UNI 11979:2025 una svolta per controtelai e monoblocchi
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UNI 11979:2025 una svolta per controtelai e monoblocchi

Ragazzi, parliamoci chiaro: nel nostro mondo, quello dei serramenti, ogni dettaglio conta.

E un componente che spesso è stato un po’ il “parente povero” della progettazione, ma che in realtà è fondamentale per la buona riuscita del lavoro, è proprio il controtelaio, sia esso tradizionale o monoblocco.

Fino a poco tempo fa, diciamocelo, non avevamo una norma specifica che mettesse nero su bianco come dovevano essere caratterizzati questi elementi. Ognuno andava un po’ per la sua strada, con metodi, criteri e prove magari diversi. Questo creava non poca confusione e, a volte anche qualche grattacapo in cantiere o, peggio, dopo la posa.

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Ed è proprio per risolvere questa “lacuna” che è nata la nuova norma UNI 11979, entrata a far parte del corpo normativo nazionale il 29 maggio 2025.

La natura volontaria delle norme UNI: un impegno per la qualità

È fondamentale precisare che la norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equivalenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria. Le norme UNI sono frutto del contributo delle parti interessate e fanno parte di un sistema di autoregolamentazione che ha lo scopo di creare e tenere aggiornato lo stato dell’arte in un determinato settore, garantendo una qualità disponibile e diffusa. Non sono, di per sé, leggi o decreti vincolanti, anche se possono essere esplicitamente richiamate da specifici contratti. Tuttavia, l’adozione delle norme UNI rappresenta una scelta consapevole verso l’eccellenza, la trasparenza e la conformità alle migliori pratiche riconosciute a livello nazionale, offrendo un riferimento autorevole per la progettazione, la produzione e l’installazione.

Non solo “cosa”, ma “come”: la metodologia standardizzata al centro della norma

Un aspetto cruciale da comprendere della UNI 11979 è che, sebbene per la determinazione di molte caratteristiche prestazionali si faccia riferimento a norme già esistenti – come quelle per la permeabilità all’aria (UNI EN 12114), la tenuta all’acqua (UNI EN 1027), l’isolamento acustico (UNI EN ISO 10140-1 e UNI EN

ISO 10140-2), l’isolamento termico (UNI EN ISO 10211), o la resistenza all’effrazione (UNI EN 1628, 1629, 1630) – il vero “cambio di gioco” è la standardizzazione e la specificazione delle metodologie applicative di queste prove ai controtelai e ai monoblocchi. La norma, infatti, definisce chiaramente il “come” queste misurazioni debbano essere condotte nel contesto specifico del controtelaio e del controtelaio monoblocco.

Questo significa che vengono stabilite precise condizioni di prova, come:

  • La necessità di installare un “tamponamento” (un pannello di riempimento predefinito o con prestazioni note) per simulare la presenza del serramento, definendone le dimensioni e le caratteristiche per ciascuna prova.
  • L’installazione del controtelaio o monoblocco all’interno di una struttura che simula il vano murario, definendone le caratteristiche geometriche e dimensionali per non influenzare i risultati.
  • Per l’isolamento acustico, la norma prevede una deroga specifica alla UNI EN ISO 10140-1, indicando che l’installazione del controtelaio non deve avvenire con il riempimento del giunto primario tramite materiale assorbente, ma con i materiali previsti dal fabbricante, al fine di misurare il contributo del giunto primario stesso.
  • Per l’isolamento termico, la norma stabilisce l’uso di stratigrafie di parete normalizzate (come quelle in Appendice E) e posizionamenti specifici (a filo interno, in mezzeria) per la de-terminazione dei ponti termici lineari.
  • Le modalità operative di prova per la tenuta all’acqua sono delineate in dettaglio, con specifiche indicazioni sul posizionamento delle barre di spruzzaggio rispetto al provino.

Questo approccio garantisce che i risultati ottenuti siano compara-bili e affidabili per i controtelai e monoblocchi, fornendo una base solida per la loro valutazione e per il corretto abbinamento con i serramenti.

UNI 11979:2025

Perché è stata pubblicata questa norma? Ma soprattutto, perché è così importante per noi?

Il motivo è semplice: la UNI 11979 serve a definire metodologie e criteri ben precisi per la caratterizzazione di controtelai e controtelai monoblocco. Che si tratti di finestre, porte esterne e interne pedonali, chiusure oscuranti o schermature solari, questa norma ci dice come valutare le prestazioni di questi elementi, considerando tutti i componenti aggiuntivi (o accessori) e i materiali complementari, e persino i loro giunti di installazione ai vani.

In pratica, lo scopo è uno solo: assicurare che il controtelaio e il monoblocco contribuiscano a mantenere in opera le prestazioni del serramento che andiamo a installare, così come dichiarate dal produttore del serramento stesso. È un po’ come dire: il serramento è un campione, ma se il suo “trampolino di lancio” non è all’altezza, rischia di non esprimere tutto il suo potenziale!

Le caratteristiche prestazionali devono essere determinate ed espresse in conformità a quanto specificato nei punti da 5.1 a 5.8 della norma, tenendo conto delle differenti condizioni climatiche e d’uso.

Quali sono i vantaggi concreti nel seguirla? Prepariamoci a un bel salto di qualità!

Questa norma è un vero e proprio strumento per la qualità e la trasparenza. Ecco alcuni dei vantaggi chiave per tutti noi:

  • Chiarezza e Standardizzazione: Finalmente avremo un linguaggio comune per valutare i controtelai. Addio “zone grigie”!
  • Prestazioni Specifiche: La norma entra nel dettaglio delle prestazioni, e questo è un punto da non sottovalutare:
  • Permeabilità all’aria: La determinazione delle perdite d’aria deve avvenire secondo la UNI EN 12114, applicando sia pressioni positive che negative. I rapporti di prova devono riportare quanto specificato nella UNI EN 12114.
  • Tenuta all’acqua: Viene specificato come misurare le infiltrazioni secondo la UNI EN 1027. Questa caratteristica non è ritenuta significativa per i controtelai impiegati per finestre su coperture inclinate, dove è necessaria un’adeguata impermeabilizzazione.
  • Isolamento acustico: Le prove di laboratorio devono essere condotte in conformità a UNI EN ISO 10140-1 e UNI EN ISO 10140-2. I risultati devono essere riportati secondo UNI EN ISO 717-1.
  • Isolamento termico: Questo è un punto cruciale. La norma ci aiuta a identificare e correggere i ponti termici lineari, che possono causare problemi energetici, igienico-sanitari e di comfort (muffe, condensa). L’analisi si basa su valutazioni che includono la presenza di isoterme critiche, la temperatura minima per evitare muffe, l’analisi del ponte termico lineare e la determinazione numerica dello stesso (ψ) secondo UNI EN ISO 10211. Per i monoblocchi con cassonetto, viene calcolata anche la trasmittanza termica (Usb) secondo UNI EN ISO 10077-2.
  • Requisiti meccanici e di sicurezza: Le caratteristiche di resistenza meccanica dei fissaggi devono essere in grado di trasferire all’edificio carichi come il vento, il peso del serramento, le movimentazioni delle ante, le variazioni dimensionali dei materiali, false manovre, carichi orizzontali e tentativi di effrazione. Vengono fornite indicazioni sugli interassi e il posizionamento dei punti di fissaggio (es. non superiore a 700 mm, distanza dall’angolo massimo 150 mm). I materiali di riempimento dei giunti non sono considerati sistemi di fissaggio idonei.
  • Resistenza al carico del vento: Le prove verificano la capacità di mantenere in sede il tamponamento (che simula il serramento) in sicurezza sotto l’azione del vento, fino a pressioni elevate (Classe 5 da UNI EN 12210, con Pressione al carico di sicurezza di 3000 Pa).
  • Resistenza all’effrazione: Per i controtelai “di libera installazione”, sono previste prove specifiche (che si basano sulle UNI EN 1628, 1629, 1630) per classificarne la resistenza ai tentativi di scasso. Questo significa che il controtelaio non sarà un punto debole per la sicurezza dell’intero sistema. Per i controtelai “proprietari”, la prova avviene con il serramento rappresentativo della famiglia.
  • Durabilità: Si pone grande enfasi sulla scelta dei materiali e sulla loro capacità di mantenere le prestazioni nel tempo, prevenendo problemi come ristagni d’acqua o condense interstiziali. Ai produttori è richiesto di documentare ogni informazione disponibile circa la capacità dei materiali di mantenere le prestazioni nel tempo.
  • Composti Organici Volatili (VOC) e Sostenibilità: Una bella novità! I controtelai a contatto con l’ambiente interno dovranno avere documentazione sulle emissioni di VOC, determinate in conformità a UNI EN 16516 o UNI EN ISO 16000-9. Inoltre, dovranno indicare il contenuto cumulativo di materiale recuperato o riciclato e le modalità di smaltimento a fine vita. Un passo avanti verso un’edilizia più green!
  • Tolleranze Dimensionali Chiare: La norma fornisce tabelle dettagliate con i limiti ammessi per altezza, larghezza, profondità e spessore, sia per le misure esterne del controtelaio che per la sede dell’infisso e i cassonetti. Questo aiuterà a ridurre gli errori in fase di produzione e installazione.
  • Informazioni e Istruzioni dettagliate: I produttori di controtelai e monoblocchi dovranno fornire istruzioni minime chiare sui fissaggi (interasse, posizione, tipologia), la necessità di elementi di rinforzo, e i limiti d’impiego. Devono anche indicare dettagli sugli spazi da mantenere tra i giunti e informazioni aggiuntive per la presenza di guide accessori (avvolgibili, zanzariere, frangisole). Allo stesso tempo, i produttori dovranno acquisire informazioni specifiche sulla stratigrafia della parete, sul serramento da installare e sulle sue prestazioni, per fornire il controtelaio/monoblocco più adatto. Questo è un enorme vantaggio per gli installatori, che potremo lavorare con maggiore certezza e sicurezza.

