Dalla non conformità alla prestazione ottimale: il valore del controllo in opera
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Dalla non conformità alla prestazione ottimale: il valore del controllo in opera

Per il Laboratorio LegnoLegno l’arrivo della primavera celebra la conclusione di una campagna di prove in opera iniziata nel mese di novembre dell’anno precedente.

Come sempre, questo ci proietta automaticamente verso alcune valutazioni di tipo statistico sia nell’ambito della campagna in sé, sia nel confronto con le stagioni precedenti.

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Ma, se generalmente da queste analisi si trae spunto per raccontare “editorialmente” un’esperienza particolarmente positiva, in cui si sono conseguiti risultati ragguardevoli, stavolta vogliamo fare qualcosa di diverso: porre in evidenza che non sempre le cose vanno subito per il verso giusto, ma vi è sempre, attraverso le indagini sperimentali, la possibilità di individuare gli errori per porvi rimedio.

Perché, se errare è umano, agire con spirito costruttivo per apportare i dovuti correttivi è altrettanto degno di nota, ed è questo il caso. Siamo in pieno contesto cittadino ed una nota azienda del territorio sta riqualificando una zona per collocarvi alcuni suoi uffici operativi. Questo è il cantiere individuato dal serramentista per la verifica periodica ai fini del mantenimento del marchio POSA QUALITÀ SERRAMENTI. Come sempre, in quanto laboratorio incaricato, LegnoLegno applica quanto previsto dal regolamento del marchio, concentrando le verifiche sulla prestazione termica e sulla permeabilità all’aria, ovvero rispettivamente i requisiti 4.1 e 4.3 della norma UNI 11673-4.

Ma se le analisi agli infrarossi risultano subito molto positive, evidenziando un ottimo isolamento termico del serramento campione, nel test di permeabilità all’aria si individuano subito alcune problematiche. La termografia eseguita in condizioni di de- pressione indotta mostra la presenza di alcune infiltrazioni non trascurabili, le quali fra l’altro non risultano concentrate solo in alcuni punti “critici”, ma piuttosto diffuse.

L’utilizzo di un termoanemometro a filo caldo consente di confermare non solo la presenza di questi spifferi, ma anche la loro distribuzione su tutto il perimetro di posa. Infatti, come spesso accade, queste verifiche preliminari pongono in evidenza come il problema non riguardi il serramento, ma la sua installazione.

La restituzione dei risultati di prova, e la relativa elaborazione, certificavano il declassamento del prodotto da classe 4 (riportata in DoP) a classe 3 (rilevata in opera), con la formale apertura di una “non conformità”.

A monte di queste analisi sperimentali, come prassi, il Laboratorio aveva ricevuto ed attentamente analizzato gli elaborati grafici di posa, i quali risultavano assolutamente ineccepibili dal punto di vista tecnico.

A questo punto quindi, come si suol dire, era già possibile “restringere il cerchio”: sicuramente il problema non era di natura progettuale e con altrettanta certezza l’imputato non era il prodotto. La causa andava quindi ricercata altrove, ricostruendo la “storia” della posa in opera. Già, perché la norma richiede il “mantenimento in opera” della prestazione di permeabilità all’aria del sistema composto dal serramento e dalla sua installazione, senza porsi l’onere di discernere se la natura di un problema sia da imputare all’uno o all’altra.

Trattandosi di un cantiere abbastanza complesso, il nostro committente si è dovuto addentrare suo malgrado in quella situazione molto delicata, e piuttosto frequente, nella quale occorre chiarire le competenze e soprattutto le responsabilità di tutte le maestranze presenti, anche laddove queste si intersecano in maniera tale che diventa difficile individuare una linea precisa che faccia da spartiacque tra un soggetto e un altro. Non solo: sollevando il problema, indirettamente sono state chiamate in causa le figure adibite alla verifica della correttezza dell’esecuzione secondo quanto previsto da progetto.

