Il monoblocco “proprietario”
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Il monoblocco “proprietario”

Più certezza prestazionale, meno libertà progettuale?

Negli ultimi anni il mondo dei serramenti, con l’uscita di norme, marchi di qualità volontari, ha visto una crescita di attenzione esponenziale verso la qualità della posa, l’isolamento e il comportamento degli elementi di tutti gli accessori del vano finestra. Uno dei punti più deboli (o comunque meno regolamentati) è stato spesso il controtelaio.

Con la pubblicazione della UNI 11979:2025 – “Controtelai e controtelai monoblocco per serramenti – Caratteristiche prestazionali e requisiti” – si compie un passo importante per dare identità, regole e traspa-renza ad un elemento che nonostante sia di fondamentale importanza nell’installazione del serramento e, nonostante sia oggi ampiamente adoperato in ambito costruttivo, fino a questo momento ha vissuto in un limbo normativo.

Una delle novità più interessanti della normativa è la distinzione tra il “monoblocco proprietario” e il “monoblocco di libera installazione”.

In questo articolo spieghiamo con chiarezza che cosa significa “monoblocco proprietario”, che implicazioni ha in termini progettuali, prestazionali e di scelta per il committente. Per quanto riguarda il “monoblocco di libera installazione” vi invitiamo a legge-re l’approfondimento presente su questo stesso numero della rivista.

Fig. 1 Vista interna di un monoblocco proprietario durante un test acustico.

La UNI 11979 fissa criteri, metodologie e requisiti per i controtelai e i monoblocco utilizzati nell’installazione di infissi, porte, chiusure oscuranti e schermature. Si applica in particolare alle finestre e porte esterne pedonali (UNI EN 14351-1), porte interne pedonali (UNI EN 14351-2), chiusure oscuranti (UNI EN 13659), scherma-ture solari (UNI EN 13561). Non rientrano invece nel campo diapplicazione:

  1. porte con resistenza al fuoco o controllo fumo; porte motorizzate non a battente;
  2. facciate continue, lucernari su tetti piani, cancelli industriali, ecc.

La norma, come generalmente tutte le normative è di natura volontaria, ma applicarla rappresenta un elemento di distinzione e garanzia qualitativa nel mercato e soprattutto in caso di contenzioso tecnico / legale i giudici e i consulenti tecnici spesso usano le norme UNI come:

  1. Riferimento per stabilire la diligenza professionale dell’operatore,
  2. Criterio di valutazione della conformità tecnica di un prodotto o di un’opera;
  3. Prova del rispetto della regola dell’arte, anche se la norma non è obbligatoria.

Tra i requisiti prestazionali valutati secondo la norma, troviamo (tra gli altri):

  • Permeabilità all’aria
  • Tenuta all’acqua
  • Resistenza al vento
  • Isolamento termico
  • Isolamento acustico
  • Resistenza all’effrazione
  • Durabilità nel tempo

Inoltre vengono trattati aspetti di sostenibilità (emissioni, materiali), criteri di prova, modalità di estensione dei risultati e informazioni che il produttore deve fornire.

La vera novità che la norma distingue tra prodotti “di libera installazione” e “proprietari”, con differenze nelle modalità di prova e di dichiarazione delle prestazioni.

Un monoblocco proprietario è un monoblocco ideato, progettato e realizzato specificamente per un determinato serramento contrariamente a un monoblocco di libera installazione che è un elemento generico, non vincolato a un singolo serramento.

In sintesi: il “proprietario” è un monoblocco su misura, integrato nel sistema serramento + vano muro, pensato come vero e proprio sistema unitario.

La norma prescrive che, nel caso di controtelai proprietari, le carat­teristiche prestazionali devono essere valutate “in combinazio­ne” con il serramento a cui sono destinati, e non bisogna testare il monoblocco con il pannello nor­mato installato : serve considerare come interagisce, nelle condizioni di posa reale, con il serramento, quindi vengono testati il giunto tra muratura e controtelaio, il giunto tra controtelaio e serramento, il giunto apribile del serramento e il serramento stesso (Giunto prima­rio + giunto secondario + giunto apribile + serramento).

Fig. 2 Vista esterna di un monoblocco proprietario durante un test acustico.

Testare un monoblocco proprietario ha sicuramente dei vantaggi:

  1. Prestazione garantita del sistema — misurazione contemporanea di 3 giunti: primario, secondario e apribile
  2. Ottimizzazione della posa — il monoblocco è già predisposto per quel serramento: fissaggi, tolleranze, raccordi, giunti possono essere calibrati e studiati specificamente per una sola tipologia di infisso
  3. Fidelizzazione — il cliente “legato” al sistema può riconoscere il valore della soluzione completa

Ma d’altra parte anche dei limiti:

  1. Ridotta flessibilità — il serra-mento installato può sicuramente rappresentare un vincolo riguardo all’utilizzo dei risultati di prova
  2. Costi più alti — lo sviluppo integrato e le prove congiunte possono aumentare i costi rispetto a componenti generici
  3. Rischio di rimanere vincolati a un fornitore di serramenti diverso dal produttore del monoblocco — il committente potrebbe essere poi vincolato al fornitore del serramento se non è il produttore diretto del serra-mento (spesso questi test infatti vengono eseguiti da serramentisti che producono monoblocco e serramento)
  4. Gestione delle varianti — per ogni variante dimensionale o tipologica occorre un adatta-mento del monoblocco, con ripercussioni progettuali e prestazionali

Immaginiamo di installare un serramento in alluminio a taglio termico progettato su un monoblocco proprietario corrispondente, con giunti progettati e testati dal laboratorio

  1. In fase di cantiere, il mono-blocco è predisposto già per quello specifico serramento e il sistema è già definito, il serramentista monta direttamente senza dover “adattare” nulla
  2. In fase progettuale, anche in questo caso è già tutto pronto per l’utilizzo dai disegni tecnici ai risultati di prova
  3. Il risultato reale in opera può essere molto vicino a quello previsto in laboratorio, riducendo gli scostamenti negativi dovuti ad un ingegnerizzazione del progetto iniziale

Fig. 3: Monoblocco proprietario durante un ciclo di prove di tenuta ambientale.

In questo modo il monoblocco proprietario, se ben progettato e realizzato, consente una maggiore coerenza tra progetto e prestazione reale.

La UNI 11979:2025 rappresenta un salto avanti per dare dignità normativa ai controtelai e ai monoblocchi.

Il concetto di monoblocco proprietario introduce una sfida e un’opportunità: passare da elementi di progetto e di cantiere meno definiti a sistemi completi e più “bloccati” ma sicuramente con prestazioni maggiormente garantite.

Chi opera nel settore (produttori, progettisti, posatori) ha ora uno strumento tecnico condiviso per definire, valutare e comunicare la qualità dei sistemi finestra. Per il committente finale, significa mag­giore trasparenza e potenzialmen­te prestazioni reali più affidabili.

GIOVANNI CIAMPA
Responsabile Dipartimento Energetico Laboratorio Tecnologico LegnoLegno

SPECIALE MONOBLOCCHI

Con la pubblicazione della UNI 11979:2025 – “Controtelai e controtelai monoblocco per serramenti – Caratteristiche prestazionali e requisiti” – si compie un passo importante per dare identità, regole e trasparenza ad un elemento che nonostante sia di fondamentale importanza nell’installazione del serramento e, nonostante sia oggi ampiamente adoperato in ambito costruttivo, fino a questo momento ha vissuto in un limbo normativo
La norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equi­valenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria che però, finalmente, propone regole chiare e condivise.
Ma quali sono? E cosa cambia per te?

