Decreto CAM Edilizia 2025: novità per i serramenti e sintesi dei più rilevanti requisiti
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Decreto CAM Edilizia 2025: novità per i serramenti e sintesi dei più rilevanti requisiti

L'Impatto per le aziende del settore

In data 3 dicembre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Decreto CAM Edilizia 2025: Adozione dei criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e affidamento di lavori per interventi edilizi” che aggiorna i requisiti anche per il settore serramento, nonché per i relativi materiali, componenti ed accessori.

Il decreto entrerà in vigore 60 gg dopo la data di pubblicazione, il 2 febbraio 2026, abrogando i CAM precedenti e le loro modifiche.

La revisione ha aggiornato i requisiti anche per il settore dei serramenti, inclusi i materiali, i componenti e gli accessori correlati.

Il comparto dovrà adeguarsi ai nuovi requisiti ambientali obbligatori previsti per gli appalti e per le forniture destinate alle pubbliche amministrazioni. Le imprese saranno tenute a verificare la conformità dei propri prodotti alle certificazioni richieste, avvalendosi anche di enti terzi accreditati.

In particolare, segnaliamo l’introduzione di specifici requisiti (obbligatori e premianti) relativi alla conformità del progetto esecutivo di installazione dei serramenti ed alla sua esecuzione operativa, documentabile attraverso il marchio Progettazione Posa Qualità e il marchio Posa Qualità.


Nel seguito trovare una sintesi esemplificativa dei più rilevanti requisiti richiesti dal Decreto per le varie categorie di prodotto:

>> Serramenti esterni e oscuranti

>> Schermature solari

>> Porte

>> Pannelli e derivati a base legno

>> Monoblocchi e cassonetti

Le imprese che vogliono operare negli interventi della PA dovranno documentare il soddisfacimento degli specifici requisiti richiesti.

Serramenti esterni e oscuranti

Il nuovo Decreto CAM 2025 individua specifici requisiti per serramenti esterni e oscuranti, tra i quali:

  • Per i prodotti in legno, provenienza della materia prima e certificazione della catena di custodia FSC/PEFC
  • Per i profili dei prodotti in PVC e alluminio, percentuale di materia riciclata
  • Emissioni VOC di prodotti vernicianti, sigillanti e adesivi
  • Per i prodotti vernicianti, assenza di sostanze pericolose per l’ambiente acquatico
  • Progettazione dei sistemi di posa in conformità a UNI 11673-1, a marchio Progettazione Posa Qualità
  • Esecuzione dell’installazione in conformità a UNI 11673-1, a marchio Posa Qualità
  • Qualificazione/certificazione delle competenze dei posatori
  • Eventuale presenza di contenuto di riciclato in materiali, componenti, accessori

Per ciascun requisito il Decreto specifica puntualmente le modalità per documentarne il soddisfacimento.

Schermature solari

Il nuovo Decreto CAM 2025 individua requisiti applicabili anche alle schermature solari (in ragione della loro composizione), tra i quali:

  • Fattore di trasmissione solare (gtot)
  • Emissioni VOC di prodotti vernicianti, sigillanti e adesivi
  • Per i prodotti vernicianti, assenza di sostanze pericolose per l’ambiente acquatico
  • Eventuale presenza di contenuto di riciclato in materiali, componenti, accessori

Per ciascun requisito il Decreto specifica puntualmente le modalità per documentarne il soddisfacimento.

Porte

Il nuovo Decreto CAM 2025 individua possibili requisiti per le porte, tra i quali:

  • Per i prodotti in legno, provenienza della materia prima e certificazione della catena di custodia FSC/PEFC
  • Emissioni VOC di prodotti vernicianti, sigillanti e adesivi
  • Per i prodotti vernicianti, assenza di sostanze pericolose per l’ambiente acquatico
  • Qualificazione/certificazione delle competenze dei posatori
  • Eventuale presenza di contenuto di riciclato in materiali, componenti, accessori

Per ciascun requisito il Decreto specifica puntualmente le modalità per documentarne il soddisfacimento.

Pannelli e derivati a base legno

Il nuovo Decreto CAM 2025 individua requisiti applicabili a pannelli e prodotti derivati del legno, tra i quali (se applicabili):

  • Provenienza della materia prima e certificazione della catena di custodia FSC/PEFC
  • Emissioni VOC di prodotti vernicianti, sigillanti e adesivi
  • Per i prodotti vernicianti, assenza di sostanze pericolose per l’ambiente acquatico
  • Eventuale presenza di contenuto di riciclato

Per ciascun requisito il Decreto specifica puntualmente le modalità per documentarne il soddisfacimento.

Monoblocchi e cassonetti

Il nuovo Decreto CAM 2025 individua requisiti applicabili anche a monoblocchi e cassonetti copriavvolgibili, tra i quali:

  • Per i prodotti aventi elementi legno, provenienza della materia prima legno e certificazione della catena di custodia FSC/PEFC
  • Emissioni VOC di prodotti vernicianti, sigillanti e adesivi
  • Per i prodotti vernicianti, assenza di sostanze pericolose per l’ambiente acquatico
  • Eventuale presenza di contenuto di riciclato in materiali, componenti, accessori

Per ciascun requisito il Decreto specifica puntualmente le modalità per documentarne il soddisfacimento.

Per avere maggiori informazioni, siamo disponibili ad una video call oppure a una telefonata.

Puoi fissare un appuntamento cliccando questo link, scegliendo il giorno e l’ora per te più comodi.

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FSC® E PEFC: cresce il numero di aziende certificate nella filiera del serramento in legno

Un percorso tracciabile e responsabile che premia le imprese e risponde alle richieste di mercato e della Pubblica Amministrazione

Negli ultimi due anni, sempre più produttori di serramenti in legno manifestano interesse per il Marchio FSC®/PEFC, innanzitutto desiderano capire bene “di cosa si tratta?” e poi di “come lo si ottiene?”.

Si tratta di un Marchio che garantisce che il legname, utilizzato per la produzione di serramenti in legno, provenga da foreste gestite in modo responsabile proteggendo la qualità dell’acqua, evitando il taglio di foreste antiche e prevenendo la perdita di copertura forestale. Vengono così offerti benefici am-bientali, sociali ed economici, strettamente intrecciati, che soddisfano la crescente domanda di consumo sostenibile da parte di consumatori e Governi.

Adottando la certificazione FSC®/PEFC le aziende possono accedere a nuovi mercati, migliorare la loro reputazione e dimostrare il loro impegno verso la sostenibilità, proteggendo la biodiversità e i diritti delle comunità.

Consorzio LegnoLegno negli ultimi due anni ha seguito decine di aziende che volevano ottenere il Marchio FSC®/PEFC. Aziende di tutte le dimensioni: grandi, medie e piccole che hanno in comune la volontà di proseguire il processo virtuoso che parte dalle foreste fino ad arrivare nelle nostre case.

La procedura segue due percorsi differenti a seconda del numero di dipendenti e del fatturato aziendale: individuale o di gruppo, che hanno un impegno economico leggermente diverso.

