Quali sono i bisogni più urgenti nelle nuove generazioni?
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Quali sono i bisogni più urgenti nelle nuove generazioni?

La tavola rotonda con giovani imprenditori a BeOpen fotografa le necessità delle nuove generazioni: personale qualificato, visibilità digitale e organizzazione aziendale le priorità emerse.

Il settore dei serramenti italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Da un lato, la spinta verso l’efficienza energetica e le politiche di riqualificazione edilizia continuano a sostenere la domanda; dall’altro, le imprese si trovano ad affrontare criticità strutturali che rischiano di frenare la crescita: la carenza di manodopera specializzata, la necessità di digitalizzare i processi e soprattutto la complessità del passaggio generazionale.

È in questo contesto che il 23 ottobre 2025, durante l’evento BeOpen a Brescia, il Consorzio LegnoLegno ha organizzato una tavola rotonda dedicata ai Giovani Imprenditori del settore. Quattro gruppi di lavoro hanno risposto a una domanda diretta: quali sono oggi i bisogni più urgenti delle vostre aziende? Le risposte offrono una fotografia lucida delle priorità operative, ma anche delle necessità più profonde legate alla crescita professionale e al posizionamento sul mercato.

I bisogni emersi: dalla operatività alla realizzazione imprenditoriale

Analizzando le risposte emerge una stratificazione interessante.

Alla base, i presupposti essenziali per il funzionamento dell’impresa: trovare personale specializzato, organizzare magazzini e cantieri, garantire la tracciabilità degli ordini. Senza questi fondamentali, qualsiasi strategia di crescita rischia di naufragare.

Salendo di livello, troviamo l’esigenza di collaborazione: creare reti solide con architetti e interior designer, migliorare la comunicazione intergenerazionale in azienda, costruire rapporti di fiducia con i dipendenti. Qui emerge il tema del passaggio generazionale come snodo delicato: non basta ereditare l’azienda, occorre rifondarla su nuove basi organizzative e relazionali.

Al vertice, la necessità di visibilità, reputazione e distinzione: farsi conoscere, comunicare il valore del proprio lavoro, differenziarsi sul mercato. Qui entrano in gioco marketing, pubblicità e la capacità di trasmettere ai clienti finali la qualità di un serramento rispetto a un altro.

Formazione e visibilità: le due gambe su cui camminare

Due macro-temi dominano il dibattito.

Il primo è la formazione. L’appello lanciato dal gruppo 4 è chiaro: servono percorsi strutturati per formare posatori qualificati, sul modello di quanto avviene in altri comparti dell’edilizia. La qualità della posa è il biglietto da visita finale dell’azienda, ma senza una formazione continua adeguata il rischio è che la carenza di competenze freni l’intera catena del valore.

Il secondo tema è il marketing. Tutti i gruppi, senza eccezione, hanno citato la necessità di investire in comunicazione: dai social agli eventi, alla valorizzazione dello showroom. Non si tratta solo di “farsi pubblicità”,

ma di costruire una narrazione del valore. Spiegare al cliente perché un serramento di qualità costa di più, quali prestazioni offre, quale impatto ha sul comfort abitativo e sul risparmio energetico. È una competenza commerciale nuova, che richiede linguaggi e strumenti diversi rispetto al passato.

Il cambio generazionale: da sfida a opportunità

Un altro elemento ricorrente è la gestione del passaggio generazionale.

Migliorare la comunicazione tra le generazioni, organizzare riunioni aziendali, creare rapporti di fiducia con i dipendenti: sono azioni che presuppongono una cultura manageriale più evoluta. Non basta “fare quello che si è sempre fatto”. Occorre strutturare processi, documentare decisioni, rendere trasparenti le scelte strategiche.

È qui che si gioca una partita importante: trasformare piccole imprese familiari in aziende capaci di competere su mercati sempre più esigenti, senza perdere l’identità artigianale che da sempre caratterizza il settore.

La tavola rotonda di BeOpen restituisce un’immagine del settore serramentistico giovane, pragmatico e consapevole delle proprie sfide. I bisogni espressi sono punti di partenza per azioni concrete: dalla richiesta di scuole di formazione alla volontà di investire in studi di mercato, dall’uso strategico dei social alla strutturazione di reti professionali.

Il Gruppo Giovani Imprenditori del Consorzio LegnoLegno dimostra di voler essere protagonista di questo cambiamento, costruendo – finestra dopo finestra – un settore più organizzato, competente e visibile.

STEFANIA LUPPI
Resp.le Centro Formazione Impresa LegnoLegno
stefania.luppi@legnolegno.it


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Generazioni in Dialogo: la Scommessa di LegnoLegno per il Futuro delle Imprese

LegnoLegno, da sempre in ascolto e accanto alle imprese del settore serramento, da tempo raccoglie segnali di difficoltà legati alla continuità e al ricambio generazionale.

