttavia, l’adozione delle norme UNI rappresenta una scelta consapevole verso l’eccellenza, la trasparenza e la conformità alle migliori pratiche riconosciute a livello nazionale, offrendo un riferimento autorevole per la progettazione, la produzione e l’installazione.

Non solo “cosa”, ma “come”: la metodologia standardizzata al centro della norma

Un aspetto cruciale da comprendere della UNI 11979 è che, sebbene per la determinazione di molte caratteristiche prestazionali si faccia riferimento a norme già esistenti – come quelle per la permeabilità all’aria (UNI EN 12114), la tenuta all’acqua (UNI EN 1027), l’isolamento acustico (UNI EN ISO 10140-1 e UNI EN

ISO 10140-2), l’isolamento termico (UNI EN ISO 10211), o la resistenza all’effrazione (UNI EN 1628, 1629, 1630) – il vero “cambio di gioco” è la standardizzazione e la specificazione delle metodologie applicative di queste prove ai controtelai e ai monoblocchi. La norma, infatti, definisce chiaramente il “come” queste misurazioni debbano essere condotte nel contesto specifico del controtelaio e del controtelaio monoblocco.

Questo significa che vengono stabilite precise condizioni di prova, come:

  • La necessità di installare un “tamponamento” (un pannello di riempimento predefinito o con prestazioni note) per simulare la presenza del serramento, definendone le dimensioni e le caratteristiche per ciascuna prova.
  • L’installazione del controtelaio o monoblocco all’interno di una struttura che simula il vano murario, definendone le caratteristiche geometriche e dimensionali per non influenzare i risultati.
  • Per l’isolamento acustico, la norma prevede una deroga specifica alla UNI EN ISO 10140-1, indicando che l’installazione del controtelaio non deve avvenire con il riempimento del giunto primario tramite materiale assorbente, ma con i materiali previsti dal fabbricante, al fine di misurare il contributo del giunto primario stesso.
  • Per l’isolamento termico, la norma stabilisce l’uso di stratigrafie di parete normalizzate (come quelle in Appendice E) e posizionamenti specifici (a filo interno, in mezzeria) per la de-terminazione dei ponti termici lineari.
  • Le modalità operative di prova per la tenuta all’acqua sono delineate in dettaglio, con specifiche indicazioni sul posizionamento delle barre di spruzzaggio rispetto al provino.

Questo approccio garantisce che i risultati ottenuti siano compara-bili e affidabili per i controtelai e monoblocchi, fornendo una base solida per la loro valutazione e per il corretto abbinamento con i serramenti.

UNI 11979:2025

Perché è stata pubblicata questa norma? Ma soprattutto, perché è così importante per noi?

Il motivo è semplice: la UNI 11979 serve a definire metodologie e criteri ben precisi per la caratterizzazione di controtelai e controtelai monoblocco. Che si tratti di finestre, porte esterne e interne pedonali, chiusure oscuranti o schermature solari, questa norma ci dice come valutare le prestazioni di questi elementi, considerando tutti i componenti aggiuntivi (o accessori) e i materiali complementari, e persino i loro giunti di installazione ai vani.

In pratica, lo scopo è uno solo: assicurare che il controtelaio e il monoblocco contribuiscano a mantenere in opera le prestazioni del serramento che andiamo a installare, così come dichiarate dal produttore del serramento stesso. È un po’ come dire: il serramento è un campione, ma se il suo “trampolino di lancio” non è all’altezza, rischia di non esprimere tutto il suo potenziale!

Le caratteristiche prestazionali devono essere determinate ed espresse in conformità a quanto specificato nei punti da 5.1 a 5.8 della norma, tenendo conto delle differenti condizioni climatiche e d’uso.

Quali sono i vantaggi concreti nel seguirla? Prepariamoci a un bel salto di qualità!