In questi articoli di approfondimento illustriamo la norma e perché è così importante per il settore.

leggi qui UNI 11979: Una svolta per controtelai e monoblocchi
leggi qui Il monoblocco di “libera installazione”
leggi qui ⮕ Le informazioni che fanno la differenza. La Norma UNI 11979: Guida essenziale per serra­mentisti e produttori di controtelai e monoblocchi

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FSC® E PEFC: cresce il numero di aziende certificate nella filiera del serramento in legno

Un percorso tracciabile e responsabile che premia le imprese e risponde alle richieste di mercato e della Pubblica Amministrazione

Negli ultimi due anni, sempre più produttori di serramenti in legno manifestano interesse per il Marchio FSC®/PEFC, innanzitutto desiderano capire bene “di cosa si tratta?” e poi di “come lo si ottiene?”.

Si tratta di un Marchio che garantisce che il legname, utilizzato per la produzione di serramenti in legno, provenga da foreste gestite in modo responsabile proteggendo la qualità dell’acqua, evitando il taglio di foreste antiche e prevenendo la perdita di copertura forestale. Vengono così offerti benefici ambientali, sociali ed economici, strettamente intrecciati, che soddisfano la crescente domanda di consumo sostenibile da parte di consumatori e Governi.

Adottando la certificazione FSC®/PEFC le aziende possono accedere a nuovi mercati, migliorare la loro reputazione e dimostrare il loro impegno verso la sostenibilità, proteggendo la biodiversità e i diritti delle comunità.

Consorzio LegnoLegno negli ultimi due anni ha seguito decine di aziende che volevano ottenere il Marchio FSC®/PEFC. Aziende di tutte le dimensioni: grandi, medie e piccole che hanno in comune la volontà di proseguire il processo virtuoso che parte dalle foreste fino ad arrivare nelle nostre case.

La procedura segue due percorsi differenti a seconda del numero di dipendenti e del fatturato aziendale: individuale o di gruppo, che hanno un impegno economico leggermente diverso.

Per accedere alla procedura di Gruppo i limiti sono:

FSC® non avere più di 15 dipendenti oppure avere un fatturato complessivo massimo pari a 2 Mln di Euro

PEFC non avere più di 50 dipendenti e un fatturato complessivo massimo pari a 10 Mln di Euro

Abbiamo seguito i serramentisti nel processo di informazione e formazione, fino all’ottenimento del Marchio FSC®/PEFC da parte di un ente di certificazione.

Il Marchio una volta ottenuto deve essere mantenuto: ogni anno vengono effettuate verifiche documentali da parte dell’ente di certificazione che lo ha rilasciato.

Una volta ottenuta la Certificazione FSC®/ PEFC i serramentisti possono apporre l’etichetta FSC®/PEFC sui loro prodotti così forniscono informazioni chiare sull’origine del materiale (FSC® 100%, FSC® Misto, FSC® Rici-clato), rafforzando la fiducia dei consumatori.

Vogliamo ricordare al serramentista che vende i suoi prodotti alla Pubblica Amministrazione che dovrà fare la Mappatura CAM dei suoi prodotti e l’avere il Marchio FSC®/PEFC è un criterio premiante.

Last but not the least, gli standard di certificazione di sostenibilità degli edifici (LEED, BREEAM, ecc.) incentivano l’uso di materiali certificati FSC®, aprendo le porte a settori in crescita.

Consorzio LegnoLegno continua a supportare il settore verso una produzione sempre più sostenibile, nel 2025 sono 28 le imprese con catena di custodia attiva, 17 con procedura di gruppo e 11 con procedura individuale.

Scopri le aziende con catena di custodia by LegnoLegno

ELENA LENASSI
Account Commerciale Laboratorio Tecnologico LegnoLegno


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EPD, una crescita che parla al mercato: trasparenza e valore per la filiera

Dal 2015 a oggi le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) hanno conosciuto una crescita continua. Dati, settori e prospettive mostrano come questo strumento sia ormai parte integrante della competitività delle imprese. Una dinamica che riguarda da vicino anche il comparto serramenti.La Scommessa di LegnoLegno per il Futuro delle Imprese

Origini e riconoscimenti

Le EPD nascono come etichette ambientali di tipo III (ISO 14025), basate su studi di ciclo di vita (LCA) e verificate da enti indipendenti. In pochi anni sono passate dall’essere uno stru-mento per addetti ai lavori a un requisito sempre più richiesto lungo le filiere produttive.

In Italia il programma di riferimento è EPDI-taly, attivo dal 2015 e riconosciuto dal 2016 (come Established Program Operator) a livello europeo tramite Eco Platform e accreditato da Accredia: due garanzie che ne hanno favorito la credibilità e l’utilizzo, anche negli appalti pubblici grazie al richiamo nei Criteri Ambientali Minimi (CAM).

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Numeri in crescita

La traiettoria dei numeri è impressionante.

Se nel 2016 le EPD pubblicate dal Program Operator italiano erano appena 5, a giugno 2025 il totale ha raggiunto quota 860, con un incremento del 64% rispetto all’anno precedente. Il settore delle costruzioni guida la classifica con 472 dichiarazioni (56%), seguito dall’elettrico ed elettronico con 327 (39%), mentre il restante 5% riguarda altri ambiti in-dustriali. Il caso del calcestruzzo è emblema-tico: da 22 a 75 EPD in dodici mesi, con un balzo pari al 241%.

Accanto a esso spiccano trasformatori di potenza (57 EPD), cavi e fili, quadri elettrici, moduli fotovoltaici, piastrelle in ceramica e altri prodotti che hanno fatto della trasparenza ambientale un vantaggio competitivo. (Immagine A)

Settori emergenti

La crescita non riguarda solo i settori tradizio-

nali. Negli ultimi anni hanno iniziato a entrare realtà come moda, design, alimentare ed energia.

Si tratta di aree con forte esposizione pubblica e commerciale, nei quali la sostenibilità certificata diventa un requisito di reputazione e di accesso al mercato. È un segnale forte anche per la filiera del legno e del serramento, che si colloca da sempre al crocevia fra edilizia e design, con prodotti che uniscono pre-stazioni tecniche ed estetiche. (Immagine B)

Serramenti in movimento

All’interno di questo scenario, il mondo dei serramenti ha già iniziato a muoversi. Oggi si contano circa 15 EPD che riguardano direttamente finestre, porte, profili e accessori. Non un numero enorme, ma sufficiente a dimostrare che la filiera non è ferma: ci sono aziende che hanno già scelto di dotarsi di una carta d’identità ambientale come biglietto da visi-ta tecnico e commerciale. Per un settore che vive di qualità costruttiva, efficienza energetica e comfort abitativo, è una direzione naturale. Una EPD permette infatti di certificare il contributo ambientale di soluzioni come serramenti in legno-alluminio, sistemi vetrocamera ad alte prestazioni, accessori innovativi per la posa e la tenuta, offrendo garanzie aggiuntive a progettisti e clienti finali.

Regole comuni

Alla base delle dichiarazioni ci sono le Product Category Rules (PCR), regole univoche per ciascuna tipologia di prodotto. Al 2025 ne sono state pubblicate 45 (37 per prodotti e 8 per servizi), con altre 5 in elaborazione. Questo lavoro metodologico, coordinato da EPDItaly, assicura che le EPD siano comparabili: misurare i propri impatti significa confrontarsi a paritàdi regole, rendendo credibile il mercato della sostenibilità e premiando chi investe davvero in processi trasparenti.

Digitalizzazione e strumenti

Un altro elemento chiave è la digitalizzazione.