Il mercato degli ultimi anni e stato – e continuerà ad essere – in costante trasformazione, influenzato da opportunità e regolamenti sia italiani che europei. Allo stesso tempo, i giovani sono cambiati: portano con se valori, inclinazioni e talenti differenti rispetto a chi oggi guida le imprese. Ci e apparso subito chiaro che proprio nella relazione tra Senior e Junior si gioca la partita decisiva per il futuro delle aziende.

E intendiamoci: non parliamo solo del rapporto tra imprenditori e i loro figli, ma anche di quello tra figure chiave dell’azienda e i giovani talenti inseriti al suo interno. Per affrontare questo “delicato snodo”, LegnoLegno ha pianificato una serie di azioni sulle quali intende lavorare attivamente nei prossimi anni, con la convinzione che la centralità dei giovani sia fondamentale per il futuro delle PMI e MPMI del settore. Come potete leggere qui di seguito, si tratta di attività – per certi versi “audaci” – che prevedono il coinvolgimento diretto delle imprese, dei loro fornitori e di LegnoLegno stesso.

THANKS TO

I 6 punti fondamentali su cui abbiamo scelto di impegnarci:

  • Sostenere le aziende nel processo di passaggio generazionale, pianificandolo per tempo ed evitando cosi il rischio di chiusura.
  • Creare un gruppo di Giovani Imprenditori del settore Serramento: un team di lavoro utile a se stesso e generatore di idee e servizi per tutto il comparto.
  • Definire e standardizzare un metodo efficace per la ricerca di giovani da inserire nelle aziende del settore.
  • Ideare un metodo per favorire la permanenza dei giovani in azienda una volta inseriti.
  • Valorizzare un nuovo ruolo per i fornitori, promuovendo una sinergia win-win con i produttori.
  • Progettare e promuovere nuove figure professionali dedicate al settore.

Per fare in modo che tutto questo non resti solo sulla carta, siamo già partiti!

Infatti:

  1. abbiamo organizzato un percorso formativo full immersion sul tema della “Sinergia Generazionale”, tenutosi a Reggio Emilia a fine marzo 2025: tre giornate intense di lavoro che hanno prodotto risultati sorprendenti, sia per i Senior che per i Junior coinvolti.
  2. Abbiamo organizzato il 1° incontro Giovani Imprenditori del Settore Serramento – sud a Caserta, all’interno dell’evento BeOpen lo scorso 6 giugno 2025, facendolo poi seguire da un incontro online che è servito per condividere punti di vista e a creare nuove sinergie di gruppo.
  3. Abbiamo organizzato il 1° incontro Giovani Imprenditori del Set­tore Serramento – nord a Brescia, all’interno dell’evento BeOpen, lo scorso 23 ottobre 2025 e che vedrà l’organizzazione di un incontro presso LegnoLegno il 19 febbraio 2026.

Nello specifico per quest’ultimo incontro, potete leggere nella pagina successiva che cosa è accaduto e come i Giovani Imprenditori vedono il presente e il futuro.

DALLA VISIONE AL PROGETTO

Il training formativo per giovani imprenditori del serramento
Il settore del serramento sta vivendo una trasformazione pro­fonda: i clienti cercano emozioni prima degli oggetti, la soste­nibilità non è più un’opzione, la tecnologia riscrive le regole della vendita. Nasce “Dalla Visione al Progetto”, il corso per giovani imprenditori che trasforma la visione in progetti reali, tangibili e misurabili.
Tre giornate – 13 marzo, 22 aprile e 11 giugno 2026 – presso LEGNOLEGNO sc a Correggio (RE), tre esperti nazionali, un obiettivo: ridefinire Prodotto, Cliente e Imprenditore del Futuro.
Il Prodotto del Futuro
Con Giorgio Marchesi, architetto con oltre trent’anni di esperienza e 150 showroom progettati, il serramento diventa sistema-esperienza: non più luogo espositivo, ma spazio che racconta identità.
Con Daniele Guglielmino, amministratore delegato di GET e Vice Presidente Vicario dell’Accademia Italiana di Biofilia, si affrontano ottimizzazione del ciclo di vita, certificazioni am­bientali e innovazione nei materiali.
Con Achille Falzone, formatore con oltre vent’anni di esperienza in web marketing e AI, il prodotto integra personalizzazione, integrazione tecnologica e automazione intelligente.
Il Cliente del Futuro
Dal compratore al cocreatore: le generazioni digitali cercano esperienze prima del prodotto. Architetti e sviluppatori cerca­no prodotti certificati, general contractor materiali conformi a standard internazionali, investitori edifici ESG-compliant per finanziamenti agevolati. Il percorso d’acquisto richiede velo­cità, personalizzazione, integrazione tra canali fisici e digitali.
L’Imprenditore del Futuro
Dal produttore al creatore di esperienze: pensiero progettuale, narrazione del marchio, costruzione di identità distintiva. Inte­grazione di sostenibilità in ogni scelta. Utilizzo di SEO, assistenti IA per automatizzare processi e strumenti di machine learning.
Metodologia: 40% visione, 60% pratica
Ogni giornata: mattina con visione e trend, pomeriggio con esercitazioni in team. Risultato: tre progetti operativi applicabili immediatamente in azienda.