Un mondo un po’ diverso da quello che ci si aspettava

Le procedure per la caratterizzazione prestazionale dei controtelai e monoblocchi, tramite l’applicazione pratica nei test sta generando dati oggettivi fondamentali.

Tali riscontri, derivanti da un’attenta verifica, in alcuni casi evidenziano che i prodotti sottoposti a prova offrono prestazioni che, sebbene conformi alle metodologie definite dalla norma UNI 11979, in alcune istanze si discostano o risultano inferiori a quelle presunte o attese. Questi dati, frutto dell’applicazione rigorosa degli standard di prova, lungi dall’essere un mero riscontro negativo, indicano concrete aree di miglioramento e rappresentano una preziosa opportunità per i produttori di serramenti e controtelai/monoblocco. L’analisi approfondita di tali evidenze consente di individuare con precisione dove intervenire per ottimizzare le performance dei prodotti, fornendo così un supporto diretto verso soluzioni sempre più efficienti e affidabili, a beneficio della committenza finale.

Insomma, la UNI 11979 è molto più di una semplice norma. È uno strumento che eleva lo standard qualitativo del lavoro, garantendo maggiore sicurezza, prestazioni più elevate, trasparenza e un occhio alla sostenibilità. Per i produttori, è un’occasione per verificare la qualità dei propri prodotti. Per i serramentisti, è la maggior certezza di avere basi solide su cui installare i propri serramenti, minimizzando i rischi e massimizzando i risultati.

È quindi oggi possibile essere parte di questo cambiamento e fare della UNI 11979 un nuovo punto di riferimento!

DAVIDE BARBATO
Responsabile Qualità Laboratorio Tecnologico LegnoLegno davide.barbato@legnolegno.it

SPECIALE MONOBLOCCHI

Con la pubblicazione della UNI 11979:2025 – “Controtelai e controtelai monoblocco per serramenti – Caratteristiche prestazionali e requisiti” – si compie un passo importante per dare identità, regole e trasparenza ad un elemento che nonostante sia di fondamentale importanza nell’installazione del serramento e, nonostante sia oggi ampiamente adoperato in ambito costruttivo, fino a questo momento ha vissuto in un limbo normativo
La norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equi­valenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria che però, finalmente, propone regole chiare e condivise.
Ma quali sono? E cosa cambia per te?

In questi articoli di approfondimento illustriamo la norma e perché è così importante per il settore.

leggi qui Il monoblocco di “libera installazione”
leggi qui ⮕ Il monoblocco “proprietario”
leggi qui ⮕ Le informazioni che fanno la differenza. La Norma UNI 11979: Guida essenziale per serra­mentisti e produttori di controtelai e monoblocchi

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FSC® E PEFC: cresce il numero di aziende certificate nella filiera del serramento in legno

Un percorso tracciabile e responsabile che premia le imprese e risponde alle richieste di mercato e della Pubblica Amministrazione

Negli ultimi due anni, sempre più produttori di serramenti in legno manifestano interesse per il Marchio FSC®/PEFC, innanzitutto desiderano capire bene “di cosa si tratta?” e poi di “come lo si ottiene?”.

Si tratta di un Marchio che garantisce che il legname, utilizzato per la produzione di serramenti in legno, provenga da foreste gestite in modo responsabile proteggendo la qualità dell’acqua, evitando il taglio di foreste antiche e prevenendo la perdita di copertura forestale. Vengono così offerti benefici ambientali, sociali ed economici, strettamente intrecciati, che soddisfano la crescente domanda di consumo sostenibile da parte di consumatori e Governi.

Adottando la certificazione FSC®/PEFC le aziende possono accedere a nuovi mercati, migliorare la loro reputazione e dimostrare il loro impegno verso la sostenibilità, proteggendo la biodiversità e i diritti delle comunità.

Consorzio LegnoLegno negli ultimi due anni ha seguito decine di aziende che volevano ottenere il Marchio FSC®/PEFC. Aziende di tutte le dimensioni: grandi, medie e piccole che hanno in comune la volontà di proseguire il processo virtuoso che parte dalle foreste fino ad arrivare nelle nostre case.

La procedura segue due percorsi differenti a seconda del numero di dipendenti e del fatturato aziendale: individuale o di gruppo, che hanno un impegno economico leggermente diverso.

Per accedere alla procedura di Gruppo i limiti sono:

FSC® non avere più di 15 dipendenti oppure avere un fatturato complessivo massimo pari a 2 Mln di Euro

PEFC non avere più di 50 dipendenti e un fatturato complessivo massimo pari a 10 Mln di Euro

Abbiamo seguito i serramentisti nel processo di informazione e formazione, fino all’ottenimento del Marchio FSC®/PEFC da parte di un ente di certificazione.

Il Marchio una volta ottenuto deve essere mantenuto: ogni anno vengono effettuate verifiche documentali da parte dell’ente di certificazione che lo ha rilasciato.

Una volta ottenuta la Certificazione FSC®/ PEFC i serramentisti possono apporre l’etichetta FSC®/PEFC sui loro prodotti così forniscono informazioni chiare sull’origine del materiale (FSC® 100%, FSC® Misto, FSC® Rici-clato), rafforzando la fiducia dei consumatori.

Vogliamo ricordare al serramentista che vende i suoi prodotti alla Pubblica Amministrazione che dovrà fare la Mappatura CAM dei suoi prodotti e l’avere il Marchio FSC®/PEFC è un criterio premiante.

Last but not the least, gli standard di certificazione di sostenibilità degli edifici (LEED, BREEAM, ecc.) incentivano l’uso di materiali certificati FSC®, aprendo le porte a settori in crescita.