Dal confronto con i responsabili del cantiere ed i referenti delle varie ditte incaricate, sulla base anche di una buona documentazione fotografica realizzata nelle varie fasi di avanzamento lavori, è emerso che il sistema di raccordo tra il giunto primario e le finiture, risultava non continuo. Tra il lavoro del serramentista e quello dell’impresa edile rimaneva una “zona d’ombra”, ed era proprio attraverso questo punto debole che si verificavano le infiltrazioni.

Trascorsi circa due mesi, il nostro Laboratorio è stato nuovamente contattato ed informato che a seguito di intese tra i diversi appaltatori, erano stati corretti gli errori esecutivi ritenuti colpevoli della non conformità rilevata sui serramenti.

Così come la norma non fa distinzione tra prodotto e posa nel merito della “difettosità”, analogamente per il nostro laboratorio l’unica risposta per verificare l’efficacia delle azioni intraprese consiste nell’eseguire un nuovo test, nelle stesse modalità, per valutarne gli esiti confrontandoli con il precedente.

Un po’ come quando, dopo esserci messi a dieta, ci sentiamo sì più in forma, ma il momento della verità è solo quello in cui torniamo sulla bilancia.

Ed effettivamente in questa seconda misurazione i risultati sono stati ottimi, il che lascia intendere che nelle azioni correttive sia stata prestata molta attenzione a ciascun dettaglio sia da parte di chi ha operato che di chi ha controllato. Ciò ha consentito non solo di chiudere la non conformità, ma anche di garantire una prestazione di altissimo livello per l’appaltante. Infine, cosa molto importante, ha permesso di far collimare i disegni esecutivi con quanto effettivamente realizzato.

E siamo pronti a scommettere che in analoghe e future situazioni, difficilmente si ripresenterà lo stesso problema.

Senza dubbio tutto questo non è stato indolore, ma l’essersi scontrati con una misura non buona ha sortito l’effetto di mettere tutti sull’attenti in vista della misura successiva. E siamo certi che, alla lunga, ne avranno a guadagnarci tutti

A volte la bilancia ci spaventa…

Ma quando alla fine ci premia, ci rendiamo conto che dei sacrifici fatti ne è valsa la pena

ANGELO POLENTA

Laboratorio Tecnologico LegnoLegno

Info: angelo.polenta@legnolegno.it


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Verificare l’isolamento acustico

Stima della prestazione acustica del serramento in opera, in relazione alle caratteristiche del sistema di posa e alle infiltrazioni d’aria rilevate sul serramento installato.

La stima del valore dell’indice di valutazione del potere fonoisolante Rw dei serramenti esterni in opera è prevista dalla norma UNI 11673-4:2021 (Requisiti e criteri di verifica dell’esecuzione della posa in opera dei serramenti).

La norma di prodotto relativa a finestre e por- te pedonali esterne, UNI EN 14351-1:2016, all’AppendiceB– Determinazione dell’isolamento acustico delle finestre singole fisse e apribili (incernierate, scorrevoli, a bilico), stabilisce che, se sono noti:

  • il potere fonoisolante del vetro Rw,
  • la classe di permeabilità all’aria,
  • il numero di guarnizioni,

è possibile determinare l’indice di valutazione del potere fonoisolante del serramento Rw (dB).

Ad esempio, l’Appendice B prevede che, se un serramento ha classe di permeabilità all’aria 3, due guarnizioni, e viene installato un vetrocamera con Rw=40dB(dato ricavabile dalla scheda tecnica del vetro secondo la nor- ma UNIEN12758), l’indice di valutazione del potere fonoisolante del serramento risulterà Rw = 38 dB, comprensivo dei relativi indici C e Ctr.

La norma UNI11673-4, che disciplina le verifiche in cantiere per i serramenti, ha voluto rimarcare l’importanza del controllo e del contenimento delle infiltrazioni d’aria in opera, mediante la procedura di misura della permeabilità all’aria prevista dalla stessa norma, al fine di garantire anche il mantenimento della prestazione acustica in opera dei serramenti esterni.