STEFANIA LUPPI
Resp.le Centro Formazione Impresa LegnoLegno
stefania.luppi@legnolegno.it


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Il debutto di “LEI”

La nuova community che rappresenta il mondo del legno – con le diverse divisioni produttive che gli gravitano intorno – ha trovato casa in LEI, gravida di tutta la bellezza racchiusa in quel seme che solo Madre Natura può regalarci.

La presentazione ufficiale del Progetto LEI si è tenuta il 23 ottobre al Brixia Forum di Brescia, in occasione del BeOpen organizzato dal Consorzio Legno Legno.

Il germoglio di questa idea però è cresciuto lentamente nella mente di Massimo Schiavetta e in modo ufficioso molti di noi – del settore legno – conoscono il progetto da tempo e stanno aggiungendo il loro tassello – a partire dall’architetto Giorgio Marchesi che insieme a Massimo Schiavetta ha creato le prime presentazioni anni fa – e sembra che intorno a LEI si stia creando una nuova tifoseria, quella di una squadra con il cuore di legno che vuole essere fautrice di un nuovo percorso che dia forma al Marchio dell’opportunità per tutti.

L’appuntamento successivo si è svolto presso Fantacci il 14 novembre, a San Gimignano in provincia di Siena, e a fine anno verrà stilata l’agenda del 2026 per evidenziare le tappe della presentazione itinerante di questo progetto di comunicazione.

Comporre la “squadra legno” rappresenta lo scopo iniziale ma l’obiettivo sarà dargli voce rendendolo un messaggio corale, volto a raccogliere tutte le sfaccettature di questo poliedrico universo che nasce e cresce dallo stesso seme, quello di una pianta!

Essere davvero rappresentati è il sogno di molti serramentisti. Particolarmente per la filiera dei serramenti esterni per quanto io possa testimoniare da almeno questo ultimo quarto di secolo, ma anche per altri ambiti legati al mondo del legno che quotidianamente rappresento…

Il desiderio di veder riconosciuto il comparto nasce dalla necessità di creare un senso di appartenenza reale. Secondo Massimo Schiavetta, per sensibilizzare il mercato verso la finestra di legno serve una comunicazione molto efficace, costante e che arrivi direttamente all’acquirente.

Per fare questo, serve avere a disposizione un team di esperti che dedichi un’importante quantità di tempo a LEI. Nessun serramentista ha la forza di farlo da solo.

Ecco perché serve un ‘Progetto comune’. Un progetto di tutti!

LEI The Wood Family sarà la community delle diverse divisioni produttive che sceglieranno il marchio LEI, per far conoscere su larga scala i pregi e i vantaggi che il legno offre – utilizzato singolarmente o abbinato ad altri materiali – a chi deve decidere quali prodotti acquistare o quali proporre in un nuovo edificio.

L’intuizione da cui tutto è partito è nata dalla constatazione che tutte le aziende produttrici di tecnologia quali costruttori di macchine, utensili, sistemi, legno, vernici, ferramenta, etc., ogni anno investono una quantità importante di denaro in comunicazione, eventi, fiere per informare i propri potenziali Clienti che sono i serramentisti, i quali però non sono coloro che decidono se comprare una finestra di legno!

LEI è un progetto di comunicazione che apre lo sguardo su un orizzonte più ampio che ne-cessariamente deve includere anche l’utilizzatore, ha l’aspirazione di unire legno, cultura e benessere, in un movimento d’opinione che coinvolga tutti gli Attori che fanno parte della filiera: serramentisti, showroom, produttori di sistemi, di tecnologie, fornitori di materiali, servizi, organi d’informazione, studi di progettazione.

Per farlo, è necessario convogliare in un’unica WOOD FAMILY le risorse oggi disperse in una moltitudine di piccole realtà incapaci di sviluppare singolarmente una corrente di pensiero in grado di creare tendenza.

Il legno è certamente il materiale più imitato e quindi l’importanza di vivere attorniandosi di manufatti veri, sani e belli si lega a doppio filo alla ricerca del benessere in qualunque sfera, con una consapevolezza crescente da parte di ogni individuo.

Con LEI si vuole dare una linea di pensiero, in grado di generare una comunicazione molto forte che vada direttamente a chi deve decidere cosa comprare o cosa consigliare, con il risultato auspicabile di aumentare la richiesta di prodotti del comparto, padroneggiare meglio la concorrenza e aumentare il potenziale del ‘Legno’ anche attraverso investimenti in nuove tecnologie.

Le domande a cui rispondere per valutare la bontà di questa proposta vertono sull’analisi della situazione in cui si trova il settore attualmente, ci si chiede se la strategia finora adottata da ogni singola azienda abbia avuto la forza di imporre il legno quale materiale più conveniente e se continuando in questo modo le cose possano cambiare.

Si auspica la nascita di un movimento forte e coeso, in grado di imporre il vero valore del legno perché solo unendo tutte le forze si potrà aumentare la richiesta di prodotti di matrice lignea, proprio perché i valori e i benefici dell’universo LEI vanno oltre il proprio interesse.

