Nuova norma cantiere: complicazione o opportunità?
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NUOVE NORME CANTIERE

Nuova norma cantiere: complicazione o opportunità?

Davide Barbato cantiere

Responsabile Qualità Laboratorio Tecnologico LegnoLegno

Tre persone erano al lavoro in un cantiere edile. Avevano il medesimo compito, ma quando fu loro chiesto quale fosse il loro lavoro, le
risposte furono diverse. “Spacco pietre” rispose il primo. “Mi guadagno da vivere” rispose il secondo. “Partecipo alla costruzione di
una cattedrale” disse il terzo”.

(Peter Schultz)

Con quale spirito affrontare le situazioni professionali che viviamo, e se renderle possibilità di crescita o fenomeno di limitazione dipende, nella quasi totalità dei casi, da noi stessi.
“Una nuova norma? E adesso cosa vorranno ancora? Non sono sufficienti quelle che già ci sono? Ma vogliono proprio metterci in difficoltà?”

Oppure

“Una nuova norma? Chissà cosa dice e per quale motivo è stata pubblicata? Posso utilizzarla a mio vantaggio? Posso utilizzarla per avere nuove opportunità?”

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La recente pubblicazione della UNI 11673-4 – Posa in opera di serramenti: Requisiti e criteri di verifica dell’esecuzione – porta ad un primo completamento dell’importante percorso normativo iniziato con la pubblicazione della UNI 11673-1 nel Marzo 2017.

La quarta parte della norma che gestisce tecnicamente l’installazione dei prodotti serramenti, dal progetto sino alle verifiche in cantiere, di fatti prevede l’esistenza
di altre 3 parti, ovvero:

• UNI 11673-1 Posa in opera di serramenti – Requisiti e criteri di verifica della progettazione del marzo del 2017
• UNI 11673-2 Posa in opera di serramenti – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza del posatore di serramenti del settembre 2019
• UNI 11673-3 Posa in opera di serramenti – Requisiti minimi per l’erogazione di corsi di istruzione e formazione non formale per posatori di serramenti del settembre 2019

Mentre tanto fermento e discussioni avevano animato (ed animano ancora) la pubblicazione delle parti 1 e 2 della UNI 11673, la pubblicazione della norma che riguarda le verifiche dell’esecuzione sembra quasi essere passato tra il silenzio degli operatori.
Per essere certo che non fosse una mia semplice impressione ho ricercato le norme descritte sul più famoso motore di ricerca:

• UNI 11673-1 8.110 siti che trattano l’argomento;
• UNI 11673-2 10.100 siti che trattano l’argomento;
• UNI 11673-4 1.890 siti che trattano l’argomento;

Possibilità o limitazione

Come mai la norma che riguarda le verifiche di cantiere sull’esecuzione dell’installazione non sembra aver movimentato gli interessi degli operatori?

Negli anni, il Laboratorio Prove LegnoLegno ha eseguito centinaia di prove in cantiere al fine di determinare il mantenimento in opera delle prestazioni documentalmente dichiarate dal serramentista anche nel contesto finale di destinazione d’uso.

Una percentuale che si aggira vicino al 30% di non conformità, individua la difficoltà del superamento di tali verifiche con esito positivo.
La differenza rispetto alle prove di conformità effettuate in Laboratorio, tralasciando un attimo la gestione tecnica dell’effettuazione dei test, è totale e può essere assunta nella difficile situazione che sorge proprio a seguito di una verifica che restituisce esito negativo.
Mentre nelle prove di Laboratorio gli attori presenti all’atto della verifica sono:

1] Il serramentista;

2] Il tecnico che esegue il test (che ha vincoli di riservatezza e indipendenza);
in cantiere sopraggiunge, spesso, il terzo attore, vero protagonista
della questione;

3] La committenza (privato, impresa, professionista, ecc).

Rilevare un mancato allineamento tra i dati forniti documentalmente e la prestazione del prodotto posto in opera comporta quindi la necessità di confronto tra serramentista e committenza volto all’individuazione delle operazioni utili alla risoluzione della problematica.

Se già questo aspetto risulta difficoltoso, si consideri l’importanza dell’intervento se le modalità di risoluzione dovessero prevedere una profonda revisione dell’operazione di posa o di costruzione del prodotto.

Che questa norma, che spiega come fare verifiche in opera per poter “misurare” la prestazione che il serramento offre al committente, possa quindi essere professionalmente vissuta in due ottiche è una responsabilità del serramentista.

Che sia una nuova tegola alla quale fare attenzione cercando di scansare ogni possibile verifica, oppure diventi uno strumento per valorizzare concretamente la qualità del proprio lavoro, del serramento e dell’installazione dipende dagli operatori del settore.