Il valore di permeabilità all’aria misurato in opera secondo la UNI 11673-4 viene confrontato con la classe di permeabilità all’aria secondo la norma UNI EN 12207.

Mettendo in relazione:

  1. il valore di permeabilità all’aria misurato in opera (m³/h·m²),
  2. il potere fonoisolante Rw del serramento esterno misurato in laboratorio Notificato e Accreditato (secondo UNIENISO10140- 2:2021 e UNI EN ISO 717-1:2021),
  3. il sistema di installazione del giunto di posa (che può prevedere una o più battute),
  4. il valore Rs dei sigillanti utilizzati nel sistema di posa (UNI 11673-4),
  5. la velocità puntuale dell’aria(m/s),

si applica quanto riportato nel Prospetto1 della UNI11673-4.

Il Prospetto 1, messo a disposizione dalla norma, fornisce una stima della prestazione acustica in opera del serramento, indicando quanto del valore Rw misurato in laboratorio può essere effettivamente mantenuto in opera, fino a un massimo di 44 dB.

IL CASO

Procedura

Il laboratorio LegnoLegno SC ha applicato e verificato il Prospetto 1 della norma UNI 11673-4 nell’ambito di un intervento di posa in opera di serramenti realizzato in un cantiere situato nel comune di Milano, per conto di un’azienda fornitrice di serramenti che ha curato anche l’installazione mediante posatori certificati. L’intervento è stato condotto nel rispetto della procedura prevista, e in parti- colare l’azienda ha:

  1. fornito il progetto esecutivo di posa del serramento campione, con attenzione spe- cifica al requisito acustico;
  2. dichiarato il valore Rs dei materiali utilizzati per il giunto di posa, come riportato nel progetto esecutivo;
  3. misurato in laboratorio notificato e accreditatoil potere fonoisolante del serramento campione, ottenendo un valore di Rw = 44 dB;
  4. sottoposto il serramento campione instal- lato a prova di permeabilità all’aria e a verifiche puntuali di infiltrazioni, secondo quanto previsto dalla UNI 11673-4.

Risultato

La stima del valore minimo del potere fonoisolante Rw è risultata pari a 43 dB.

La valutazione è stata effettuata su un serramento rappresentativo della commessa in cantiere, installato secondo il progetto esecutivo. La metodologia di posa adottata è stata poi replicata per tutti i serramenti successivamente installati in opera.

Utilizzo

Questa stima ha permesso al serramentista e al progettista/direttore dei lavoridi verificare che il progetto acustico del serramento posato in opera fosse coerente con i requisiti richiesti, rendendolo potenzialmente verificabile e misurabile in cantiere, se necessario, secondo la norma UNIENISO16283-3:2016.

La misura dell’isolamento acustico standardizzato di facciata D2m,nT, prevista dal D.P.C.M. 05/12/1997 (Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici), deve rientrare entro valori ben definiti in base alla destinazione d’uso dell’edificio.

Ad esempio:

  1. per edifici adibiti a uffici, attività commerciali e ricreative, il valore minimo richiesto è D2m,nT = 42 dB;
  2. per edifici adibiti a residenza o assimilabili, il valore minimo richiesto è D2m,nT = 40dB.

Come muoversi

Per poter applicare il Prospetto 1 della norma UNI11673-4, il fornitore dei serramenti deve essere in possesso di tutti i dati richiesti, i quali derivano da:

  1. prove eseguite in laboratorio (es. potere fonoisolante Rw del serramento),
  2. verifiche effettuate in cantiere (es. misu- ra della permeabilità all’aria secondo UNI 11673-4),
  3. verifiche documentali (es. progetto ese- cutivo di posa, dati tecnici dei materiali impiegati, valore Rs dei sigillanti).
  4. Solo con una raccolta completa e attendibile di queste informazioni è possibile effettuare una stima affidabile della prestazione acustica in opera, come indicato dalla norma.