Il grande vantaggio percepibile sin d’ora, mentre ci troviamo sulla linea di partenza – in atte-sa del via – è che la maggioranza degli Attori coinvolti sono concordi nel dire che i benefici più importanti al prodotto finale vengono dati quando la base principale è costituita dal legno, grazie alle ultime innovazioni tecniche apportate su tutti i settori, dagli oggetti alle costruzioni, passando per arredamento, finestre, porte, scale, pavimenti etc. La grande sfida dunque è trasformare i produttori di questi straordinari manufatti in comunicatori efficaci, forti della possibilità di usare un megafono così potente da poter arrivare a tutti per condividere l’obiettivo europeo più ambizioso: diventare entro il 2050 il primo continente mondiale a impatto climatico zero.

Un progetto che LEI sposa insieme all’Unione Europea!


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Se devi fare rumore, fallo in silenzio

L’acustica nei serramenti tra normativa, dati e realtà

Tecnicamente, ogni suono può essere considerato un rumore; una raccolta di vibrazioni sonore udibili dall’orecchio umano che corrispondono a variazioni di pressione atmosferica.

Tuttavia, quando parliamo di rumore, difficilmente ci riferiamo a qualcosa di piacevole; “Smettila con questo rumore”, “Quanto rumore in questo locale”… Probabilmente è per questo, per la ricerca di un benessere quotidiano fortemente influenzato dai “rumori” di un mondo sempre meno silenzioso, che la richiesta di serramenti con buone prestazioni acustiche è aumentata significativamente nell’ultimo anno.

In realtà, oltre alla richiesta specifica della committenza, c’è un altro fattore in gioco: come avviene per ogni comparto del settore serramentistico, la crescente attenzione al rispetto dei requisiti normativi e legislativi ha portato a un aumento delle verifiche (Grafico 1) su diversi aspetti, tra cui:

  • Sostenibilità
  • Posa in opera
  • Risparmio energetico
  • Acustica

THANKS TO

Suddivisione per anno dei test acustici eseguiti nell’ultimo decennio

In relazione a quest’ultimo punto segnaliamo un aspetto interessante: i due principali riferimenti legislativi per l’acustica sono la legge 447 del 1995 e il D.P.C.M. del 05/12/1997; documenti che hanno quasi 30 anni. Tuttavia, è proprio questo il periodo in cui stanno avendo un impatto più rilevante con la conseguente sollecitazione alla valorizzazione dei prodotti con prestazioni acustiche note.

ANALISI DEI NUOVI DATI E SUPPORTI STATISTICI

L’elevato numero di test eseguiti ha permesso di rilevare importanti e particolari dati:

  • I prodotti testati hanno visto mediamente aumentare le proprie performance.
  • L’interesse dei serramentisti per il raggiungimento di prestazioni eccellenti è molto aumentato rispetto agli anni precedenti.
  • Nelle verifiche degli ultimi anni appare un “nuovo prodotto” oggetto di indagine: il monoblocco, la cui richiesta di caratterizzazione è legata all’enorme utilizzo previsto nelle nuove costruzioni e delle ristrutturazioni pesanti.

Vediamo come in 8 anni è cambiata la “tipologia” di prodotti verificati, per poi concentrarci sul cambio delle prestazioni offerte. (Grafico 2 e grafico 3)

Suddivisione delle prove acustiche per prodotto

Come si può notare il prodotto che la fa da padrone è sempre la finestra, seguito dalla porta (sia portafinestra, che portoncini di ingresso, blindati e anche porte interne) ma i monoblocchi “appaiono” nel grafico.

Concentrandoci quindi sul prodotto “finestra” vediamo come sono cambiati i dati medi in termini di Rw ottenuti. (Grafico 4 e grafico 5)

Qui le differenze si appianano. Il “valore” più frequente e il famoso “40 dB” e, come nell’aggiornamento 2017, con l’aumento del valore Rw la percentuale dei prodotti che riescono ad ottenere prestazioni superiori ai 44 dB crolla, evidenziando la difficoltà nel raggiungere indici di isolamento acustico come 46 dB, 47dB o addirittura 48 dB che (purtroppo…) oggi non è difficile trovare nelle richieste avanzate dalla committenza; parliamo principalmente di capitolati tecnici e di edifici adibiti a destinazioni d’uso quali scuole o ospedali.

I dati dei risultati aggiornati al 2025 derivano da circa 700 prove, eseguite su finestre di ogni materiale, dagli spessori più ridotti a quelli più importanti, con ogni profilo possibile di guarnizione, chiusura, gocciolatoio, ecc., pertanto possono essere considerati come un importante elemento di spunto.

Il valore “Rw medio” del vetro e della finestra, aggiornato al 2025 è:

Rw medio vetro → 41,54 dB

Rw medio finestra → 40,69 dB

In sostanza, se il serramento non presenta particolari problematiche, con un vetro da 42 dB è possibile pensare di ottenere un indice del potere fonoisolante della finestra di almeno 40 dB. (Grafico 6)

Questo dato è significativo: per ottenere una finestra che isoli acusticamente 40 dB, quindi in grado di soddisfare la maggior parte delle richieste acustiche della committenza, potrebbe essere considerato idoneo un vetro da 41,5 – 42 dB.