Consorzio LegnoLegno continua a supportare il settore verso una produzione sempre più sostenibile, nel 2025 sono 28 le imprese con catena di custodia attiva, 17 con procedura di gruppo e 11 con procedura individuale.

Scopri le aziende con catena di custodia by LegnoLegno

ELENA LENASSI
Account Commerciale Laboratorio Tecnologico LegnoLegno


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L’LCA TOOL

Il Consorzio Legnolegno ha sviluppato insieme al gruppo di ricerca LCA del Dipartimento DISA dell’Università di Bergamo il primo LCA Tool del settore serramenti in Italia che è stato validato e qualificato da organismo di parte terza accreditato.

Lo Strumento e finalizzato all’analisi del ciclo di vita dei serramenti e alla generazione di Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD), e consentira alle imprese di ridurre tempi e costi per l’ottenimento della certificazione.

L’LCA Tool, rientra nelle attivita di FINESTRA+ Sostenibile, il progetto di LegnoLegno che consente ai serramentisti di valorizzare sul mercato le caratteristiche di sostenibilita dei loro prodotti e li aiuta a:

• calcolare l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita del prodotto (produzione, utilizzo, fine vita);

• generare EPD personalizzate, rispondendo cosi ai requisiti dei CAM – Criteri Ambientali Minimi, richiesti per partecipare ad appalti pubblici o progetti edilizi sostenibili;

• offrire informazioni trasparenti e verificate a progettisti, committenti e consumatori finali;

• migliorare i processi aziendali con dati certi, promuovendo un’evoluzione sostenibile anche dal punto di vista industriale.

La sperimentazione del Tool ha coinvolto otto imprese del settore che hanno svolto ricerca e innovazione per migliorare la sostenibilita ambientale dei propri prodotti: Finnova, Zazzaretta Infissi, Falegnameria Bozza relli, PM Serramenti, Italserramenti, Marvulli Serramenti, Falegnameria Scarin e Falegnameria Aresi.

Queste aziende hanno lavorato con tecnici e ricercatori per analizzare consumi, materiali, processi e dati ambientali reali, fornendo la base scientifica e tecnica per costruire un modello LCA validato da ente terzo accreditato.

l gruppo degli 8 serramentisti insieme ai partner di FINESTRA+ (Mungo, Fantacci, Working Process, Finiture, DDX, Cloudfabric, Pilkington, NSG Group, Roverplastik), ha consentito la creazione di una banca dati sui materiali e sui processi di produzione nel primo semestre del 2025. I dati prodotti durante questa indagine saranno messi a disposizione dei partner di FINESTRA+ e degli stakeholders della filiera.

Scopri le aziende che hanno sperimentatato LCA TOOL

IL PERCORSO VERSO L’EPD

Le sei fasi per quantificare e comunicare l’impatto ambientale dei prodotti

Il processo di ottenimento della Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) si basa sull’applicazione rigorosa della metodologia di Analisi del Ciclo di Vita (LCA). L’LCA (Life Cycle Assessment) e uno strumento fondamentale che valuta l’impronta ambientale di un prodotto, servizio o processo, tenendo conto di ogni singola fase della sua esistenza, a partire dalle materie prime fino allo smaltimento finale. L’obiettivo primario di questa analisi e quantificare gli impatti ambientali, inclusi consumo di risorse ed emissioni, per poter identificare le aree critiche e promuovere la sostenibilità.

L’EPD e il documento finale che comunica, in maniera trasparente e oggettiva, l’impatto ambientale misurato del prodotto, aderendo a standard internazionali e fornendo dati quantitativi su aspetti come l’utilizzo di risorse, il consumo energetico e le emissioni.

Le fasi operative per l’LCA finalizzata all’ottenimento dell’EPD sono strutturate in una sequenza chiara:

1. MOTIVAZIONI

Il processo inizia con la definizione delle motivazioni e degli obiettivi che spingono alla realizzazione dell’LCA/EPD. È un passaggio fondamentale, importante per avere consapevolezza dell’obiettivo e del lavoro da svolgere.

2. RACCOLTA DATI

Per l’operatività, i dati specifici vengono inseriti nell’ LCA Tool di LEGNOLEGNO, in precedenza qualificato da un Organismo di certificazione accreditato. I dati raccolti coprono l’intero ciclo di vita, includendo le materie prime, i materiali e componenti, i processi produttivi (come l’energia), i trasporti, l’uso, la manutenzione, il riutilizzo, il riciclaggio, le emissioni, l’acqua reflua, i coprodotti e i rifiuti.

3. ANALISI

In questa fase, i dati sono elaborati. L’analisi LCA è essenziale per l’Identificazione delle fasi a maggior impatto. L’identificazione di queste fasi permette l’introduzione mirata di azioni di Miglioramento o innovazione di prodotto.

4. ISPEZIONE

La metodologia di analisi è sottoposta a una fase di ispezione, condotta da Ispettori incaricati da Organismi di certificazione accreditati

5. CONVALIDA

Il processo e i risultati dell’analisi sono soggetti a Convalida, che viene effettuata da un Organismo di Certificazione.

6. PUBBLICAZIONE EPD E COMUNICAZIONE

Una volta convalidata, l’EPD può essere pubblicata, spesso attraverso Program Operator (quali ad esempio EPD Italy).

La comunicazione e il passo finale del processo operativo. Recentemente, le EPD vengono pubblicate anche in formato digitale, al fine Di migliorarne l’usabilità da parte degli operatori del mercato.

L’utilizzo dell’LCA e la conseguente emissione dell’EPD permettono di fornire un’evidenza oggettiva delle prestazioni ambientali.

Ciò è cruciale per aderire ai requisiti del Decreto CAM Edilizia (Criteri Ambientali Minimi) in Italia, per ottenere punteggi o soddisfare le richieste dei protocolli di certificazione di sostenibilità degli edifici (come LEED, BREEAM, WELL, …), e per anticipare le nuove analisi richieste in futuro dalla marcatura CE. L’EPD è anche un pre-requisito sempre più esplicito negli studi di progettazione e nei contratti.

In sintesi, l’LCA agisce come una sorta di radiografia ambientale del prodotto, e l’EPD è il referto ufficiale che ne attesta in modo credibile e standardizzato la sostenibilita misurata.

scopri le aziende Verso l’Etichettatura Ambientale (EPD)

STEFANO MORA

Direttore Consorzio LegnoLegno


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EPD, una crescita che parla al mercato: trasparenza e valore per la filiera

Dal 2015 a oggi le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) hanno conosciuto una crescita continua. Dati, settori e prospettive mostrano come questo strumento sia ormai parte integrante della competitività delle imprese. Una dinamica che riguarda da vicino anche il comparto serramenti.La Scommessa di LegnoLegno per il Futuro delle Imprese

Origini e riconoscimenti

Le EPD nascono come etichette ambientali di tipo III (ISO 14025), basate su studi di ciclo di vita (LCA) e verificate da enti indipendenti. In pochi anni sono passate dall’essere uno stru-mento per addetti ai lavori a un requisito sempre più richiesto lungo le filiere produttive.

In Italia il programma di riferimento è EPDI-taly, attivo dal 2015 e riconosciuto dal 2016 (come Established Program Operator) a livello europeo tramite Eco Platform e accreditato da Accredia: due garanzie che ne hanno favorito la credibilità e l’utilizzo, anche negli appalti pubblici grazie al richiamo nei Criteri Ambientali Minimi (CAM).

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Numeri in crescita

La traiettoria dei numeri è impressionante.

Se nel 2016 le EPD pubblicate dal Program Operator italiano erano appena 5, a giugno 2025 il totale ha raggiunto quota 860, con un incremento del 64% rispetto all’anno precedente. Il settore delle costruzioni guida la classifica con 472 dichiarazioni (56%), seguito dall’elettrico ed elettronico con 327 (39%), mentre il restante 5% riguarda altri ambiti in-dustriali. Il caso del calcestruzzo è emblema-tico: da 22 a 75 EPD in dodici mesi, con un balzo pari al 241%.