Dal 2019 le dichiarazioni possono essere pubblicate in formato digitale, integrabile nei software LCA e nei flussi BIM.

Nel 2025 le EPD digitalizzate hanno superato quota 1.700, con un incremento del 95% rispetto all’anno precedente.

Parallelamente sono cresciuti gli strumen-ti di supporto: oggi sono 41 i tool qualificati che permettono di redigere le dichiarazioni in modo rapido ed efficiente, e circa il 25% delle EPD nasce proprio da questi strumenti.

Per le imprese del serramento, spesso piccole o medie, questo significa poter accedere a percorsi semplificati, senza perdere la solidità del metodo e della verifica.

Dimensione internazionale

La crescita ha anche una dimensione internazionale. A oggi 275 aziende di 25 Paesi hanno scelto di pubblicare le proprie EPD attraverso EPDItaly. La maggior parte è italiana (64%), ma è forte anche la presenza cinese (19%) e quella europea, con realtà provenienti da Germania, Spagna e Austria, oltre a Brasile, Norvegia e Stati Uniti. Grazie agli accordi di mutuo ricono-scimento tra Program Operator, le EPD italiane sono valide anche all’estero senza ulteriori verifiche, aprendo la strada a esportazioni più semplici e credibili.

Per chi produce serramenti ed è orientato all’export, significa presentarsi con credenziali già riconosciute in diversi mercati. (Immagine C)

Vantaggi per le imprese

Perché, in concreto, una EPD conviene a un serramentista? Perché aiuta a competere me-glio nelle gare pubbliche, dove il richiamo nei CAM porta vantaggi tangibili; perché rafforza la credibilità commerciale verso progettisti e clienti finali, sempre più attenti ai criteri ESG; perché differenzia l’azienda in un mercato ad alta concorrenza; perché apre opportunità di internazionalizzazione. In altre parole, la EPD non è un mero adempimento tecnico, ma un investimento che genera valore.

Trasparenza e futuro

Il loro punto di forza è la trasparenza. Una EPD non stabilisce soglie, ma comunica dati verificati su consumi di energia e materie pri-me, emissioni, rifiuti e scarichi. È uno strumento che traduce la sostenibilità da parola generica a informazione concreta, comparabile e spendibile. Per la filiera del legno e del serramento, questo significa avere in mano un elemento di fiducia che può diventare parte integrante della proposta al mercato.

Il futuro del sistema si gioca su tre direttrici: ulteriore digitalizzazione, con banche dati interoperabili a livello europeo; ampliamento delle PCR per includere nuove categorie di prodotto; crescente pressione normativa, che spingerà sempre più imprese a dotarsi di una dichiarazione. In questo scenario, chi ha già iniziato a percorrere la strada delle EPD sarà avvantaggiato, con benefici in termini di competitività e reputazione.

Cultura d’impresa

Le EPD non sono solo un documento tecnico, ma un modo di fare cultura d’impresa. Significano misurare i propri impatti, comunicarli con chiarezza e giocare la sfida del mercato su basi trasparenti. Per il serramento, come per altri settori, è una leva per crescere con serietà e dinamismo, costruendo valore nel tempo e rafforzando la fiducia dei clienti.

Scopri le aziende Verso l’Etichettatura Ambientale (EPD)

Quando una macchia racconta una storia

Da anni sottolineiamo l’importanza della posa in opera per garantire le prestazioni di un serramento.

Non basta che un infisso sia verificato in laboratorio: è fondamentale che mantenga le sue caratteristiche anche dopo l’installazione. In questo articolo analizziamo un caso concreto che dimostra quanto sia cruciale una corretta installazione tratto da un’esperienza di cantiere nell’ambito della campagna di prova 2024/2025.

THANKS TO

Il problema: una macchia sospetta

Un privato ha segnalato la comparsa di un’evidente macchia di umidità sulla muratura adiacente a un serramento. Il dubbio era se la causa fosse da attribuire all’infisso stesso o ad altri elementi della facciata. Per risolvere la questione, il Laboratorio LegnoLegno ha eseguito una serie di test secondo la norma
UNI 11673-4.


Dopo aver visionato le fotografie e aver effettuato un sopralluogo presso il sito della segnalazione,
il Laboratorio LegnoLegno propone al committente una verifica in opera secondo UNI 11673-4. In particolare vengono eseguite le seguenti prove:

  • UNI 11673-4:2021 – Isolamento termico – Requisito 4.1;
  • UNI 11673-4:2021 – Permeabilità all’aria – Requisito 4.3;
  • UNI 11673-4:2021 – Tenuta all’acqua; verifica senza differenziale di pressione tra interno ed esterno – Requisito 4.4.1;
  • UNI 11673-4:2021 – Tenuta all’acqua; verifica con differenziale di pressione tra interno ed esterno – Requisito 4.4.2;

Il Laboratorio LegnoLegno ritiene queste verifiche necessarie per accertare se la causa dell’evidente macchia di umidità visibile in Fig. 1 sia da attribuire al serramento stesso o alla sua posa in opera. L’obiettivo è comprendere se la problematica sia legata a una scarsa tenuta all’aria del prodotto, alla presenza di eventuali ponti termici dovuti alla posa, op- pure a infiltrazioni dirette di acqua causate da una scarsa tenuta alla pioggia battente.

Primafase: termografia

In una prima fase, i tecnici di LegnoLegno ese- guono un’indagine termografica. In base alle condizioni climatiche e ambientali, le anomalie termiche vengono rilevate mediante una ter- mocamera, capace di individuare discontinuità termiche sulle superfici analizzate.

Dopo una prima rilevazione a pressione am- bientale, si procede con una seconda termografia, realizzata inducendo una differenza di pressione di 50 Pa tra interno ed esterno. Questa differenza è generata mediante un dispositivo composto da un telo a tenuta e un ventilatore, che immette aria nell’ambiente interno fino al raggiungimento della pressione prevista.

Dal termogramma eseguito a pressione ambientale emerge chiaramente un’anomalia termica: si rileva una differenza di temperatura superiore ai 3°C tra la muratura e l’angolo sinistro del giunto di posa del serramento, segnale evidente della presenza di un ponte termico.

Per approfondire ulteriormente la problematica, il laboratorio ha installato il telo a tenuta e il ventilatore (sistema BlowerDoor), mettendo in depressione l’ambiente al fine di evidenziare eventuali criticità legate alla tenutaall’ariae a ponti termici di tipo convettivo.

Anche il termogramma realizzato con una differenza di pressione di 50 Pa conferma una problematica di tenuta all’aria in corrispondenza dell’angolo sinistro dell’anta del serramento.
Questo fenomeno contribuisce certamente al raffreddamento delle superfici esposte all’aria fredda, anche nelle aree limitrofe alla vistosa macchia di umidità.

Seconda fase: termoanemometro

Alla luce di quanto emerso dalla termografia, i tecnici hanno quindi eseguito una misurazione puntuale tramite termoanemometro.

Fig. 4
Fig. 5

La rilevazione effettuata con termoanemometro evidenzia in modo chiaro una problematica di tenutaall’arianel punto analizzato: è stata infatti misurata una velocità di infiltrazione pari a 8,05m/s. Si ricorda che, con una differenza di pressione di 50 Pa, infiltrazioni puntuali con velocità superiori a 2 m/s possono essere considerate critiche.

Oltre al punto specifico, il prodotto presenta ulteriori infiltrazioni d’aria riconducibili alla posa in opera, come ben visibile nel termogramma Fig. 5, che offre una visione d’insieme più ampia.