Oggi viviamo ancora una condizione nella quale le prove di cantiere richieste come elemento e spunto di miglioramento sono quantitativamente ridotte rispetto alle prove richieste dalla committenza a causa di problemi rilevati in opera che necessitano una soluzione.

Di cosa parla la norma UNI 11673-4

La norma definisce le metodologie di verifica dei requisiti di base dell’esecuzione della posa in opera dei serramenti e fornisce indicazioni di carattere documentale, analitico e sperimentale alla fine del collaudo in opera.

Come sempre, il riferimento non è “la posa” vista come elemento unico ed indipendente dal manufatto cui si riferisce, piuttosto la coerenza delle prestazioni del serramento, dichiarate mediante i documenti previsti dalle varie norme di prodotto e/o legislazione nazionale, nel contesto finale di destinazione d’uso.

Poche volte si è vista una norma cosi specifica per verifiche in opera su una particolare tipologia componente edilizio; la trattazione di tutti gli argomenti presenti nella norma di fatto non è solo “descrittiva” ma definisce modalità precise per l’effettuazione di prove sperimentali in opera, per la verifica di documenti tecnici e anche per la stima preliminare sui livelli di alcune prestazioni, come l’isolamento acustico dei serramenti posti in opera (in funzione di una serie di varianti).

LOCALIZZAZIONE DELLE PROVE DI CANTIERE ESEGUITE DAL LABORATORIO LEGNOLEGNO
VERIFICA DI CANTIERE – FASE A-WERT

Quali verifiche dell’esecuzione vengono previste nella UNI 11673-4

• Isolamento termico (4.1)
• Isolamento acustico (4.2)
• Permeabilità all’aria (4.3)
• Tenuta all’acqua (4.4)
• Resistenza meccanica al carico del vento e ai carichi applicabili (4.5)
• Durabilità e manutenibilità (4.6)
• Composti Organici Volatili (VOC) indoor e sostenibilità (4.7)
• Comportamento igrotermico e traspirabilità dei giunti (4.8).

Requisito 4.1 Isolamento termico
Requisito 4.2 Isolamento Acustico
permeabilità all'ariato termico
Requisito 4.3 Permeabilità all’ariato termico
Requisito 4.4 Tenuta all’acqua
Requisito 4.5 Resistenza ai carichi applicati
Requisito 4.8 Comportamento igrotermico

Sopralluogo in fase di realizzazione
giunto primario con rete porta
intonaco e schiuma.

I requisiti 4.1 e 4.3 della UNI 11673-4 rispondono inoltre a quanto previsto dal regolamento del Marchio Posa Qualità per l’acquisizione della possibilità di fruire della polizza assicurativa a favore dei propri clienti.
È quindi (finalmente) possibile determinare, secondo una specifica norma tecnica, le prestazioni che di prassi sono “verificate” solo sul serramento attraverso le prove di Laboratorio, anche in opera all’interno del reale contesto di utilizzo e poter valorizzare così tutto il lavoro al contorno (non solo in senso materiale) del prodotto.
È un passaggio fondamentale, è una opportunità da cogliere ed è senza dubbio un ulteriore strumento di tutela per i consumatori.

Erano necessarie 4 parti di una norma per gestire la posa in opera?

Proprio l’altro giorno, in casa con i miei figli ho guardato uno dei film che da ragazzo più mi era piaciuto. In una parte del film, Robert De Niro recita questo monologo:

Un uomo arriva alla base, e fermo lì, pronto per fare punto. Sapete che momento è questo? Il momento per godere di un successo personale. Ma sul campo… cos’è?
È parte soltanto di una squadra vincente. Guarda, lancia, acchiappa, corre, ma è solo parte di una squadra.
I grandi campioni, cosa sono in una squadra che non funziona? Mi seguite? Nessuno!!!!
C’è un bel sole, le tribune piene e lui cosa può dire “Vado la fuori e gioco per me solo?” Non arriverò a niente se la squadra poi non vince.

Così, alcune domande che ci sopraggiungono dal mercato: quale è più importante tra la UNI 11673-1 e la UNI 11673-4? Quale dobbiamo “guardare”? Perché non ci si è limitati a qualificare o certificare i posatori secondo la UNI 11673-2?
Come per il monologo di De Niro, è l’insieme delle norme che permette di avere un quadro completo e “vincente” sulla posa in opera. È la complementarità delle 4 parti della UNI 11673 che consente di non tralasciare nessuno degli aspetti prioritari dell’installazione.
Non la parte 1, la 2 o la 4, ma l’insieme delle norme:

1] Le analisi eseguite secondo la UNI 11673-1 permettono di definire le caratteristiche del progetto di rispondere a requisiti che non influenzano negativamente le prestazioni dei serramenti.

2] Verificata la progettazione, il prodotto va installato e le mani che svolgeranno questa operazione è bene che siano di personale qualificato/certificato secondo la UNI 11673-2, che abbia cioè dato evidenza delle proprie capacità.