Accanto a esso spiccano trasformatori di potenza (57 EPD), cavi e fili, quadri elettrici, moduli fotovoltaici, piastrelle in ceramica e altri prodotti che hanno fatto della trasparenza ambientale un vantaggio competitivo. (Immagine A)

Settori emergenti

La crescita non riguarda solo i settori tradizio-

nali. Negli ultimi anni hanno iniziato a entrare realtà come moda, design, alimentare ed energia.

Si tratta di aree con forte esposizione pubblica e commerciale, nei quali la sostenibilità certificata diventa un requisito di reputazione e di accesso al mercato. È un segnale forte anche per la filiera del legno e del serramento, che si colloca da sempre al crocevia fra edilizia e design, con prodotti che uniscono pre-stazioni tecniche ed estetiche. (Immagine B)

Serramenti in movimento

All’interno di questo scenario, il mondo dei serramenti ha già iniziato a muoversi. Oggi si contano circa 15 EPD che riguardano direttamente finestre, porte, profili e accessori. Non un numero enorme, ma sufficiente a dimostrare che la filiera non è ferma: ci sono aziende che hanno già scelto di dotarsi di una carta d’identità ambientale come biglietto da visi-ta tecnico e commerciale. Per un settore che vive di qualità costruttiva, efficienza energetica e comfort abitativo, è una direzione naturale. Una EPD permette infatti di certificare il contributo ambientale di soluzioni come serramenti in legno-alluminio, sistemi vetrocamera ad alte prestazioni, accessori innovativi per la posa e la tenuta, offrendo garanzie aggiuntive a progettisti e clienti finali.

Regole comuni

Alla base delle dichiarazioni ci sono le Product Category Rules (PCR), regole univoche per ciascuna tipologia di prodotto. Al 2025 ne sono state pubblicate 45 (37 per prodotti e 8 per servizi), con altre 5 in elaborazione. Questo lavoro metodologico, coordinato da EPDItaly, assicura che le EPD siano comparabili: misurare i propri impatti significa confrontarsi a paritàdi regole, rendendo credibile il mercato della sostenibilità e premiando chi investe davvero in processi trasparenti.

Digitalizzazione e strumenti

Un altro elemento chiave è la digitalizzazione.

Dal 2019 le dichiarazioni possono essere pubblicate in formato digitale, integrabile nei software LCA e nei flussi BIM.

Nel 2025 le EPD digitalizzate hanno superato quota 1.700, con un incremento del 95% rispetto all’anno precedente.

Parallelamente sono cresciuti gli strumen-ti di supporto: oggi sono 41 i tool qualificati che permettono di redigere le dichiarazioni in modo rapido ed efficiente, e circa il 25% delle EPD nasce proprio da questi strumenti.

Per le imprese del serramento, spesso piccole o medie, questo significa poter accedere a percorsi semplificati, senza perdere la solidità del metodo e della verifica.

Dimensione internazionale

La crescita ha anche una dimensione internazionale. A oggi 275 aziende di 25 Paesi hanno scelto di pubblicare le proprie EPD attraverso EPDItaly. La maggior parte è italiana (64%), ma è forte anche la presenza cinese (19%) e quella europea, con realtà provenienti da Germania, Spagna e Austria, oltre a Brasile, Norvegia e Stati Uniti. Grazie agli accordi di mutuo ricono-scimento tra Program Operator, le EPD italiane sono valide anche all’estero senza ulteriori verifiche, aprendo la strada a esportazioni più semplici e credibili.

Per chi produce serramenti ed è orientato all’export, significa presentarsi con credenziali già riconosciute in diversi mercati. (Immagine C)

Vantaggi per le imprese

Perché, in concreto, una EPD conviene a un serramentista? Perché aiuta a competere me-glio nelle gare pubbliche, dove il richiamo nei CAM porta vantaggi tangibili; perché rafforza la credibilità commerciale verso progettisti e clienti finali, sempre più attenti ai criteri ESG; perché differenzia l’azienda in un mercato ad alta concorrenza; perché apre opportunità di internazionalizzazione. In altre parole, la EPD non è un mero adempimento tecnico, ma un investimento che genera valore.

Trasparenza e futuro

Il loro punto di forza è la trasparenza. Una EPD non stabilisce soglie, ma comunica dati verificati su consumi di energia e materie pri-me, emissioni, rifiuti e scarichi. È uno strumento che traduce la sostenibilità da parola generica a informazione concreta, comparabile e spendibile. Per la filiera del legno e del serramento, questo significa avere in mano un elemento di fiducia che può diventare parte integrante della proposta al mercato.

Il futuro del sistema si gioca su tre direttrici: ulteriore digitalizzazione, con banche dati interoperabili a livello europeo; ampliamento delle PCR per includere nuove categorie di prodotto; crescente pressione normativa, che spingerà sempre più imprese a dotarsi di una dichiarazione. In questo scenario, chi ha già iniziato a percorrere la strada delle EPD sarà avvantaggiato, con benefici in termini di competitività e reputazione.

Cultura d’impresa

Le EPD non sono solo un documento tecnico, ma un modo di fare cultura d’impresa. Significano misurare i propri impatti, comunicarli con chiarezza e giocare la sfida del mercato su basi trasparenti. Per il serramento, come per altri settori, è una leva per crescere con serietà e dinamismo, costruendo valore nel tempo e rafforzando la fiducia dei clienti.

Scopri le aziende Verso l’Etichettatura Ambientale (EPD)

VOC e qualità dell’aria: il ruolo della certificazione

Controllo delle emissioni in ambienti indoor da materiali da costruzione e arredi

Qualità dell’aria indoor: un fattore chiave per salute e comfort

I composti organici volatili, comunemente noti come VOC (dall’inglese Volatile Organic Compounds), sono una vasta categoria di sostanze chi-miche caratterizzate da elevata volatilità, che possono essere rilasciate in ambiente indoor a partire da materiali da costruzione, prodotti per l’arredo, rivestimenti e finiture. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) infatti, l’esposizione prolungata a concentrazioni elevate di VOC può determinare effetti negativi sulla salute, tra cui irritazioni oculari e delle vie respiratorie, mal di testa, reazioni allergiche e, nei casi più gravi, conseguenze sul sistema nervoso centrale e sul fegato. Alcuni composti specifici, come la formaldeide e il benzene, sono classificati come sostanze cancerogene e pertanto la loro presenza in ambienti chiusi deve essere ridotta al minimo.

In Italia, i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, adottati con decreto ministeriale D.M. 23 giugno 2022 n. 256 e successivo Decreto correttivo del 5 agosto 2024, stabiliscono valori soglia di specifici composti considerati nocivi per la salute come, ad esempio, formaldeide, benzene e toluene. Inoltre, tra i requisiti più rilevanti vi è il limite obbligatorio per il TVOC a 28 giorni ≤ 1,5 mg/m³ ed un ulteriore limite premiante per i TVOC a 28 giorni ≤ 1,0 mg/m³. Tali limiti, determinati attraverso prove di camera di emissione, risultano vincolanti per i materiali da costruzione destinati a spazi pubblici e privati.

Di fatto i CAM edilizia sono operativi e obbligatori per tutti gli appalti pubblici, sia per nuove costruzioni sia per ristrutturazioni, garantendo maggiore uniformità e certezza nella loro applicazione.

Il rispetto dei CAM rappresenta oggi non solo un obbligo legale per gli appalti pubblici, ma anche un potente strumento per promuovere la salubrità degli ambienti, l’edilizia sostenibile e l’accesso a protocolli internazionali come LEED e WELL, nonché a strumenti di qualificazione ambientale sempre più richiesti dal mercato.