Non è necessario un vetro da 44 dB (col rischio di aumentare il valore economico del prodotto), allo stesso tempo un vetro da 40 dB potrebbe essere insufficiente.

APPROFONDIMENTO

Le prestazioni di isolamento acustico, per semplicità di lettura e per supportare il lettore, sono sempre espresse col solo indice di valutazione a numero unico: Rw.
Il comportamento del prodotto, che dipende dalla verifica alle diverse frequenze (da 100Hz a 3150Hz), ne
determina le caratteristiche acustiche. L’importanza della determinazione del potere fonoisolante in funzione della frequenze non e oggetto del presente articolo seppur fondamentale per la misurazione dei valori espressi.

Quindi, se con un vetro da 42 dBottengounserramentocon Rw da 40 dB, posso stimare che con un vetro da 47 dB si possa ottenere un serramento da 45 dB?

No, non è così. Non si può pensare che aumentando il valore Rw del vetro si ottenga un incremento proporzionale di isolamento. Ci viene in aiuto il concetto di scala logaritmica: un aumento di 3 dB significa raddoppiare l’intensità sonora.

Il grafico 7, particolarmente ricco di dati sperimentali, fornisce l’indicazione sui valori di prova ottenuti.

Considerate tutte le prove di isolamento acustico eseguite con un vetro ad esempio di 43 dB (colonna arancione – asse X) il valore medio ottenuto dai serramenti è Rw = 41,7 dB.

I valori numerici, derivanti da prove di Laboratorio sono i seguenti:

Come è facile notare, più il valore acustico del vetro aumenta e più si apre la forbice con il valore Rw misurato sul campione.

APPROFONDIMENTO

I valori indicati derivano da misurazioni eseguite dal laboratorio LegnoLegno.
Pure essendo dati che rappresentano una popolazione di campioni molto alta, non sono da intendersi come valori da poter utilizzare ai fini della conformita a norma dei singoli prodotti.

Soprattutto, e non è un errore di battitura, con un vetro da 49 dB il valore Rw medio misurato sui serramenti testati è minore al valore Rw medio misurato con vetri da 47 e 48 dB. Questo può dipendere da molteplici fattori: ci sono serramenti che per caratteristiche proprie, anche con un vetro molto performante, non hanno possibilità di ottenere un adeguato valore Rw. Si pensi ad esempio ad un serramento con guarnizioni insufficienti, tagliate male ed aperte negli angoli, con vetro mal sigillato e ferramenta fuori quota.

Sono numerose anche le prove durante quali è stato appurato che il valore di isolamento acustico “proprio” del vetro non corrispondeva al valore previsto documentalmente. Il primo accorgimento da avere nei casi ove sia previsto l’utilizzo di un vetro con valore Rw molto alto (diciamo oltre i 47 dB), è di richiedere al proprio fornitore un vetro con valore Rw “misurato” e non “stimato”.

Nelle schede del vetro nelle quali il valore Rw è stimato, è spesso indicato che il coefficiente è da intendersi con +/- 2dB: una variazione del valore enorme, soprattutto considerando gli obiettivi da raggiungere.

Riteniamo che i dati presentati nel presente articolo, aggiornati sino alle ultime verifiche acustiche, possano fungere da importante supporto preliminare all’effettuazione dei test, essere un supporto informativo per la committenza ed infine essere utilizzati come strumento di dialogo da parte del serramentista.

Esprimere le proprie conoscenze con adeguati supporti tecnici permette di “comunicare” con più forza, di far sentire con autorevolezza e competenza la propria voce… sempre però senza fare troppo rumore.

PER SAPERNE DI PIÚ

DAVIDE BARBATO

Responsabile Qualità Laboratorio Tecnologico LegnoLegno

Info: davide.barbato@legnolegno.it


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La profittabilità gestendo i costi

Che ne pensano gli imprenditori del settore serramenti?

Ottimizzazione dei costi:
Strumenti strategici per massimizzare la redditività

Nel numero 73 della nostra rivista, nella sezione “Viaggio tra le più belle storie”, abbiamo esplorato l’importanza della pianificazione strategica per le micro e piccole aziende nel settore dei serramenti, evidenziando come una strategia ben definita possa favorire la crescita e la competitività.

THANKS TO

Questo tema cruciale è stato affrontato nel workshop “Ottimizzazione dei costi: strumenti strategici per massimizzare la redditività”, tenutosi durante l’evento Be Open a Brescia lo scorso ottobre.