Per accedere alla procedura di Gruppo i limiti sono:

FSC® non avere più di 15 dipendenti oppu-re avere un fatturato complessivo massimo pari a 2 Mln di Euro

PEFC non avere più di 50 dipendenti e un fatturato complessivo massimo pari a 10 Mln di Euro

Abbiamo seguito i serramentisti nel processo di informazione e formazione, fino all’ottenimento del Marchio FSC®/PEFC da parte di un ente di certificazione.

Il Marchio una volta ottenuto deve essere mantenuto: ogni anno vengono effettuate verifiche documentali da parte dell’ente di certificazione che lo ha rilasciato.

Una volta ottenuta la Certificazione FSC®/ PEFC i serramentisti possono apporre l’etichetta FSC®/PEFC sui loro prodotti così forniscono informazioni chiare sull’origine del ma-teriale (FSC® 100%, FSC® Misto, FSC® Rici-clato), rafforzando la fiducia dei consumatori.

Vogliamo ricordare al serramentista che vende i suoi prodotti alla Pubblica Amministrazione che dovrà fare la Mappatura CAM dei suoi prodotti e l’avere il Marchio FSC®/PEFC è un criterio premiante.

Last but not the least, gli standard di certificazione di sostenibilità degli edifici (LEED, BREEAM, ecc.) incentivano l’uso di materiali certificati FSC®, aprendo le porte a settori in crescita.

Consorzio LegnoLegno continua a supportare il settore verso una produzione sempre più sostenibile, nel 2025 sono 28 le imprese con catena di custodia attiva, 17 con procedura di gruppo e 11 con procedura individuale.

Scopri le aziende con catena di custodia by LegnoLegno

ELENA LENASSI
Account Commerciale Laboratorio Tecnologico LegnoLegno


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EPD, una crescita che parla al mercato: trasparenza e valore per la filiera

Dal 2015 a oggi le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) hanno conosciuto una crescita continua. Dati, settori e prospettive mostrano come questo strumento sia ormai parte integrante della competitività delle imprese. Una dinamica che riguarda da vicino anche il comparto serramenti.La Scommessa di LegnoLegno per il Futuro delle Imprese

Origini e riconoscimenti

Le EPD nascono come etichette ambientali di tipo III (ISO 14025), basate su studi di ciclo di vita (LCA) e verificate da enti indipendenti. In pochi anni sono passate dall’essere uno stru-mento per addetti ai lavori a un requisito sempre più richiesto lungo le filiere produttive.

In Italia il programma di riferimento è EPDI-taly, attivo dal 2015 e riconosciuto dal 2016 (come Established Program Operator) a livello europeo tramite Eco Platform e accreditato da Accredia: due garanzie che ne hanno favorito la credibilità e l’utilizzo, anche negli appalti pubblici grazie al richiamo nei Criteri Ambientali Minimi (CAM).

THANKS TO

Numeri in crescita

La traiettoria dei numeri è impressionante.

Se nel 2016 le EPD pubblicate dal Program Operator italiano erano appena 5, a giugno 2025 il totale ha raggiunto quota 860, con un incremento del 64% rispetto all’anno precedente. Il settore delle costruzioni guida la classifica con 472 dichiarazioni (56%), seguito dall’elettrico ed elettronico con 327 (39%), mentre il restante 5% riguarda altri ambiti in-dustriali. Il caso del calcestruzzo è emblema-tico: da 22 a 75 EPD in dodici mesi, con un balzo pari al 241%.

Accanto a esso spiccano trasformatori di potenza (57 EPD), cavi e fili, quadri elettrici, moduli fotovoltaici, piastrelle in ceramica e altri prodotti che hanno fatto della trasparenza ambientale un vantaggio competitivo. (Immagine A)

Settori emergenti

La crescita non riguarda solo i settori tradizio-

nali. Negli ultimi anni hanno iniziato a entrare realtà come moda, design, alimentare ed energia.

Si tratta di aree con forte esposizione pubblica e commerciale, nei quali la sostenibilità certificata diventa un requisito di reputazione e di accesso al mercato. È un segnale forte anche per la filiera del legno e del serramento, che si colloca da sempre al crocevia fra edilizia e design, con prodotti che uniscono pre-stazioni tecniche ed estetiche. (Immagine B)

Serramenti in movimento

All’interno di questo scenario, il mondo dei serramenti ha già iniziato a muoversi. Oggi si contano circa 15 EPD che riguardano direttamente finestre, porte, profili e accessori. Non un numero enorme, ma sufficiente a dimostrare che la filiera non è ferma: ci sono aziende che hanno già scelto di dotarsi di una carta d’identità ambientale come biglietto da visi-ta tecnico e commerciale. Per un settore che vive di qualità costruttiva, efficienza energetica e comfort abitativo, è una direzione naturale. Una EPD permette infatti di certificare il contributo ambientale di soluzioni come serramenti in legno-alluminio, sistemi vetrocamera ad alte prestazioni, accessori innovativi per la posa e la tenuta, offrendo garanzie aggiuntive a progettisti e clienti finali.

Regole comuni

Alla base delle dichiarazioni ci sono le Product Category Rules (PCR), regole univoche per ciascuna tipologia di prodotto. Al 2025 ne sono state pubblicate 45 (37 per prodotti e 8 per servizi), con altre 5 in elaborazione. Questo lavoro metodologico, coordinato da EPDItaly, assicura che le EPD siano comparabili: misurare i propri impatti significa confrontarsi a paritàdi regole, rendendo credibile il mercato della sostenibilità e premiando chi investe davvero in processi trasparenti.

Digitalizzazione e strumenti

Un altro elemento chiave è la digitalizzazione.

Dal 2019 le dichiarazioni possono essere pubblicate in formato digitale, integrabile nei software LCA e nei flussi BIM.

Nel 2025 le EPD digitalizzate hanno superato quota 1.700, con un incremento del 95% rispetto all’anno precedente.

Parallelamente sono cresciuti gli strumen-ti di supporto: oggi sono 41 i tool qualificati che permettono di redigere le dichiarazioni in modo rapido ed efficiente, e circa il 25% delle EPD nasce proprio da questi strumenti.

Per le imprese del serramento, spesso piccole o medie, questo significa poter accedere a percorsi semplificati, senza perdere la solidità del metodo e della verifica.

Dimensione internazionale

La crescita ha anche una dimensione internazionale. A oggi 275 aziende di 25 Paesi hanno scelto di pubblicare le proprie EPD attraverso EPDItaly. La maggior parte è italiana (64%), ma è forte anche la presenza cinese (19%) e quella europea, con realtà provenienti da Germania, Spagna e Austria, oltre a Brasile, Norvegia e Stati Uniti. Grazie agli accordi di mutuo ricono-scimento tra Program Operator, le EPD italiane sono valide anche all’estero senza ulteriori verifiche, aprendo la strada a esportazioni più semplici e credibili.