Il ruolo della certificazione di prodotto per le emissioni VOC

La certificazione di prodotto relativa alle emissioni VOC riveste un ruolo cruciale nel garantire che gli arredi e i materiali da costruzione rispettano rigorosi standard di qualità.

La certificazione di prodotto non solo rassicura i consumatori sulla salubrità dei prodotti acquistati, ma assicura anche ai produttori la conformità ai regolamenti vigenti, evitando sanzioni legali e facilitando l’accettazione dei prodotti nei mercati globali.

Alla luce dei più recenti aggiornamenti normativi, la certificazione as-sume un significato ancora più rilevante: in un contesto dove i CAM Edilizia sono obbligatori, poter dimostrare la conformità attraverso schemi certificativi riconosciuti rappresenta un elemento competitivo e strategico per le imprese che al tempo stesso possono valorizzare le loro produzioni garantendo un’elevata affidabilità del proprio prodotto per la tutela della salute dei consumatori.

Le certificazioni COSMOB Qualitas Praemium “Indoor Hi-Quality”

Nell’ambito di una strategia volta a rafforzare la competitività delle azien-de, la Divisione Certificazione di Prodotto Cosmob ha diversificato e rafforzato ulteriormente la propria offerta di servizi attraverso due schemi di certificazione dedicati alla verifica delle emissioni di VOC con riferimento a limiti di legge e conformità ai regolamenti internazionali sia dei prodotti d’arredo sia di quelli da costruzione.

Il marchio CQP Indoor Hi-Quality, disponibile in diversi livelli pre-stazionali, garantisce che il prodotto certificato soddisfi requisiti di emissione coerenti sia con gli obblighi di legge, sia con le specifiche volontarie previste da protocolli e sistemi di qualità ambientale rico-nosciuti a livello globale.

Applicazione nei materiali da costruzione

Per il settore edilizio, COSMOB propone due livelli distinti che attestano la “Low Voc Emission”:

  • CQP Indoor Hi-Quality – Standard
  • CQP Indoor Hi-Quality – Plus

Entrambi sono riconosciuti tra i criteri di valutazione previsti dal CAM Edilizia (Criteri Ambientali Minimi).

Il livello Plus attesta la conformità sia ai requisiti obbligatori, sia ai requisiti premianti previsti dal CAM, agevolando le aziende nella qua-lificazione ambientale dei prodotti ai fini delle gare pubbliche e della committenza istituzionale.

Applicazione nei prodotti del settore legno-arredo

Nel comparto legno-arredo, il marchio CQP Indoor Hi-Quality rappresenta da oltre 15 anni una referenza con-solidata per la certificazione delle emissioni indoor.

L’offerta è stata recentemente ampliata con l’introduzione del livello CQP Indoor Hi-Quality GOLD, pensato per rispondere agli standard più avanzati richiesti dai principali sistemi internazionali di regolamen-tazione delle emissioni VOC.

  • la certificazione attesta la conformità alle normative europee e ai requi-siti nazionali (CAM Arredi per Interni), oltre che ai principali protocolli volontari, tra cui: LEED v5, WELL v2, Living Building Challenge (LBC) ed Ecolabel UE.
  • la certificazione, livello GOLD, certifica la conformità del prodotto ad una vasta gamma di sistemi di etichettatura facendo rientrare tali prodotti tra le soluzioni a bassissima emissione VOC e soddisfare i requisiti dei più stringenti schemi internazionali sul tema della qualità dell’aria Indoor: LEED v5, CAM Arredi, Level / FEMB, LBC, Danish Indoor Climate, French HQE, WELL v2, Nordic Swan Ecolabel, Blue Angel, RAL GZ 430/2, Austrian Ecolabel Criteria – UZ 06 e Eco Product Norway.

Etichetta “Low VOC Emission” e classi emissive

A conclusione dell’iter certificativo, COSMOB rilascia un marchio di conformità corredato da un’etichetta “Low VOC Emission”, che rap-presenta uno strumento di comunicazione chiaro e trasparente rivolto al consumatore e agli operatori di mercato.

L’etichetta evidenzia la classe di emissione di appartenenza del pro-dotto finito:

  • Classe C: TVOC > 2,0 mg/m³
  • Classe B: TVOC < 2,0 mg/m³
  • Classe A: TVOC valori compresi fra 1,0 e 2,0 mg/m³
  • Classe A+: TVOC ≤ 1,0 mg/m³
  • Classe A++: TVOC < 0,5 mg/m³ (prodotti a bassissima emissione VOC)

Questo sistema di classificazione si integra perfettamente con i requi-siti fissati dal nuovo quadro normativo, consentendo ai produttori di valorizzare i propri prodotti come soluzioni conformi e competitive, non solo sul piano nazionale ma anche in riferimento ai principali protocolli internazionali.

Casi pratici di rilevazione VOC

Porte interne

Durante un audit di mantenimento su una linea di porte interne (laccate, laminate e impiallacciate), sono stati selezionati tre campioni rappresen-tativi e sottoposti a prova in camera di emissione secondo lo standard californiano CDPH. Le verifiche hanno riguardato sostanze prioritarie come formaldeide, toluene, xilene e altri composti organici volatili. I risultati hanno mostrato:

  • TVOC a 336 ore sempre entro i limiti e ben al di sotto della soglia LEED di 500 µg/m³.
  • Presenza residuale di alcuni composti (es. etilene glicol monometil etere acetato, dimetilformammide, tracce di xileni e toluene), tutti comunque a livelli nettamente inferiori ai valori limite fissati dagli standard di riferimento.
  • Conformità complessiva ai criteri previsti dai CAM e dai requisiti volontari di schemi come il LEED.

Grazie a questi risultati, il produttore ha mantenuto la certificazione CQP Indoor Hi-Quality, confermando la conformità della propria gamma di porte ai requisiti emissivi e garantendo la possibilità di impiego anche in contesti regolamentati da protocolli ambientali internazionali.

Pitture per interni

Un’azienda produttrice di pitture murali ad acqua ha sottoposto una linea completa di prodotti (idropitture, lavabili e traspiranti) a verifiche di emissione. I risultati hanno evidenziato:

  • VOC totali ben al di sotto dei limiti CAM Edilizia
  • Formaldeide quasi assente
  • Altri composti critici (benzene, toluene, xilene) sempre sotto le soglie di rilevabilità.

Grazie a queste performance, le pitture hanno ottenuto la certificazione “Indoor Hi-Quality – Plus”,che attesta non solo la conformità ai requisiti obbligatori dei CAM Edilizia, ma anche il rispetto dei criteri premianti.

Questi esempi mostrano come la certificazione non sia solo un adem-pimento normativo, ma anche un’opportunità di miglioramento tecnico e un vantaggio competitivo per le imprese.

Ricerca, innovazione e aggiornamento continuo

La Divisione Certificazione di Prodotto di COSMOB si impegna a com-prendere e anticipare le esigenze del mercato, adottando un approc-cio proattivo nell’aggiornamento e nell’ampliamento degli strumenti di certificazione disponibili. Questo include sia la ricerca di nuove aree dedicate alle analisi chimiche analitiche, sia lo sviluppo di standard di certificazione, per garantire che i prodotti siano conformi alle esigenze di un mercato globale sempre più attento alla salute e alla sostenibilità ambientale.

Inoltre, il laboratorio può vantare una nuova sede, posizio-nandosi come uno degli hub tecnologicamente più avanzati in Italia al servizio dell’industria manifatturiera; negli oltre 5.000 mq rappresenta oggi un modello di sostenibilità con i più avanzati criteri di utilizzo e valorizzazione delle risorse naturali ed energetiche.