I risultati di un sondaggio condotto durante l’evento hanno rivelato un panorama ricco di spunti significativi, mostrando che molti imprenditori affrontano sfide rilevanti nella gestione dei costi e nella definizione della marginalità, aspetti fondamentali per garantire la redditività delle loro aziende.
Le risposte ottenute indicano una chiara necessità di strumenti pratici e formazione specifica, evidenziando che le aziende riconoscono l’importanza di un approccio basato sui dati per ottimizzare le operazioni.
Questi risultati non solo confermano le problematiche discusse nel precedente articolo, ma riflettono anche le reali esigenze del settore.
Investire in formazione e strumenti di monitoraggio si rivela essenziale per implementare efficacemente le strategie delineate, creando un ciclo virtuoso di miglioramento e opportunità di crescita nel proprio mercato.
Nel prossimo articolo, analizzeremo i dettagli delle risposte inviate che opportunamente interpretate evidenziano come queste informazioni possano guidare le aziende verso decisioni più informate e
strategie più efficaci.

Ecco le domande formulate attraverso il questionario e un’interpretazione delle risposte ottenute considerando le percentuali di ciascuna risposta.

Analisi delle Risposte al Questionario

1.Qual è la principale difficoltà che incontri nella gestione dei costi della tua azienda?

Monitoraggio dei costi (27,6%) e Calcolo accurato dei costi di produzione (27,6%): Queste due risposte sono le più frequenti, suggerendo che le aziende hanno difficoltà sia nel tenere traccia delle spese che nel calcolare i costi di produzione in modo preciso. Ciò potrebbe indicare una mancanza di strumenti adeguati o di processi ben definiti per il controllo dei costi.
Analisi della marginalità (24,1%): Emerge una preoccupazione significativa riguardo alla comprensione della redditività dei prodotti o dei clienti, il che è cruciale per strategie di crescita efficaci.
Definizione dei prezzi di vendita (20,7%): Anche se meno comune, questa risposta suggerisce che ci sono sfide nel determinare prezzi competitivi, probabilmente a causa di una scarsa conoscenza dei costi o della concorrenza.

2. Quanto ti senti informato riguardo ai metodi di calcolo dei costi?

Abbastanza informato (48,3%): La maggior parte dei partecipanti si sente moderatamente informata, il che indica una certa consapevolezza, ma anche la necessità di formazione aggiuntiva a supporto delle decisioni.
Poco informato (44,8%): Questa percentuale elevata suggerisce che quasi la metà degli intervistati ha lacune significative nella conoscenza dei metodi di calcolo dei costi, evidenziando un’opportunità per programmi di formazione mirati.
Molto informato (6,9%) e Per niente informato (0%): La bassa percentuale di chi si sente molto informato indica che ci sono ampi margini di miglioramento nella formazione e nella consapevolezza

3. Quale aspetto della marginalità ti preoccupa di più?

Marginalità per commessa (55,2%): Questa è la preoccupazione principale, suggerendo che le aziende faticano a calcolare correttamente i costi associati a specifiche comesse, il che è fondamentale per evitare perdite e mantenere margini adeguati.
Margini lordi su prodotti specifici (24,1%): Indica che c’è una certa difficoltà nel comprendere quali prodotti generano i migliori margini rispetto ad altri, suggerendo la necessità di analisi più dettagliate.
Marginalità per cliente (10,3%) e Non ho preoccupazioni sulla marginalità (10,3%): Queste risposte indicano che, sebbene ci siano preoccupazioni, una parte dei partecipanti si sente relativamente sicura riguardo alla gestione della marginalità.

4. Quale aspetto della gestione dei costi ti sembra più misterioso e meriterebbe un approfondimento?

Calcolo dei costi indiretti (44,8%): Questa risposta predominante suggerisce che le aziende trovano difficile definire, riconoscere ed allocare correttamente i costi indiretti, il che può influenzare negativamente la redditività.
Strategie di budgeting (24,1%): Indica che c’è una necessità di migliorare nella pianificazione finanziaria, essenziale per la crescita sostenibile.
Politiche di pricing efficaci (17,2%) e Analisi della marginalità per cliente (13,8%): Queste risposte indicano aree di interesse, ma con meno urgenza rispetto ai costi indiretti.

5. Qual è la tua principale fonte di informazioni per la definizione dei prezzi di vendita?

Costi di produzione e margini desiderati (62,1%): Questa risposta indica un approccio consapevole e basato su dati concreti nella definizione dei prezzi, suggerendo che le aziende sono focalizzate sulla redditività.
Analisi di mercato e concorrenti (17,2%): Anche se importante, questa risposta suggerisce una dipendenza dalla concorrenza, che potrebbe portare a una mancanza di originalità nelle strategie di pricing.
Esperienza personale e intuizione (13,8%) e Non ho una fonte specifica (6,9%): Queste risposte indicano una mancanza di metodo e strategia, che potrebbe portare a decisioni di pricing poco informate e di conseguenza meno competitive.

6. Immagina di avere accesso a strumenti avanzati per analizzare la marginalità: quali decisioni strategiche saresti in grado di prendere?

Ristrutturare le offerte in base ai margini (41,4%) e Tutte le precedenti (37,9%): Queste risposte indicano un forte interesse nell’ottimizzare l’offerta di prodotti e servizi, suggerendo che le aziende riconoscono il valore di una gestione basata sui dati.
Identificare i clienti più redditizi (10,3%) ed Eliminare prodotti non profittevoli (10,3%): Queste risposte mostrano un desiderio di migliorare la redditività, ma con meno enfasi rispetto alle opzioni precedenti, per ottimizzare la gestione del portafoglio prodotti / servizi e massimizzare la redditività.