Terza fase: tenuta all’aria

A questo punto, i tecnici procedono con la verifica della tenuta all’aria del serramento secondo quanto previsto dalla norma UNI 11673-4, utilizzando il telo a tenuta e il ventilatore per creare una differenza di pressione controllata. L’obiettivo è stimare la tenuta all’aria complessiva del serramento installato, in conformità alla norma UNIEN12207.

Sul serramento viene applicato un film in nylonatenutaermetica, dotato di un’apertura di dimensioni note. Attraverso l’utilizzo di un manometro, si misura:

  • la differenza di pressione tra l’esterno e l’interno del nylon (Δp finestra);
  • la differenza di pressione tra l’interno del nylon e l’interno dell’ambiente (Δp chiusura).

Queste misurazioni consentono di valutare la permeabilità all’aria dell’infisso e/o dei singoli giunti analizzati.

A seguito del test, il serramento ha ottenuto una classe di tenuta all’aria pari a 2 secondo la norma UNI EN 12207.

Si tratta evidentemente di una classificazione relativamente bassa, soprattutto considerando che si tratta di una finestra con una superficie inferiore ai 2 m².

Quarta fase: tenuta all’acqua

A questo punto si procede con l’esecuzione dell’ultimo test previsto: la verifica della tenuta all’acquasecondo la norma UNI11673- 4, eseguita sia senza che con differenziale di pressione tra interno ed esterno.

Il dispositivo di prova consiste in un impianto progettato per irrorare la superficie esterna del campione con una portata d’acqua pari a circa 6l/min, come previsto al punto 6 della norma UNIEN1027MetodoA. L’impianto è realizzato nel rispetto di tutte le prescrizioni previste dalla norma, comprese:

  • la distanza orizzontale della barra dal campione;
  • l’interasse degli ugelli;
  • la pressione e la quantità d’acqua erogata;

e, in generale, tutti i requisiti tecnici descritti nella UNI 11673-4 e nelle norme correlate.

Fig. 7
Fig. 8
Fig. 9

Successivamente, all’impianto di irrorazione viene abbinato il sistema con ventilatore e telo a tenuta per poter applicare un differenziale di pressione tra interno ed esterno al serramento posato. L’intensità di questo differenziale viene stabilita in base allo stato del cantiere e al livello di tenuta all’aria del prodotto.

Nel caso specifico, il laboratorio LegnoLegno ha applicato:

  • per 15 minuti, solo irrorazione d’acqua pressione relativa di 0 Pa);
  • per 5 minuti, un differenziale di pressione di 50 Pa.
Fig. 10

Durante la fase con pressione relativa nulla (0 Pa), non si sono verificate infiltrazioni.
Tuttavia, con differenziale di pressione di 50 Pa, dopo 250 secondi si è manifestata un’infiltrazione d’acqua in corrispondenza dell’angolo inferiore sinistro del giunto di posa (Fig. 10).
Dalla foto è evidente che l’infiltrazione ha interessato una porzione di muratura non progettata per essere a contatto con l’acqua. Correlando questa prestazione alla classificazione prevista dalla norma UNI EN 12208, il serramento posato si collocherebbe in classe 1A, ovvero un livello basso di tenuta all’acqua.

(Nella termografia eseguita durante il test all’acqua – sebbene non prevista esplicitamente dalla norma – è ben visibile come l’infiltrazione d’acqua raffreddi la superficie interna con cui entra in contatto).

Sintesi delle prestazioni rilevate in opera

A seguito dei test eseguiti, il prodotto instal- lato ha evidenziato le seguenti prestazioni:

  • Infiltrazioni d’aria: stima della classe 2 secondo UNIEN12207(valutazione con ΔP = 50 Pa);
  • Isolamento termico: presenza di ponti termici conduttivi significativi connessi all’installazione del serramento;
  • Tenuta all’acqua (con e senza differen- ziale di pressione): classe 1A secondo UNI EN 12208.

Senza queste misurazioni, la problematica sarebbe rimasta senza una diagnosi certa, rendendo difficile qualsiasi intervento efficace. Il rapporto di prova fornirà al committente tutti gli elementi utili per affrontare il problema con i tecnici competenti.

I dati raccolti confermano con chiarezza che la macchia di umidità inizialmente segnalata è direttamente correlata al serramento installato, sia per quanto riguarda il prodotto che la posainopera. La causa è riconduci- bile a una combinazione di fattori:

  1. Tenuta all’aria insufficiente: il serramento posato non garantisce un adeguato comfort abitativo, a causa di criticità sia nella realizzazione del prodotto che nella sua installazione.
  2. Presenza di ponti termici: evidenti discontinuità termiche, sia conduttive che convettive, legate al prodotto stesso e ai materiali e la loro corretta applicazione.
  3. Tenuta all’acqua non adeguata: nella stessa zona in cui si evidenzia la macchia, si è verificata un’infiltrazione a un differenziale di pressione di 50Pa, assimilabile a una velocità del vento di circa 35km/h.

Questo caso rappresenta un esempio con- creto di quanto sia fondamentale una posa in opera eseguita a regola d’arte. Anche un serramento di buona qualità, se installato in modo non conforme, può diventare fonte di problematiche significative per il comfort abitativo.

La soluzione?

Affidarsi a professionisti qualificati, eseguire verifiche in opera non solo in presenza di problemi, ma anche in fase preventiva, per dare un valore aggiunto al prodotto e garantirne le prestazioni nel tempo.

Con un intervento mirato e, se necessario, un ulteriore test di verifica, il serramento potrà finalmente offrire comfort e sicurezza, in linea con le aspettative progettuali.

PER SAPERNE DI PIÚ

GIOVANNI CIAMPA
Responsabile Dipartimento Energetico
Laboratorio Tecnologico LegnoLegno


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Come approcciarsi alla certificazione FSC® E PEFC

Guida per i Serramentisti verso la Sostenibilità e la Tracciabilità del Legno

L’Italia è uno dei più grandi importatori di legno nel Mondo ed è bene conoscere con certezza l’origine del legno attraverso strumenti che assicurino in modo trasparente e credibile la provenienza legale da foreste correttamente gestite. Vale a dire da foreste che assicurino il mantenimento delle biodiversità, la protezione ecologica, che non mettano a repentaglio l’ecosistema e tutelino le Comunità interessate.

La certificazione FSC®e PEFC sono i più rigorosi sistemi di certificazione foresta- le, i più affidabili per la migliore gestione del- le foreste in modo da assicurarne l’uso sostenibile, la conservazione e il ripristino.

THANKS TO

Tali sistemi di certificazione si avvalgono della Catena di Custodia (CoC) per verificare che il materiale di origine forestale cer- tificato FSC®/PEFC sia identificato e tenuto separato da quello non certificato lungo la catena di approvvigionamento, dalla foresta alla commercializzazione dei prodotti realizzati con il legno.

La CoC riguarda tutte le fasi di approvvigionamento, lavorazione, commercio e distribuzione quando il passaggio alla fase successiva comporta il cambiamento della proprietà del prodotto.

Quindi, ad ogni fase dovrà essere rilasciata la certificazione FSC®/PEFC che sarà l’input indispensabile per portare avanti la Catena di Custodia da parte del nuovo proprietario del materiale legnoso.

Il percorso di questa catena parte dalla foresta e termina con la vendita del prodotto finito che sarà accompagnato della dichiarazione FSC®e/o con l’etichetta FSC®, sempre più riconosciuta dai consumatori e richiesta nel mercato del serramento.

Il“salto”di anche un solo anello interrompe la Catena di Custodia ed impedisce la vendita di un prodotto come certificato FSC®/PEFC.