Questa norma è un vero e proprio strumento per la qualità e la trasparenza. Ecco alcuni dei vantaggi chiave per tutti noi:

  • Chiarezza e Standardizzazione: Finalmente avremo un linguaggio comune per valutare i controtelai. Addio “zone grigie”!
  • Prestazioni Specifiche: La norma entra nel dettaglio delle prestazioni, e questo è un punto da non sottovalutare:
  • Permeabilità all’aria: La determinazione delle perdite d’aria deve avvenire secondo la UNI EN 12114, applicando sia pressioni positive che negative. I rapporti di prova devono riportare quanto specificato nella UNI EN 12114.
  • Tenuta all’acqua: Viene specificato come misurare le infiltrazioni secondo la UNI EN 1027. Questa caratteristica non è ritenuta significativa per i controtelai impiegati per finestre su coperture inclinate, dove è necessaria un’adeguata impermeabilizzazione.
  • Isolamento acustico: Le prove di laboratorio devono essere condotte in conformità a UNI EN ISO 10140-1 e UNI EN ISO 10140-2. I risultati devono essere riportati secondo UNI EN ISO 717-1.
  • Isolamento termico: Questo è un punto cruciale. La norma ci aiuta a identificare e correggere i ponti termici lineari, che possono causare problemi energetici, igienico-sanitari e di comfort (muffe, condensa). L’analisi si basa su valutazioni che includono la presenza di isoterme critiche, la temperatura minima per evitare muffe, l’analisi del ponte termico lineare e la determinazione numerica dello stesso (ψ) secondo UNI EN ISO 10211. Per i monoblocchi con cassonetto, viene calcolata anche la trasmittanza termica (Usb) secondo UNI EN ISO 10077-2.
  • Requisiti meccanici e di sicurezza: Le caratteristiche di resistenza meccanica dei fissaggi devono essere in grado di trasferire all’edificio carichi come il vento, il peso del serramento, le movimentazioni delle ante, le variazioni dimensionali dei materiali, false manovre, carichi orizzontali e tentativi di effrazione. Vengono fornite indicazioni sugli interassi e il posizionamento dei punti di fissaggio (es. non superiore a 700 mm, distanza dall’angolo massimo 150 mm). I materiali di riempimento dei giunti non sono considerati sistemi di fissaggio idonei.
  • Resistenza al carico del vento: Le prove verificano la capacità di mantenere in sede il tamponamento (che simula il serramento) in sicurezza sotto l’azione del vento, fino a pressioni elevate (Classe 5 da UNI EN 12210, con Pressione al carico di sicurezza di 3000 Pa).
  • Resistenza all’effrazione: Per i controtelai “di libera installazione”, sono previste prove specifiche (che si basano sulle UNI EN 1628, 1629, 1630) per classificarne la resistenza ai tentativi di scasso. Questo significa che il controtelaio non sarà un punto debole per la sicurezza dell’intero sistema. Per i controtelai “proprietari”, la prova avviene con il serramento rappresentativo della famiglia.
  • Durabilità: Si pone grande enfasi sulla scelta dei materiali e sulla loro capacità di mantenere le prestazioni nel tempo, prevenendo problemi come ristagni d’acqua o condense interstiziali. Ai produttori è richiesto di documentare ogni informazione disponibile circa la capacità dei materiali di mantenere le prestazioni nel tempo.
  • Composti Organici Volatili (VOC) e Sostenibilità: Una bella novità! I controtelai a contatto con l’ambiente interno dovranno avere documentazione sulle emissioni di VOC, determinate in conformità a UNI EN 16516 o UNI EN ISO 16000-9. Inoltre, dovranno indicare il contenuto cumulativo di materiale recuperato o riciclato e le modalità di smaltimento a fine vita. Un passo avanti verso un’edilizia più green!
  • Tolleranze Dimensionali Chiare: La norma fornisce tabelle dettagliate con i limiti ammessi per altezza, larghezza, profondità e spessore, sia per le misure esterne del controtelaio che per la sede dell’infisso e i cassonetti. Questo aiuterà a ridurre gli errori in fase di produzione e installazione.
  • Informazioni e Istruzioni dettagliate: I produttori di controtelai e monoblocchi dovranno fornire istruzioni minime chiare sui fissaggi (interasse, posizione, tipologia), la necessità di elementi di rinforzo, e i limiti d’impiego. Devono anche indicare dettagli sugli spazi da mantenere tra i giunti e informazioni aggiuntive per la presenza di guide accessori (avvolgibili, zanzariere, frangisole). Allo stesso tempo, i produttori dovranno acquisire informazioni specifiche sulla stratigrafia della parete, sul serramento da installare e sulle sue prestazioni, per fornire il controtelaio/monoblocco più adatto. Questo è un enorme vantaggio per gli installatori, che potremo lavorare con maggiore certezza e sicurezza.

