Panoramica dei Bonus Edilizi per il Triennio 2026-2028
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Panoramica dei Bonus Edilizi per il Triennio 2026-2028

Nel presente numero della rivista analizzeremo nel dettaglio tutte le regole in relazione alle nuove disposizioni della Legge di Bilancio 2026 in materia di incentivi fiscali relativi al triennio 2026 – 2028, con particolare riferimento al Bonus Ristrutturazione (Bonus Casa), all’Ecobonus e al Bonus Sicurezza.

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ALIQUOTE DI DETRAIBILITÀ

Di seguito si riportano le aliquote di detraibilità previste dalla Legge di Bilancio 2026 per gli anni 2026, 2027 e 2028.

Per le spese sostenute dal 01/01/2026 al 31/12/2026:

  • la detrazione spetta nella misura del 50% ai soggetti titolari di diritto di proprietà o di diritto di godimento per interventi eseguiti su unità immobiliari adibiti ad abitazione principale

mentre

  • la detrazione spetta nella misura del 36% a tutti gli altri soggetti che non rientrano nelle casistiche sopra riportate

Per le spese sostenute dal 01/01/2027 al 31/12/2027:

  • la detrazione spetta nella misura del 36% ai soggetti titolari di diritto di proprietà o di diritto di godimento per interventi eseguiti su unità immobiliari adibiti ad abitazione principale

mentre

  • la detrazione spetta nella misura del 30% a tutti gli altri soggetti che non rientrano nelle casistiche sopra riportate

Riepilogando, per poter accedere alle aliquote maggiorate, ovvero 50% per l’anno del 2026 e 36% per l’anno 2027, è necessario che vengano soddisfatti entrambi i seguenti requisiti:

  1. l’unità immobiliare deve essere adibita ad abitazione principale

(abitazione nella quale la persona fisica dimora abitualmente)

  1. il soggetto (beneficiario) deve essere titolare di un diritto di proprietà (inclusa la nuda proprietà e la proprietà superficiaria) oppure di un diritto reale di godimento sull’unità immobiliare (usufrutto, uso, abitazione)

SOGGETTI ESCLUSI DALLE ALIQUOTE MAGGIORATE

Rimangono esclusi dall’applicazione dalle percentuali maggiorare i seguenti soggetti:

  1. l’inquilino;
  2. il comodatario;
  3. l’utilizzatore di un contratto di leasing;
  4. il familiare convivente;
  5. persone giuridiche;

Tali soggetti, infatti, potranno solamente accedere all’aliquota di detraibilità più bassa, ovvero 36% per le spese sostenute nell’anno del 2026 e 30% per le spese sostenute nell’anno del 2027

LIMITAZIONI ALLE DETRAZIONI

Oltre alle differenti aliquote di detraibilità, la nuova Legge di Bilancio 2026 ha imposto importanti limitazioni alle detrazioni spettanti ai contribuenti con un reddito complessivo superiore a 75.000 e 120.000 euro. Per queste fasce di reddito, infatti, l’importo effettivamente detraibile è determinato anche in base al numero dei figli a carico.

Trattandosi di questioni di natura fiscale, è consigliabile che il serramentista non entri nel merito e inviti il cliente/beneficiario a verificare la specifica condizione con il proprio commercialista/CAF.

OBBLIGHI DOCUMENTALI DEL SERRAMENTISTA

Come per gli altri anni, ai fini della detrazione fiscale degli interventi di Bonus Ristrutturazione (Bonus Casa), Ecobonus e Bonus Sicurezza, è obbligatorio che il serramentista rilasci la Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio del Fornitore, attestante la conformità tecnica dell’intervento ed il rispetto dei massimali di spesa stabiliti dall’Allegato A e dai Prezziari (DEI, Regionale, Camere di Commercio) per le voci non comprese dell’Allegato stesso.

Proprio ai fini della congruità della spesa, ricordiamo che i massimali a mq indicati nell’Allegato A sono da considerare:

  • in relazione alla zona climatica in cui viene eseguito l’intervento;
  • in relazione alla tipologia di intervento (soli Serramenti; Serramenti+ Chiusure Oscuranti; Schermature Solari/Chiusure Oscuranti)
  • al netto di iva, manodopera per l’installazione, opere per l’installazione e spese professionali (spese che devono essere verificate mediante un prezziario)

Come Legnolegno supporta le aziende

■ Gestione Pratiche Enea per (Bonus Casa ed Ecobonus) per le detrazioni fiscali;
■ Verifica della Congruita della Spesa per il rilascio della Dichiarazione del Fornitore;
■ Assistenza in abbonamento annua per ricevere assistenza personalizzata su diversi quesiti e tematiche di carattere tecnico e normativo

ALESSIA FILANCI
Dipartimento Energia Consorzio LegnoLegno

Info: alessia.filanci@legnolegno.it


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Dallo spiffero alla raffica: quando il serramento sfida la natura

Nel laboratorio LegnoLegno c’è un momento in cui il serramento smette di essere un oggetto costruito e diventa un dato.

Non conta più il design, il colore del profilo o la reputazione del produttore.

Conta solo ciò che accade quando la macchina si accende, la pressione sale e il cronometro parte.

Durante i test mettiamo a nudo la reale qualità di un infisso attraverso due prove fondamentali:

  • la permeabilità all’aria,
  • la resistenza al vento.

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Due verifiche distinte, regolate da norme specifiche, con obiettivi diversi, metodologie differenti e risultati che — sebbene spesso richiesti insieme — raccontano storie parallele: una riguarda l’efficienza, l’altra la tenuta strutturale.

Entrambe sono obbligatorie, normali e imprescindibili.

Per chi opera nel settore, comprenderne le differenze non è solo una questione tecnica, ma una condizione necessaria per garantire al cliente prestazioni energetiche, sicurezza e affidabilità nel tempo.

PERMEABILITÀ ALL’ARIA: I DETTAGLI DIVENTANO UNA MISURA

La prova di permeabilità all’aria, disciplinata dalla norma UNI EN 12207, serve a determinare quanta aria attraversa il serramento chiuso in condizioni di pressione e aspirazione controllate.

Durante il test:

  • viene applicata una pressione crescente fino a una sollecitazione massima di 600 Pascal (circa 115 km/h di vento);
  • si effettua poi la stessa verifica in aspirazione, mantenendo ogni livello di pressione/ aspirazione per un minuto.

Il risultato — ovvero le infiltrazioni d’aria rilevate — si traduce in una classe di prestazione da 0 a 4.

La classe 4 rappresenta il massimo livello di tenuta, indicando che il serramento resiste ottimamente alle sollecitazioni del vento senza subire danni strutturali.

Le classi inferiori corrispondono a una tenuta meno performante, ma il valore va sempre interpretato in base alla tipologia di prodotto.

Ad esempio, gli alzanti scorrevoli e i maniglioni, pur ideali per chi desidera ampie vetrate e un design moderno, presentano punti deboli intrinseci.

A differenza dei serramenti a battente, che si chiudono “a pressione” schiacciando ermeticamente le guarnizioni, i sistemi scorrevoli scorrono linearmente.

Questo movimento, pur essendo comodo e funzionale può creare piccole interruzioni nella tenuta perimetrale che, con il tempo e l’usura, diventano facili vie d’accesso per spifferi e infiltrazioni d’aria.

L’importanza della progettazione e della precisione

Qualsiasi serramento, indipendentemente dal modello, può essere soggetto a infiltrazioni se non progettato con attenzione.

Ogni imperfezione – giochi nei giunti, guarnizioni posizionate male, squadrature non perfette – si traduce in un valore misurabile. Non ci sono interpretazioni: l’aria che passa è registrata, e il dato è oggettivo.