Il Consorzio LegnoLegno ha già accompagnato all’ottenimento della certificazione forestale decine di serramentisti desiderosi di dimostrare la loro attenzione alla tracciabilità del legname da foreste correttamente gestite al serramento finito; in particolare a fronte dell’aumento della richiesta di prodotti sempre più sostenibili da parte della Pubblica Amministrazione per la conformità ai Criteri Ambientali Minimi (CAM).

In base al numero dei dipendenti, le aziende produttrici di serramenti in legno sono state indirizzate alla certificazione CoC singola o di gruppo in modo da attuare il sistema di gestione della CoC più adeguato alle dimensioni e alle complessità aziendali. Consorzio LegnoLegno ha organizzato per i Serramentisti un corso di formazione per aiutarli nella procedure per la certificazione FSC®e/o PEFC, dalla scelta del responsabile dell’attuazione e mantenimento della procedura documentata alla formazione del personale incaricato di definire e gestire le procedure in maniera corretta.

PER SAPERNE DI PIÚ

ELENALENASSI

Account Commerciale Laboratorio Tecnologico LegnoLegno


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Le prime aziende che hanno scelto il percorso

Il Consiglio dell’Unione europea nel dicembre 2020 ha stabilito un nuovo obiettivo, ovvero la riduzione interna netta delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.


Per il settore produttivo è doveroso prendere coscienza del fatto che ormai è necessario misurare e comunicare, in modo oggettivo, credibile e verificato, quali siano le attuali emissioni delle proprie attività e sempre più aziende nel settore dell’edilizia stanno abbracciando l’etichettatura ambientale di prodotto (EPD) come parte del loro impegno per la sostenibilità.


Con lo sguardo rivolto al successo nei mercati dell’edilizia del futuro, che chiedono prodotti sostenibili, efficienti e innovativi, il settore porte e finestre ha colto l’urgenza cominciando il proprio percorso verso la certificazione che verifica gli impatti ambientali dei prodotti nel loro ciclo di vita.

Abbiamo avuto l’opportunità di parlare con alcune tra le prime 8 aziende che hanno scelto di intraprendere questo percorso: scopriamo insieme le loro motivazioni, sfide e successi nel perseguire un futuro +sostenibile.

EPD cos’è e come funziona

Uno strumento molto efficace per comunicare le caratteristiche ambientali dei prodotti è la Dichiarazione Ambientale di Prodotto, comunemente chiamata EPD (Environmental Product Declaration).
L’EPD è una vera e propria «carta d’identità» del prodotto che, sulla base dello studio Life Cycle Assessment, descrive gli impatti ambientali di un prodotto o servizio lungo tutto il suo ciclo di vita.
L’EPD è un documento che comunica informazioni obiettive, confrontabili e verificate da soggetto terzo indipendente, sulle performance ambientali di un prodotto mediante uno studio di (Life Cycle Assessment – LCA): una metodologia di calcolo che ci indica come calcolare le prestazioni ambientali di un prodotto in conformità alla Uni En Iso 14040 e 14044 dalla “culla alla tomba”, cioè dall’estrazione delle materie prime al cancello della fabbrica o alla dismissione del prodotto.
L’EPD è una etichetta ambientale di tipo III e fa riferimento alla Uni En Iso 14025 ed è guidata dalle PCR (Product Category Rules) che definiscono, per ogni categoria di prodotto, l’insieme delle “regole comuni” che tutte le EPD e i relativi studi LCA devono rispettare.


LA VOCE DEGLI IMPRENDITORI

Marcella Zazzaretta
Zazzaretta Infissi

Emiliano Ferrero
Falegnameria Marvulli

Vera Bozzarelli
Falegnameria F.lli Bozzarelli

Andrea Formentin
Finnova Srl

Quali prodotti produce la sua azienda; in quali percentuale i suoi clienti

Emiliano Ferrero: Imprese 50% Vera Bozzarelli: Rivendite 50% Emiliano Ferrero: Privati 80% Andrea Formentin: Rivendite 98%

Lavora nel settore dell’ospitalità? Che tipo di richieste le arrivano?

Emiliano Ferrero: Sì, abbiamo lavorato nel settore dell’ospitalità, realizzando progetti per hotel. Le richieste che riceviamo in questo settore riguardano principalmente serramenti di alta qualità con caratteristiche tecniche avanzate, come l’isolamento termico e acustico, nonché l’attenzione all’estetica e alla sostenibilità ambientale. I clienti del settore ospitalità cercano soluzioni che migliorino il comfort degli ospiti.

Lavora nel settore dell’edilizia pubblica? Che tipo di richieste le arrivano?

Andrea Formentin: Ci è capitato recentemente di lavorare (abbiamo una commessa ancora in essere che probabilmente si protrarrà anche nel corso dei primi mesi del 2025) nel settore dell’edilizia pubblica sempre tramite un’impresa. Le richieste che arrivano, in merito alle caratteristiche dei prodotti, sono le stesse indicate sopra.
Legno certificato FSC – PEFC e rispondenza ai requisiti CAM Spesso si tratta di lavori di restauro per i quali necessita inoltre rispettare certe caratteristiche dei prodotti esistenti in origine (spesso intervengono anche se Soprintendenze dei Beni Ambientali o delle Belle Arti) e pertanto sono necessarie alcune personalizzazioni.

Riceve già richieste di porte e finestre resistenti agli effetti del cambiamento climatico?

Emiliano Ferrero: Riceviamo richieste per porte e finestre progettate per resistere agli effetti del cambiamento climatico. I client i sono sempre più consapevoli dell’importanza di installare serramenti che offrano una maggiore resistenza alle condizioni climatiche estreme, come forti piogge, venti intensi e variazioni di temperatura. Questo tipo di richieste comprende soluzioni che garantiscono un eccellente isolamento termico, resistenza agli agenti atmosferici e materiali sostenibili, riducendo al contempo l’impatto ambientale.

Vera Bozzarelli: Riceviamo richieste e valutiamo puntualmente il contesto in cui gli infissi vengono inseriti poiché non esiste una classificazione standard. Forniamo, in fase di offerta, la consulenza utile a progettare una soluzione che consenta di affrontare anche le condizioni climatiche più estreme.

Dalla sua esperienza il cliente oggi e cosa cerca quando compra un prodotto?

Marcella Zazzaretta: Cerca principalmente tre cose:

  1. Durabilità: I clienti desiderano prodotti che durino nel tempo e che mantengano le loro caratteristiche estetiche e funzionali anche dopo anni di utilizzo.
  2. Prezzo competitivo: Il prezzo rimane un elemento cruciale.
    I clienti cercano soluzioni che offrano il miglior rapporto qualità-prezzo, valutando attentamente le offerte disponibili sul mercato per trovare prodotti che soddisfino le loro esigenze senza compromettere il budget.
  3. Assistenza continua: I clienti apprezzano molto la disponibilità di un’assistenza post-vendita affidabile e continua.
    La possibilità di ricevere supporto per manutenzioni, riparazioni o semplici consigli anche dopo l’acquisto è un valore aggiunto che può fare la differenza nella scelta di un fornitore.
    Negli ultimi tempi sta emergendo una maggiore attenzione ai temi della sostenibilità e del green.

“Assistenza post vendita affidabile e continuativa”

In che modo è cambiato il modo di scegliere nel corso degli anni?

Marcella Zazzaretta: In passato, la scelta di un’azienda si basava principalmente sul passaparola e sulla fiducia costruita nel tempo nei confronti dei fornitori e dei collaboratori.
Oggi, invece, i clienti tendono a giudicare un’azienda soprattutto in base alla sua immagine pubblicitaria, con particolare attenzione alla presenza sui social media e allo storytelling che ne deriva.
Inoltre l’adesione a specifiche tematiche, incluse quelle di rilevanza sociale, è diventata col tempo un fattore determinante nelle scelte. Oggi, le imprese non possono esimersi dal prendere posizione su questioni cruciali come il cambiamento climatico.