Per chi produce serramenti ed è orientato all’export, significa presentarsi con credenziali già riconosciute in diversi mercati. (Immagine C)

Vantaggi per le imprese

Perché, in concreto, una EPD conviene a un serramentista? Perché aiuta a competere me-glio nelle gare pubbliche, dove il richiamo nei CAM porta vantaggi tangibili; perché rafforza la credibilità commerciale verso progettisti e clienti finali, sempre più attenti ai criteri ESG; perché differenzia l’azienda in un mercato ad alta concorrenza; perché apre opportunità di internazionalizzazione. In altre parole, la EPD non è un mero adempimento tecnico, ma un investimento che genera valore.

Trasparenza e futuro

Il loro punto di forza è la trasparenza. Una EPD non stabilisce soglie, ma comunica dati verificati su consumi di energia e materie pri-me, emissioni, rifiuti e scarichi. È uno strumento che traduce la sostenibilità da parola generica a informazione concreta, comparabile e spendibile. Per la filiera del legno e del serramento, questo significa avere in mano un elemento di fiducia che può diventare parte integrante della proposta al mercato.

Il futuro del sistema si gioca su tre direttrici: ulteriore digitalizzazione, con banche dati interoperabili a livello europeo; ampliamento delle PCR per includere nuove categorie di prodotto; crescente pressione normativa, che spingerà sempre più imprese a dotarsi di una dichiarazione. In questo scenario, chi ha già iniziato a percorrere la strada delle EPD sarà avvantaggiato, con benefici in termini di competitività e reputazione.

Cultura d’impresa

Le EPD non sono solo un documento tecnico, ma un modo di fare cultura d’impresa. Significano misurare i propri impatti, comunicarli con chiarezza e giocare la sfida del mercato su basi trasparenti. Per il serramento, come per altri settori, è una leva per crescere con serietà e dinamismo, costruendo valore nel tempo e rafforzando la fiducia dei clienti.

Scopri le aziende Verso l’Etichettatura Ambientale (EPD)

VOC e qualità dell’aria: il ruolo della certificazione

Controllo delle emissioni in ambienti indoor da materiali da costruzione e arredi

Qualità dell’aria indoor: un fattore chiave per salute e comfort

I composti organici volatili, comunemente noti come VOC (dall’inglese Volatile Organic Compounds), sono una vasta categoria di sostanze chi-miche caratterizzate da elevata volatilità, che possono essere rilasciate in ambiente indoor a partire da materiali da costruzione, prodotti per l’arredo, rivestimenti e finiture. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) infatti, l’esposizione prolungata a concentrazioni elevate di VOC può determinare effetti negativi sulla salute, tra cui irritazioni oculari e delle vie respiratorie, mal di testa, reazioni allergiche e, nei casi più gravi, conseguenze sul sistema nervoso centrale e sul fegato. Alcuni composti specifici, come la formaldeide e il benzene, sono classificati come sostanze cancerogene e pertanto la loro presenza in ambienti chiusi deve essere ridotta al minimo.

In Italia, i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, adottati con decreto ministeriale D.M. 23 giugno 2022 n. 256 e successivo Decreto correttivo del 5 agosto 2024, stabiliscono valori soglia di specifici composti considerati nocivi per la salute come, ad esempio, formaldeide, benzene e toluene. Inoltre, tra i requisiti più rilevanti vi è il limite obbligatorio per il TVOC a 28 giorni ≤ 1,5 mg/m³ ed un ulteriore limite premiante per i TVOC a 28 giorni ≤ 1,0 mg/m³. Tali limiti, determinati attraverso prove di camera di emissione, risultano vincolanti per i materiali da costruzione destinati a spazi pubblici e privati.

Di fatto i CAM edilizia sono operativi e obbligatori per tutti gli appalti pubblici, sia per nuove costruzioni sia per ristrutturazioni, garantendo maggiore uniformità e certezza nella loro applicazione.

Il rispetto dei CAM rappresenta oggi non solo un obbligo legale per gli appalti pubblici, ma anche un potente strumento per promuovere la salubrità degli ambienti, l’edilizia sostenibile e l’accesso a protocolli internazionali come LEED e WELL, nonché a strumenti di qualificazione ambientale sempre più richiesti dal mercato.

Il ruolo della certificazione di prodotto per le emissioni VOC

La certificazione di prodotto relativa alle emissioni VOC riveste un ruolo cruciale nel garantire che gli arredi e i materiali da costruzione rispettano rigorosi standard di qualità.

La certificazione di prodotto non solo rassicura i consumatori sulla salubrità dei prodotti acquistati, ma assicura anche ai produttori la conformità ai regolamenti vigenti, evitando sanzioni legali e facilitando l’accettazione dei prodotti nei mercati globali.

Alla luce dei più recenti aggiornamenti normativi, la certificazione as-sume un significato ancora più rilevante: in un contesto dove i CAM Edilizia sono obbligatori, poter dimostrare la conformità attraverso schemi certificativi riconosciuti rappresenta un elemento competitivo e strategico per le imprese che al tempo stesso possono valorizzare le loro produzioni garantendo un’elevata affidabilità del proprio prodotto per la tutela della salute dei consumatori.

Le certificazioni COSMOB Qualitas Praemium “Indoor Hi-Quality”

Nell’ambito di una strategia volta a rafforzare la competitività delle azien-de, la Divisione Certificazione di Prodotto Cosmob ha diversificato e rafforzato ulteriormente la propria offerta di servizi attraverso due schemi di certificazione dedicati alla verifica delle emissioni di VOC con riferimento a limiti di legge e conformità ai regolamenti internazionali sia dei prodotti d’arredo sia di quelli da costruzione.

Il marchio CQP Indoor Hi-Quality, disponibile in diversi livelli pre-stazionali, garantisce che il prodotto certificato soddisfi requisiti di emissione coerenti sia con gli obblighi di legge, sia con le specifiche volontarie previste da protocolli e sistemi di qualità ambientale rico-nosciuti a livello globale.

Applicazione nei materiali da costruzione

Per il settore edilizio, COSMOB propone due livelli distinti che attestano la “Low Voc Emission”:

  • CQP Indoor Hi-Quality – Standard
  • CQP Indoor Hi-Quality – Plus

Entrambi sono riconosciuti tra i criteri di valutazione previsti dal CAM Edilizia (Criteri Ambientali Minimi).

Il livello Plus attesta la conformità sia ai requisiti obbligatori, sia ai requisiti premianti previsti dal CAM, agevolando le aziende nella qua-lificazione ambientale dei prodotti ai fini delle gare pubbliche e della committenza istituzionale.

Applicazione nei prodotti del settore legno-arredo

Nel comparto legno-arredo, il marchio CQP Indoor Hi-Quality rappresenta da oltre 15 anni una referenza con-solidata per la certificazione delle emissioni indoor.

L’offerta è stata recentemente ampliata con l’introduzione del livello CQP Indoor Hi-Quality GOLD, pensato per rispondere agli standard più avanzati richiesti dai principali sistemi internazionali di regolamen-tazione delle emissioni VOC.