3] Il prodotto è stato posto in opera; con la norma UNI 11673-4 sono definite le modalità per verificare, valorizzare e documentare la qualità del serramento nella reale destinazione d’uso.

In sintesi

È ormai assodato che la posa, oggetto di norme e regole tecniche, non possa più essere tralasciata.
Quella che fino a pochi anni fa era considerata “terra di nessuno” ricopre oggi una rilevanza in grado di fare la differenza. L’aumento sempre più rilevante delle prestazioni dei serramenti e delle prescrizioni dei vari regolamenti presenti sul territorio nazionale ne conferisce definitivamente una importanza al pari del “Prodotto serramento”.
Le norme ci permettono di operare nel rispetto delle regole dell’arte e con il supporto dei fornitori (ai quali, non mi stancherò mai di dire, è necessario chiedere TUTTO ciò che riguarda i prodotti che acquistiamo) guardare dritto negli occhi le prossime sfide lavorative che il mercato ci pone e affrontarle con la serietà e la professionalità che distingue il nostro splendido comparto.

Prove in opera 2019/2020 e 2020/2021: com’è andata?

Angelo Polenta

Laboratorio Tecnologico LegnoLegno

In qualità di laboratorio incaricato, Legnolegno ha già ultimato due campagne di prove in opera previste per le aziende che hanno aderito al Marchio “POSA QUALITÀ SERRAMENTI”. La terza, 2021/2022, è in corso (al momento della pubblicazione del presente articolo).
L’evidenza sperimentale di una corretta esecuzione è condizione imprescindibile, non solo per la licenza di mantenimento del Marchio, ma soprattutto per la possibilità di usufruire di condizioni assicurative agevolate che consentono di “blindare” i cantieri, tutelando il lavoro del Serramentista e di conseguenza il suo rapporto con il cliente finale.
A partire dalle prime settimane di novembre fino a circa la metà di marzo, ovvero in quell’arco temporale in cui le condizioni ambientali lo permettono, sono state condotte complessivamente circa 146 prove in opera. Val la pena ricordare che parte delle analisi condotte è di natura termografica, tecnologia eseguibile esclusivamente in condizioni di rilevante scambio termico, ossia in situazioni in cui le temperature dell’ambiente interno siano significativamente maggiori di quelle esterne. Pertanto, necessariamente, in periodo invernale.

THANKS TO

Ben 15 le regioni italiane toccate, da nord al sud.

I contesti analizzati sono stati i più variegati: dal vero e proprio cantiere ancora allo stato grezzo, al contesto già ultimato ma ancora non abitato, fino ad unità completate in ogni dettaglio e già abitate.

Anche dal punto di vista della tipologia edilizia e della destinazione d’uso, i test sono stati condotti in realtà molto diverse: appartamenti all’interno di realtà condominiali, ville singole o plurifamiliari, ma anche uffici direzionali e attività commerciali.

Nel complesso, i casi di nuova costruzione e quelli di totale o parziale ristrutturazione si sono suddivisi all’incirca allo stesso modo: 50% nuove costruzioni, 50% ristrutturazioni.
La campagna di prove in opera permette di estrapolare un risultato complessivo perfettamente in linea con le statistiche generali del nostro laboratorio relativamente a questa tipologia di analisi sperimentale: circa 70% di prove conformi e 30% di prove non conformi.

È bene sottolineare che i contesti analizzati ricadono in casistiche disomogenee anche dal punto di vista progettuale: l’analisi preliminare del progetto esecutivo della posa in opera del serramento campione, la verifica della sua conformità ai requisiti minimi richiesti dalla UNI 11673-1 (“Posa in opera di serramenti – Parte 1: Requisiti e criteri di verifica della progettazione”) sono infatti parte integrante della prova stessa.

Posto che le prove indagano sia la presenza di ponti termici conduttivi (mediante termografia) sia quella di ponti termici convettivi (mediante metodo A-Wert o
permeabilità all’aria in opera), il 30% delle non conformità precedentemente indicato si suddivide ulteriormente tra un 30% di casi di non conformità termica e un 70% di casi di non conformità all’aria.

Affinché una prova risulti conforme, è necessario che il requisito di conformità si verifichi in ENTRAMBE le analisi.

Fortunatamente, solo nel 5% dei casi la prova ha dato esito non conforme sia all’indagine termica che al comportamento all’aria.

prove in opera
prove in opera

Tra tutti i test non andati a buon fine si è riscontrato che, nel 60% dei casi, evidenti errori erano rilevabili già in fase progettuale e quindi indipendentemente dalla qualità esecutiva, a conferma di quanto prima si diceva in merito all’importanza del progetto prima ancora dell’esecuzione stessa. In casi come questi, le misure sperimentali non fanno altro che confermare quanto si poteva prevedere.