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Conformità CAM: chiarezza, metodo e controllo documentale

Problematiche ricorrenti nella conformità dei documenti richiesti dal decreto per il rispetto dei criteri ambientali minimi (CAM edilizia)

Come ormai sappiamo, i CAM (Criteri Ambientali Minimi) sono requisiti obbligatori da rispettare per poter operare negli interventi della Pubblica Amministrazione e hanno l’obbiettivo di garantire la sostenibilità sia per le nuove costruzioni che per le ristrutturazioni.


A tal proposito, Legnolegno mette a disposizione le proprie competenze, attraverso il Servizio Mappatura CAM, con lo scopo di supportare i serramentisti nella verifica della conformità dei loro prodotti ai Requisiti indicati nel Decreto CAM Edilizia.

La Mappatura CAM e un documento che Legnolegno rilascia alle aziende a seguito della verifica documentale del rispetto dei requisiti CAM. In questo documento vengono riportati tutti i requisiti che il prodotto analizzato e in grado di soddisfare con allegata tutta la documentazione, verificata da Legnolegno, che ne attesta il reale soddisfacimento.

Ad oggi, Legnolegno ha collaborato con oltre 30 Aziende ed analizzato piu di 50 prodotti. Da queste esperienza, e emerso che vi possono essere diverse problematiche nel reperimento della documentazione corretta richiesta ai fini del soddisfacimento dei requisiti CAM.

In questo numero della rivista analizzeremo alcune delle casistiche di errore piu ricorrenti, limitandoci ad alcuni tra i tanti documenti che riceviamo durante le verifiche per l’ottenimento della Mappatura CAM di un prodotto.

1° caso: Certificazione CoC FSC® / PEFC

Il Decreto CAM stabilisce che il Serramentista debba ottenere la Certificazione di Catena diCustodia (CoC) FSC® / PEFC, al fine di garantire la tracciabilità del legname dalla foresta al consumatore finale.

Di seguito vediamo 2 tipologie di Certificazione:

1) Certificazione CoC del fornitore di legname del serramentista: questo documento attesta che il fornitore di legname del serramentista lavora e commercializza legname certificato;

2) Certificazione CoC del serramentista: questo documento certifica che il Serramentista acquista legname FSC e lo utilizza per la produzione di porte, finestre e serramenti;

Conclusioni:

In questo caso, solamente la Certificazione di Catena di Custodia del serramentista e valida al fine del soddisfacimento del requisito CAM in quanto tale requisito e riferito ai prodotti legnosi e non alla materia prima. Il serramentista, grazie a tale Certificazione, garantisce che la produzione del proprio serramento e avvenuta con l’utilizzo di legname proveniente da foreste certificate.

2° caso: Schede di Sicurezza Pitture e Vernici

Il Decreto CAM stabilisce che le pitture e le vernici non devono contenere sostanze in concentrazioni tali da classificarle come pericolose per l’ambiente acquatico di categoria 1 e 2 con i seguenti codici: H400 – H410 – H411 ai sensi della sezione 4.1 Allegato 1 del regolamento (CE) n.1272/2008 (CLP).

Di seguito vediamo 2 tipologie di documenti:

1) Scheda di Sicurezza: tale documento indica che, tra tutte le sostanze/miscele presenti nella vernice, sono presenti sostanze classificate pericolose per l’ambiente acquatico con il codice H411;

2) Schede di Sicurezza e Dichiarazione Legale Rappresentante: la Scheda di Sicurezza attesta che la vernice non contiene miscele o sostanze pericolose per l’ambiente acquatico; inoltre, e accompagnata anche da una Dichiarazione del Legale Rappresentante;

Conclusioni:

In questo caso, risulta conforme solo la Scheda di Sicurezza accompagnata dalla Dichiarazione del Legale Rappresentante, poichè il Decreto CAM stabilisce che nella Scheda di Sicurezza non devono essere presenti sostanze o miscele classificate come pericolose per l’ambiente acquatico e che tale documentazione deve essere integrata da una Dichiarazione del Legale Rappresentante. Mentre, la sola Scheda di Sicurezza, non puo essere considerata un documento idoneo, in quanto non solo riporta la presenza di sostanze pericolose per l’ambiente acquatico, ma inoltre non e accompagnata dalla Dichiarazione del Legale Rappresentante.

3° caso: Certificazioni/Test Report relativi alle Emissioni VOC

Il Decreto CAM stabilisce che alcune categorie di materiali, tra cui, nel nostro caso, Adesivi, Sigillanti, Pitture e Vernici, a contatto con l’ambiente interno, debbano rispettare i limiti di emissione previsti dal Decreto e rilevati secondo la norma UNI EN 16516 o UNI EN ISO 16000-9.

Di seguito vediamo 2 tipologie di documenti:

1) Scheda tecnica Sigillante: questo documento non dimostra i valori relativi alle emissioni VOC del sigillante, ma bensì ne indica solamente le caratteristiche e l’utilizzo.
2) Certificazione GEV-EMICODE® EC1- PLUS: questo documento, rilasciato da un ente riconosciuto, è uno degli schemi di Certificazione ammessi dal Decreto CAM, che attesta la conformità ai limiti
delle emissioni VOC.

Scopri le aziende con CAM by LegnoLegno

Conclusioni:

In questo caso, solamente la Certificazione EMICODE EC1-PLUS, essendo uno schema di certificazione ammesso dal Requisito Premiante delle Emissioni VOC del Decreto CAM, è un documento conforme che comprova l’idoneità ai limiti delle emissioni VOC. La scheda tecnica, pur riportando il logo “GEV-EMICODE EC1-PLUS”, non è sufficiente poiché non costituisce un documento ufficiale rilasciato da un ente di parte terza.

Come Legnolegno supporta le aziende

L’identificazione dei requisiti CAM e la verifica della documentazione che ne attesta la conformità devono essere effettuate con precisione e competenza tecnica. Per questo Legnolegno offre:
Mappatura CAM: suppor to alle ziende nell’individuazione, valutazione e controllo della documentazione necessaria per il rispetto dei requisiti CAM applicabili a ciascun prodotto;
Certificazione CoC FSC®/PEFC: assistenza alle aziende per ottenere la certificazione di Catena di Custodia FSC®/PEFC, sistema di tracciabilità del materiale richiesto ai fini CAM;
Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD): supporto nell’analisi del ciclo di vita dei serramenti, tramite il software validato LCA Tool, finalizzata alla generazione dell’EPD;
Certificazione/Qualificazione EQF3 e/o EQF4: formazione e accompagnamento dei posatori per il conseguimento della certificazione delle competenza, attraverso un percorso formativo con esame finale.

ALESSIAFILANCI

Dipartimento Energia Consorzio LegnoLegno


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CAM Edilizia Settore Serramento

Guida Pratica per Materiali, Certificazioni e Documentazione

Nel Decreto CAM Edilizia sono riportati molteplici requisiti riguardanti
sia il prodotto finito sia i materiali e componenti.
Questi sono suddivisi in due categorie:

  • Requisiti Base
  • Requisiti Premianti
    Questa differenziazione non riguarda l’obbligo, da parte di un’impresa,
    di soddisfare tutti i requisiti base, ma è relativa alla possibilità
    di ottenere un punteggio migliore soddisfacendo i requisiti premianti,
    nelle gare d’appalto per gli affidamenti di interventi pubblici.

THANKS TO

Nell’eventualità in cui, un’impresa non riesca a soddisfare alcun requisito, né base né premiante, potrà decidere se:

  1. Rinunciare agli interventi della Pubblica Amministrazione;
    oppure
  2. Impegnarsi verso la direzione della sostenibilità, cercando di migliorare in materia di produzione, consumo, risparmio, ecc.

RICORDIAMO!
CAM (Criteri Ambientali Minimi):
requisiti ambientali definiti dal Ministero della Transizione Ecologica (MITE) per le varie fasi del processo di acquisto, volti ad individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita.
I Requisiti CAM sono obbligatori per poter eseguire interventi della Pubblica Amministrazione e sono stati stabiliti con l’obbiettivo di ridurre gli impatti ambientali e promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibili.