  • la certificazione attesta la conformità alle normative europee e ai requi-siti nazionali (CAM Arredi per Interni), oltre che ai principali protocolli volontari, tra cui: LEED v5, WELL v2, Living Building Challenge (LBC) ed Ecolabel UE.
  • la certificazione, livello GOLD, certifica la conformità del prodotto ad una vasta gamma di sistemi di etichettatura facendo rientrare tali prodotti tra le soluzioni a bassissima emissione VOC e soddisfare i requisiti dei più stringenti schemi internazionali sul tema della qualità dell’aria Indoor: LEED v5, CAM Arredi, Level / FEMB, LBC, Danish Indoor Climate, French HQE, WELL v2, Nordic Swan Ecolabel, Blue Angel, RAL GZ 430/2, Austrian Ecolabel Criteria – UZ 06 e Eco Product Norway.

Etichetta “Low VOC Emission” e classi emissive

A conclusione dell’iter certificativo, COSMOB rilascia un marchio di conformità corredato da un’etichetta “Low VOC Emission”, che rap-presenta uno strumento di comunicazione chiaro e trasparente rivolto al consumatore e agli operatori di mercato.

L’etichetta evidenzia la classe di emissione di appartenenza del pro-dotto finito:

  • Classe C: TVOC > 2,0 mg/m³
  • Classe B: TVOC < 2,0 mg/m³
  • Classe A: TVOC valori compresi fra 1,0 e 2,0 mg/m³
  • Classe A+: TVOC ≤ 1,0 mg/m³
  • Classe A++: TVOC < 0,5 mg/m³ (prodotti a bassissima emissione VOC)

Questo sistema di classificazione si integra perfettamente con i requi-siti fissati dal nuovo quadro normativo, consentendo ai produttori di valorizzare i propri prodotti come soluzioni conformi e competitive, non solo sul piano nazionale ma anche in riferimento ai principali protocolli internazionali.

Casi pratici di rilevazione VOC

Porte interne

Durante un audit di mantenimento su una linea di porte interne (laccate, laminate e impiallacciate), sono stati selezionati tre campioni rappresen-tativi e sottoposti a prova in camera di emissione secondo lo standard californiano CDPH. Le verifiche hanno riguardato sostanze prioritarie come formaldeide, toluene, xilene e altri composti organici volatili. I risultati hanno mostrato:

  • TVOC a 336 ore sempre entro i limiti e ben al di sotto della soglia LEED di 500 µg/m³.
  • Presenza residuale di alcuni composti (es. etilene glicol monometil etere acetato, dimetilformammide, tracce di xileni e toluene), tutti comunque a livelli nettamente inferiori ai valori limite fissati dagli standard di riferimento.
  • Conformità complessiva ai criteri previsti dai CAM e dai requisiti volontari di schemi come il LEED.

Grazie a questi risultati, il produttore ha mantenuto la certificazione CQP Indoor Hi-Quality, confermando la conformità della propria gamma di porte ai requisiti emissivi e garantendo la possibilità di impiego anche in contesti regolamentati da protocolli ambientali internazionali.

Pitture per interni

Un’azienda produttrice di pitture murali ad acqua ha sottoposto una linea completa di prodotti (idropitture, lavabili e traspiranti) a verifiche di emissione. I risultati hanno evidenziato:

  • VOC totali ben al di sotto dei limiti CAM Edilizia
  • Formaldeide quasi assente
  • Altri composti critici (benzene, toluene, xilene) sempre sotto le soglie di rilevabilità.

Grazie a queste performance, le pitture hanno ottenuto la certificazione “Indoor Hi-Quality – Plus”,che attesta non solo la conformità ai requisiti obbligatori dei CAM Edilizia, ma anche il rispetto dei criteri premianti.

Questi esempi mostrano come la certificazione non sia solo un adem-pimento normativo, ma anche un’opportunità di miglioramento tecnico e un vantaggio competitivo per le imprese.

Ricerca, innovazione e aggiornamento continuo

La Divisione Certificazione di Prodotto di COSMOB si impegna a com-prendere e anticipare le esigenze del mercato, adottando un approc-cio proattivo nell’aggiornamento e nell’ampliamento degli strumenti di certificazione disponibili. Questo include sia la ricerca di nuove aree dedicate alle analisi chimiche analitiche, sia lo sviluppo di standard di certificazione, per garantire che i prodotti siano conformi alle esigenze di un mercato globale sempre più attento alla salute e alla sostenibilità ambientale.

Inoltre, il laboratorio può vantare una nuova sede, posizio-nandosi come uno degli hub tecnologicamente più avanzati in Italia al servizio dell’industria manifatturiera; negli oltre 5.000 mq rappresenta oggi un modello di sostenibilità con i più avanzati criteri di utilizzo e valorizzazione delle risorse naturali ed energetiche.


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Conformità CAM: chiarezza, metodo e controllo documentale

Problematiche ricorrenti nella conformità dei documenti richiesti dal decreto per il rispetto dei criteri ambientali minimi (CAM edilizia)

Come ormai sappiamo, i CAM (Criteri Ambientali Minimi) sono requisiti obbligatori da rispettare per poter operare negli interventi della Pubblica Amministrazione e hanno l’obbiettivo di garantire la sostenibilità sia per le nuove costruzioni che per le ristrutturazioni.


A tal proposito, Legnolegno mette a disposizione le proprie competenze, attraverso il Servizio Mappatura CAM, con lo scopo di supportare i serramentisti nella verifica della conformità dei loro prodotti ai Requisiti indicati nel Decreto CAM Edilizia.

La Mappatura CAM e un documento che Legnolegno rilascia alle aziende a seguito della verifica documentale del rispetto dei requisiti CAM. In questo documento vengono riportati tutti i requisiti che il prodotto analizzato e in grado di soddisfare con allegata tutta la documentazione, verificata da Legnolegno, che ne attesta il reale soddisfacimento.

Ad oggi, Legnolegno ha collaborato con oltre 30 Aziende ed analizzato piu di 50 prodotti. Da queste esperienza, e emerso che vi possono essere diverse problematiche nel reperimento della documentazione corretta richiesta ai fini del soddisfacimento dei requisiti CAM.

In questo numero della rivista analizzeremo alcune delle casistiche di errore piu ricorrenti, limitandoci ad alcuni tra i tanti documenti che riceviamo durante le verifiche per l’ottenimento della Mappatura CAM di un prodotto.

1° caso: Certificazione CoC FSC® / PEFC

Il Decreto CAM stabilisce che il Serramentista debba ottenere la Certificazione di Catena diCustodia (CoC) FSC® / PEFC, al fine di garantire la tracciabilità del legname dalla foresta al consumatore finale.

Di seguito vediamo 2 tipologie di Certificazione:

1) Certificazione CoC del fornitore di legname del serramentista: questo documento attesta che il fornitore di legname del serramentista lavora e commercializza legname certificato;

2) Certificazione CoC del serramentista: questo documento certifica che il Serramentista acquista legname FSC e lo utilizza per la produzione di porte, finestre e serramenti;

Conclusioni:

In questo caso, solamente la Certificazione di Catena di Custodia del serramentista e valida al fine del soddisfacimento del requisito CAM in quanto tale requisito e riferito ai prodotti legnosi e non alla materia prima. Il serramentista, grazie a tale Certificazione, garantisce che la produzione del proprio serramento e avvenuta con l’utilizzo di legname proveniente da foreste certificate.

