Quando una macchia racconta una storia
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Quando una macchia racconta una storia

Da anni sottolineiamo l’importanza della posa in opera per garantire le prestazioni di un serramento.

Non basta che un infisso sia verificato in laboratorio: è fondamentale che mantenga le sue caratteristiche anche dopo l’installazione. In questo articolo analizziamo un caso concreto che dimostra quanto sia cruciale una corretta installazione tratto da un’esperienza di cantiere nell’ambito della campagna di prova 2024/2025.

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Il problema: una macchia sospetta

Un privato ha segnalato la comparsa di un’evidente macchia di umidità sulla muratura adiacente a un serramento. Il dubbio era se la causa fosse da attribuire all’infisso stesso o ad altri elementi della facciata. Per risolvere la questione, il Laboratorio LegnoLegno ha eseguito una serie di test secondo la norma
UNI 11673-4.


Dopo aver visionato le fotografie e aver effettuato un sopralluogo presso il sito della segnalazione,
il Laboratorio LegnoLegno propone al committente una verifica in opera secondo UNI 11673-4. In particolare vengono eseguite le seguenti prove:

  • UNI 11673-4:2021 – Isolamento termico – Requisito 4.1;
  • UNI 11673-4:2021 – Permeabilità all’aria – Requisito 4.3;
  • UNI 11673-4:2021 – Tenuta all’acqua; verifica senza differenziale di pressione tra interno ed esterno – Requisito 4.4.1;
  • UNI 11673-4:2021 – Tenuta all’acqua; verifica con differenziale di pressione tra interno ed esterno – Requisito 4.4.2;

Il Laboratorio LegnoLegno ritiene queste verifiche necessarie per accertare se la causa dell’evidente macchia di umidità visibile in Fig. 1 sia da attribuire al serramento stesso o alla sua posa in opera. L’obiettivo è comprendere se la problematica sia legata a una scarsa tenuta all’aria del prodotto, alla presenza di eventuali ponti termici dovuti alla posa, op- pure a infiltrazioni dirette di acqua causate da una scarsa tenuta alla pioggia battente.

Primafase: termografia

In una prima fase, i tecnici di LegnoLegno ese- guono un’indagine termografica. In base alle condizioni climatiche e ambientali, le anomalie termiche vengono rilevate mediante una ter- mocamera, capace di individuare discontinuità termiche sulle superfici analizzate.

Dopo una prima rilevazione a pressione am- bientale, si procede con una seconda termografia, realizzata inducendo una differenza di pressione di 50 Pa tra interno ed esterno. Questa differenza è generata mediante un dispositivo composto da un telo a tenuta e un ventilatore, che immette aria nell’ambiente interno fino al raggiungimento della pressione prevista.

Dal termogramma eseguito a pressione ambientale emerge chiaramente un’anomalia termica: si rileva una differenza di temperatura superiore ai 3°C tra la muratura e l’angolo sinistro del giunto di posa del serramento, segnale evidente della presenza di un ponte termico.

Per approfondire ulteriormente la problematica, il laboratorio ha installato il telo a tenuta e il ventilatore (sistema BlowerDoor), mettendo in depressione l’ambiente al fine di evidenziare eventuali criticità legate alla tenutaall’ariae a ponti termici di tipo convettivo.

Anche il termogramma realizzato con una differenza di pressione di 50 Pa conferma una problematica di tenuta all’aria in corrispondenza dell’angolo sinistro dell’anta del serramento.
Questo fenomeno contribuisce certamente al raffreddamento delle superfici esposte all’aria fredda, anche nelle aree limitrofe alla vistosa macchia di umidità.

Seconda fase: termoanemometro

Alla luce di quanto emerso dalla termografia, i tecnici hanno quindi eseguito una misurazione puntuale tramite termoanemometro.

Fig. 4
Fig. 5

La rilevazione effettuata con termoanemometro evidenzia in modo chiaro una problematica di tenutaall’arianel punto analizzato: è stata infatti misurata una velocità di infiltrazione pari a 8,05m/s. Si ricorda che, con una differenza di pressione di 50 Pa, infiltrazioni puntuali con velocità superiori a 2 m/s possono essere considerate critiche.

Oltre al punto specifico, il prodotto presenta ulteriori infiltrazioni d’aria riconducibili alla posa in opera, come ben visibile nel termogramma Fig. 5, che offre una visione d’insieme più ampia.

Terza fase: tenuta all’aria

A questo punto, i tecnici procedono con la verifica della tenuta all’aria del serramento secondo quanto previsto dalla norma UNI 11673-4, utilizzando il telo a tenuta e il ventilatore per creare una differenza di pressione controllata. L’obiettivo è stimare la tenuta all’aria complessiva del serramento installato, in conformità alla norma UNIEN12207.

Sul serramento viene applicato un film in nylonatenutaermetica, dotato di un’apertura di dimensioni note. Attraverso l’utilizzo di un manometro, si misura:

  • la differenza di pressione tra l’esterno e l’interno del nylon (Δp finestra);
  • la differenza di pressione tra l’interno del nylon e l’interno dell’ambiente (Δp chiusura).