Vera Bozzarelli: Anche se non è sempre vero, è maggiore la consapevolezza al momento dell’ordine: per il cliente è più semplice informarsi, valutare diverse offerte, richiedere dettagli tecnici. L’infisso in generale ha acquisito a pieno diritto il valore di un elemento d’arredo e, come tale, viene scelto con cura.

“L’infisso diventa un elemento d’arredo scelto con cura”

Emiliano Ferrero: I clienti sono diventati molto più informati e consapevoli riguardo ai benefici a lungo termine che i prodotti di qualità possono offrire. C’è una crescente preoccupazione per la sostenibilità ambientale, con una forte preferenza per materiali provenienti da fonti certificate come il legno FSC o PFC. Questo riflette
non solo una responsabilità verso l’ambiente, ma anche una ricerca di soluzioni che migliorino il comfort abitativo e riducano l’impatto ambientale complessivo.
I clienti sono anche più attenti alla sicurezza e alla salute, cercando prodotti che siano sicuri per l’ambiente domestico e che non contengano sostanze nocive.

Quali sono i servizi al cliente che danno valore aggiunto al suo prodotto?

Andrea Formentin: Forniamo un servizio di assistenza in cantiere in caso di necessità, in modo che il cliente si senta sempre tranquillo nel poter avere un supporto continuo da parte del produttore, del rivenditore e della rete vendita che lo faccia sentire sicuro e tranquillo nella scelta che ha fatto.
Vengono scelte insieme l’azienda, le persone ed i prodotti.

“Cliente sereno con l’assistenza in cantiere”

Quali saranno le sue prime azioni in termini di promozione per approcciare il mercato?

Marcella Zazzaretta: Approntare una campagna di Marketing online rivolta alla clien-tela privata, potenziare le operazioni di rappresentanza per le aziende e acquisire le certificazioni adatte alla partecipazioni alle gare pubbliche.

Su quali mercati intende agire in termini di promozione?

Vera Bozzarelli: Da sempre il mercato della Falegnameria è stato quello locale.
L’idea è di estendere l promozione a un territorio più esteso di quello attuale, con il vantaggio della certificazione EPD a sostenere questo nuovo impegno. Particolare attenzione sarà dedicata ad immobili di prestigio e di valore.

Come pensa di comunicare e dare valore prima e dopo l’acquisto del serramento sostenibile?

Andrea Formentin: Abbiamo fatto un primo passo diventando società Benefit dandoci in tal senso l’obbligo di redigere un bilancio di sostenibilità in modo da rendere pubblico il nostro modo di operare oltre che per un tornaconto economico, anche per un’azienda che opera nel rispetto dell’ambiente e delle persone in genere.
Vorremmo che un cliente finale evoluto, attento e consapevole verso certe tematiche, cominciasse ad effettuare i propri acquisti scegliendo prodotti ed aziende che operano in modo attento a certe tematiche.
Speriamo che nel futuro sarà fatta naturalmente una selezione della clientela che vuole in modo consapevole scegliere certi fornitori e vantarsi di avere dei prodotti sostenibili per fare nel suo piccolo, come noi nel nostro piccolo, qualcosa in più per l’ambiente in cui viviamo.

“Cliente consapevole che sceglie prodotti sostenibili”

Grazie all’etichetta ambientale otterrà nuove prestazioni e potrà orientare le scelte di progettisti che andranno informati. Pensa di fare formazione dedicata verso questa direzione?

Emiliano Ferrero: L’obiettivo principale di questo nuovo approccio di marketing e formazione è quello di consolidare la nostra posizione nel mercato come leader nella fornitura di soluzioni sostenibili per il settore edilizio. Vogliamo essere riconosciuti non solo per la qualità dei nostri prodotti, ma anche per il nostro impegno visibile e tangibile verso un futuro costruito su principi di sostenibilità e rispetto ambientale.

“Partnership con i fornitori per promuovere sostenibilità”

In che modo i suoi fornitori collaborano e hanno collaborato con lei nella direzione della sostenibilità?

Emiliano Ferrero: Educare e informare i nostri fornitori sui nostri obiettivi di sostenibilità è un’altra parte cruciale del nostro approccio collaborativo.
Questo ci aiuta a garantire che tutti i partner coinvolti nella nostra catena di approvvigionamento condividano il nostro impegno per la gestione forestale responsabile e per pratiche di produzione sostenibili.
In sintesi, la nostra collaborazione con i fornitori non si limita a semplici transazioni commerciali, ma si basa su un partenariato strategico mirato a promuovere la sostenibilità e a garantire che i nostri prodotti non solo rispettino, ma superino gli standard ambientali globali.

“Prodotti che superano gli standard”

Ed ora … ha un sogno da poter realizzare nella sua azienda?

Marcella Zazzaretta: Vede, nel 2026 la mia famiglia festeggerà 100 anni dedicati agli infissi. Mi piacerebbe riuscire a comunicare efficacemente quanta bellezza e soddisfazione questa nostra attività ci ha regalato, far capire a chi ci sceglie e a quelli che ancora non l’hanno fatto, che acquistando un nostro prodotto non si avrà solo un oggetto, ma il frutto del lavoro di mani che hanno dedicato tutta la propria vita alla lavorazione del legno

Emiliano Ferrero: Puntiamo a diventare leader riconosciuti nel settore dei serramenti sostenibili a livello piemontese. Il nostro obiettivo è continuare a innovare, non solo migliorando costantemente i nostri prodotti, ma anche espandendo la nostra presenza sui mercato che valorizza la sostenibilità ambientale e la qualità dei materiali.
Vogliamo ispirare altre aziende a seguire il nostro esempio e a adottare pratiche di produzione responsabili, contribuendo così a un futuro più verde e sostenibile per tutti.

Andrea Formentin: Credo che per Finnova, realizzare ed operare secondo i principi enunciati in questa breve intervista, sia già un sogno.

Vera Bozzarelli: Il sogno è dare continuità al percorso di crescita iniziato dall’azienda due generazioni fa: l’organizzazione attuale, a conduzione familiare, deve evolvere puntando a strutturare i propri processi per mantenersi efficiente e competitiva ed investendo risorse per aggiornare ed innovare il proprio prodotto.


ABBIAMO SCELTO L’EPD PER

  • Soddisfare i requisiti per la certificazione degli edifici (LEED BREAM CASACLIMA NATURE)
  • Posizionare il prodotto su nuovi mercati
  • Partecipare a bandi di gara, soddisfare requisiti CAM
  • Orientare le scelte di progettisti e consumatori
  • Innovare il prodotto
  • Ottenere nuove prestazioni
  • Collaborare con nuovi standard di valutazione (ESG, economia circolare)
  • Abbattere gli sprechi, migliorare i processi
  • Collaborare con la filiera
  • Comunicare sul mercato il valore ambientale dei miei prodotti
  • Realizzare un nuovo progetto di marketing

Anche i giovani sono pronti a portare la sostenibilità in azienda

Eleonora Scarin
Falegnameria Scarin Giorgio

La nuova generazione è conscia dell’importanza della propria preparazione per entrare con maggiore consapevolezza e maturità nell’azienda di famiglia; la formazione è un aspetto fondamentale, che sia esterna o interna, rappresenta una grande opportunità per la prosperità delle Aziende.
Ne è un esempio Eleonora che trasformato i suoi studi in un elemento chiave per la creazione di valore, competitività e successo dell’azienda di famiglia e ci racconta il suo percorso.
Il percorso di studi che ho svolto mi ha dato la possibilità di analizzare gli impatti ambientali di strutture ricettive considerando come unità di misura one guest/one night utilizzando un metodo analitico che permette di quantificare gli impatti ambientali di un bene o servizio, ovvero LCA.
A studi conclusi, l’interesse si è traslato sul mondo artigianale con l’obiettivo di comprendere l’impatto ambientale di un’attività produttiva. Grazie a molteplici dinamiche tutto ciò si è concretizzato all’interno della falegnameria di famiglia; la sfida attuale consiste in una ricerca continua di processi e prodotti più idonei per un miglioramento dal punto di vista ambientale.
Grazie al progetto di LCA promosso da Legnolegno si ha l’opportunità di comprendere quanto impatta il serramento che produciamo a livello artigianale. Alla fine del percorso sarà curioso e importante capire quali azioni/prodotti modificare per rendere il prodotto più sostenibile creando un impatto inferiore rispetto a quello attuale.
Che abbia inizio la sfida!

