Il monoblocco di “libera installazione”
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Il monoblocco di “libera installazione”

“Oh, no… una nuova norma?!”

Le norme, si sa, non godono mai di una buona nomea a primo impatto.

Sarà per un retaggio culturale derivante dall’essere una Nazione “sovra-regolamentata”, sarà per un’atavica scarsa propensione alla novità… ma ancora una volta l’“Oh, no!” è stato il commento prevalente al “bar del serramento” quando, alla fine di maggio, la UNI 11979 ha finalmente iniziato a disciplinare il mondo controtelaio/monoblocco.

Sui contenuti generali di questa nuova normativa non ci dilunghiamo, rimandando direttamente agli articoli specifici qui pubblicati, dei quali consigliamo caldamente la lettura.

Dal timore alla consapevolezza

Dopo un primo atteggiamento “difensivo”, quasi impaurito all’idea di dover adempie-re a puri e sterili esercizi burocratici, un maggiore approfondimento ha – come spesso accade – fatto cambiare completamente visione.

C’è infatti un concetto che ha fatto leva su molti per comprendere l’importanza, se non addirittura l’indispensabilità, della norma UNI 11979: quello della cosiddetta “Libera installazione”.

Ma di cosa si tratta? E perché è fondamentale comprenderlo?

La metafora automobilistica

La metafora automobilistica funziona sempre. Se produco pneumatici, per testarli ho due strade:

  1. Prima strada: li monto su una specifica autovettura e faccio i miei test.

→ Otterrò risultati validi solo per QUEGLI pneumatici su QUELLA vettura.

  1. Seconda strada: voglio conoscere le prestazioni dei miei pneumatici in generale, senza riferimento a una vettura specifica.

→ Serve allora una vettura “prototipo”, uguale per tutti, per ottenere risultati universali e confrontabili.

Traslando il ragionamento, la norma è quel “qualcuno” che definisce la vettura prototipo, dove gli pneumatici sono il monoblocco e la vettura è il serramento.

E come fa la norma a stabilire come è fatta la vettura “prototipo” uguale per tutti?

Attraverso il concetto di “Libera installazione”: eseguendo i test secondo le modalità di libera installazione, caratterizzerò il mio monoblocco in modo assoluto, senza vincoli rispetto ad uno specifico serramento.

Ecco allora che, come e più che in altri casi, grazie al concetto di libera installazione è stata colta la natura profonda della norma: garantire a tutti gli operatori del mercato una base comune di confronto, che rendesse i loro risultati oggettivi ed universalmente validi. Nondimeno, anche i piccoli produttori, talora i più scettici, hanno colto appieno le potenzialità di questa novità: potersi confrontare anche con i “grandi” attraverso uno strumento che pone tutti sullo stesso piano.

“Libera installazione” vs “Proprietario”

La misura delle prestazioni riferite a uno specifico serramento è invece demandata all’approccio “Proprietario”, che si contrappone a quello di libera installazione.

In questo caso, il monoblocco è progettato per accogliere uno specifico e ben definito prodotto, e solo con riferimento a quest’ultimo è possibile esprimere una prestazione.

Anche sul concetto di monoblocco “Proprietario” abbiamo approfondito in un articolo dedicato, che consigliamo di leggere per una visione completa e complementare.

Una norma “ibrida” ma completa

Per i puristi, la UNI 11979 è uno standard “ibrido”:

  • in parte norma di prodotto,
  • in parte norma di prova,
  • in parte norma di classificazione.

L’approccio di libera installazione entra in gioco in ognuno di questi aspetti, ma è nei metodi di prova che assume la massima rilevanza definendo in maniera molto puntuale come operare per estrapolare risultati universali siano essi in ambito termico, meccanico, acustico, etc.

La norma risponde a domande cruciali come:

  • Che trasmittanza termica devo considerare per un pannello generico che simula il serramento?
  • Dove va collocato per il calcolo analitico?
  • Quali caratteristiche acustiche deve avere un pannello prototipo?
  • Come dovrò fissare al mio monoblocco il pannello generico?
  • E per la permeabilità all’aria?

Un riferimento per tutti i laboratori

La norma fornisce istruzioni precise nelle sezioni dedicate alla “Libera installazione”: Qualsiasi laboratorio, dalle Alpi alla Sicilia, dovrà attenersi alle stesse indicazioni per garantire la confrontabilità dei risultati. Ci sia consentita una piccola nota: la norma serve anche a garantire che i dati presentati al mercato siano frutto di test realmente conformi.

Non è un obbligo, ma è evidente che solo un organismo di prova esperto e attrezzato può assicurare una corretta applicazione dei nuovi standard.

Tutto ciò vale non solo per i monoblocchi, ma anche per i sistemi di controtelaio.

Un valore tecnico e commerciale crescente

A questo punto diventa intuitivo comprendere l’importanza e la spendibilità di un dato misurato su basi comuni e universalmente riconosciute: la prestazione assume un peso del tutto diverso sia esso destinato ad un generico committente, ad un produttore di serramenti che ne ha fatto richiesta o ad un esperto progettista: i risultati diventano credibili e comparabili.