Un mondo un po’ diverso da quello che ci si aspettava

Le procedure per la caratterizzazione prestazionale dei controtelai e monoblocchi, tramite l’applicazione pratica nei test sta generando dati oggettivi fondamentali.

Tali riscontri, derivanti da un’attenta verifica, in alcuni casi evidenziano che i prodotti sottoposti a prova offrono prestazioni che, sebbene conformi alle metodologie definite dalla norma UNI 11979, in alcune istanze si discostano o risultano inferiori a quelle presunte o attese. Questi dati, frutto dell’applicazione rigorosa degli standard di prova, lungi dall’essere un mero riscontro negativo, indicano concrete aree di miglioramento e rappresentano una preziosa opportunità per i produttori di serramenti e controtelai/monoblocco. L’analisi approfondita di tali evidenze consente di individuare con precisione dove intervenire per ottimizzare le performance dei prodotti, fornendo così un supporto diretto verso soluzioni sempre più efficienti e affidabili, a beneficio della committenza finale.

Insomma, la UNI 11979 è molto più di una semplice norma. È uno strumento che eleva lo standard qualitativo del lavoro, garantendo maggiore sicurezza, prestazioni più elevate, trasparenza e un occhio alla sostenibilità. Per i produttori, è un’occasione per verificare la qualità dei propri prodotti. Per i serramentisti, è la maggior certezza di avere basi solide su cui installare i propri serramenti, minimizzando i rischi e massimizzando i risultati.

È quindi oggi possibile essere parte di questo cambiamento e fare della UNI 11979 un nuovo punto di riferimento!

SPECIALE MONOBLOCCHI

Con la pubblicazione della UNI 11979:2025 – “Controtelai e controtelai monoblocco per serramenti – Caratteristiche prestazionali e requisiti” – si compie un passo importante per dare identità, regole e trasparenza ad un elemento che nonostante sia di fondamentale importanza nell’installazione del serramento e, nonostante sia oggi ampiamente adoperato in ambito costruttivo, fino a questo momento ha vissuto in un limbo normativo
La norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equi­valenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria che però, finalmente, propone regole chiare e condivise.
Ma quali sono? E cosa cambia per te?
In questi articoli di approfondimento illustriamo la norma e perché è così importante per il settore.
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PER SAPERNE DI PIÚ

DAVIDE BARBATO
Responsabile Qualità Laboratorio
Tecnologico LegnoLegno

davide.barbato@legnolegno.it


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WEBINAR CONTROTELAI E CONTROTELAI MONOBLOCCO DOPO LA NUOVA NORMA UNI 11979:2025

Caratteristiche prestazionali e requisiti

La norma UNI 11979:2025, pubblicata a maggio 2025, regolamenta i requisiti termici, acustici, di sicurezza e di tenuta agli agenti atmosferici dei controtelai e dei monoblocchi fornendo una trasparente e lineare confrontabilità dei prodotti sul mercato.

Controtelai di nuova concezione e monoblocchi sono tra i principali elementi in edilizia che hanno avuto la maggiore crescita sia tecnica/prestazionale sia di richiesta di mercato.