2° caso: Schede di Sicurezza Pitture e Vernici

Il Decreto CAM stabilisce che le pitture e le vernici non devono contenere sostanze in concentrazioni tali da classificarle come pericolose per l’ambiente acquatico di categoria 1 e 2 con i seguenti codici: H400 – H410 – H411 ai sensi della sezione 4.1 Allegato 1 del regolamento (CE) n.1272/2008 (CLP).

Di seguito vediamo 2 tipologie di documenti:

1) Scheda di Sicurezza: tale documento indica che, tra tutte le sostanze/miscele presenti nella vernice, sono presenti sostanze classificate pericolose per l’ambiente acquatico con il codice H411;

2) Schede di Sicurezza e Dichiarazione Legale Rappresentante: la Scheda di Sicurezza attesta che la vernice non contiene miscele o sostanze pericolose per l’ambiente acquatico; inoltre, e accompagnata anche da una Dichiarazione del Legale Rappresentante;

Conclusioni:

In questo caso, risulta conforme solo la Scheda di Sicurezza accompagnata dalla Dichiarazione del Legale Rappresentante, poichè il Decreto CAM stabilisce che nella Scheda di Sicurezza non devono essere presenti sostanze o miscele classificate come pericolose per l’ambiente acquatico e che tale documentazione deve essere integrata da una Dichiarazione del Legale Rappresentante. Mentre, la sola Scheda di Sicurezza, non puo essere considerata un documento idoneo, in quanto non solo riporta la presenza di sostanze pericolose per l’ambiente acquatico, ma inoltre non e accompagnata dalla Dichiarazione del Legale Rappresentante.

3° caso: Certificazioni/Test Report relativi alle Emissioni VOC

Il Decreto CAM stabilisce che alcune categorie di materiali, tra cui, nel nostro caso, Adesivi, Sigillanti, Pitture e Vernici, a contatto con l’ambiente interno, debbano rispettare i limiti di emissione previsti dal Decreto e rilevati secondo la norma UNI EN 16516 o UNI EN ISO 16000-9.

Di seguito vediamo 2 tipologie di documenti:

1) Scheda tecnica Sigillante: questo documento non dimostra i valori relativi alle emissioni VOC del sigillante, ma bensì ne indica solamente le caratteristiche e l’utilizzo.
2) Certificazione GEV-EMICODE® EC1- PLUS: questo documento, rilasciato da un ente riconosciuto, è uno degli schemi di Certificazione ammessi dal Decreto CAM, che attesta la conformità ai limiti
delle emissioni VOC.

Scopri le aziende con CAM by LegnoLegno

Conclusioni:

In questo caso, solamente la Certificazione EMICODE EC1-PLUS, essendo uno schema di certificazione ammesso dal Requisito Premiante delle Emissioni VOC del Decreto CAM, è un documento conforme che comprova l’idoneità ai limiti delle emissioni VOC. La scheda tecnica, pur riportando il logo “GEV-EMICODE EC1-PLUS”, non è sufficiente poiché non costituisce un documento ufficiale rilasciato da un ente di parte terza.

Come Legnolegno supporta le aziende

L’identificazione dei requisiti CAM e la verifica della documentazione che ne attesta la conformità devono essere effettuate con precisione e competenza tecnica. Per questo Legnolegno offre:
Mappatura CAM: suppor to alle ziende nell’individuazione, valutazione e controllo della documentazione necessaria per il rispetto dei requisiti CAM applicabili a ciascun prodotto;
Certificazione CoC FSC®/PEFC: assistenza alle aziende per ottenere la certificazione di Catena di Custodia FSC®/PEFC, sistema di tracciabilità del materiale richiesto ai fini CAM;
Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD): supporto nell’analisi del ciclo di vita dei serramenti, tramite il software validato LCA Tool, finalizzata alla generazione dell’EPD;
Certificazione/Qualificazione EQF3 e/o EQF4: formazione e accompagnamento dei posatori per il conseguimento della certificazione delle competenza, attraverso un percorso formativo con esame finale.

ALESSIAFILANCI

Dipartimento Energia Consorzio LegnoLegno


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CAM edilizia: come cambia il mercato dei serramenti

Negli ultimi anni, l’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) ha avuto un impatto significativo sul settore dei serramenti, specialmente per quanto riguarda gli interventi della Pubblica Amministrazione. Questi requisiti, introdotti per garantire la sostenibilità sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni, hanno incentivato l’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale.

Qual è l’impatto dei CAM Edilizia sul mercato dei serramenti?

I CAM influenzano sia i produttori di serramenti che i loro fornitori, poiché entrambi sono stati chiamati ad adeguarsi a requisiti più stringenti in termini di sostenibilità ambientale e qualità dei materiali.

THANKS TO

Effetti principali sul mercato:

  1. Aumento della domanda di materiali qualificati: I CAM richiedono l’utilizzo di materiali provenienti da filiere sostenibili o contenenti materia riciclata, certificati secondo standard ambientali riconosciuti o caratterizzati da specifiche prestazioni in materia di salute e sicurezza. Questo comporta una maggiore richiesta di legno certificato FSC® o PEFC e di materiali riciclati nell’alluminio e nel PVC.
  1. Aumento della domanda di prodotti più sostenibili: I CAM richiedono l’utilizzo di materiali a basso contenuto di composto organici volativi (VOC), come sigillanti, adesivi e vernici, che entrano in contatto con l’ambiente interno. Questo spinge i produttori di materiali ad un investimento in ricerca e sviluppo per creare prodotti con un ridotto impatto ambientale e per poterne documentare le prestazioni, in conformità alle norme tecniche vigenti.
  1. Aumento della domanda di Certificazioni ambientali: I CAM richiedono che i prodotti siano dotati di Certificazioni Ambientali in modo da documentare gli impatti lungo l’intero ciclo di vita. Di conseguenza, è aumentata la richiesta di Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD).
  1. Aumento della domanda di formazione professionale: I CAM richiedono l’impiego di personale qualificato nella posa in opera dei serramenti. Ciò implica ad una maggiore richiesta di formazione e soprattutto Certificazione dei posatori.

Per effetto dei fondi europei messi a disposizione dal nostro Paese, si è registrato un aumento dei lavori della Pubblica Amministrazione, e le previsioni per il 2025 sembrano confermare tale tendenza. Del resto, i cantieri pubblici, come scuole, ospedali, comuni ecc. rappresentano oggi gran parte del mercato edilizio per alcune regioni italiane.

Questo significa che l’accesso al mercato dei lavori pubblici non è più un’opzione, ma, vista la prospettiva di parziale riduzione degli interventi privati, diventa una necessità per le aziende che vogliono restare competitive.

Come essere pronti alla richiesta dei CAM?

Come abbiamo già detto, i CAM sono requisiti che vengono richiesti sia al produttore, ovvero serramentista, che ai loro fornitori. Di seguito una tabella riepilogativa con alcune indicazioni che i produttori di serramenti e i suoi fornitori di materiale e componenti devono seguire al fine di adempiere ai requisiti CAM.