La norma non valuta l’estetica né la facilità di montaggio, ma misura solo ciò che il prodotto è in grado di filtrare.

RESISTENZA AL VENTO: UNA SFIDA ALL’ULTIMO COLPO DI RAFFICA!

Se la prova di permeabilità all’aria è un esercizio di precisione, quella di resistenza al vento, regolata dalla UNI EN 12210, è una sfida di forza meccanica.

Il suo obiettivo è verificare la capacità del serramento di mantenere integrità strutturale e funzionalità dopo l’applicazione di forti sollecitazioni, che simulano raffiche di vento estreme e ripetute nel tempo.

Le tre fasi del test

Il test è suddiviso in tre fasi principali:

  1. Deformazioni
  2. Cicliche
  3. Pressione di prova di sicurezza

Dopo alcune pressioni di assestamento, si procede con la prova delle deformazioni, senza dubbio la più spettacolare.

È in questo momento che si possono osservare ad occhio nudo gli spostamenti del prodotto, un effetto visivo che diventa sempre più evidente man mano che il serramento aumenta di dimensioni. In particolare, lo “spanciamento” del vetro e dell’anta è un fenomeno che cattura subito l’attenzione, mostrando in modo chiaro come il materiale reagisce alle forze del vento.

Classi di deformazione: A, B e C

Per monitorare gli spostamenti si utilizzano comparatori millesimali applicati su montanti e traversi; più è alta la classe richiesta più aumenta la pressione sollecitata sul prodotto e per poterli classificare.

A seconda della pressione e della stabilità del serramento, si ottiene una classificazione in tre livelli:

  • Classe C → la migliore delle tre perché le deformazioni sono meno evidenti e il pro-dotto rimane relativamente stabile.
  • Classe B → , invece, prevede deformazioni di livello intermedio, con il serramento che inizia a mostrare una certa elasticità sotto le sollecitazioni del vento.
  • Classe A → le deformazioni sono più marcate: il serramento si deforma visibilmente, con il vetro e l’anta che possono evidenziare uno “spanciamento” ben visibile.

Cicli e pressione di sicurezza

La fase successiva prevede 50 cicli completi di pressione e aspirazione alternata, con valori di pressione definiti in base alla classe richiesta. Durante questi cicli, il serramen­to è sottoposto a sollecitazioni dinamiche che subirebbe in un arco di circa 10 anni, e permette dunque di valutare la resistenza strutturale e la tenuta nel tempo mettendo alla prova il telaio, l’anta, la ferramenta e i punti di fissaggio.

Infine, la pressione di prova di sicurezza porta il serramento al limite: viene applicata una pressione elevatissima, mantenuta per cir­ca 7 secondi in pressione e in aspirazione.

Questo test garantisce che il prodotto pos­sa sopportare le condizioni più critiche sen­za compromettere la sicurezza e il corretto funzionamento del serramento: l’anta deve aprirsi e chiudersi senza impedimenti, e il sistema di chiusura deve mantenere la propria efficacia.

Quando la ferramenta fa la differenza

Un fenomeno ricorrente durante i test è il mo­vimento degli incontri di chiusura, anche uno spostamento minimo può compromettere la tenuta e ridurre il risultato della prova.

Le cause più comuni:

• viti di fissaggio troppo corte,

• distanze tra i punti di ancoraggio non ade­guate,

• sollecitazioni superiori alla capacità di tenuta della ferramenta.

OGGETTIVITÀ COME GARANZIA

Nel nostro laboratorio, non giudichiamo: registriamo dati, applichiamo norme, forniamo risultati.

Restituiamo una fotografia oggettiva di ciò che un serramento è in grado di fare – o non fare – quando viene messo alla prova.

Per chi produce o installa serramenti, questa oggettività è una garanzia non solo per il cliente ma per l’intero sistema edilizio.

Un infisso certificato non è solo un prodotto che chiude, ma un elemento che contri­buisce alla sicurezza, all’efficienza e alla durabilità dell’involucro edilizio.

In un settore dove la competizione cresce e le aspettative tecniche si fanno sempre più rigorose, la norma non è un ostacolo. È la regola del gioco.

PER SAPERNE DI PIÚ

AMITOJ SINGH
Dipartimento Energia Consorzio LegnoLegno

Info: angelo.polenta@legnolegno.it


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Le informazioni che fanno la differenza nell’installazione

La Norma UNI 11979, guida essenziale per serramentisti e produttori di controtelai e monoblocchi.

La norma italiana UNI 11979, ratificata a Maggio 2025, definisce le metodologie e i criteri per la caratterizzazione di controtelai e controtelai monoblocco utilizzati per l’installazione di finestre, porte esterne e interne pedonali, chiusure oscuranti e schermature solari.

Questa norma è cruciale non solo per chi fabbrica questi componenti, ma anche per il serramentista che li acquista e li installa, in quanto stabilisce, tra i tantissimi contenuti, anche le informazioni e istruzioni essenziali (dettagliate nell’Appendice F) da fornire ed acquisire in merito all’installazione dei prodotti.

La cooperazione e lo scambio di informazioni tra produttore e installatore sono, dunque, fondamentali.

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L’Importanza cruciale di un’informazione chiara e di un controllo rigoroso.

Perché tanta attenzione all’installazione?

Per il serramentista, è di fondamentale importanza ricevere, comprendere e seguire scrupolosamente le istruzioni fornite dal fabbricante dei controtelai e controtelai monoblocco.

Il mancato rispetto di tali indicazioni, o l’assenza di un adeguato controllo sul processo di posa, può comportare evidenti difformità rispetto a quanto atteso dal committente. Ciò può compromettere seriamente non solo le prestazioni dichiarate del prodotto, ma anche la sua durabilità nel tempo e la sicurezza d’uso. La norma UNI 11979 sottolinea la necessità di mantenere in opera le prestazioni del prodotto, un obiettivo che dipende intrinsecamente dalla qualità dell’installazione.

Lampante esempio di quanto descritto è proprio la verifica delle prestazioni dei controtelai e monoblocchi che prevede le “misurazioni” delle prestazioni comprensive dei giunti di installazione;

  1. Per monoblocchi e controtelai di libera installazione è oggetto di misura, oltre al prodotto, anche il giunto di posa primario (tra muratura e controtelaio/monoblocco);
  2. Per monoblocchi e controtelai proprietari è oggetto di misura, oltre al prodotto, sia il giunto di posa primario che secondario (quindi tra muratura e controtelaio/mono-blocco e tra controtelaio/monoblocco e serramento.

Le esperienze di Laboratorio stanno fornendo dati pioneristici ed innovativi; ad esempio, se la posa del controtelaio/monoblocco viene eseguita senza le dovute accortezze e con utilizzo di materiali non selezionati corretta­mente, la verifica acustica è influenzata in modo devastante dal giunto di installazione con il conseguente crollo della prestazione. (v. Fig. 1 e Fig. 2)

Cercando, a grandi linee di dare una indica­zione del valore tra i due prodotti si consideri che un aumento di 10 dB si isolamento cor­risponde a una riduzione di intensità sonora di 10 volte.

Nel caso evidenziato, una differenza di 7 dB (41 dB – 34 dB) significa che il prodotto da 41 dB è circa 5 volte più efficace nel ridurre l’in­tensità del suono che lo attraversa rispetto al prodotto da 34 dB, con un impatto sul comfort acustico molto significativo. Il tutto non legato alla variazione del prodotto ma esclusivamente all’incidenza del giunto di posa.