La Tabella è riepilogativa dei principali requisiti applicabili al settore serramento:

Sulla base di quanto sopra, vediamo alcuni esempi pratici di verifica della documentazione ai fini della sua validità in relazione dei Requisiti CAM.
1. Esempio Requisito 2.5.6 Prodotti legnosi:
Per soddisfare questo requisito è fondamentale che il fornitore dei prodotti sia in possesso della Certificazione di Catena di Custodia (CoC), rilasciata da organismi di valutazione della conformità, dell’FSC® o del PEFC.
Tale Catena di Custodia implica un sistema di tracciabilità che segue il percorso del legname, dalla foresta al consumatore finale.

2. Esempio Requisito 2.5.1 Emissioni Inquinamento Indoor:
Per soddisfare questo requisito è fondamentale presentare rapporti di prova rilasciati da laboratori accreditati oppure schemi di Certificazione tra quelli indicati in Decreto, al fine di determinare il rispetto dei limiti di emissione (μg/m³) a 28 giorni per determinati materiali come adesivi, sigillanti, pitture e vernici, a contatto con l’ambiente interno.

ALESSIA FILANCI Dipartimento Energia Consorzio LegnoLegno


Legnolegno offre ai suoi clienti l’assistenza necessaria sia in fase di Certificazione di Catena di Custodia FSC®/PEFC, sia in fase di Mappatura dei Requisiti CAM.


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Finestra + sostenibile: LCA TOOL

Migliorare l'impatto ambientale dei serramenti in legno


Venerdì 21 marzo è stato presentato ufficialmente a Correggio, presso la sede del Consorzio il primo LCA Tool del settore serramenti in Italia di proprietà di LegnoLegno e sviluppato dal gruppo di ricerca LCA del Dipartimento DISA dell’Università di Bergamo per condurre valutazioni LCA di serramenti in legno finalizzate alla generazione di Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD). 

Uno strumento validato e certificato da organismo di parte terza accreditato per ridurre i tempi e i costi di ottenimento di EPD.

A cosa serve il LCA Tool?

L’LCA Tool, rientra nelle attività di FINESTRA+ Sostenibileil progetto di LegnoLegno che consente ai serramentisti di valorizzare sul mercato le caratteristiche di sostenibilità dei loro prodotti e li aiuta a:

  • calcolare l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita del prodotto (produzione, utilizzo, fine vita);
  • generare EPD personalizzate, rispondendo così ai requisiti dei CAM – Criteri Ambientali Minimi, richiesti per partecipare ad appalti pubblici o progetti edilizi sostenibili;
  • offrire informazioni trasparenti e verificate a progettisti, committenti e consumatori finali;
  • migliorare i processi aziendali con dati certi, promuovendo un’evoluzione sostenibile anche dal punto di vista industriale.

LCA Tool: otto aziende italiane aprono la strada

La sperimentazione del Tool ha coinvolto otto imprese del settore che hanno svolto ricerca e innovazione per migliorare la sostenibilità ambientale dei propri prodotti: Finnova, Zazzaretta Infissi, Falegnameria Bozzarelli, PM Serramenti, Italserramenti, Marvulli Serramenti, Falegnameria Scarin e Falegnameria Aresi.

Queste aziende hanno lavorato con tecnici e ricercatori per analizzare consumi, materiali, processi e dati ambientali reali, fornendo la base scientifica e tecnica per costruire un modello LCA validato da ente terzo accreditato.

l gruppo degli 8 serramentisti insieme ai partner di FINESTRA+ (MungoFantacciWorking ProcessFinitureDDXCloudfabricPilkingtonNSG Group), ha consentito la creazione di una banca dati sui materiali e sui processi di produzione nel primo semestre del 2025. I dati prodotti durante questa indagine saranno messi a disposizione dei partner di FINESTRA+ e degli stakeholders della filiera.

SONO INTERVENUTI

STEFANO MORA, Direttore del Consorzio LegnoLegno

  • Dall’esigenza all’innovazione: un LCA tool per aziende più competitive e una filiera più sostenibile.

Il contributo del vetro alla riduzione degli impatti ambientali dei serramenti. Pilkington
Nuovi requisiti CAM e impatti ambientali dei prodotti per l’installazione. Mungo

ELISABETTA PALUMBO, Architetto Ph.D, Professoressa associato c/o Dip. Ingegneria e Scienze Ambientali (DISA), Università degli Studi di Bergamo

  • LCA Tool Legno Legno: dall’ideazione alla valutazione

BRAND PARTNER

Per informazioni: pamela.manfredini@legnolegno.it  3397802824

Le aziende della filiera verso la sostenibilità

Simone Fantacci
Fantacci Industrie

Qual è l’evoluzione green di Fantacci nel settore degli utensili e dei serramenti?

Fantacci Industrie Srl è un’azienda a conduzione familiare che nasce nel 1966, specializzata nella progettazione e costruzione di utensili per la realizzazione di serramenti in legno.
Nel corso degli anni, forti di una costante attività di ricerca e sviluppo, siamo passati dalle fabbricazioni in acciaio rapido all’utilizzo del widia, e dal 1998 abbiamo avviato anche la produzione di utensili in diamante, più performanti nella lavorazione di materiali con durezza maggiore del legno quali parquet, multistrato, truciolari e MDF.
Al passo con i tempi e con le nuove esigenze di mercato, nel 2015 abbiamo dato vita alla divisione “Neodesign”, totalmente dedicata ai sistemi di serramento in alluminio e legno/alluminio, riuscendo così a seguire i nostri clienti dalla progettazione alla finitura, con soluzioni personalizzate e di design.
Con un occhio di riguardo per l’innovazione e per la ricerca sempre più “green” abbiamo creato, per esempio, la soglia termica ecologica: una soglia totalmente ricavata da materiale riciclato ed a sua volta riciclabile, privo di sostanze nocive per la salute e per l’ambiente con il più basso coefficiente di conduttività termica del mercato.


Roberto Carrara
PowerWIN Specialist

Una soluzione performante e facile da utilizzare per realizzazioni in legno

DDX Software Solutions: il partner ideale per i tuoi progetti PowerWIN: la soluzione DDX per i tuoi serramenti Scopri tutte le funzionalità dei software CAD/CAM di DDX!
Dal 2001, DDX Software Solutions offre agli operatori del settore della lavorazione del legno, della pietra, del vetro e dei materiali compositi, software CAD-CAM innovativi, affidabili e semplici da utilizzare.
Nel mondo del legno le soluzioni DDX spaziano dalla progettazione e alla produzione di finestre, scale, travi, e contano alcune importanti novità per l’arredo e per la gestione della produzione.
Nel settore delle finestre, DDX si impegna da sempre al fianco dei costruttori di macchine e dei loro utilizzatori, grazie al software PowerWIN, creato per realizzare serramenti e porte in legno e legno-alluminio, e pensato per gestire ogni fase del processo produttivo. Grazie a funzionalità avanzate, consente di ottenere risultati rapidi, precisi e di alta qualità, con un’attenzione sempre maggiore alla riduzione degli sprechi di materiale e all’ottimizzazione delle risorse.
L’obiettivo: ridurre tempi e costi e rendere la produzione sempre più ottimizzata e sostenibile anche in un’ottica ambientale.