Altra nota di rilievo: seppur su un campione non estremamente esteso, gli errori esecutivi paiono avere maggiore correlazione con le performance di tenuta all’aria, piuttosto che sulla termica, e viceversa.

Per completezza, è bene informare che tutte le situazioni di non conformità sono state prontamente trattate con proposte di azioni correttive, nel rispetto del regolamento del Marchio e nell’interesse dell’utilizzatore finale del bene. In taluni casi e laddove possibile, l’efficacia dell’azione correttiva è già stata testata
nel corso della campagna stessa con una prova integrativa, ed in questi casi la non conformità precedentemente rilevata può considerarsi risolta a tutti gli effetti.
Nella stragrande maggioranza dei casi è stato sufficiente effettuare la prova integrativa in maniera parziale, limitatamente alla non conformità rilevata.

Alla luce di quanto descritto, come interpretiamo questi numeri?

Le statistiche, che come dicevamo ricalcano quelle dello “storico”, ci dicono che all’incirca una prova su tre risulta non conforme: è un dato rilevante, che di sicuro deve far riflettere.
Mentre le tecnologie produttive del nostro settore hanno fatto negli ultimi anni dei veri passi da gigante, e ne siamo noi per primi testimoni vista la mole di test di laboratorio che ogni anno conduciamo su serramenti di ogni genere, per quanto riguarda la posa in opera la strada da fare sembra ancora molto lunga.
Oltretutto, un’installazione mal eseguita vanifica quasi completamente le performance anche del serramento migliore al mondo.

Non a caso la sensibilità del mondo normativo negli ultimi anni è fortemente orientata al settore della posa, anche per andare incontro ad un mercato che sotto questo aspetto necessita di chiari punti di riferimento.

Infatti, sono in costante crescita cause e contenziosi che vertono su difetti di installazione del bene i quali, per la legge italiana, sono equiparati in tutto e per tutto ai difetti del bene stesso.

Anche la recentissima pubblicazione della UNI 11673-4 (“Posa in opera di serramenti – Parte 4: Requisiti e criteri di verifica dell’esecuzione”) non fa altro che chiudere un ideale cerchio normativo relativo alla posa in opera: progettazione, formazione, esecuzione.

In parallelo, sotto il profilo legislativo si viaggia nella stessa direzione: la qualificazione delle competenze sarà a breve “conditio sine qua non” per l’accesso alle detrazioni fiscali: per i dettagli si attende solo la pubblicazione di un documento attuativo.
Pertanto, va fatto un plauso a tutti quei professionisti che si sono mossi per tempo, o che lo stanno facendo, nel percorso di formazione e relative verifiche dell’apprendimento.

Gli sforzi che si stanno facendo in questa direzione, e che vedono Legnolegno impegnata in prima linea e su diversi fronti, si prefiggono infatti lo scopo di mettere il consumatore nella condizione di poter distinguere sul mercato un operatore qualificato da uno improvvisato.

Nel medio e lungo termine, a prescindere dagli obblighi di legge, siamo certi che questo sarà inevitabilmente un elemento di successo commerciale.

Ecco quindi, aldilà del conseguimento di un marchio, l’importanza delle verifiche in opera: esse sono l’unico strumento in grado di dare un riscontro empirico ad un lavoro ben eseguito. Le prove in opera non sono infatti “pareri tecnici” o forme di consulenza specializzata, ma bensì MISURE, inequivocabili ed oggettive.

Ed i numeri, piaccia o no, dicono sempre la verità.

Master Class Posa: in aula 8 e 9 Giugno

In seguito al superamento dell’esame di Installatore Certificato e Attestato e quindi al riconoscimento delle competenze relative, la norma UNI 11673-2 prevede che il professionista continui a restare aggiornato nel tempo e definisce che ogni 24 mesi, l’installatore svolga attività di formazione, informale e/o non formale. Nel caso dell’installatore di livello 4, Caposquadra, la formazione deve essere di almeno 12 ore.

Questo al fine di mantenere alte e sempre aggiornate le competenze dell’operatore che sarà, in questo modo, pronto ad affrontare le richieste di mercato sia di oggi che di un prossimo futuro.

Le tematiche proposte spaziano dall’aggiornamento normativo fino alle soluzioni offerte dai prodotti per la posa di ultima generazione, passando attraverso le problematiche ed esperienze delle prove in cantiere che molto raccontano delle casistiche di errori di installazione più ricorrenti e fatali.

Le ultime quattro ore di corso saranno destinate all’analisi di casi di progettazione del giunto realmente eseguiti che, in modo concreto ed operativo, forniranno ai partecipanti spunti di riflessioni e possibilità di analisi delle conseguenze delle scelte progettuali e tecniche.