Per questo motivo, l’intero processo di forni­tura e posa in opera richiede una definizione chiara dei ruoli e delle responsabilità, come stabilito dalla norma UNI 10818. La progetta­zione dell’installazione deve seguire requisiti e criteri di verifica specifici stabiliti dalla UNI 11673-1, mentre l’esecuzione della posa in opera è soggetta a criteri di verifica dettagliati dalla UNI 11673-4.

Un elemento chiave per garantire un’instal­lazione a regola d’arte è la qualificazione/certificazione degli operatori che possono essere verificate e documentate secondo i requisiti di conoscenza, abilità e compe­tenza definiti dalla norma UNI 11673-2.

Questo approccio sistematico assicura che il contributo prestazionale dei contro­telai e controtelai monoblocco sia piena­mente realizzato nel contesto dell’edificio.

Appendice F: Informazioni essenziali per il produttore e richieste fondamen­tali per il serramentista

L’Appendice F della UNI 11979 è una sezione normativa che dettaglia le informazioni cruciali che devono essere scambiate per una posa in opera efficace e conforme.

Si divide in 3 parti che di seguito sono det­tagliatamente descritte su ciò che ciò che il fabbricante DEVE fornire e il serramentista DEVE Conoscere.

Il punto F.1 stabilisce le informazioni mi­nime che il fabbricante di controtelai o controtelai monoblocco deve fornire in relazione ai fissaggi nel caso il serramento sia fissato alla traversa superiore del con­trotelaio/monoblocco.

Per il serramentista, è essenziale acquisire e comprendere a fondo questi dettagli per garantire la stabilità e la sicurezza dell’installazione. Le informazioni includono:

  • Interasse, posizione e natura dei fissaggi.
  • Tipologia dell’elemento di fissaggio impiegato.
  • Dettagli dei punti che richiedono un fissaggio particolarmente rigido.
  • Presenza/necessità di elementi di rin-forzo e relativi dimensionamenti/posizionamenti.
  • Prospetto di staffatura della traversa superiore (se significativo).
  • Limiti d’impiego dei controtelai / contro-telai monoblocco.
  • Altri dettagli rilevanti direttamente collegati al controtelaio e/o controtelaio monoblocco che influenzano la sua resistenza al carico del vento e, se significativo, ai tentativi di effrazione.
  • Dettagli della condizione di sicurezza e/o delle condizioni che soddisfano i requisiti della classe di resistenza dichiarata (se significativo).
  • Ogni ulteriore informazione che consenta di riprodurre le condizioni di installazione realizzate in sede di prova e di ottemperare alle normative cogenti previste in ambito nazionale.

Il punto F.2 riguarda Le istruzioni minime e informazioni generali di installazione che chi fabbrica il controtelaio/monoblocco deve rendere disponibili, e che quindi il serramentista deve acquisire e se necessario richiedere. Queste indicazioni sono fondamentali per guidare il processo di posa in opera e il serramentista ha la responsabilità di seguirle accuratamente.

  • Dettagli degli spazi da mantenere tra i giunti di installazione.

Inoltre, in caso di presenza di guide accessorie (come quelle per avvolgibili, zanzariere, frangisole, ecc.), il fabbricante deve fornire informazioni aggiuntive che il serramentista deve consultare e applicare:

  • Tipo di fissaggio e distanza massima tra i punti di fissaggio nella guida.
  • Tipo e punti di fissaggio del dispositivo antisollevamento, se presente.
  • Indicazioni sull’eventuale presenza di sistemi o dispositivi (quali ad esempio sistemi di VMC) onde evitare interferenze con i sistemi di fissaggio del serramento.
  • Tolleranze dei controtelai e controtelai monoblocco rilevate ad installazione in opera effettuata, escluse finiture e rasature, considerando i limiti ammessi di seguito.

Il punto F.3 è una importante novità; definisce le informazioni minime che il fabbricante del controtelaio o controtelaio monoblocco deve acquisire prima dell’installazione.

In questo caso il serramentista gioca un ruolo attivo, fornendo i dati necessari per assicurare che il prodotto sia adeguato al contesto specifico dell’edificio e che l’installazione possa avvenire senza problemi, operando in piena coerenza con le indicazioni del produttore.

  • Stratigrafia della parete e tipologia dei materiali costituenti nella quale il controtelaio e/o controtelaio monoblocco è collocato.
  • Posizionamento del serramento rispetto alla larghezza dell’intradosso.
  • Tipologia e sezione del serramento installato, comprensiva del sistema di apertura e delle relative dimensioni.
  • Tipologia degli eventuali prodotti complementari previsti (avvolgibile, frangisole, oscurante, ecc.) e tipologia e posizionamento degli eventuali fissaggi rilevanti.
  • Principali prestazioni del prodotto da installare (classe di resistenza al carico di vento, isolamento acustico, permeabilità all’aria, ecc.).
  • Profondità minima di penetrazione dell’elemento accessorio (telo dell’avvolgibile, zanzariera, frangisole, ecc.) nella guida.
  • Posizione, numero e configurazione dei punti di ancoraggio di cardini e telai delle chiusure oscuranti.
  • Necessità di eventuali elementi di rinforzo/fissaggio.

Tutte le informazioni e istruzioni della presente appendice F sono fornite considerando le di-verse tipologie di apertura dei serramenti e le caratteristiche dei materiali impiegati.

Per il serramentista, richiedere e fornire attivamente queste informazioni è un passo indispensabile per assicurare la conformità, la performance e la soddisfazione del cliente finale.

In conclusione, la norma UNI 11979, come ogni standard appena introdotto, rappresenta un fondamentale punto di partenza per l’intero settore. Essa definisce un quadro chiaro per la caratterizzazione e l’installazione di controtelai e monoblocchi, promuovendo un sistema di autoregolamentazione che mira a migliorare continuamente lo “stato dell’arte”.

Per il produttore, fornire istruzioni dettaglia-te e acquisire le informazioni necessarie dal cantiere è un atto di responsabilità.

Per il serramentista, invece, richiedere, comprendere e seguire scrupolosamente tali indicazioni, unitamente a un controllo rigoroso, è un elemento di maggiore tutela per tutti gli attori coinvolti.

L’adozione coerente di queste pratiche garantisce non solo il mantenimento delle prestazioni dichiarate dei prodotti e la loro durabilità, ma anche la sicurezza d’uso e la piena soddisfazione del cliente finale, riducendo significativamente il rischio di difformità e problematiche future.

DAVIDE BARBATO
Responsabile Qualità Laboratorio Tecnologico LegnoLegno davide.barbato@legnolegno.it

SPECIALE MONOBLOCCHI

Con la pubblicazione della UNI 11979:2025 – “Controtelai e controtelai monoblocco per serramenti – Caratteristiche prestazionali e requisiti” – si compie un passo importante per dare identità, regole e trasparenza ad un elemento che nonostante sia di fondamentale importanza nell’installazione del serramento e, nonostante sia oggi ampiamente adoperato in ambito costruttivo, fino a questo momento ha vissuto in un limbo normativo
La norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equi­valenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria che però, finalmente, propone regole chiare e condivise.
Ma quali sono? E cosa cambia per te?

In questi articoli di approfondimento illustriamo la norma e perché è così importante per il settore.

leggi qui UNI 11979: Una svolta per controtelai e monoblocchi
leggi qui Il monoblocco di “libera installazione”
leggi qui ⮕ Il monoblocco “proprietario”

Per informazioni compila il FORM

Il monoblocco di “libera installazione”

“Oh, no… una nuova norma?!”

Le norme, si sa, non godono mai di una buona nomea a primo impatto.

Sarà per un retaggio culturale derivante dall’essere una Nazione “sovra-regolamentata”, sarà per un’atavica scarsa propensione alla novità… ma ancora una volta l’“Oh, no!” è stato il commento prevalente al “bar del serramento” quando, alla fine di maggio, la UNI 11979 ha finalmente iniziato a disciplinare il mondo controtelaio/monoblocco.