Conclusioni e Suggerimenti per gli Imprenditori

Il seminario ha evidenziato che molti imprenditori nel settore dei serramenti, rispondendo al questionario, hanno espresso diverse aree critiche nella gestione dei costi e nella definizione della marginalità per le loro aziende. Le difficoltà principali riscontrate riguardano il monitoraggio dei costi e il calcolo accurato dei costi di produzione, indicando una necessità di strumenti e processi più efficaci.

Inoltre, la preoccupazione predominante per la marginalità per commessa suggerisce che molte aziende potrebbero non avere una visione chiara della redditività dei loro progetti, il che è essenziale per prendere decisioni strategiche informate.
La percezione di una conoscenza insufficiente riguardo ai metodi di calcolo dei costi, con una percentuale significativa di rispondenti che si sente poco informata, evidenzia un’opportunità per migliorare la formazione e la consapevolezza in questo ambito. Le aziende devono investire in programmi di formazione specifici, affinché possano acquisire competenze solide nella gestione dei costi e nella definizione della marginalità.
Inoltre, la predominanza della fonte di informazioni basata sui costi di produzione e margini desiderati per la definizione dei prezzi di vendita suggerisce che le aziende sono consapevoli dell’importanza di un approccio basato sui dati. Tuttavia, la dipendenza da analisi di mercato e concorrenti potrebbe portare a una mancanza di originalità nelle strategie di pricing. È fondamentale che gli imprenditori sviluppino un
approccio più integrato, che combini l’analisi dei costi interni con le dinamiche di mercato, attraverso l’adozione di strumenti e modelli evoluti specifici che forniscano una visione più chiara della redditività.


Suggerimenti per gli Imprenditori:

  1. Investire in Formazione: Considerate di organizzare corsi di formazione per il personale sulla gestione dei costi e sull’analisi della marginalità. Questo non solo migliorerà le competenze interne, ma contribuirà anche a una cultura aziendale più consapevole e orientata ai dati.
  2. Adottare Strumenti di Monitoraggio: Implementate modelli di gestione dei costi che consentano un monitoraggio in tempo reale delle spese. Strumenti progettati ad hoc per ogni singola impresa possono fornire una visione integrata della redditività aziendale, facilitando il controllo e l’analisi dei costi.
  3. Analisi della Marginalità: Sviluppate un sistema per analizzare la marginalità per cliente e per prodotto. Questo vi permetterà di identificare quali aree sono più redditizie e dove è possibile migliorare.
    Utilizzate strumenti di business intelligence per ottenere report dettagliati e analisi predittive.
  4. Rivedere le Politiche di Pricing: Valutate le vostre politiche di pricing alla luce delle informazioni sui costi e della concorrenza. Considerate di adottare strategie di pricing dinamico che si adattino alle variazioni del mercato e ai costi di produzione.
  5. Focalizzarsi sui Clienti Redditizi: Utilizzate i dati per identificare i clienti più profittevoli e concentrate le vostre risorse di marketing su di loro. Questo non solo migliorerà la redditività, ma aiuterà anche a
    costruire relazioni più forti con i clienti chiave.
  6. Sperimentare e Adattare: Non abbiate paura di testare nuove strategie e approcci. Monitorate i risultati e siate pronti a adattare le vostre strategie in base ai feedback e ai dati raccolti.
    In sintesi, le risposte al questionario indicano una chiara necessità di miglioramento nella gestione dei costi e nella definizione della marginalità.
    Gli imprenditori che adotteranno un approccio proattivo e basato sui dati saranno meglio posizionati per affrontare le sfide del mercato e massimizzare la redditività delle loro aziende.

DR. ROBERTO BOTTANI
Business Export Manager Internazionalizzazione e Sviluppo d’Impresa
Partner di CNA Lombardia Partner di CNA Bergamo


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L’esperta risponde

Nel presente articolo vi mostreremo alcuni Esempi Pratici e Realistici
relativi alla Verifica di Congruità della Spesa che deve effettuare il
Serramentista.

THANKS TO

Meuco

ESEMPIO 1

SOLA SOSTITUZIONE SERRAMENTI (Es. Finestre, Porte-Finestre, Blindato ecc..)