Quali azioni svolgere concretamente per avere un atteggiamento più sostenibile?
A livello aziendale cosa si può fare per cercare di impattare il meno possibile offrendo ugualmente un prodotto/servizio qualitativamente soddisfacente?

Nei servizi, beni intangibili e non immagazzinabili, impattano per lo più l’insieme delle azioni da svolgere per offrire il servizio stesso.
Nella produzione di un prodotto ciò che impatta maggiormente è la creazione del bene stesso: i diversi materiali che vengono coinvolti e la loro messa in produzione, il trasporto, la creazione del prodotto finale e lo smaltimento a fine vita del prodotto.


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La certificazione del processo di posa in opera dei serramenti

Un Passo Avanti per la Qualità e l’Efficienza

La certificazione del processo di posa in opera dei serramenti rappresenta una novità rilevante nel settore edilizio, con un potenziale impatto significativo sulla qualità complessiva degli edifici e sulla soddisfazione dei clienti. Questo processo, regolamentato da normative specifiche, mira a garantire che l’installazione di porte e finestre avvenga secondo standard elevati di qualità e sicurezza.

THANKS TO

Per i produttori di serramenti, l’adozione di questa certificazione offre numerose opportunità, dalla differenziazione sul mercato alla fidelizzazione dei clienti, passando per il miglioramento
dell’efficienza produttiva.
In realtà, per il nostro settore, si tratta di una novità di carattere procedurale: da un punto di vista tecnico, è sul mercato già da diversi anni il Marchio Posa Qualità (https://posaqualita.it/), che ha strutturato un
efficace sistema procedurale e tecnico di controllo in riferimento alle norme vigenti.


L’importanza della posa in opera certificata


La posa in opera dei serramenti è una fase cruciale del processo edilizio. Anche i serramenti ad alte performances possono fallire nel fornire le prestazioni attese se non sono installati correttamente. Una posa in opera inadeguata può portare a problemi di infiltrazioni d’acqua, dispersioni termiche, malfunzionamenti delle chiusure e, in generale, a una riduzione dell’efficienza energetica dell’edificio. La certificazione del processo di posa in opera nasce per rispondere a queste criticità, garantendo che l’installazione sia eseguita da personale qualificato e secondo procedure standardizzate.


I principali standard di certificazione

In Italia, la certificazione del processo di posa in opera dei serramenti è regolata dalle norme della serie UNI 11673.
Questa norma definisce i requisiti minimi per la progettazione e l’installazione dei serramenti, con un’attenzione particolare alla formazione degli installatori, ai materiali utilizzati per la posa e alle tecniche di installazione. La norma UNI 11673 si articola in più parti:
UNI 11673-1: Fornisce i requisiti per la progettazione esecutiva del nodo di posa in opera.
UNI 11673-2: Definisce i requisiti di competenza degli installatori.
UNI 11673-3: Descrive i requisiti per le attività di formazione degli installatori
UNI 11673-4: Descrive le procedure per la verifica della posa in opera.


Questi standard sono essenziali per assicurare che la posa in opera sia eseguita secondo criteri di qualità elevati, riducendo al minimo il rischio di difetti e garantendo la durabilità e le prestazioni dei serramenti nel tempo.

Opportunità per i produttori di serramenti


L’adozione della certificazione del processo di posa in opera offre diverse opportunità per i produttori di serramenti, tra cui:
Differenziazione sul mercato
In un mercato sempre più competitivo, la qualificazione del processo di posa in opera (attraverso il marchio Posa Qualità o attraverso un processo di certificazione) può rappresentare un elemento distintivo per i produttori di serramenti. Essere in grado di offrire ai propri clienti una posa in opera certificata significa garantire un valore aggiunto rispetto ai concorrenti. Questo può tradursi in una maggiore attrattività per i consumatori finali, che sono sempre più attenti alla qualità e all’efficienza energetica degli edifici.
Miglioramento della reputazione aziendale
Un produttore che adotta questi schemi di qualificazione in opera dimostra un impegno concreto verso la qualità e la soddisfazione del cliente. Questo può contribuire a migliorare la reputazione aziendale e a costruire un’immagine di affidabilità e competenza, fungendo anche da garanzia per i clienti, rassicurandoli sulla professionalità e la competenza degli installatori impiegati.
Accesso a nuovi mercati
In alcuni contesti, la certificazione del processo di posa in opera può essere un requisito necessario per accedere a determinati segmenti di mercato. Avere la certificazione UNI 11673 può quindi aprire nuove opportunità di business, permettendo ai produttori di serramenti di competere su progetti di maggior valore e complessità.
Riduzione dei costi di assistenza post-vendita
In generale, un’installazione corretta e qualificata riduce significativamente il rischio di problemi e difetti che richiedono interventi di assistenza post-vendita. Questo si traduce in una riduzione dei costi per interventi di riparazione e manutenzione, migliorando la redditività complessiva per il produttore.
Inoltre, un minore numero di interventi post-vendita contribuisce a mantenere alta la soddisfazione del cliente.
Formazione e sviluppo delle competenze
La certificazione del processo di posa in opera prevede la formazione continua degli installatori, migliorando le loro competenze e professionalità. Questo non solo garantisce un’installazione di alta qualità, ma contribuisce anche allo sviluppo delle risorse umane all’interno dell’azienda. Installatori ben formati sono in grado di affrontare situazioni complesse e di risolvere eventuali problematiche con maggiore efficienza e competenza.


Implementazione della certificazione: sfide e soluzioni


Sebbene l’adozione della certificazione del processo di posa in opera offra numerose opportunità, comporta anche alcune sfide che i produttori di serramenti devono affrontare. Tra queste, vi sono i costi di implementazione, la necessità di aggiornamento continuo e la gestione delle risorse umane.
Ciononostante, dobbiamo registrare la forte soddisfazione del primo caso nazionale di “certificazione del processo di posa”, conseguito dalla Futura Serramenti srl, azienda trevisana attiva da anni nel settore dei serramenti.
La qualificazione del processo di posa in opera dei serramenti, sia esso correlato al Marchio Posa Qualità o ad un sistema di certificazione specifico, rappresenta un passaggio fondamentale per elevare gli standard di qualità e efficienza nel settore edilizio. Per i produttori di serramenti, l’adozione di queste metodologie offre numerose opportunità, dalla differenziazione sul mercato al miglioramento della reputazione aziendale, passando per l’accesso a nuovi mercati e la riduzione dei costi di assistenza post-vendita. Sebbene comporti alcune sfide, l’investimento nella certificazione può portare a benefici significativi a medio termine, contribuendo a un miglioramento complessivo della qualità degli edifici e alla soddisfazione dei clienti. In un contesto in cui la sostenibilità e l’efficienza energetica sono sempre più al centro dell’attenzione, ciò rappresenta una scelta strategica per i produttori di serramenti che vogliono rimanere competitivi e innovativi.