Le ore saranno così suddivise:

17/02 – dalle 9:00 alle 18:00

18/02 – dalle 9:00 alle 13:00

Tenuta all’acqua in opera

LegnoLegno è attrezzato e pronto per l’effettuazione delle prove in opera secondo UNI 11673-4

La recente pubblicazione della UNI 11673-4 – Posa in opera di serramenti: Requisiti e criteri di verifica dell’esecuzione, ha ulteriormente implementato le richieste legate alle attività di prova e verifiche in opera.

Per anni la verifica di conformità a norma sui serramenti è stata legata alle prove iniziali di tipo effettuate presso i Laboratori notificati; LegnoLegno ha effettuato decine di migliaia di test in tal senso, su serramenti di ogni tipologia, dimensioni e materiali.

L’evoluzione normativa e tecnica apre però nuovi scenari e nuove possibilità; cosi la pubblicazione della UNI 11673-4 ha spostato l’attenzione sulle verifiche in cantiere, principalmente per:

  • La permeabilità all’aria
  • La verifiche dei ponti termici in prossimità dei serramenti
  • La tenuta all’acqua.

La possibilità di analizzare prima della chiusura dei lavori la prestazione di tenuta all’acqua del serramento comprensivo dei giunti di installazione è una opzione importante e da valutare con attenzione e che più di una azienda ha già colto a pieno, eseguendo tale test.

La verifica di un prodotto campione installato in cantiere, affiancato alle prove di laboratorio sul serramento permette, ad esempio nei cantieri di maggiore rilevanza, di identificare gli eventuali ultimi punti critici legati alle infiltrazioni di acqua dovuti alle regolazioni del serramento o al sistema di posa e a porvi rimedio prima dell’installazione dei restanti serramenti, ponendo gli accorgimenti del caso ove necessario.

Con questa operazione di verifica in loco ogni soggetto che interviene nel processo di acquisto, installazione e vendita dei serramenti viene rassicurato (come anche accade utilizzando le altre verifiche termografiche e di permeabilità all’aria) circa la conformità del prodotto installato.

Si sa che oggi tali verifiche vengono condotte, quando il cliente riscontra un problema e quindi si finisce per obiettare tutta la commessa, utilizzando metodologie senza nessun grado di accortezza e riproducibilità (un esempio per tutti la “classica” prova con la cannetta dell’acqua).

LegnoLegno è attrezzato e pronto per l’effettuazione delle prove in opera secondo UNI 11673-4 e si propone, come sempre, come partner affidabile e competente.

Per ulteriori informazioni puoi compilare il form che trovi a fondo pagina,  ti ricontatteremo in tempi rapidi.

L’Associazione Professionisti Posa cresce e si sviluppa

Cresce e si sviluppa l’Associazione Professionisti Posa, unica Associazione nazionale del settore serramenti, riconosciuta dal Ministero delle Sviluppo Economico ai sensi della Legge 4/2013.

Grazie a questo riconoscimento Professionisti Posa si inserisce nella lista di Associazioni qualificate che possono rilasciare l’attestazione di qualità dei servizi professionali offerti ai propri Associati.

Professionisti Posa si propone innanzitutto l’obiettivo di promuovere, sostenere e tutelare i valori e le attività professionali degli installatori che hanno conseguito l’attestato di qualità e qualificazione professionale dei servizi.

Gli installatori che desiderano conseguire tale attestazione posso iscriversi a Professionisti Posa e prendere parte alle sessioni di esame che periodicamente l’associazione organizza; gli esami sono allineati a quanto disposto dalla UNI 11673-2, in riferimento alle specifiche per il livello di competenza 4 “Caposquadra”.

Ad oggi, gli installatore che hanno conseguito l’attestato di qualità e qualificazione professionale dei servizi sono ben oggi 170.

Professionisti Posa opera in stretto contatto con le principali Associazioni di categoria e anche in riferimento al Marchio Posa Qualità, il sistema italiano di qualificazione aziendale del processo di posa; gli operatori iscritti a Professionisti Posa trovano così una ulteriore relazione tecnico-commerciale nell’ambito delle aziende che hanno scelto volontariamente di qualificare il proprio servizio di posa e le proprie competenze attraverso il Marchio Posa Qualità.

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Gli operatori e gli installatori iscritti a Professionisti Posa sono:

  1. rappresentati in sedi istituzionali dalla propria Associazione Professionale;
  2. riconosciuti dal mercato come Professionisti qualificati in ambito di installazione di serramenti;
  3. costantemente aggiornati e informati rispetto alle novità normative e/o legislative e di mercato attraverso attività formative e la partecipazione ad eventi dedicati;
  4. parte di un gruppo di professionisti qualificati che rappresentano l’eccellenza sul territorio nazionale;
  5. in grado di dare certezza al committente/cliente finale rispetto alla qualità delle proprie competenze e della capacità realizzativa;
  6. oggetto di attività di comunicazione/pubblicità verso al mercato riservate agli iscritti, con strumenti di comunicazione e promozione della propria qualifica e delle proprie competenze;
  7. supportati dagli esperti del mondo della posa: enti, laboratori, comitati tecnico scientifici ed esperti di prodotti per l’installazione;
  8. in grado di ottenere il Marchio Posa Qualità, strumento innovativo per distinguere la qualità dei prodotti e la professionalità dei serramentisti italiani e una garanzia per il consumatore.