Sui contenuti generali di questa nuova normativa non ci dilunghiamo, rimandando direttamente agli articoli specifici qui pubblicati, dei quali consigliamo caldamente la lettura.

Dal timore alla consapevolezza

Dopo un primo atteggiamento “difensivo”, quasi impaurito all’idea di dover adempie-re a puri e sterili esercizi burocratici, un maggiore approfondimento ha – come spesso accade – fatto cambiare completamente visione.

C’è infatti un concetto che ha fatto leva su molti per comprendere l’importanza, se non addirittura l’indispensabilità, della norma UNI 11979: quello della cosiddetta “Libera installazione”.

Ma di cosa si tratta? E perché è fondamentale comprenderlo?

La metafora automobilistica

La metafora automobilistica funziona sempre. Se produco pneumatici, per testarli ho due strade:

  1. Prima strada: li monto su una specifica autovettura e faccio i miei test.

→ Otterrò risultati validi solo per QUEGLI pneumatici su QUELLA vettura.

  1. Seconda strada: voglio conoscere le prestazioni dei miei pneumatici in generale, senza riferimento a una vettura specifica.

→ Serve allora una vettura “prototipo”, uguale per tutti, per ottenere risultati universali e confrontabili.

Traslando il ragionamento, la norma è quel “qualcuno” che definisce la vettura prototipo, dove gli pneumatici sono il monoblocco e la vettura è il serramento.

E come fa la norma a stabilire come è fatta la vettura “prototipo” uguale per tutti?

Attraverso il concetto di “Libera installazione”: eseguendo i test secondo le modalità di libera installazione, caratterizzerò il mio monoblocco in modo assoluto, senza vincoli rispetto ad uno specifico serramento.

Ecco allora che, come e più che in altri casi, grazie al concetto di libera installazione è stata colta la natura profonda della norma: garantire a tutti gli operatori del mercato una base comune di confronto, che rendesse i loro risultati oggettivi ed universalmente validi. Nondimeno, anche i piccoli produttori, talora i più scettici, hanno colto appieno le potenzialità di questa novità: potersi confrontare anche con i “grandi” attraverso uno strumento che pone tutti sullo stesso piano.

“Libera installazione” vs “Proprietario”

La misura delle prestazioni riferite a uno specifico serramento è invece demandata all’approccio “Proprietario”, che si contrappone a quello di libera installazione.

In questo caso, il monoblocco è progettato per accogliere uno specifico e ben definito prodotto, e solo con riferimento a quest’ultimo è possibile esprimere una prestazione.

Anche sul concetto di monoblocco “Proprietario” abbiamo approfondito in un articolo dedicato, che consigliamo di leggere per una visione completa e complementare.

Una norma “ibrida” ma completa

Per i puristi, la UNI 11979 è uno standard “ibrido”:

  • in parte norma di prodotto,
  • in parte norma di prova,
  • in parte norma di classificazione.

L’approccio di libera installazione entra in gioco in ognuno di questi aspetti, ma è nei metodi di prova che assume la massima rilevanza definendo in maniera molto puntuale come operare per estrapolare risultati universali siano essi in ambito termico, meccanico, acustico, etc.

La norma risponde a domande cruciali come:

  • Che trasmittanza termica devo considerare per un pannello generico che simula il serramento?
  • Dove va collocato per il calcolo analitico?
  • Quali caratteristiche acustiche deve avere un pannello prototipo?
  • Come dovrò fissare al mio monoblocco il pannello generico?
  • E per la permeabilità all’aria?

Un riferimento per tutti i laboratori

La norma fornisce istruzioni precise nelle sezioni dedicate alla “Libera installazione”: Qualsiasi laboratorio, dalle Alpi alla Sicilia, dovrà attenersi alle stesse indicazioni per garantire la confrontabilità dei risultati. Ci sia consentita una piccola nota: la norma serve anche a garantire che i dati presentati al mercato siano frutto di test realmente conformi.

Non è un obbligo, ma è evidente che solo un organismo di prova esperto e attrezzato può assicurare una corretta applicazione dei nuovi standard.

Tutto ciò vale non solo per i monoblocchi, ma anche per i sistemi di controtelaio.

Un valore tecnico e commerciale crescente

A questo punto diventa intuitivo comprendere l’importanza e la spendibilità di un dato misurato su basi comuni e universalmente riconosciute: la prestazione assume un peso del tutto diverso sia esso destinato ad un generico committente, ad un produttore di serramenti che ne ha fatto richiesta o ad un esperto progettista: i risultati diventano credibili e comparabili.

In merito a questo, rimarchiamo che l’analisi di libera installazione non sostituisce in alcun modo quanto previsto nel caso in cui lo scopo sia l’individuazione di una prestazione di uno specifico sistema monoblocco+serramento, e non la confrontabilità. In tal caso, l’approccio di libera installazione lascerà il posto a quello proprietario, secondo quanto disposto dalla norma in modo puntuale ed esaustivo. È altresì necessario sottolineare che, si tratti di prestazioni “Proprietario” o di “Libera installazione”, i numeri vanno sempre gestiti, interpretati e confrontati da personale competente.

Uno strumento per il futuro

La tecnologia costruttiva del nostro Paese, sia sul nuovo che sui recuperi e ristrutturazioni, ha eletto il monoblocco elemento ormai importantissimo e, di conseguenza, da caratterizzare in maniera non più approssimativa.

In prospettiva è lecito aspettarsi che il monoblocco assuma crescente importanza in capitolati, regolamenti, detrazioni, e quant’altro, laddove l’indirizzo ormai evidente è quello che ogni componente faccia la sua parte in termini prestazionali.

Attraverso l’approccio di “Libera installazione”, anche per il laboratorio LegnoLegno sarà possibile, utile ed interessante monitorare ed analizzare statisticamente tutti i valori misurati, anche per comprendere come essi varieranno nel tempo. È un compito che ci siamo dati e del quale scriveremo non appena riterremo di aver eseguito un numero di test che rappresentano un campione significativo.

Non più “Oh, no… una nuova norma!”, ma “Bene, finalmente una nuova norma!”

ANGELO POLENTA

Laboratorio Tecnologico LegnoLegno angelo.polenta@legnolegno.it

SPECIALE MONOBLOCCHI

Con la pubblicazione della UNI 11979:2025 – “Controtelai e controtelai monoblocco per serramenti – Caratteristiche prestazionali e requisiti” – si compie un passo importante per dare identità, regole e trasparenza ad un elemento che nonostante sia di fondamentale importanza nell’installazione del serramento e, nonostante sia oggi ampiamente adoperato in ambito costruttivo, fino a questo momento ha vissuto in un limbo normativo
La norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equi­valenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria che però, finalmente, propone regole chiare e condivise.
Ma quali sono? E cosa cambia per te?

In questi articoli di approfondimento illustriamo la norma e perché è così importante per il settore.

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UNI 11979:2025 una svolta per controtelai e monoblocchi

Ragazzi, parliamoci chiaro: nel nostro mondo, quello dei serramenti, ogni dettaglio conta.

E un componente che spesso è stato un po’ il “parente povero” della progettazione, ma che in realtà è fondamentale per la buona riuscita del lavoro, è proprio il controtelaio, sia esso tradizionale o monoblocco.

Fino a poco tempo fa, diciamocelo, non avevamo una norma specifica che mettesse nero su bianco come dovevano essere caratterizzati questi elementi. Ognuno andava un po’ per la sua strada, con metodi, criteri e prove magari diversi. Questo creava non poca confusione e, a volte anche qualche grattacapo in cantiere o, peggio, dopo la posa.