In merito a questo, rimarchiamo che l’analisi di libera installazione non sostituisce in alcun modo quanto previsto nel caso in cui lo scopo sia l’individuazione di una prestazione di uno specifico sistema monoblocco+serramento, e non la confrontabilità. In tal caso, l’approccio di libera installazione lascerà il posto a quello proprietario, secondo quanto disposto dalla norma in modo puntuale ed esaustivo. È altresì necessario sottolineare che, si tratti di prestazioni “Proprietario” o di “Libera installazione”, i numeri vanno sempre gestiti, interpretati e confrontati da personale competente.

Uno strumento per il futuro

La tecnologia costruttiva del nostro Paese, sia sul nuovo che sui recuperi e ristrutturazioni, ha eletto il monoblocco elemento ormai importantissimo e, di conseguenza, da caratterizzare in maniera non più approssimativa.

In prospettiva è lecito aspettarsi che il monoblocco assuma crescente importanza in capitolati, regolamenti, detrazioni, e quant’altro, laddove l’indirizzo ormai evidente è quello che ogni componente faccia la sua parte in termini prestazionali.

Attraverso l’approccio di “Libera installazione”, anche per il laboratorio LegnoLegno sarà possibile, utile ed interessante monitorare ed analizzare statisticamente tutti i valori misurati, anche per comprendere come essi varieranno nel tempo. È un compito che ci siamo dati e del quale scriveremo non appena riterremo di aver eseguito un numero di test che rappresentano un campione significativo.

Non più “Oh, no… una nuova norma!”, ma “Bene, finalmente una nuova norma!”

ANGELO POLENTA

Laboratorio Tecnologico LegnoLegno angelo.polenta@legnolegno.it

SPECIALE MONOBLOCCHI

Con la pubblicazione della UNI 11979:2025 – “Controtelai e controtelai monoblocco per serramenti – Caratteristiche prestazionali e requisiti” – si compie un passo importante per dare identità, regole e trasparenza ad un elemento che nonostante sia di fondamentale importanza nell’installazione del serramento e, nonostante sia oggi ampiamente adoperato in ambito costruttivo, fino a questo momento ha vissuto in un limbo normativo
La norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equi­valenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria che però, finalmente, propone regole chiare e condivise.
Ma quali sono? E cosa cambia per te?

In questi articoli di approfondimento illustriamo la norma e perché è così importante per il settore.

leggi qui UNI 11979: Una svolta per controtelai e monoblocchi
leggi qui ⮕ Il monoblocco “proprietario”
leggi qui ⮕ Le informazioni che fanno la differenza. La Norma UNI 11979: Guida essenziale per serra­mentisti e produttori di controtelai e monoblocchi

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Come prepararsi alle verifiche di cantiere

Istruzioni per pianificare in modo preciso ed efficiente un test di cantiere

Come ampiamente illustrato in articoli precedenti una prova
in cantiere serve a verificare l’ermeticità e la tenuta all’aria
dell’involucro edilizio. È utile ad esempio per:

  1. Individuare dispersioni d’aria: rilevando eventuali perdite non visibili, come infiltrazioni o spifferi, che compromettono le prestazioni termiche e il comfort abitativo.
  2. Valutare la qualità costruttiva: garantendo che i materiali e le tecniche di posa rispettino gli standard progettuali.
  3. Ottimizzare l’efficienza energetica: riducendo i consumi per riscaldamento e raffrescamento grazie a un involucro più performante.
  4. Conformarsi alle normative: soprattutto in edifici certificati, come quelli con standard Passivhaus o NZEB (Nearly Zero Energy Building).
  5. Garantire comfort e salubrità: prevenendo problemi di condensa, muffa o umidità causati da infiltrazioni d’aria indesiderate.

Questa prova, quindi, rappresenta un passaggio essenziale per edifici di qualità, efficienti e sostenibili e sono fondamentali per garantire prestazioni affidabili e conformità alle normative; pianificarle in modo preciso ed efficiente richiede alcuni accorgimenti, ma il processo è più semplice di quanto si pensi, e i risultati ottenuti possono fare la differenza in termini di qualità e competitività.

Cominciamo dicendo che è fondamentale la collaborazione tra il cliente e il laboratorio, il contributo dei serramentisti è essenziale per evitare complicazioni in prossimità della prova e per ricevere tutto il supporto necessario.
Il primo passo importante per seguire un procedimento idoneo all’esecuzione della prova è comunicare la scelta del cantiere dove verrà eseguito il test, che può essere individuato con largo anticipo.
Il cantiere può trovarsi:

  • in una fase di costruzione;
  • in un’abitazione finita ma ancora non abitata;
  • in una casa già abitata.