Giovanni Sedino
Finiture Srl

Sostenibilità e innovazione: la visione di Finiture per l’industria dei serramenti

Nel settore meccanico, la sostenibilità è diventata una priorità imprescindibile, e aziende come Finiture stanno tracciando la strada per un futuro più rispettoso dell’ambiente. Specializzata in impianti di verniciatura per il legno, l’azienda si distingue per il costante impegno nell’integrazione di tecnologie ad alte prestazioni che ottimizzano i consumi, con un occhio attento alla riduzione dell’impatto ambientale.
Il sistema di essiccazione LDP rappresenta un esempio emblematico di questa filosofia. Progettato per ottimizzare il processo di essiccazione degli elementi, verniciati con prodotti all’acqua, LDP si basa su un controllo elettronico avanzato che regola in tempo reale temperatura e umidità in base alle condizioni ambientali. Questo approccio non solo garantisce un’essiccazione impeccabile, ma riduce drasticamente i consumi energetici rispetto alle tecnologie tradizionali.
L’adozione del robot RAS nel processo di verniciatura non solo assicura una qualità costante grazie alla precisione dei movimenti automatizzati, ma si traduce anche in vantaggi concreti per l’ambiente e i costi aziendali. Grazie alla capacità di ottimizzare l’uso delle vernici, RAS riduce significativamente i consumi di materiale e limita gli scarti di lavorazione, contribuendo a una gestione più sostenibile delle risorse e rendendolo un alleato imprescindibile per le aziende che vogliono coniugare efficienza operativa e rispetto dell’ambiente.
Il successo di Finiture nel coniugare alte prestazioni e sostenibilità dimostra come l’innovazione possa essere un potente strumento per affrontare le sfide ambientali. Ridurre i consumi energetici, limitare gli scarti e ottimizzare l’uso delle materie prime sono obiettivi centrali che trovano concretezza nelle soluzioni proposte dall’azienda.
Con tecnologie come LDP e RAS, Finiture offre non solo soluzioni tecniche di alta qualità, ma anche una visione per un’industria più responsabile.
Un esempio da seguire per tutte le aziende che vogliono essere protagoniste di un futuro più sostenibile.


Oscar Bertagnoli
Cloud Fabbric

Logico: il software per la gestione innovativa dei serramenti

Con oltre 30 anni di esperienza, Logico è il software realizzato da Cloudfabric per produttori e distributori di serramenti che vogliono ottimizzare i propri processi aziendali. Basato su una piattaforma cloud e on-premise, Logico consente di gestire ogni fase, dal preventivo alla produzione, fino alla vendita e al cantiere.
Grazie all’integrazione con sistemi CAD-CAM di DDX software Solution garantisce controllo e interconnessione con i macchinari di produzione.
La modularità di Logico lo rende ideale per aziende di ogni dimensione: dalla versione entry-level per piccole realtà, fino a soluzioni complete per le esigenze più complesse. Funzionalità avanzate come la preventivazione online, il monitoraggio della produzione tramite app e la gestione integrata della logistica trasformano le sfide quotidiane in opportunità.
Nel contesto della trasformazione digitale, Logico aiuta le aziende a migliorare la produttività e a utilizzare le risorse in modo sostenibile, promuovendo un’industria più efficiente e innovativa.
Scoprite di più su www.cloudfabric.it/logico o contattateci per una consulenza personalizzata.


Mauro Leoni
Mungo

Qual è l’impegno di mungo per la sostenibilità ambientale di prodotto?

Per mungo il tema della sostenibilità ambientale di prodotto è una leva strategica.
La sensibilità su questo tema nel mercato dei sistemi di fissaggio è in crescita e tutti i nostri sforzi di progettazione e commercializzazione dei nuovi prodotti vertono sulla sostenibilità ambientale.
mungo, progetta i suoi prodotti non solo per rispondere ai requisiti minimi obbligatori oggi, ma per essere sempre un passo avanti nel futuro.
Grazie alla gamma mungo compaiono sul mercato italiano i seguenti prodotti:

  1. Tasselli in acciaio con trattamento anticorrosione a basso impatto;
  2. Siliconi ricavati da materie prime rinnovabili e in cartuccia riciclata oltre il 70%;
  3. Schiume senza diisocianati;
  4. Ancoranti chimici e sigillanti basso-emissivi in termici di VOC;
  5. Tasselli in polimero plastico certificato “Plastica Seconda Vita” Con i tasselli in Plastica Seconda Vita abbiamo puntato su materiali di recupero nell’ottica della riduzione del consumo di materia prima.

Con i tasselli in acciaio M2 abbiamo eliminato dalla procedura produttiva la tempra al cromo. Con i nuovi siliconi Green Polymer e Green Sil Sanitari abbiamo iniziato a produrre siliconi totalmente privi di derivati fossili, e al contempo abbiamo introdotto le prime due cartucce in plastica riciclata presenti sul mercato italiano.


Arturo Benini
Pilkington Italia SpA

Quali caratteristiche rendono i prodotti Pilkington ideali per rispondere alle esigenze di sostenibilità e qualità nel settore edilizio?

Pilkington Italia S.p.A. è un’azienda del Gruppo NSG, che rappresenta uno dei più grandi produttori mondiali di vetro e di sistemi di vetro per l’Architettura e l’Automobile.
In relazione alla qualità, nello stabilimento a Venezia, si producono vetro float chiaro e Pilkington Optiwhite™, vetro extrachiaro per eccellenza, sempre più richiesto in Italia e all’estero. Il suo ampio seguito è dato proprio dall’impegno che ha l’azienda Pilkington Italia nel selezionare attentamente le materie prime e nel controllare con cura il processo fusorio a cui è sottoposto; il risultato è un prodotto dalla alta trasmissione luminosa e della colorazione praticamente incolore, ideale per vetrate panoramiche e facciate, nonché perfetto per il settore dell’arredamento.
In tema di sostenibilità, Pilkington Mirai™ è oggi il vetro più ecologico sul mercato, grazie all’utilizzo di una combinazione di combustibili alternativi, un elevato contenuto di vetro riciclato ed il 100% di elettricità rinnovabile. Ha un’emissione di carbonio di soli 5 kg CO2 eq./mq per il 4 mm, e vanta lo stesso aspetto estetico, la medesima qualità e prestazioni identiche rispetto al vetro float standard. Questo prodotto consente a progettisti, termotecnici e costruttori di contribuire alla piena sostenibilità dei loro edifici, progredendo sempre più verso la neutralità carbonica.


Filippo Schegginetti
Working Process

Qual è il vostro approccio innovativo e come si è evoluto nel corso degli anni?

Working Process, è un produttore di Centri di Lavoro e Linee ad alta Produttività e Flessibilità, per la lavorazione di Porte e Finestre in Legno.
Nasce nel 2000, dall’intuizione di rivoluzionare il metodo di lavorazione degli infissi, attraverso il cambiamento radicale della cronologia delle fasi di lavorazione.
Di fatto abbiamo creato un Nuovo Processo di lavorazione che ha poi dato lo spunto al nome dell’Azienda…Working Process.
Oggi il metodo da noi inventato è diventato il modello unico di produzione, utilizzato da tutti i nostri Competitors e dai produttori di Finestre.
Attualmente abbiamo un organico di 88 Collaboratori e la compagine sociale è formata principalmente da 3 famiglie. Presenti in Azienda e ben integrate con 3 generazioni con compiti che coprono quasi tutte le aree strategiche dell’Azienda.
Abbiamo una Gamma Prodotti che varia dai 500.000,00 Euro per le nostre soluzioni entry Level, fino ad arrivare ad oltre i 7 milioni per gli impianti di nuova generazione Super HerOes.
Questo, oltre ai servizi di Consulenza ed al reparto Service, ci permette di sviluppare un fatturato che si aggira intorno ai 30 milioni di Euro con una quota estera mediamente pari all’ 80%.
I nostri mercati sono al 90% il mercato Europeo, Scandinavo e Baltico, con qualche vendita effettuata in Canada, Stati Uniti ed Australia.
La nostra Clientela inizialmente erano solo i piccoli Clienti, poi sono arrivati i medi ed ora siamo tra i Partners privilegiati dei più grandi gruppi del settore.


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