THANKS TO

Ed è proprio per risolvere questa “lacuna” che è nata la nuova norma UNI 11979, entrata a far parte del corpo normativo nazionale il 29 maggio 2025.

La natura volontaria delle norme UNI: un impegno per la qualità

È fondamentale precisare che la norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equivalenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria. Le norme UNI sono frutto del contributo delle parti interessate e fanno parte di un sistema di autoregolamentazione che ha lo scopo di creare e tenere aggiornato lo stato dell’arte in un determinato settore, garantendo una qualità disponibile e diffusa. Non sono, di per sé, leggi o decreti vincolanti, anche se possono essere esplicitamente richiamate da specifici contratti. Tuttavia, l’adozione delle norme UNI rappresenta una scelta consapevole verso l’eccellenza, la trasparenza e la conformità alle migliori pratiche riconosciute a livello nazionale, offrendo un riferimento autorevole per la progettazione, la produzione e l’installazione.

Non solo “cosa”, ma “come”: la metodologia standardizzata al centro della norma

Un aspetto cruciale da comprendere della UNI 11979 è che, sebbene per la determinazione di molte caratteristiche prestazionali si faccia riferimento a norme già esistenti – come quelle per la permeabilità all’aria (UNI EN 12114), la tenuta all’acqua (UNI EN 1027), l’isolamento acustico (UNI EN ISO 10140-1 e UNI EN

ISO 10140-2), l’isolamento termico (UNI EN ISO 10211), o la resistenza all’effrazione (UNI EN 1628, 1629, 1630) – il vero “cambio di gioco” è la standardizzazione e la specificazione delle metodologie applicative di queste prove ai controtelai e ai monoblocchi. La norma, infatti, definisce chiaramente il “come” queste misurazioni debbano essere condotte nel contesto specifico del controtelaio e del controtelaio monoblocco.

Questo significa che vengono stabilite precise condizioni di prova, come:

  • La necessità di installare un “tamponamento” (un pannello di riempimento predefinito o con prestazioni note) per simulare la presenza del serramento, definendone le dimensioni e le caratteristiche per ciascuna prova.
  • L’installazione del controtelaio o monoblocco all’interno di una struttura che simula il vano murario, definendone le caratteristiche geometriche e dimensionali per non influenzare i risultati.
  • Per l’isolamento acustico, la norma prevede una deroga specifica alla UNI EN ISO 10140-1, indicando che l’installazione del controtelaio non deve avvenire con il riempimento del giunto primario tramite materiale assorbente, ma con i materiali previsti dal fabbricante, al fine di misurare il contributo del giunto primario stesso.
  • Per l’isolamento termico, la norma stabilisce l’uso di stratigrafie di parete normalizzate (come quelle in Appendice E) e posizionamenti specifici (a filo interno, in mezzeria) per la de-terminazione dei ponti termici lineari.
  • Le modalità operative di prova per la tenuta all’acqua sono delineate in dettaglio, con specifiche indicazioni sul posizionamento delle barre di spruzzaggio rispetto al provino.

Questo approccio garantisce che i risultati ottenuti siano compara-bili e affidabili per i controtelai e monoblocchi, fornendo una base solida per la loro valutazione e per il corretto abbinamento con i serramenti.

UNI 11979:2025

Perché è stata pubblicata questa norma? Ma soprattutto, perché è così importante per noi?

Il motivo è semplice: la UNI 11979 serve a definire metodologie e criteri ben precisi per la caratterizzazione di controtelai e controtelai monoblocco. Che si tratti di finestre, porte esterne e interne pedonali, chiusure oscuranti o schermature solari, questa norma ci dice come valutare le prestazioni di questi elementi, considerando tutti i componenti aggiuntivi (o accessori) e i materiali complementari, e persino i loro giunti di installazione ai vani.

In pratica, lo scopo è uno solo: assicurare che il controtelaio e il monoblocco contribuiscano a mantenere in opera le prestazioni del serramento che andiamo a installare, così come dichiarate dal produttore del serramento stesso. È un po’ come dire: il serramento è un campione, ma se il suo “trampolino di lancio” non è all’altezza, rischia di non esprimere tutto il suo potenziale!

Le caratteristiche prestazionali devono essere determinate ed espresse in conformità a quanto specificato nei punti da 5.1 a 5.8 della norma, tenendo conto delle differenti condizioni climatiche e d’uso.

Quali sono i vantaggi concreti nel seguirla? Prepariamoci a un bel salto di qualità!

Questa norma è un vero e proprio strumento per la qualità e la trasparenza. Ecco alcuni dei vantaggi chiave per tutti noi:

  • Chiarezza e Standardizzazione: Finalmente avremo un linguaggio comune per valutare i controtelai. Addio “zone grigie”!
  • Prestazioni Specifiche: La norma entra nel dettaglio delle prestazioni, e questo è un punto da non sottovalutare:
  • Permeabilità all’aria: La determinazione delle perdite d’aria deve avvenire secondo la UNI EN 12114, applicando sia pressioni positive che negative. I rapporti di prova devono riportare quanto specificato nella UNI EN 12114.
  • Tenuta all’acqua: Viene specificato come misurare le infiltrazioni secondo la UNI EN 1027. Questa caratteristica non è ritenuta significativa per i controtelai impiegati per finestre su coperture inclinate, dove è necessaria un’adeguata impermeabilizzazione.
  • Isolamento acustico: Le prove di laboratorio devono essere condotte in conformità a UNI EN ISO 10140-1 e UNI EN ISO 10140-2. I risultati devono essere riportati secondo UNI EN ISO 717-1.
  • Isolamento termico: Questo è un punto cruciale. La norma ci aiuta a identificare e correggere i ponti termici lineari, che possono causare problemi energetici, igienico-sanitari e di comfort (muffe, condensa). L’analisi si basa su valutazioni che includono la presenza di isoterme critiche, la temperatura minima per evitare muffe, l’analisi del ponte termico lineare e la determinazione numerica dello stesso (ψ) secondo UNI EN ISO 10211. Per i monoblocchi con cassonetto, viene calcolata anche la trasmittanza termica (Usb) secondo UNI EN ISO 10077-2.
  • Requisiti meccanici e di sicurezza: Le caratteristiche di resistenza meccanica dei fissaggi devono essere in grado di trasferire all’edificio carichi come il vento, il peso del serramento, le movimentazioni delle ante, le variazioni dimensionali dei materiali, false manovre, carichi orizzontali e tentativi di effrazione. Vengono fornite indicazioni sugli interassi e il posizionamento dei punti di fissaggio (es. non superiore a 700 mm, distanza dall’angolo massimo 150 mm). I materiali di riempimento dei giunti non sono considerati sistemi di fissaggio idonei.
  • Resistenza al carico del vento: Le prove verificano la capacità di mantenere in sede il tamponamento (che simula il serramento) in sicurezza sotto l’azione del vento, fino a pressioni elevate (Classe 5 da UNI EN 12210, con Pressione al carico di sicurezza di 3000 Pa).
  • Resistenza all’effrazione: Per i controtelai “di libera installazione”, sono previste prove specifiche (che si basano sulle UNI EN 1628, 1629, 1630) per classificarne la resistenza ai tentativi di scasso. Questo significa che il controtelaio non sarà un punto debole per la sicurezza dell’intero sistema. Per i controtelai “proprietari”, la prova avviene con il serramento rappresentativo della famiglia.
  • Durabilità: Si pone grande enfasi sulla scelta dei materiali e sulla loro capacità di mantenere le prestazioni nel tempo, prevenendo problemi come ristagni d’acqua o condense interstiziali. Ai produttori è richiesto di documentare ogni informazione disponibile circa la capacità dei materiali di mantenere le prestazioni nel tempo.
  • Composti Organici Volatili (VOC) e Sostenibilità: Una bella novità! I controtelai a contatto con l’ambiente interno dovranno avere documentazione sulle emissioni di VOC, determinate in conformità a UNI EN 16516 o UNI EN ISO 16000-9. Inoltre, dovranno indicare il contenuto cumulativo di materiale recuperato o riciclato e le modalità di smaltimento a fine vita. Un passo avanti verso un’edilizia più green!
  • Tolleranze Dimensionali Chiare: La norma fornisce tabelle dettagliate con i limiti ammessi per altezza, larghezza, profondità e spessore, sia per le misure esterne del controtelaio che per la sede dell’infisso e i cassonetti. Questo aiuterà a ridurre gli errori in fase di produzione e installazione.
  • Informazioni e Istruzioni dettagliate: I produttori di controtelai e monoblocchi dovranno fornire istruzioni minime chiare sui fissaggi (interasse, posizione, tipologia), la necessità di elementi di rinforzo, e i limiti d’impiego. Devono anche indicare dettagli sugli spazi da mantenere tra i giunti e informazioni aggiuntive per la presenza di guide accessori (avvolgibili, zanzariere, frangisole). Allo stesso tempo, i produttori dovranno acquisire informazioni specifiche sulla stratigrafia della parete, sul serramento da installare e sulle sue prestazioni, per fornire il controtelaio/monoblocco più adatto. Questo è un enorme vantaggio per gli installatori, che potremo lavorare con maggiore certezza e sicurezza.