Scopri i posatori Associati a Professionisti Posa

Marchio Posa Qualità e Professionisti Posa: un progetto pensato per gli operatori, gli installatori ed i serramentisti più qualificati che vogliono distinguersi sul mercato attraverso la loro Qualità.

Pubblicata la UNI 11673-4

Posa in opera di serramenti: Requisiti e criteri di verifica dell’esecuzione.

In data 4 Marzo 2021 è stata pubblicata da UNI la norma UNI 11673-4 – Posa in opera di serramenti: Requisiti e criteri di verifica dell’esecuzione.

Arriva così a completarsi il quadro normativo composto da:

  • UNI 11673-1 Posa in opera di serramenti – Requisiti e criteri di verifica della progettazione del marzo del 2017;
  • UNI 11673-2 Posa in opera di serramenti – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza del posatore di serramenti del settembre 2019
  • UNI 11673-3 Posa in opera di serramenti – Requisiti minimi per l’erogazione di corsi di istruzione e formazione non formale per posatori di serramenti del settembre 2019
DI COSA PARLA LA NORMA UNI 11673-4

Si definiscono le metodologie di verifica dei requisiti di base dell’esecuzione della posa in opera dei serramenti, e fornisce indicazioni di carattere documentale, analitico e sperimentale alla fine del collaudo in opera.

Come sempre, il riferimento non è “la posa” vista come elemento unico ed indipendente dal manufatto cui si riferisce, piuttosto la coerenza delle prestazioni del serramento, dichiarate mediante i documenti previsti dalle varie norme di prodotto e/o legislazione nazionale, nel contesto finale di destinazione d’uso.

Poche volte si è vista una norma così specifica per verifiche in opera su una particolare tipologia componente edilizio; la trattazione di tutti gli argomenti presenti nella norma di fatto non è solo “descrittiva” ma definisce modalità precise per l’effettuazione di prove sperimentali in opera, per la verifica di documenti tecnici e anche per la stima preliminare sui livelli di alcune prestazioni, come l’isolamento acustico dei serramenti posti in opera (in funzione di una serie di varianti).

QUALI VERIFICHE DELL’ESECUZIONE VENGONO PREVISTE NELLA UNI 11673-4
  • Isolamento termico (4.1)
  • Isolamento acustico (4.2)
  • Permeabilità all’aria (4.3)
  • Tenuta all’acqua (4.4)
  • Resistenza meccanica al carico del vento e ai carichi applicabili (4.5)
  • Durabilità e manutenibilità (4.6)
  • Composti Organici Volatili (VOC) indoor e sostenibilità
  • Comportamento igrotermico e traspirabilità dei giunti.

I requisiti 4.1 e 4.3 della UNI 11673-4 rispondono inoltre a quanto previsto dal regolamento del Marchio Posa Qualità per l’acquisizione della possibilità di fruire della polizza assicurativa a favore dei propri clienti. Sono numerose le aziende che ad oggi, in tutta Italia, si sono volontariamente sottoposte, mediante l’adesione al Marchio Posa Qualità, a verifiche sull’esecuzione. (Per info su Marchio Posa Qualità clicca qui)

OBIETTIVI DELLE NORME DI POSA UNI 11673-1, UNI 11673-2- UNI 11673-4

Le prime domande che ci sopraggiungono dal mercato sono la differenza tra la UNI 11673-1 e la UNI 11673-4. Quale sia la più importante.

Le norme citate si integrano per una verifica completa e funzionale della posa dei serramenti secondo l’iter sotto riportato:

Le analisi eseguite secondo la UNI 11673-1 permettono di definire le caratteristiche del progetto di rispondere a requisiti che non influenzano negativamente le prestazioni dei serramenti.

Verificata la progettazione, il prodotto va installato, presumibilmente da personale qualificato/certificato secondo la UNI 11673-2, che abbia cioè dato evidenza delle proprie capacità.

Il prodotto è stato posto in opera; con la norma UNI 11673-4 sono definite le modalità per verificare, valorizzare e documentare la qualità del serramento nella reale destinazione d’uso.

Per ulteriori informazioni puoi compilare il form che trovi a fondo pagina,  ti ricontatteremo in tempi rapidi.


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Come completare la formazione di installatore Liv. 4

Ottenere una professionalità competente, formata e riconoscibile dal mercato.