Solo con una raccolta completa e attendibile di queste informazioni è possibile effettuare una stima affidabile della prestazione acustica in opera, come indicato dalla norma.

Il supporto di LegnoLegno

Il laboratorio LegnoLegno può affiancare le aziende in tutte le fasi della sperimentazione, offrendo:

  1. assistenza tecnica per la corretta pro- gettazione e documentazione del sistema di posa,
  2. prove di laboratorio accreditate per la determinazione del potere fonoisolante dei serramenti,
  3. verifiche in cantieresecondo UNI 11673- 4, inclusa la misura della permeabilità all’a- ria e delle infiltrazioni puntuali,
  4. supporto nell’analisi e applicazione del Prospetto 1 della norma per la stima del mantenimento della prestazione acustica in opera.

Grazie a questo supporto, serramentisti, progettisti e direzioni lavori possono verificare e dimostrare la conformità acustica dei serramenti installati, anche in relazione ai requisiti previsti dal D.P.C.M.05/12/1997

PER SAPERNE DI PIÚ

Ing. ANTONIO D’ALBO

Direttore Tecnico Laboratorio Tecnologico LegnoLegno

Info: antonio.dalbo@legnolegno.it


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Tutto perfetto tranne l’aria che entra

Un caso studio tra natura e criticità: analisi strumentale, normativa UNI 11673- 4 e impatto delle infiltrazioni d’aria su un’abitazione ad alta esposizione.

Il lavoro è di quelli importanti. Siamo sulle sponde di un bellissimo lago. Lo scenario è incantevole, e per raggiungere l’edificio oggetto di ristrutturazione si percorre una stradina fra natura incontaminata e docili animali al pascolo. La strada è in salita, perché la casa si trova in cima ad una collinetta, in una posizione che offre una vista mozzafiato. Tutto intorno nessun’altra abitazione, solo verde e silenzio.

Non v’è dubbio che tutta questa premessa abbia sicuramente generato grandi aspettative in termini di risultati, influendo sulla passione e la cura del dettaglio con cui è stato progettato il cantiere. Ogni aspetto architettonico è stato pensato per coniugare al massimo estetica e performance e, tra questi, anche i serramenti con i relativi accessori.

Ma una volta ultimati i lavori, l’abitazione inizia ad essere utilizzata… e nonostante si tratti di una dimora non comune, i proprietari hanno intenzione di “viverla” in maniera abbastanza intensa e non occasionale.

Nei mesi invernali però, si cominciano ad evidenziare alcuni problemi: la temperatura interna sembra non riuscire a mantenere un livello di comfort accettabile, tant’è che vi è necessità di intervenire spesso sui termostati per trovare un punto di equilibrio.

Ma, soprattutto, spifferi. Tanti, tanti spifferi.

L’abitazione si trova infatti in cima ad un colle e questo la espone ai venti più o meno forti che spesso interessano la zona. Inoltre, l’esposizione sui quattro lati fa sì che l’edificio non risulti protetto rispetto ad alcuna direzione. Come già affrontato in altre pubblicazioni ed in altri eventi formativi del Consorzio Legnolegno, la Letteratura di settore ci dice che i serramenti, assommando il contributo termico a quello di permeabilità all’aria, contribuiscono media- mente per circa un quinto, talora addirittura un quarto, alle dispersioni totali dell’involucro. Nel caso specifico, la trasmittanza termica dei prodotti forniti era sicuramente soddisfacente nonché abbondantemente all’interno dei limiti ammessi per la zona climatica; se ne conclude che, in questo caso, tutte le colpe risiedono nella scarsa ermeticità. E, come detto, la location ed il meteo della zona pongono spietatamente questi difetti in evidenza.