Concludendo, possiamo dire che i CAM rappresentano una sfida per molte realtà produttive, ma al tempo stesso offrono un’importante opportunità di crescita in termini di innovazione e soprattutto sostenibilità ambientale, aprendo le porte ad un mercato di forte espansione: quello della Pubblica Amministrazione.

La tua azienda è pronta a lavorare con la PA? Noi Sì.
Ecco come possiamo aiutarti:
✔ Mappatura CAM: supportiamo le aziende nell’individuazione, valutazione e controllo della documentazione necessaria ai fini del soddisfacimento dei requisiti CAM appli- cabili ad un determinato prodotto;✔ Certificazione CoC FSC®/PEFC: sup-
portiamo le aziende nella Certificazione di Catena di Custodia FSC®/PEFC, ovvero un sistema di tracciabilità del materiale necessario ai fini CAM;
✔ Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD): supportiamo le aziende, attraver- so il nostro Software validato LCA Tool, nell’analisi del ciclo di vita dei serramenti al fine di generare l’EPD;
✔ Certificazione EQF3 e/o EQF4: offriamo supporto ai posatori nel conseguimento della Certificazione EQF3 e/o EQF4 tramite un percorso formativo e il relativo esame.

PER SAPERNE DI PIÚ

ALESSIAFILANCI

Dipartimento Energia Consorzio LegnoLegno


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Come approcciarsi alla certificazione FSC® E PEFC

Guida per i Serramentisti verso la Sostenibilità e la Tracciabilità del Legno

L’Italia è uno dei più grandi importatori di legno nel Mondo ed è bene conoscere con certezza l’origine del legno attraverso strumenti che assicurino in modo trasparente e credibile la provenienza legale da foreste correttamente gestite. Vale a dire da foreste che assicurino il mantenimento delle biodiversità, la protezione ecologica, che non mettano a repentaglio l’ecosistema e tutelino le Comunità interessate.

La certificazione FSC®e PEFC sono i più rigorosi sistemi di certificazione foresta- le, i più affidabili per la migliore gestione del- le foreste in modo da assicurarne l’uso sostenibile, la conservazione e il ripristino.

THANKS TO

Tali sistemi di certificazione si avvalgono della Catena di Custodia (CoC) per verificare che il materiale di origine forestale cer- tificato FSC®/PEFC sia identificato e tenuto separato da quello non certificato lungo la catena di approvvigionamento, dalla foresta alla commercializzazione dei prodotti realizzati con il legno.

La CoC riguarda tutte le fasi di approvvigionamento, lavorazione, commercio e distribuzione quando il passaggio alla fase successiva comporta il cambiamento della proprietà del prodotto.

Quindi, ad ogni fase dovrà essere rilasciata la certificazione FSC®/PEFC che sarà l’input indispensabile per portare avanti la Catena di Custodia da parte del nuovo proprietario del materiale legnoso.

Il percorso di questa catena parte dalla foresta e termina con la vendita del prodotto finito che sarà accompagnato della dichiarazione FSC®e/o con l’etichetta FSC®, sempre più riconosciuta dai consumatori e richiesta nel mercato del serramento.

Il“salto”di anche un solo anello interrompe la Catena di Custodia ed impedisce la vendita di un prodotto come certificato FSC®/PEFC.

Il Consorzio LegnoLegno ha già accompagnato all’ottenimento della certificazione forestale decine di serramentisti desiderosi di dimostrare la loro attenzione alla tracciabilità del legname da foreste correttamente gestite al serramento finito; in particolare a fronte dell’aumento della richiesta di prodotti sempre più sostenibili da parte della Pubblica Amministrazione per la conformità ai Criteri Ambientali Minimi (CAM).

In base al numero dei dipendenti, le aziende produttrici di serramenti in legno sono state indirizzate alla certificazione CoC singola o di gruppo in modo da attuare il sistema di gestione della CoC più adeguato alle dimensioni e alle complessità aziendali. Consorzio LegnoLegno ha organizzato per i Serramentisti un corso di formazione per aiutarli nella procedure per la certificazione FSC®e/o PEFC, dalla scelta del responsabile dell’attuazione e mantenimento della procedura documentata alla formazione del personale incaricato di definire e gestire le procedure in maniera corretta.

PER SAPERNE DI PIÚ

ELENALENASSI

Account Commerciale Laboratorio Tecnologico LegnoLegno


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CAM Edilizia Settore Serramento

Guida Pratica per Materiali, Certificazioni e Documentazione

Nel Decreto CAM Edilizia sono riportati molteplici requisiti riguardanti
sia il prodotto finito sia i materiali e componenti.
Questi sono suddivisi in due categorie:

  • Requisiti Base
  • Requisiti Premianti
    Questa differenziazione non riguarda l’obbligo, da parte di un’impresa,
    di soddisfare tutti i requisiti base, ma è relativa alla possibilità
    di ottenere un punteggio migliore soddisfacendo i requisiti premianti,
    nelle gare d’appalto per gli affidamenti di interventi pubblici.

THANKS TO

Nell’eventualità in cui, un’impresa non riesca a soddisfare alcun requisito, né base né premiante, potrà decidere se:

  1. Rinunciare agli interventi della Pubblica Amministrazione;
    oppure
  2. Impegnarsi verso la direzione della sostenibilità, cercando di migliorare in materia di produzione, consumo, risparmio, ecc.

RICORDIAMO!
CAM (Criteri Ambientali Minimi):
requisiti ambientali definiti dal Ministero della Transizione Ecologica (MITE) per le varie fasi del processo di acquisto, volti ad individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita.
I Requisiti CAM sono obbligatori per poter eseguire interventi della Pubblica Amministrazione e sono stati stabiliti con l’obbiettivo di ridurre gli impatti ambientali e promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibili.

La Tabella è riepilogativa dei principali requisiti applicabili al settore serramento:

Sulla base di quanto sopra, vediamo alcuni esempi pratici di verifica della documentazione ai fini della sua validità in relazione dei Requisiti CAM.
1. Esempio Requisito 2.5.6 Prodotti legnosi:
Per soddisfare questo requisito è fondamentale che il fornitore dei prodotti sia in possesso della Certificazione di Catena di Custodia (CoC), rilasciata da organismi di valutazione della conformità, dell’FSC® o del PEFC.
Tale Catena di Custodia implica un sistema di tracciabilità che segue il percorso del legname, dalla foresta al consumatore finale.

2. Esempio Requisito 2.5.1 Emissioni Inquinamento Indoor:
Per soddisfare questo requisito è fondamentale presentare rapporti di prova rilasciati da laboratori accreditati oppure schemi di Certificazione tra quelli indicati in Decreto, al fine di determinare il rispetto dei limiti di emissione (μg/m³) a 28 giorni per determinati materiali come adesivi, sigillanti, pitture e vernici, a contatto con l’ambiente interno.

ALESSIA FILANCI Dipartimento Energia Consorzio LegnoLegno


Legnolegno offre ai suoi clienti l’assistenza necessaria sia in fase di Certificazione di Catena di Custodia FSC®/PEFC, sia in fase di Mappatura dei Requisiti CAM.