STEFANO MORA

Direttore
Consorzio LegnoLegno


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CASCADING: solo una gestione efficace può garantire i risultati

La marcatura CE è un requisito essenziale per la commercializzazione dei prodotti da costruzione nell’Unione Europea e i serramenti esterni non fanno eccezione.

La normativa di prodotto che regolamenta la marcatura CE dei serramenti esterni è la UNI EN 14351/1.
Ricordiamo in estrema sintesi quali sono i passaggi per marcare CE un serramento esterno:

Ricordiamo in estrema sintesi quali sono i passaggi per marcare CE un serramento esterno:

• Selezione dei campioni in funzione delle tipologie

• Effettuazione delle prove iniziali di tipo

• Controllo di produzione (Sui materiali, componenti e accessori in accettazione, durante la produzione, sul prodotto finito)

• Registrazioni delle attività svolte

• Supporto informativo al cliente

• Marcatura CE

THANKS TO

È possibile in termini di Marcatura CE dei serramenti esterni dei serramenti utilizzare una procedura chiamata Cascading.

Cosa è il Cascading?

Il “Cascading” è un processo utilizzato nell’ambito della marcatura CE dei serramenti esterni (finestre, porte, ecc.) per facilitare il rispetto dei requisiti normativi senza dover effettuare le prove iniziali di tipo.

In particolare, il “cascading” permette ai produttori di serramenti di utilizzare i risultati delle prove iniziali di tipo (ITT, Initial Type Testing) effettuate da un fornitore di componenti (ad esempio, vetri, profili, guarnizioni, produttori di frese) per dimostrare la conformità del loro prodotto finale.

Questo processo si basa su un accordo contrattuale tra il fornitore dei componenti e il produttore del serramento: il primo fornisce al secondo i risultati delle prove iniziali di tipo (che determinano le prestazioni del serramento), che quindi sono ceduti appunto a “cascata”  applicati ai prodotti finali.

Il produttore del serramento stipula un accordo con il fornitore dei componenti, in cui  quest’ultimo fornisce la documentazione delle prove ITT effettuate sui propri componenti o comunque su serramenti che montavano quei componenti.

A questo punto il produttore del serramento utilizza i risultati delle prove ITT fornite dal  fornitore per dimostrare la conformità del prodotto finale ai requisiti della marcatura CE, evitando di dover effettuare le prove iniziali di tipo.

È fondamentale che vi sia una chiara tracciabilità e documentazione che dimostri che i componenti utilizzati nei serramenti finali sono effettivamente quelli testati e dal fornitore e in questo senso il produttore del serramento deve comunque avere un sistema di controllo di produzione in fabbrica per garantire che i propri processi di produzione (ovviamente in base alle lavorazioni che si eseguono) mantengano la qualità prestazionale e la conformità a norma del prodotto finale.

Il processo di “cascading” è sicuramente vantaggioso perché riduce i costi legati ai test iniziali e forse i tempi necessari per concretizzare la marcatura CE dei prodotti ma evidentemente presenta dei limiti tecnici che ora vedremo.

Complessità della Catena di Fornitura

Uno dei principali limiti della procedura di Cascading riguarda la complessità della catena di fornitura. In questo processo, il produttore del serramento utilizza i risultati dei test dei materiali o dei componenti forniti dai produttori a monte (ad esempio, vetri o profili).

Questa dipendenza dai fornitori a monte richiede una stretta collaborazione e una gestione meticolosa della documentazione, il che può essere complicato e dispendioso in termini di tempo.

La mancata sincronizzazione o comunicazione può portare a ritardi significativi e problemi di conformità.

Responsabilità Legale e Garanzie 

Un altro limite significativo è legato alla responsabilità legale. Quando un produttore di serramenti utilizza i dati dei test di un fornitore per la marcatura CE, la responsabilità per eventuali non conformità o difetti si complica.

I produttori di serramenti potrebbero trovarsi esposti a rischi legali se i materiali o i  componenti non soddisfano i requisiti, anche se i problemi derivano dai fornitori a monte.

Questa situazione può portare a controversie legali e problemi di responsabilità che possono danneggiare la reputazione dell’azienda. 

Vi sottoponiamo un grafico che mette in evidenza i risultati di tenuta all’acqua dichiarate dal fornitore in cascading e il risultato di tenuta all’acqua ottenuto in laboratorio dal produttore finale su gli stessi serramenti.

Limitazioni nei Test e nella Certificazione

La procedura di cascading limita sicuramente il produttore di serramenti a testare i propri prodotti. Poiché i test vengono effettivamente eseguiti su serramenti non prodotti dal  produttore che deve marcare CE, non sempre è garantito che il prodotto finale risponda alle stesse prestazioni indicate dai test dei singoli fornitori.

Questo limite può comportare problemi in termini di qualità e prestazioni, compromettendo la fiducia dei clienti nei prodotti certificati attraverso questa procedura.

Questo scostamento tra i risultati ceduti dai fornitori e la reale prestazione dei serramenti prodotti è ancora più evidente in cantiere dove spesso non si ha l’accuratezza che si ha per la produzione di un prodotto da portare in laboratorio.

Nel termogramma riportato è evidente un’infiltrazione d’aria non eliminabile dai giunti apribili del serramento che ne compromette la prestazione all’aria misurata in cantiere (una classe 3 e non un classe 4 come riportato in marcatura CE).

Aggiornamenti Normativi e Conformità

Mantenere la conformità alle normative CE richiede un costante aggiornamento delle  procedure e della documentazione, soprattutto quando le normative cambiano. Nel contesto della procedura di cascading, ciò implica che non solo il produttore di serramenti, ma anche tutti i fornitori a monte, devono essere aggiornati e conformi alle nuove normative.

Questo aggiunge un ulteriore livello di complessità nella gestione della conformità, richiedendo un monitoraggio continuo e aggiornamenti frequenti.

Costi Aggiuntivi e Complessità Gestionale

Infine, la procedura di cascading sicuramente può abbassare i costi che riguardano i test  iniziali di tipo ma può aumentare i costi operativi e la complessità gestionale. La necessità di coordinare test e certificazioni tra più fornitori, mantenere una documentazione accurata e gestire le responsabilità legali può richiedere risorse significative sia umane che economiche.

I piccoli produttori, in particolare, possono trovare questa procedura onerosa, limitando la loro capacità di competere con aziende più grandi che hanno risorse più ampie per gestire tali complessità.

La procedura di cascading per la marcatura CE dei serramenti esterni, pur essendo un metodo legittimo e riconosciuto, presenta come abbiamo visto vari limiti significativi.

La complessità della catena di fornitura, le responsabilità legali, le limitazioni nei test, la necessità di conformità continua e i costi aggiuntivi rappresentano valutazioni che i  produttori devono studiare con attenzione. Una gestione efficace e una stretta collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti sono essenziali per superare questi limiti e garantire che i serramenti esterni soddisfino i requisiti di qualità e sicurezza richiesti dalle normative.

GIOVANNI CIAMPA

Responsabile Dipartimento Energetico
Laboratorio Tecnologico LegnoLegno


Legnolegno offre ai suoi clienti l’assistenza necessaria sia in fase di marcatura CE per effettuare le ITT sia in fase di “creazione” di un processo di cascading sia dal lato fornitore sia dal lato produttore.


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