Conoscere bene la norma diventa indispensabile per proporre e valorizzare in maniera efficace controtelai e monoblocchi verso ogni tipologia di committenza

Approfondiremo insieme:

  • Scopo e obiettivo della norma specifica per controtelai e controtelai monoblocchi:

UNI 11979: 2025

  • Differenze tra monoblocchi di libera installazione e monoblocchi proprietari
  • Le caratteristiche prestazionali dei controtelai e controtelai monoblocco di libera installazione
  • Le caratteristiche prestazionali dei controtelai e controtelai monoblocco proprietari
  • L’incidenza della posa sulla verifica a norma dei controtelai e controtelai monoblocco
  • Esempi di verifiche sperimentali di laboratorio

ATTENZIONE: POSTI LIMITATI!
16:00-18:00  26 NOVEMBRE
Costo iscrizione: 90€+IVA

Relatore:

Davide Barbato Responsabile Qualità e Coordinatore delle attività di Laboratorio Tecnologico LegnoLegno

ISCRIVITI SUBITO

Partner dell’iniziativa

PRESENTAZIONE DEL SOFTWARE 40 DB

QUADRO NORMATIVO

L’isolamento acustico di facciata (di cui il serramento è parte integrante) è obbligatorio in Italia per gli edifici di nuova costruzione e per le ristrutturazioni significate. Questa obbligatorietà è stabilita dal DPCM 5/12/97

Il Decreto si applica anche ai lavori di ristrutturazione anche parziale di edifici esistenti, o quanto meno non deve determinarsi un peggioramento della situazione preesistente, con riferimento a:

– chiarimento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, del 26/06/2014 prot. 12/2014 

– nota del Ministero dell’Ambiente n. 52694 dell’08/07/2020

 Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare DVA-2014-0002440 del 30/01/2014

LE RICHIESTE DEL MERCATO

La domanda di infissi con prestazioni acustiche è aumentata esponenzialmente e l’attenzione crescente al comfort e al benessere abitativo ha reso l’isolamento acustico un tema prioritario.

Dall’intreccio di questi due fattori è nata l’esigenza di fornire al serramentista e al rivenditore di serramenti uno strumento in grado di:

  • Dimensionare e selezionare serramenti acusticamente performanti in modo rapido, preciso e conforme
  • Produrre una relazione tecnica che stimi il valore di isolamento acustico minimo del serramento per contribuire al raggiungimento di obiettivi prefissati
  • Supportare e condivide in modo semplice il processo decisionale con il Progettista e la committenza in genere

40dB è un software, intuitivo e di facile utilizzo, pensato per serramentisti e rivenditori di serramento.

  • Stima il valore minimo di isolamento acustico necessario per il serramento, partendo dall’obiettivo di isolamento complessivo della facciata.
  • Valuta preventivamente soluzioni progettuali efficaci e mirate, riducendo rischi e incertezze.
  • Calcola il valore di isolamento acustico complessivo della facciata (D₂m,nT,w), integrando i dati di tutti i componenti (serramenti, muro, cassonetti, giunti, ecc.) per una verifica puntuale e conforme alle normative UNI EN ISO 10140 e DPCM 05/12/97

Vantaggi e benefici per chi utilizza 40dB:

  • Il software stima le caratteristiche acustiche corrette del serramento in funzione dell’obiettivo acustico e della tipologia di facciata
  • Apre un canale di comunicazione efficace tra serramentisti, tecnici e progettisti, fungendo da supporto condiviso per le scelte progettuali e di prodotto
  • Consente di valutare soluzioni acustiche mirate per chi cerca di migliorare il benessere abitativo
  • Effettua calcoli basati su metodi riconosciuti e aggiornati secondo le normative vigenti
  • Esegue una doppia verifica, sia per la stima inversa del serramento sia per la verifica diretta dell’isolamento di facciata
  • Aiuta a identificare soluzioni ottimali per raggiungere gli obiettivi di isolamento acustico
  • Realizza stime accurate che supportano scelte progettuali consapevoli, riducendo errori e ritardi
  • A questo link trovi info, prezzi, e modalità di acquisto del software.

Sarà attivo uno spazio domande dove i partecipanti potranno esporre le loro casistiche personali ai relatori.

Relatore:

Davide Barbato Resp.le Qualità Laboratorio Tecnologico Legnolegno

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