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Finestra + sostenibile: LCA TOOL

Migliorare l'impatto ambientale dei serramenti in legno


Venerdì 21 marzo è stato presentato ufficialmente a Correggio, presso la sede del Consorzio il primo LCA Tool del settore serramenti in Italia di proprietà di LegnoLegno e sviluppato dal gruppo di ricerca LCA del Dipartimento DISA dell’Università di Bergamo per condurre valutazioni LCA di serramenti in legno finalizzate alla generazione di Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD). 

Uno strumento validato e certificato da organismo di parte terza accreditato per ridurre i tempi e i costi di ottenimento di EPD.

A cosa serve il LCA Tool?

L’LCA Tool, rientra nelle attività di FINESTRA+ Sostenibileil progetto di LegnoLegno che consente ai serramentisti di valorizzare sul mercato le caratteristiche di sostenibilità dei loro prodotti e li aiuta a:

  • calcolare l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita del prodotto (produzione, utilizzo, fine vita);
  • generare EPD personalizzate, rispondendo così ai requisiti dei CAM – Criteri Ambientali Minimi, richiesti per partecipare ad appalti pubblici o progetti edilizi sostenibili;
  • offrire informazioni trasparenti e verificate a progettisti, committenti e consumatori finali;
  • migliorare i processi aziendali con dati certi, promuovendo un’evoluzione sostenibile anche dal punto di vista industriale.

LCA Tool: otto aziende italiane aprono la strada

La sperimentazione del Tool ha coinvolto otto imprese del settore che hanno svolto ricerca e innovazione per migliorare la sostenibilità ambientale dei propri prodotti: Finnova, Zazzaretta Infissi, Falegnameria Bozzarelli, PM Serramenti, Italserramenti, Marvulli Serramenti, Falegnameria Scarin e Falegnameria Aresi.

Queste aziende hanno lavorato con tecnici e ricercatori per analizzare consumi, materiali, processi e dati ambientali reali, fornendo la base scientifica e tecnica per costruire un modello LCA validato da ente terzo accreditato.

l gruppo degli 8 serramentisti insieme ai partner di FINESTRA+ (MungoFantacciWorking ProcessFinitureDDXCloudfabricPilkingtonNSG Group), ha consentito la creazione di una banca dati sui materiali e sui processi di produzione nel primo semestre del 2025. I dati prodotti durante questa indagine saranno messi a disposizione dei partner di FINESTRA+ e degli stakeholders della filiera.

SONO INTERVENUTI

STEFANO MORA, Direttore del Consorzio LegnoLegno

  • Dall’esigenza all’innovazione: un LCA tool per aziende più competitive e una filiera più sostenibile.

Il contributo del vetro alla riduzione degli impatti ambientali dei serramenti. Pilkington
Nuovi requisiti CAM e impatti ambientali dei prodotti per l’installazione. Mungo

ELISABETTA PALUMBO, Architetto Ph.D, Professoressa associato c/o Dip. Ingegneria e Scienze Ambientali (DISA), Università degli Studi di Bergamo

  • LCA Tool Legno Legno: dall’ideazione alla valutazione

BRAND PARTNER

Per informazioni: pamela.manfredini@legnolegno.it  3397802824

Le aziende della filiera verso la sostenibilità

Simone Fantacci
Fantacci Industrie

Qual è l’evoluzione green di Fantacci nel settore degli utensili e dei serramenti?

Fantacci Industrie Srl è un’azienda a conduzione familiare che nasce nel 1966, specializzata nella progettazione e costruzione di utensili per la realizzazione di serramenti in legno.
Nel corso degli anni, forti di una costante attività di ricerca e sviluppo, siamo passati dalle fabbricazioni in acciaio rapido all’utilizzo del widia, e dal 1998 abbiamo avviato anche la produzione di utensili in diamante, più performanti nella lavorazione di materiali con durezza maggiore del legno quali parquet, multistrato, truciolari e MDF.
Al passo con i tempi e con le nuove esigenze di mercato, nel 2015 abbiamo dato vita alla divisione “Neodesign”, totalmente dedicata ai sistemi di serramento in alluminio e legno/alluminio, riuscendo così a seguire i nostri clienti dalla progettazione alla finitura, con soluzioni personalizzate e di design.
Con un occhio di riguardo per l’innovazione e per la ricerca sempre più “green” abbiamo creato, per esempio, la soglia termica ecologica: una soglia totalmente ricavata da materiale riciclato ed a sua volta riciclabile, privo di sostanze nocive per la salute e per l’ambiente con il più basso coefficiente di conduttività termica del mercato.


Roberto Carrara
PowerWIN Specialist

Una soluzione performante e facile da utilizzare per realizzazioni in legno

DDX Software Solutions: il partner ideale per i tuoi progetti PowerWIN: la soluzione DDX per i tuoi serramenti Scopri tutte le funzionalità dei software CAD/CAM di DDX!
Dal 2001, DDX Software Solutions offre agli operatori del settore della lavorazione del legno, della pietra, del vetro e dei materiali compositi, software CAD-CAM innovativi, affidabili e semplici da utilizzare.
Nel mondo del legno le soluzioni DDX spaziano dalla progettazione e alla produzione di finestre, scale, travi, e contano alcune importanti novità per l’arredo e per la gestione della produzione.
Nel settore delle finestre, DDX si impegna da sempre al fianco dei costruttori di macchine e dei loro utilizzatori, grazie al software PowerWIN, creato per realizzare serramenti e porte in legno e legno-alluminio, e pensato per gestire ogni fase del processo produttivo. Grazie a funzionalità avanzate, consente di ottenere risultati rapidi, precisi e di alta qualità, con un’attenzione sempre maggiore alla riduzione degli sprechi di materiale e all’ottimizzazione delle risorse.
L’obiettivo: ridurre tempi e costi e rendere la produzione sempre più ottimizzata e sostenibile anche in un’ottica ambientale.


Giovanni Sedino
Finiture Srl

Sostenibilità e innovazione: la visione di Finiture per l’industria dei serramenti

Nel settore meccanico, la sostenibilità è diventata una priorità imprescindibile, e aziende come Finiture stanno tracciando la strada per un futuro più rispettoso dell’ambiente. Specializzata in impianti di verniciatura per il legno, l’azienda si distingue per il costante impegno nell’integrazione di tecnologie ad alte prestazioni che ottimizzano i consumi, con un occhio attento alla riduzione dell’impatto ambientale.
Il sistema di essiccazione LDP rappresenta un esempio emblematico di questa filosofia. Progettato per ottimizzare il processo di essiccazione degli elementi, verniciati con prodotti all’acqua, LDP si basa su un controllo elettronico avanzato che regola in tempo reale temperatura e umidità in base alle condizioni ambientali. Questo approccio non solo garantisce un’essiccazione impeccabile, ma riduce drasticamente i consumi energetici rispetto alle tecnologie tradizionali.
L’adozione del robot RAS nel processo di verniciatura non solo assicura una qualità costante grazie alla precisione dei movimenti automatizzati, ma si traduce anche in vantaggi concreti per l’ambiente e i costi aziendali. Grazie alla capacità di ottimizzare l’uso delle vernici, RAS riduce significativamente i consumi di materiale e limita gli scarti di lavorazione, contribuendo a una gestione più sostenibile delle risorse e rendendolo un alleato imprescindibile per le aziende che vogliono coniugare efficienza operativa e rispetto dell’ambiente.
Il successo di Finiture nel coniugare alte prestazioni e sostenibilità dimostra come l’innovazione possa essere un potente strumento per affrontare le sfide ambientali. Ridurre i consumi energetici, limitare gli scarti e ottimizzare l’uso delle materie prime sono obiettivi centrali che trovano concretezza nelle soluzioni proposte dall’azienda.
Con tecnologie come LDP e RAS, Finiture offre non solo soluzioni tecniche di alta qualità, ma anche una visione per un’industria più responsabile.
Un esempio da seguire per tutte le aziende che vogliono essere protagoniste di un futuro più sostenibile.