Un mondo un po’ diverso da quello che ci si aspettava

Le procedure per la caratterizzazione prestazionale dei controtelai e monoblocchi, tramite l’applicazione pratica nei test sta generando dati oggettivi fondamentali.

Tali riscontri, derivanti da un’attenta verifica, in alcuni casi evidenziano che i prodotti sottoposti a prova offrono prestazioni che, sebbene conformi alle metodologie definite dalla norma UNI 11979, in alcune istanze si discostano o risultano inferiori a quelle presunte o attese. Questi dati, frutto dell’applicazione rigorosa degli standard di prova, lungi dall’essere un mero riscontro negativo, indicano concrete aree di miglioramento e rappresentano una preziosa opportunità per i produttori di serramenti e controtelai/monoblocco. L’analisi approfondita di tali evidenze consente di individuare con precisione dove intervenire per ottimizzare le performance dei prodotti, fornendo così un supporto diretto verso soluzioni sempre più efficienti e affidabili, a beneficio della committenza finale.

Insomma, la UNI 11979 è molto più di una semplice norma. È uno strumento che eleva lo standard qualitativo del lavoro, garantendo maggiore sicurezza, prestazioni più elevate, trasparenza e un occhio alla sostenibilità. Per i produttori, è un’occasione per verificare la qualità dei propri prodotti. Per i serramentisti, è la maggior certezza di avere basi solide su cui installare i propri serramenti, minimizzando i rischi e massimizzando i risultati.

È quindi oggi possibile essere parte di questo cambiamento e fare della UNI 11979 un nuovo punto di riferimento!

DAVIDE BARBATO
Responsabile Qualità Laboratorio Tecnologico LegnoLegno davide.barbato@legnolegno.it

SPECIALE MONOBLOCCHI

Con la pubblicazione della UNI 11979:2025 – “Controtelai e controtelai monoblocco per serramenti – Caratteristiche prestazionali e requisiti” – si compie un passo importante per dare identità, regole e trasparenza ad un elemento che nonostante sia di fondamentale importanza nell’installazione del serramento e, nonostante sia oggi ampiamente adoperato in ambito costruttivo, fino a questo momento ha vissuto in un limbo normativo
La norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equi­valenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria che però, finalmente, propone regole chiare e condivise.
Ma quali sono? E cosa cambia per te?

In questi articoli di approfondimento illustriamo la norma e perché è così importante per il settore.

leggi qui Il monoblocco di “libera installazione”
leggi qui ⮕ Il monoblocco “proprietario”
leggi qui ⮕ Le informazioni che fanno la differenza. La Norma UNI 11979: Guida essenziale per serra­mentisti e produttori di controtelai e monoblocchi

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Buon costruire: qualità, durabilità e cultura del legno

“L’edilizia in legno è sostenibile per definizione?”

ANDREA DELL’ORTO
Giornalista e Esperto di Sostenibilità
Arch. MANUEL BENEDIKTER
Arch. Manuel Benedikter GmbH srlso
Ing. ALBINO ANGELI
Consigliere del CDA di Filiera Legno
STEFANO MORA
Direttore LegnoLegno
Ing. ANDREA GASPARI
Coordinatore del Laboratorio
Dipartimento di Ingegneria Trento
Dott . VANNI BOTTARO
Consigliere Incaricato Gruppo Edifici in Legno per Federazione Filiera Legno
MARCO POMPILI
Direttore Generale di Essepi

È con questa domanda che Andrea Dell’Orto, giornalista ed esperto di sostenibilità, ha aperto e moderato il convegno “Buon Costruire: prassi di qualità per edifici in legno efficienti, confortevoli e durevoli”, organizzato in collaborazione con l’Associazione Filiera Legno all’interno del BeOpen Porte & Finestre di Brescia. Una domanda che ha fatto da filo conduttore a tutto l’incontro, richiamando il senso profondo dell’iniziativa: dimostrare che la sostenibilità del legno non è un presupposto, ma un risultato da costruire con metodo, conoscenza e responsabilità condivisa.

Due i momenti principali del convegno, a cui sono seguite due tavole rotonde di approfondimento: il primo dedicato all’architettura, con l’intervento dell’architetto Manuel Benedikter; il secondo incentrato sull’ingegneria strutturale, con la relazione dell’ingegner Andrea Gaspari dell’Università di Trento.

Un dialogo che, pur partendo da prerogative differenti, ha portato a un’unica conclusione: la durabilità non è un attributo tecnico, ma un principio culturale che attraversa tutta la filiera del legno.

ARCHITETTURA E DURABILITÀ: LA PREVENZIONE COMINCIA DAL PROGETTO

Nel suo intervento di apertura, Manuel Benedikter ha posto le basi di una riflessione che parte dalla pratica progettuale per arrivare al significato più ampio del costruire in legno.

«Una progettazione consapevole – ha spiegato – rappresenta il presupposto fondamentale per garantire la durabilità delle costruzioni. Solo un approccio integrato, che unisca sensibilità architettonica, conoscenza della fisica tecnica e attenzione ai dettagli costruttivi, consente di realizzare edifici efficienti e con ridotte esigenze manutentive».

L’architetto altoatesino ha illustrato diversi casi studio, dal restauro del Mairhof del XIII secolo ai più recenti interventi CasaClima, evidenziando come la durabilità sia il frutto di una concezione progettuale coerente con il contesto ambientale e con la natura del materiale. Aggetti, facciate ventilate, corretta stratificazione e gestione delle discontinuità sono strumenti progettuali che, se ben governati, rendono il legno un alleato affidabile e duraturo.

Da queste premesse si è sviluppato un confronto vivace nella prima tavola rotonda, che ha visto dialogare Benedikter con Stefano Mora, direttore di LegnoLegno, e Albino Angeli di Filiera Legno. Quest’ultimo ha rimarcato come il legno non rappresenti soltanto una tecnologia alternativa, ma «un diverso modo di intendere il costruire». L’edilizia in legno, ha detto, «richiede precisione, coordinamento e una cultura di filiera che unisca architetti, tecnici e maestranze in un linguaggio comune».