Intervento di sostituzione Serramenti – Zona Climatica C

Sulla base delle voci da preventivo si evidenziano:

  • le voci da verificare mediante l’Allegato A
  • le voci da verificare mediante un Prezzario (DEI, Regionale, Camere di Commercio)

Successivamente, si definisce la tipologia di intervento ed il relativo
massimale di spesa come da tabella di seguito:

Infine, mettendo a confronto gli importi delle due tabelle, verrà definito se i costi preventivati risultano congrui rispetto ai massimali di spesa da rispettare:

In questo caso il preventivo risulta Congruo in quanto gli importi preventivati risultano inferiori rispetto ai massimali di spesa calcolati, pertanto, in questo caso, in fase di Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio del Fornitore bisognerà indicare:
a) Importo totale Massimo Detraibile di fornitura: 3.180,00 € (in questo caso equivale al totale da preventivo in quanto la spesa risulta totalmente congrua)
b) Importo totale di fornitura (Tot. Preventivo): 3.180,00 € (in questo caso equivale all’Importo Detraibile in quanto la spesa preventivata risulta congrua)
c) Importo non detraibile (se presente): / (in questo caso non è presente in quanto la spesa preventivata è risultata totalmente congrua)

ESEMPIO 2

SOSTITUZIONE SERRAMENTI + CHIUSURE OSCURANTI (Es. Finestre/Porte-Finestre + Persiana/Tapparella ecc…)

Intervento di sostituzione Serramenti + Chiusure Oscuranti in abbinamento – Zona Climatica E

Sulla base delle voci da preventivo si evidenziano:

  • le voci da verificare mediante l’Allegato A
  • le voci da verificare mediante un Prezzario (DEI, Regionale, Camere di Commercio)

Successivamente, si definisce la tipologia di intervento ed il relativo massimale di spesa come da tabella di seguito:

N.B.: essendo che l’intervento riguarda lo stesso foro, per la congruità della spesa, si tengono in considerazione i mq solamente una volta.

Infine, mettendo a confronto gli importi delle due tabelle, verrà definito se i costi preventivati risultano congrui rispetto ai massimali di spesa da rispettare:

In questo caso il preventivo risulta NON totalmente Congruo in quanto gli importi preventivati risultano superiori rispetto ai massimali di spesa calcolati, pertanto, in questo caso, in fase di Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio del Fornitore bisognerà indicare:
a) Importo totale Massimo Detraibile di fornitura: 4.040,00 € (in questo caso equivale al totale massimale relativo all’Allegato A + totale manodopera da preventivo in quanto quest’ultima spesa non supera i massimali. In questo caso, quando gli importi preventivati risultano superiori rispetto al massimale previsto, si dovrà tenere in considerazione l’importo massimo e non l’importo da preventivo)
b) Importo totale di fornitura (Tot. Preventivo): 4.400,00 €
c) Importo non detraibile: 360,00 € (in questo caso l’importo non detraibile equivale alla differenza tra l’importo preventivato e l’importo massimale detraibile calcolato)

ESEMPIO 3

SOSTITUZIONE SERRAMENTI + CHIUSURE OSCURANTI RELATIVI A FORI DEFFERENTI

Intervento di sostituzione Serramenti + Chiusure Oscuranti di fori differenti – Zona Climatica D

Sulla base delle voci da preventivo si evidenziano:

  • le voci da verificare mediante l’Allegato A
  • le voci da verificare mediante un Prezzario (DEI, Regionale, Camere di Commercio)

Successivamente, si definisce la tipologia di intervento ed il relativo massimale di spesa come da tabella di seguito:

N.B.: essendo che l’intervento di Serramenti e Oscuranti riguardano fori differenti, per la congruità della spesa, bisognerà effettuare la verifica suddivisa per tipologia di intervento

Infine, mettendo a confronto gli importi delle due tabelle, verrà definito se i costi preventivati risultano congrui rispetto ai massimali di spesa da rispettare:

In questo caso il preventivo risulta Congruo in quanto gli importi preventivati risultano inferiori rispetto ai massimali di spesa calcolati, pertanto, in questo caso, in fase di Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio del Fornitore bisognerà indicare:
a) Importo totale Massimo Detraibile di fornitura: 2.840,00 € (in questo caso equivale al totale da preventivo in quanto la spesa risulta totalmente congrua)
b) Importo totale di fornitura (Tot. Preventivo): 2.840,00 € (in questo caso equivale all’Importo Detraibile in quanto la spesa preventivata risulta congrua)
c) Importo non detraibile (se presente): / (in questo caso non è presente in quanto la spesa preventivata è risultata totalmente congrua)

IN QUESTA NEWS SONO STATI PRESENTATI ALCUNI DEGLI ESEMPI RELATIVI ALLA CONGRUITÀ DELLA SPESA CHE POTREBBERO CAPITARVI, OVVIO È CHE OGNI CASISTICA È A SÉ; PERTANTO, IL LABORATORIO LEGNOLEGNO, COME SEMPRE, RIMANE AL VOSTRO SUPPORTO PER EVENTUALI CHIARIMENTI, OPPURE CONGRUITÀ DA VERIFICARE, MEDIANTE I NOSTRI SERVIZI DI

  • ASSISTENZA TECNICA IN ABBONAMENTO
  • GESTIONE DELLE PRATICHE ENEA PER LA DETRAZIONE FISCALE: VERIFICA CONGRUITÀ DELLA SPESA, CON EVENTUALE INSERIMENTO DELLA PRATICA SUL PORTALE DI ENEA.

ALESSIA FILANCI
Dipartimento Energia
Consorzio LegnoLegno


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