Gentili Soci e Clienti,

vi informiamo che se avete partecipato al Corso per Posatori offerto da LegnoLegno dal 2016 al 2020 compresi, la vostra preparazione di livello 4 – Caposquadra, è attualmente in linea con le normative attuali (UNI 11673-3).

Il corso che avete svolto è inoltre riconosciuto per l’ottenimento del marchio Posa Qualità.

E’ doveroso informarvi, però, che nel giugno 2020 è stato pubblicato il decreto legislativo n°48 che attua la direttiva 844 con l’art. 7 che lega gli incentivi relativi al risparmio energetico in edilizia all’adeguata competenza degli operatori che provvedono all’installazione degli elementi edilizi (tra cui gli installatori di serramenti), tenendo in considerazione anche il loro livello di formazione professionale conseguito anche attraverso corsi specialistici e/o certificazione.

Dovremo attendere il successivo Decreto del Presidente della Repubblica per verificare cosa davvero vi sarà scritto e che ricadute avrà sul fronte della formazione degli installatori.

Contrariamente a inesatte informazioni che stanno circolando sul mercato, al momento non sussistono pertanto obblighi in materia di qualifiche professionali relativamente alla possibilità di accedere alle detrazioni fiscali.

Certo è, che per l’Italia così come l’Europa, la direzione è quella della definizione di una professionalità competente, formata e riconoscibile dal mercato

Per questo motivo LegnoLegno consiglia, in questa fase di incertezza, che durerà fino a quando il Presidente della Repubblica si esprimerà in merito, di qualificarsi o certificarsi al Liv. 4 – Caposquadra (attraverso una prova d’esame), come già hanno fatto e stanno facendo molti vostri colleghi.

Infatti, il livello 4 è il più alto e completo previsti dalla norma ed è quello per il quale voi avete già ricevuto la formazione.

Se desiderate ricevere maggiori informazioni sulla prova d’esame per ottenere la Certificazione o l’Attestazione di Qualità e Qualificazione professionale dei servizi, cliccate qui sotto: sarà nostra cura contattarvi o inviarvi quanto vi servirà.



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Il monoblocco: prodotto protagonista delle incentivazioni in ambito energetico

Il nuovo impulso del nostro settore, generato anche dalle importanti incentivazioni in ambito energetico, vede un nuovo prodotto protagonista, insieme ai serramenti, dei molteplici interventi di ristrutturazione e sostituzione.

Il monoblocco infatti è sempre più presente nelle lavorazioni che prevedono una ristrutturazione rilevante, fornendo la possibilità di ridurre più di una delle frequenti problematiche di prassi presenti in cantiere:

  • Taglio termico sul 4° lato;
  • Isolamento del cassonetto;
  • Gestione del giunti primario;
  • Mantenimento del valore di isolamento acustico del serramento in opera
  • Riduzione della possibilità di creazione di condensa e muffe

La pubblicazione di norme tecniche di settore e le esigenze progettuali ma soprattutto pratiche negli interventi attuali ha comportato una richiesta significativa non solo dei prodotti monoblocchi ma di una pressante richiesta di informazioni tecniche e prestazionali.

Se infatti alcuni serramentisti hanno optato per la scelta di produrre in autonomia il monoblocco per le proprie lavorazioni, è necessario segnalare che pur non essendo soggetti a “obblighi” specifici (ad esclusione del valore Usb relativo alla trasmittanza della parte “Cassonetto”), la richiesta dell’utenza finale (sia esso privato o progettista) relativamente alla qualifica dell’intero foro comprensivo delle termo-casse risulta sempre più frequente, soprattutto per quanto riguarda il contenimento delle dispersioni termiche e del contributo all’isolamento acustico.

La frequente presenza all’interno degli interventi più recenti è rilevabile anche dalle numerose verifiche in opera nelle quali vengono analizzati contesti reali di serramenti installati in monoblocchi termici.

In considerazione di un mercato sempre più attento, la possibilità di fruire di monoblocchi con chiare prestazioni tecniche è di fatto l’unico modo per poter “allineare” il proprio serramento all’intero dell’intero contesto di installazione e poter cosi garantire maggiore vivibilità degli ambienti interni all’utente e soddisfare le richieste tecniche di una committenza sempre più competente ed esigente.