Un aspetto particolarmente approfondito è stato quello delle aperture e dei serramenti, punti critici dell’involucro che influenzano direttamente la durabilità, la tenuta all’aria e la salubrità dell’edificio. Benedikter ha ricordato che «la gestione del nodo serramento deve essere pensata fin dalle prime fasi di progetto», mentre Mora ha sottolineato che «le discontinuità dell’involucro non sono un difetto, ma un elemento da governare: solo una progettazione conforme alla UNI 11673-1 e un controllo costante in cantiere garantiscono la tenuta e prevengono infiltrazioni o condense».

Il dibattito si è poi spostato sul comfort acustico, componente spesso sottovalutata del benessere abitativo. Su questo tema, l’architetto bolzanino ha indicato gli errori più comuni nella progettazione dei solai interpiano e nei giunti strutturali, invitando a non separare mai il comfort termico e acustico dal tema della durabilità. Mora ha inoltre aggiunto che «le prestazioni acustiche devono essere misurate in opera, non solo in laboratorio», richiamando l’importanza delle verifiche in fase di posa del serramento.

La discussione si è chiusa con un punto condiviso: la complessità dell’edificio moderno non deve tradursi in complicazione.

«L’innovazione – ha sintetizzato Benedikter – non è aggiungere tecnologia, ma mantenere coerenza tra materiali, funzioni e aspettative. La durabilità è un atto di semplicità consapevole».

INGEGNERIA E DURABILITÀ: MISURARE PER PREVENIRE

Il secondo momento del convegno ha spostato lo sguardo dall’approccio progettuale a quello tecnico-scientifico, con l’intervento dell’ingegner Andrea Gaspari, coordinatore del laboratorio del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Trento.

Nel suo contributo – “Ingegneria in legno e durabilità: fattori di rischio, metodo di stima del degrado e caso studio” – Gaspari ha ricordato che «la durabilità non è un evento casuale, ma il risultato di condizioni ambientali, progettuali ed esecutive che possono e devono essere controllate».

Attraverso metodi di analisi e casi di studio concreti, ha mostrato come sia possibile stimare il degrado già in fase di progetto, prevenendo così situazioni di deterioramento precoce e favorendo una cultura della manutenzione programmata.

«Le opere in legno – ha spiegato – richiedono la stessa razionalità manutentiva di qualsiasi altra struttura: conoscerne le peculiarità tecnologiche è il primo passo per garantirne la vita nominale prevista».

La seconda tavola rotonda ha visto la partecipazione di Vanni Bottaro, Filiera Legno, e Marco Pompili, direttore generale di Essepi. Pompili, portando l’esperienza industriale, ha sottolineato come la durabilità passi anche attraverso una revisione dei processi produttivi:

«Garantire risultati in opera significa ridurre le variabili di cantiere. I sistemi costruttivi off-site e la prefabbricazione permettono di trasferire la qualità industriale nella fase esecutiva, assicurando coerenza tra progetto e realizzazione e riducendo tempi, costi e imprevisti».

Il discorso è stato poi esteso da Bottaro alla dimensione sistemica, evidenziando come la crescita del settore renda ancora più urgente una cultura condivisa della durabilità: «Il comparto dell’edilizia in legno in Italia ha raggiunto nel 2023 un valore di produzione di 2,3 miliardi di euro, con una crescita del 3,2% rispetto all’anno precedente. È un segnale importante, sostenuto da un interesse crescente verso soluzioni costruttive sostenibili e innovative. I poli produttivi del Trentino-Alto Adige, della Lombardia e del Veneto restano strategici, ma vediamo ormai una diffusione anche nel Centro e nel Sud del Paese. L’edilizia scolastica in legno, spinta dai fondi PNRR, è un esempio concreto di questa evoluzione». Ha poi aggiunto che «questa espansione porta con sé nuove responsabilità: adattarsi ai cambiamenti normativi europei, garantire la gestione forestale sostenibile e investire in innovazione tecnologica. La filiera del legno è corta, ma complessa. La qualità del manufatto finale dipende da ogni anello: dal bosco alla segheria, dall’industria al cantiere. Innovazione e formazione devono procedere insieme per rendere il legno competitivo e credibile agli occhi del mercato».

Gaspari ha chiuso la sessione ricordando l’importanza del trasferimento tecnologico e del dialogo tra università e impresa: «La ricerca non può restare confinata al laboratorio. I risultati devono tradursi in buone prassi e protocolli condivisi, per rendere la durabilità un valore misurabile e replicabile nel tempo».

DURABILITÀ: UNA CULTURA CHE UNISCE

A unire i due momenti dell’incontro è stato un concetto comune: la durabilità come metrica della sostenibilità. Se per Benedikter la prevenzione nasce dal progetto e dal rispetto della materia, per Gaspari si consolida nella conoscenza tecnica e nella capacità di misurare. Entrambi convergono in una visione che rimette al centro la cultura della qualità: quella che attraversa i mestieri, le competenze e le responsabilità lungo tutta la filiera.

Come ha sintetizzato in chiusura Andrea Dell’Orto: «Durabilità significa coerenza: tra progetto e posa, tra conoscenza e applicazione, tra promessa e risultato. È la forma più concreta di sostenibilità, perché si misura nel tempo e nella vita reale degli edifici».

Il convegno ha così offerto una lettura matura dell’edilizia in legno: non solo una tecnologia ecologica, ma un modello di costruzione che unisce architettura, ingegneria e cultura del fare. Un messaggio chiaro per tutto il settore: la sostenibilità vera non si dichiara, si dimostra. E soprattutto, deve durare.


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WEBINAR CONTROTELAI E CONTROTELAI MONOBLOCCO DOPO LA NUOVA NORMA UNI 11979:2025

Caratteristiche prestazionali e requisiti

La norma UNI 11979:2025, pubblicata a maggio 2025, regolamenta i requisiti termici, acustici, di sicurezza e di tenuta agli agenti atmosferici dei controtelai e dei monoblocchi fornendo una trasparente e lineare confrontabilità dei prodotti sul mercato.

Controtelai di nuova concezione e monoblocchi sono tra i principali elementi in edilizia che hanno avuto la maggiore crescita sia tecnica/prestazionale sia di richiesta di mercato.

Conoscere bene la norma diventa indispensabile per proporre e valorizzare in maniera efficace controtelai e monoblocchi verso ogni tipologia di committenza

Approfondiremo insieme:

  • Scopo e obiettivo della norma specifica per controtelai e controtelai monoblocchi:

UNI 11979: 2025

  • Differenze tra monoblocchi di libera installazione e monoblocchi proprietari
  • Le caratteristiche prestazionali dei controtelai e controtelai monoblocco di libera installazione
  • Le caratteristiche prestazionali dei controtelai e controtelai monoblocco proprietari
  • L’incidenza della posa sulla verifica a norma dei controtelai e controtelai monoblocco
  • Esempi di verifiche sperimentali di laboratorio

ATTENZIONE: POSTI LIMITATI!
16:00-18:00  26 NOVEMBRE
Costo iscrizione: 90€+IVA

Relatore:

Davide Barbato Responsabile Qualità e Coordinatore delle attività di Laboratorio Tecnologico LegnoLegno

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Se devi fare rumore, fallo in silenzio

L’acustica nei serramenti tra normativa, dati e realtà

Tecnicamente, ogni suono può essere considerato un rumore; una raccolta di vibrazioni sonore udibili dall’orecchio umano che corrispondono a variazioni di pressione atmosferica.