Ma, si sa… fin quando non vi sono parametri oggettivi, ogni valutazione può essere tacciata di parzialità. Ed è a questo punto che entra in gioco il ruolo del Laboratorio. È bene ricordare infatti che un organismo di prova non emette giudizi, ma misure. E per determinarle si basa su norme e/o procedure riconosciute, utilizzando strumentazioni tarate. A quel punto si hanno in mano dati certi che possono confermare o contraddire un’ipotesi iniziale.

Alla luce di questo, cosa fare? Quali prove? Quante prove? Su quali campioni?

Le risposte non erano certo facili in un contesto in cui i problemi sembravano esserci un po’ dappertutto.

Per ottimizzare le tempistiche si è deciso di analizzare in via preliminare tutti i serramenti presenti nell’abitazione attraverso l’utilizzo di un termoanemometro a terminale caldo: si tratta di uno strumento che rileva in maniera puntuale la velocità del passaggio di aria attraverso il raffreddamento che lo spiffero produce sul terminale caldo. Tale dispositivo viene utilizzato in combinazione ad una apparecchiatura che induce una depressione all’interno della casa, simulando di fatto un vento esterno. Nella casa erano presenti serramenti di vario genere: un’anta, due ante, luci fisse, etc.

Le rilevazioni hanno evidenziato un primo, preoccupante dato: neppure uno dei serramenti era esente da spifferi significativi e, per larga parte, tali infiltrazioni erano riconducibili alla posa in opera.

Non solo: inducendo aria in maniera artificiale anche i cassonetti coprirullo risultavano installati in maniera molto approssimativa, generando flussi di aria davvero notevoli. Anche in questo caso, per completezza è stata indagata (con l’ausilio di metodi numerici) la natura termica dello specifico cassonetto, che, come per i serramenti, risultava idoneo al contesto applicativo facendo ricadere l’intera colpa delle dispersioni sulle infiltrazioni.

Si configura quindi una situazione, ahimè, molto frequente: prodotti corretti ma installazione non corretta.

Ma mentre per il cassonetto abbiamo potuto limitarci alle misure sopra descritte, per il serramento ci viene in soccorso una norma, ovvero la UNI 11673-4 che, dal 2021, disciplina in Italia i criteri di verifica della corretta esecuzione per le varie prestazioni, fornendo indicazioni di carattere sperimentale. E, fra queste, in primis proprio la permeabilità all’aria.

Da qui la decisione di approfondire, individuando un serramento campione su cui eseguire il test di permeabilità all’aria secondo la norma sopra citata, sulla base dei dieci serramenti complessivi.

La scelta risultava abbastanza libera, nel senso che tutti i prodotti avevano mostrato lacune nelle analisi preliminari, ragion per cui ognuno di essi era degno di rappresentare un campione significativo dell’intera commessa.

Come era lecito attendersi il campione individuato, fornito come prodotto di classe di permeabilità all’aria 4, ha restituito in opera una classificazione di livello 3, e quindi meno performante. Nell’ipotesi, tutt’altro che inverosimile, che tale declassamento sia da moltiplicare per i dieci serramenti presenti, ed aggiungendo anche le copiose infiltrazioni provenienti dai cassonetti, si può concludere che le fondate teorie di una non corretta installazione abbiano pregiudicato in modo significativo la prestazione complessiva dell’edificio.

Il percorso logico utilizzato dal Laboratorio può essere quindi così riassunto:

analisi preliminare, individuazione di un campione, applicazione di una Norma.

In parallelo, analisi documentale e tramite software per scongiurare l’ipotesi che vi fossero contributi anche di natura conduttiva. In tal caso, il problema avrebbe afferito alla tipologia di prodotto scelto, prima ancora che alla sua installazione.

Il nostro contributo finisce qui, ma naturalmente ci auguriamo che possa essere stato un preludio per ricondurre, ognuno per propria competenza, la situazione ai risultati inizialmente attesi. E poter conferire ad un immobile così esclusivo la godibilità che realmente merita.

PER SAPERNE DI PIÚ

ANGELO POLENTA

Laboratorio Tecnologico LegnoLegno


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