Per ricevere assistenza o avere maggiori informazioni:

Davide Barbato

davide.barbato@legnolegno.it

Esame per installatore livello III e IV: chiarimenti della circolare di Accredia

La Circolare di Accredia: fraintendimenti o utilizzo improprio delle informazioni? Gli aspetti legati alla modalità di conduzione dell'esame per installatore

Viste le numerose richieste di chiarimento pervenute a proposito degli esami di certificazione e dei relativi livelli, riprendiamo la circolare di Accredia DC n. 14 del 2020  dello scorso 13 luglio che specifica quali sono i requisiti in ingresso necessari ad un installatore per accedere all’esame per ottenere la certificazione al liv. IV Caposquadra – EQF 4:

  • Diploma di istruzione secondaria e 3 anni di esperienza pregressa.
  • In assenza del diploma, il candidato deve dimostrare di avere almeno 5 anni di esperienza pregressa.
  • La frequenza di un corso della durata minima di 8 h su tematiche afferenti alle norme serie UNI 11673 (parte 1 o 3) permette di ridurre il requisito di esperienza pregressa del 50%.

L’accertamento dei requisiti di accesso può essere condotto a mezzo di analisi curriculare, dichiarazioni di datori di lavoro e/o lettere di referenza o altra documentazione attestante l’esperienza pregressa, attestati di frequenza corsi, etc.   

Vi è scritto, forse, che è necessario aver sostenuto e superato l’esame livello 3 prima di poter accedere al liv. 4?  Assolutamente NO!

Coloro che affermano il contrario, hanno scopi diversi da quelli formativi e professionalizzanti per il settore perché non rispettano le linee guida individuate da Accredia, l’Ente Nazionale che vigila sul lavoro degli Istituti di Certificazione che, a loro volta, riconoscono le competenze degli installatori.

Perché questo accade?

Difficile individuare il vero motivo ma facile ipotizzare che vi siano, dietro a questo comportamento, interessi commerciali ben definiti volti a:

  • far sottoscrivere corsi propedeutici al livello 3 e poi anche al livello 4 con i successivi costi per gli esami relativi
  • far sì che chi frequenta i corsi livello 3, dovendo utilizzare durante le 12 ore di corso materiali di installazione come previsto dalla norma, adoperi materiali di una specifica società con evidenti scopi promozionali.

>> Per correttezza, alleghiamo la Circolare Accredia citata nella sua interezza.

In questo video trova ulteriori chiarimenti sugli obblighi di qualifica degli installatori – livelli EQF3 e EQF4

La Circolare di Accredia: fraintendimenti o utilizzo improprio delle informazioni?

Gli aspetti legati alla modalità di conduzione dell'esame per installatore

La Circolare Accredia DC n. 14 del 2020  dello scorso 13 luglio ha precisato alcuni aspetti legati alla modalità di conduzione dell’esame per installatore per i livelli  III e IV., introducendo leggere modifiche ai prerequisiti di accesso e alle sessioni d’esame.

Le nuove modalità saranno rese operative a partire dal 1° di ottobre, da parte degli Enti di Certificazione accreditati.

A più riprese, questa Circolare è stata descritta come il documento che sancisce definitivamente che l’installatore che desidera Certificarsi al liv. IV Caposquadra, prima sia obbligato a sostenere l’esame di liv. III, Installatore Senior. 

Come da noi sostenuto, questa indicazione è errata e non è presente in Circolare, né è mai stata in discussione; ciascuno dei livelli di qualifica è comprensivo della verifica delle competenze dei livelli precedenti.

A riprova di quanto affermiamo, abbiamo selezionato per voi la parte del testo della Circolare che descrive i prerequisiti in accesso ai vari livelli. 

Dalla Circolare di Accredia (in allegato documento originale e completo):

Prerequisiti in accesso:

L’OdC (Organismo di Certificazione) deve verificare e mantenere registrazioni circa la sussistenza dei requisiti di accesso del candidato all’esame di certificazione. 

Per accettare la domanda di certificazione, l’OdC deve avere evidenza che il candidato abbia maturato una congrua esperienza professionale, formazione formale, nonché la formazione informale e non formale come segue: 

  1. Posatore/installatore junior: almeno 6 mesi di esperienza pregressa o in alternativa partecipazione ad un corso della durata minima di 4 h su tematiche afferenti alle norme serie UNI 11673 (parte 1 o 3); 
  2. Posatore/installatore senior: almeno 12 mesi di esperienza pregressa. La frequenza di un corso della durata minima di 4 h su tematiche afferenti alle norme serie UNI 11673 (parte 1 o 3) permette di ridurre il requisito di esperienza pregressa del 50%; 
  3. Posatore/installatore caposquadra: diploma di istruzione secondaria e 3 anni di esperienza pregressa. In assenza del diploma, il candidato deve dimostrare di avere almeno 5 anni di esperienza pregressa. La frequenza di un corso della durata minima di 8 h su tematiche afferenti alle norme serie UNI 11673 (parte 1 o 3) permette di ridurre il requisito di esperienza pregressa del 50%. L’accertamento dei requisiti di accesso può essere condotto a mezzo di analisi curriculare, dichiarazioni di datori di lavoro e/o lettere di referenza o altra documentazione attestante l’esperienza pregressa, attestati di frequenza corsi, etc.  

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