Oscar Bertagnoli
Cloud Fabbric

Logico: il software per la gestione innovativa dei serramenti

Con oltre 30 anni di esperienza, Logico è il software realizzato da Cloudfabric per produttori e distributori di serramenti che vogliono ottimizzare i propri processi aziendali. Basato su una piattaforma cloud e on-premise, Logico consente di gestire ogni fase, dal preventivo alla produzione, fino alla vendita e al cantiere.
Grazie all’integrazione con sistemi CAD-CAM di DDX software Solution garantisce controllo e interconnessione con i macchinari di produzione.
La modularità di Logico lo rende ideale per aziende di ogni dimensione: dalla versione entry-level per piccole realtà, fino a soluzioni complete per le esigenze più complesse. Funzionalità avanzate come la preventivazione online, il monitoraggio della produzione tramite app e la gestione integrata della logistica trasformano le sfide quotidiane in opportunità.
Nel contesto della trasformazione digitale, Logico aiuta le aziende a migliorare la produttività e a utilizzare le risorse in modo sostenibile, promuovendo un’industria più efficiente e innovativa.
Scoprite di più su www.cloudfabric.it/logico o contattateci per una consulenza personalizzata.


Mauro Leoni
Mungo

Qual è l’impegno di mungo per la sostenibilità ambientale di prodotto?

Per mungo il tema della sostenibilità ambientale di prodotto è una leva strategica.
La sensibilità su questo tema nel mercato dei sistemi di fissaggio è in crescita e tutti i nostri sforzi di progettazione e commercializzazione dei nuovi prodotti vertono sulla sostenibilità ambientale.
mungo, progetta i suoi prodotti non solo per rispondere ai requisiti minimi obbligatori oggi, ma per essere sempre un passo avanti nel futuro.
Grazie alla gamma mungo compaiono sul mercato italiano i seguenti prodotti:

  1. Tasselli in acciaio con trattamento anticorrosione a basso impatto;
  2. Siliconi ricavati da materie prime rinnovabili e in cartuccia riciclata oltre il 70%;
  3. Schiume senza diisocianati;
  4. Ancoranti chimici e sigillanti basso-emissivi in termici di VOC;
  5. Tasselli in polimero plastico certificato “Plastica Seconda Vita” Con i tasselli in Plastica Seconda Vita abbiamo puntato su materiali di recupero nell’ottica della riduzione del consumo di materia prima.

Con i tasselli in acciaio M2 abbiamo eliminato dalla procedura produttiva la tempra al cromo. Con i nuovi siliconi Green Polymer e Green Sil Sanitari abbiamo iniziato a produrre siliconi totalmente privi di derivati fossili, e al contempo abbiamo introdotto le prime due cartucce in plastica riciclata presenti sul mercato italiano.


Arturo Benini
Pilkington Italia SpA

Quali caratteristiche rendono i prodotti Pilkington ideali per rispondere alle esigenze di sostenibilità e qualità nel settore edilizio?

Pilkington Italia S.p.A. è un’azienda del Gruppo NSG, che rappresenta uno dei più grandi produttori mondiali di vetro e di sistemi di vetro per l’Architettura e l’Automobile.
In relazione alla qualità, nello stabilimento a Venezia, si producono vetro float chiaro e Pilkington Optiwhite™, vetro extrachiaro per eccellenza, sempre più richiesto in Italia e all’estero. Il suo ampio seguito è dato proprio dall’impegno che ha l’azienda Pilkington Italia nel selezionare attentamente le materie prime e nel controllare con cura il processo fusorio a cui è sottoposto; il risultato è un prodotto dalla alta trasmissione luminosa e della colorazione praticamente incolore, ideale per vetrate panoramiche e facciate, nonché perfetto per il settore dell’arredamento.
In tema di sostenibilità, Pilkington Mirai™ è oggi il vetro più ecologico sul mercato, grazie all’utilizzo di una combinazione di combustibili alternativi, un elevato contenuto di vetro riciclato ed il 100% di elettricità rinnovabile. Ha un’emissione di carbonio di soli 5 kg CO2 eq./mq per il 4 mm, e vanta lo stesso aspetto estetico, la medesima qualità e prestazioni identiche rispetto al vetro float standard. Questo prodotto consente a progettisti, termotecnici e costruttori di contribuire alla piena sostenibilità dei loro edifici, progredendo sempre più verso la neutralità carbonica.


Filippo Schegginetti
Working Process

Qual è il vostro approccio innovativo e come si è evoluto nel corso degli anni?

Working Process, è un produttore di Centri di Lavoro e Linee ad alta Produttività e Flessibilità, per la lavorazione di Porte e Finestre in Legno.
Nasce nel 2000, dall’intuizione di rivoluzionare il metodo di lavorazione degli infissi, attraverso il cambiamento radicale della cronologia delle fasi di lavorazione.
Di fatto abbiamo creato un Nuovo Processo di lavorazione che ha poi dato lo spunto al nome dell’Azienda…Working Process.
Oggi il metodo da noi inventato è diventato il modello unico di produzione, utilizzato da tutti i nostri Competitors e dai produttori di Finestre.
Attualmente abbiamo un organico di 88 Collaboratori e la compagine sociale è formata principalmente da 3 famiglie. Presenti in Azienda e ben integrate con 3 generazioni con compiti che coprono quasi tutte le aree strategiche dell’Azienda.
Abbiamo una Gamma Prodotti che varia dai 500.000,00 Euro per le nostre soluzioni entry Level, fino ad arrivare ad oltre i 7 milioni per gli impianti di nuova generazione Super HerOes.
Questo, oltre ai servizi di Consulenza ed al reparto Service, ci permette di sviluppare un fatturato che si aggira intorno ai 30 milioni di Euro con una quota estera mediamente pari all’ 80%.
I nostri mercati sono al 90% il mercato Europeo, Scandinavo e Baltico, con qualche vendita effettuata in Canada, Stati Uniti ed Australia.
La nostra Clientela inizialmente erano solo i piccoli Clienti, poi sono arrivati i medi ed ora siamo tra i Partners privilegiati dei più grandi gruppi del settore.


oppure compila il FORM in fondo alla pagina