Queste misurazioni consentono di valutare la permeabilità all’aria dell’infisso e/o dei singoli giunti analizzati.

A seguito del test, il serramento ha ottenuto una classe di tenuta all’aria pari a 2 secondo la norma UNI EN 12207.

Si tratta evidentemente di una classificazione relativamente bassa, soprattutto considerando che si tratta di una finestra con una superficie inferiore ai 2 m².

Quarta fase: tenuta all’acqua

A questo punto si procede con l’esecuzione dell’ultimo test previsto: la verifica della tenuta all’acquasecondo la norma UNI11673- 4, eseguita sia senza che con differenziale di pressione tra interno ed esterno.

Il dispositivo di prova consiste in un impianto progettato per irrorare la superficie esterna del campione con una portata d’acqua pari a circa 6l/min, come previsto al punto 6 della norma UNIEN1027MetodoA. L’impianto è realizzato nel rispetto di tutte le prescrizioni previste dalla norma, comprese:

  • la distanza orizzontale della barra dal campione;
  • l’interasse degli ugelli;
  • la pressione e la quantità d’acqua erogata;

e, in generale, tutti i requisiti tecnici descritti nella UNI 11673-4 e nelle norme correlate.

Fig. 7
Fig. 8
Fig. 9

Successivamente, all’impianto di irrorazione viene abbinato il sistema con ventilatore e telo a tenuta per poter applicare un differenziale di pressione tra interno ed esterno al serramento posato. L’intensità di questo differenziale viene stabilita in base allo stato del cantiere e al livello di tenuta all’aria del prodotto.

Nel caso specifico, il laboratorio LegnoLegno ha applicato:

  • per 15 minuti, solo irrorazione d’acqua pressione relativa di 0 Pa);
  • per 5 minuti, un differenziale di pressione di 50 Pa.
Fig. 10

Durante la fase con pressione relativa nulla (0 Pa), non si sono verificate infiltrazioni.
Tuttavia, con differenziale di pressione di 50 Pa, dopo 250 secondi si è manifestata un’infiltrazione d’acqua in corrispondenza dell’angolo inferiore sinistro del giunto di posa (Fig. 10).
Dalla foto è evidente che l’infiltrazione ha interessato una porzione di muratura non progettata per essere a contatto con l’acqua. Correlando questa prestazione alla classificazione prevista dalla norma UNI EN 12208, il serramento posato si collocherebbe in classe 1A, ovvero un livello basso di tenuta all’acqua.

(Nella termografia eseguita durante il test all’acqua – sebbene non prevista esplicitamente dalla norma – è ben visibile come l’infiltrazione d’acqua raffreddi la superficie interna con cui entra in contatto).

Sintesi delle prestazioni rilevate in opera

A seguito dei test eseguiti, il prodotto instal- lato ha evidenziato le seguenti prestazioni:

  • Infiltrazioni d’aria: stima della classe 2 secondo UNIEN12207(valutazione con ΔP = 50 Pa);
  • Isolamento termico: presenza di ponti termici conduttivi significativi connessi all’installazione del serramento;
  • Tenuta all’acqua (con e senza differen- ziale di pressione): classe 1A secondo UNI EN 12208.

Senza queste misurazioni, la problematica sarebbe rimasta senza una diagnosi certa, rendendo difficile qualsiasi intervento efficace. Il rapporto di prova fornirà al committente tutti gli elementi utili per affrontare il problema con i tecnici competenti.

I dati raccolti confermano con chiarezza che la macchia di umidità inizialmente segnalata è direttamente correlata al serramento installato, sia per quanto riguarda il prodotto che la posainopera. La causa è riconduci- bile a una combinazione di fattori:

  1. Tenuta all’aria insufficiente: il serramento posato non garantisce un adeguato comfort abitativo, a causa di criticità sia nella realizzazione del prodotto che nella sua installazione.
  2. Presenza di ponti termici: evidenti discontinuità termiche, sia conduttive che convettive, legate al prodotto stesso e ai materiali e la loro corretta applicazione.
  3. Tenuta all’acqua non adeguata: nella stessa zona in cui si evidenzia la macchia, si è verificata un’infiltrazione a un differenziale di pressione di 50Pa, assimilabile a una velocità del vento di circa 35km/h.

Questo caso rappresenta un esempio con- creto di quanto sia fondamentale una posa in opera eseguita a regola d’arte. Anche un serramento di buona qualità, se installato in modo non conforme, può diventare fonte di problematiche significative per il comfort abitativo.

La soluzione?

Affidarsi a professionisti qualificati, eseguire verifiche in opera non solo in presenza di problemi, ma anche in fase preventiva, per dare un valore aggiunto al prodotto e garantirne le prestazioni nel tempo.

Con un intervento mirato e, se necessario, un ulteriore test di verifica, il serramento potrà finalmente offrire comfort e sicurezza, in linea con le aspettative progettuali.

GIOVANNI CIAMPA
Responsabile Dipartimento Energetico
Laboratorio Tecnologico LegnoLegno


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