Successivamente, saranno necessarie le documentazioni relative ai prodotti installati all’interno del locale, corredate dai disegni della posa eseguita.
La scelta del cantiere, naturalmente, varia anche in base alla tipologia di test da effettuare. Per esempio, nel caso in cui il cliente voglia eseguire una prova di permeabilità all’aria, sarà necessario adottare accorgimenti specifici, analogamente per le prove di tenuta all’acqua, isolamento acustico e termografia.

Di seguito, una guida pratica con gli accorgimenti principali da tenere in considerazione per eseguire il test senza influenzarne negativamente l’esito, evitando così il rischio di annullamento.

PROVA DI PERMEABILITÀ ALL’ARIA

Questa prova (spesso confusa erroneamente con il Blower door test) utilizza una metodologia di misurazione della pressione differenziale per verificare l’ermeticità di un edificio o di una stanza.
Consiste nell’imporre una determinata differenza di pressione tra ambiente interno ed esterno.
Il test richiede:

  • Montare un telaio provvisorio in corrispondenza della porta d’ingresso della stanza che ha una ventola annessa che crea una depressione e simula un vento di 50 Pascal (circa 35 km/h), l’aria prelevata dall’esterno del serramento viene immessa all’interno del locale. (v. Fig. 1)
  • Occludere eventuali aperture, come camini o cappe, che altrimenti renderebbero arduo il raggiungimento della pressione necessaria.
  • È fondamentale che il cantiere sia sufficientemente avanzato: le numerose esperienze vissute ci hanno chiarito che la presenza di muri non intonacati, cartongessi o pavimenti incompleti può provocare infiltrazioni d’aria che compromettono la conformità della posa. (v. Fig. 2)
Fig. 1 – Disposizione dell’attrezzatura per prova di permeabilità all’aria
Fig. 2 – Cantiere ancora in fase di lavori senza pavimento e mura non intonacate

PROVA DI TERMOGRAFIA

La termografia consente di individuare ponti termici e infiltrazioni d’aria grazie alla differenza di temperatura tra interno ed esterno.
È necessaria grande attenzione. Le principali accortezze includono:

  • Effettuare il test preferibilmente in inverno, con una differenza di temperatura minima tra ambiente esterno e ambiente interno di 10°C.
  • Spegnere i termosifoni sotto l’infisso da testare e proteggere il serramento dall’irraggiamento solare poiché sono fattori che influiscono sul risultato.
  • Creare una situazione idonea al test azionando sistemi di riscaldamento la sera antecedente i test in modo da garantire la differenza di temperatura di almeno 10°C.
  • Nel caso di mancato funzionamento del riscaldamento, utilizzare una stufa posizionata a almeno 3 metri di distanza e nondirettamente rivolta al serramento (da attivare la sera antecedente
    il test). (v. Figg. 3, 4, 5)
Fig. 3 – Termografia a 50 Pascal di un alzante scorrevole
Fig. 4 – Termografia a 50 Pascal di una finestra
Fig. 5 – Termografia a 50 Pascal di una finestra

PROVA DI ISOLAMENTO ACUSTICO

Questa verifica richiede un particolare impegno:

  1. Fornire la planimetria dell’edificio oggetto di test.
  2. Garantire almeno 5 metri di spazio libero all’esterno, davanti al serramento.
  3. Comunicare l’altezza del piano dove avverrà la prova, per posizionare correttamente la sorgente sonora.
  4. Avvisare i residenti nelle vicinanze che durante il test verranno emessi suoni specifici all’interno dei locali e, se necessario, sospendere i lavori nel cantiere per evitare interferenze di suoni/rumori differenti da quelli prodotti dalla strumentazione. (v. Fig. 6)
Fig. 6 – Test di isolamento acustico effettuato presso un istituto scolastico
in Liguria

PROVA DI TENUTA ALL’ACQUA
Le accortezze per questo test sono meno numerose, ma comunque indispensabili:

  • Garantire la presenza di un rubinetto vicino al cantiere.
  • Predisporre un ponteggio nell’immediata vicinanza del serramento oggetto di test prima dell’arrivo dei tecnici. Servirà ai tecnici per posizionare una barra di ugelli all’altezza e inclinazione richieste e
    ricreare così una situazione simile quella di laboratorio nel rispetto della norma. v. Figg. 7 e 8)
Fig.7 – Test di tenuta all’acqua in opera con predisposizione dell’apparecchiatura e del ponteggio nell’immediate vicinanze del serramento da verificare
Fig. 8 – Disposizione degli ugelli indirizzati verso il serramento oggetto di verifica

Le indicazioni fornite rappresentano il minimo necessario per predisporre un test efficace.
Per i serramentisti che chiedono come eseguire queste verifiche autonomamente, si ricorda che è indispensabile l’utilizzo di strumenti e apparecchiature professionali conformi agli standard tecnici e normativi che rendano i risultati “inattaccabili” ovvero privi di ogni valutazione soggettiva.

Il Consorzio Legnolegno resta a disposizione per qualsiasi necessità o chiarimento.

AMITOJ SINGH
Dipartimento Energia
Consorzio LegnoLegno


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