Tuttavia, quando parliamo di rumore, difficilmente ci riferiamo a qualcosa di piacevole; “Smettila con questo rumore”, “Quanto rumore in questo locale”… Probabilmente è per questo, per la ricerca di un benessere quotidiano fortemente influenzato dai “rumori” di un mondo sempre meno silenzioso, che la richiesta di serramenti con buone prestazioni acustiche è aumentata significativamente nell’ultimo anno.

In realtà, oltre alla richiesta specifica della committenza, c’è un altro fattore in gioco: come avviene per ogni comparto del settore serramentistico, la crescente attenzione al rispetto dei requisiti normativi e legislativi ha portato a un aumento delle verifiche (Grafico 1) su diversi aspetti, tra cui:

  • Sostenibilità
  • Posa in opera
  • Risparmio energetico
  • Acustica

THANKS TO

Suddivisione per anno dei test acustici eseguiti nell’ultimo decennio

In relazione a quest’ultimo punto segnaliamo un aspetto interessante: i due principali riferimenti legislativi per l’acustica sono la legge 447 del 1995 e il D.P.C.M. del 05/12/1997; documenti che hanno quasi 30 anni. Tuttavia, è proprio questo il periodo in cui stanno avendo un impatto più rilevante con la conseguente sollecitazione alla valorizzazione dei prodotti con prestazioni acustiche note.

ANALISI DEI NUOVI DATI E SUPPORTI STATISTICI

L’elevato numero di test eseguiti ha permesso di rilevare importanti e particolari dati:

  • I prodotti testati hanno visto mediamente aumentare le proprie performance.
  • L’interesse dei serramentisti per il raggiungimento di prestazioni eccellenti è molto aumentato rispetto agli anni precedenti.
  • Nelle verifiche degli ultimi anni appare un “nuovo prodotto” oggetto di indagine: il monoblocco, la cui richiesta di caratterizzazione è legata all’enorme utilizzo previsto nelle nuove costruzioni e delle ristrutturazioni pesanti.

Vediamo come in 8 anni è cambiata la “tipologia” di prodotti verificati, per poi concentrarci sul cambio delle prestazioni offerte. (Grafico 2 e grafico 3)

Suddivisione delle prove acustiche per prodotto

Come si può notare il prodotto che la fa da padrone è sempre la finestra, seguito dalla porta (sia portafinestra, che portoncini di ingresso, blindati e anche porte interne) ma i monoblocchi “appaiono” nel grafico.

Concentrandoci quindi sul prodotto “finestra” vediamo come sono cambiati i dati medi in termini di Rw ottenuti. (Grafico 4 e grafico 5)

Qui le differenze si appianano. Il “valore” più frequente e il famoso “40 dB” e, come nell’aggiornamento 2017, con l’aumento del valore Rw la percentuale dei prodotti che riescono ad ottenere prestazioni superiori ai 44 dB crolla, evidenziando la difficoltà nel raggiungere indici di isolamento acustico come 46 dB, 47dB o addirittura 48 dB che (purtroppo…) oggi non è difficile trovare nelle richieste avanzate dalla committenza; parliamo principalmente di capitolati tecnici e di edifici adibiti a destinazioni d’uso quali scuole o ospedali.

I dati dei risultati aggiornati al 2025 derivano da circa 700 prove, eseguite su finestre di ogni materiale, dagli spessori più ridotti a quelli più importanti, con ogni profilo possibile di guarnizione, chiusura, gocciolatoio, ecc., pertanto possono essere considerati come un importante elemento di spunto.

Il valore “Rw medio” del vetro e della finestra, aggiornato al 2025 è:

Rw medio vetro → 41,54 dB

Rw medio finestra → 40,69 dB

In sostanza, se il serramento non presenta particolari problematiche, con un vetro da 42 dB è possibile pensare di ottenere un indice del potere fonoisolante della finestra di almeno 40 dB. (Grafico 6)

Questo dato è significativo: per ottenere una finestra che isoli acusticamente 40 dB, quindi in grado di soddisfare la maggior parte delle richieste acustiche della committenza, potrebbe essere considerato idoneo un vetro da 41,5 – 42 dB.

Non è necessario un vetro da 44 dB (col rischio di aumentare il valore economico del prodotto), allo stesso tempo un vetro da 40 dB potrebbe essere insufficiente.

APPROFONDIMENTO

Le prestazioni di isolamento acustico, per semplicità di lettura e per supportare il lettore, sono sempre espresse col solo indice di valutazione a numero unico: Rw.
Il comportamento del prodotto, che dipende dalla verifica alle diverse frequenze (da 100Hz a 3150Hz), ne
determina le caratteristiche acustiche. L’importanza della determinazione del potere fonoisolante in funzione della frequenze non e oggetto del presente articolo seppur fondamentale per la misurazione dei valori espressi.

Quindi, se con un vetro da 42 dBottengounserramentocon Rw da 40 dB, posso stimare che con un vetro da 47 dB si possa ottenere un serramento da 45 dB?

No, non è così. Non si può pensare che aumentando il valore Rw del vetro si ottenga un incremento proporzionale di isolamento. Ci viene in aiuto il concetto di scala logaritmica: un aumento di 3 dB significa raddoppiare l’intensità sonora.

Il grafico 7, particolarmente ricco di dati sperimentali, fornisce l’indicazione sui valori di prova ottenuti.

Considerate tutte le prove di isolamento acustico eseguite con un vetro ad esempio di 43 dB (colonna arancione – asse X) il valore medio ottenuto dai serramenti è Rw = 41,7 dB.

I valori numerici, derivanti da prove di Laboratorio sono i seguenti:

Come è facile notare, più il valore acustico del vetro aumenta e più si apre la forbice con il valore Rw misurato sul campione.

APPROFONDIMENTO

I valori indicati derivano da misurazioni eseguite dal laboratorio LegnoLegno.
Pure essendo dati che rappresentano una popolazione di campioni molto alta, non sono da intendersi come valori da poter utilizzare ai fini della conformita a norma dei singoli prodotti.

Soprattutto, e non è un errore di battitura, con un vetro da 49 dB il valore Rw medio misurato sui serramenti testati è minore al valore Rw medio misurato con vetri da 47 e 48 dB. Questo può dipendere da molteplici fattori: ci sono serramenti che per caratteristiche proprie, anche con un vetro molto performante, non hanno possibilità di ottenere un adeguato valore Rw. Si pensi ad esempio ad un serramento con guarnizioni insufficienti, tagliate male ed aperte negli angoli, con vetro mal sigillato e ferramenta fuori quota.

Sono numerose anche le prove durante quali è stato appurato che il valore di isolamento acustico “proprio” del vetro non corrispondeva al valore previsto documentalmente. Il primo accorgimento da avere nei casi ove sia previsto l’utilizzo di un vetro con valore Rw molto alto (diciamo oltre i 47 dB), è di richiedere al proprio fornitore un vetro con valore Rw “misurato” e non “stimato”.

Nelle schede del vetro nelle quali il valore Rw è stimato, è spesso indicato che il coefficiente è da intendersi con +/- 2dB: una variazione del valore enorme, soprattutto considerando gli obiettivi da raggiungere.

Riteniamo che i dati presentati nel presente articolo, aggiornati sino alle ultime verifiche acustiche, possano fungere da importante supporto preliminare all’effettuazione dei test, essere un supporto informativo per la committenza ed infine essere utilizzati come strumento di dialogo da parte del serramentista.

Esprimere le proprie conoscenze con adeguati supporti tecnici permette di “comunicare” con più forza, di far sentire con autorevolezza e competenza la propria voce… sempre però senza fare troppo rumore.

PER SAPERNE DI PIÚ

DAVIDE BARBATO

Responsabile Qualità Laboratorio Tecnologico LegnoLegno

Info: davide.barbato@legnolegno.it


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