Il monoblocco di “libera installazione”
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Il monoblocco di “libera installazione”

“Oh, no… una nuova norma?!”

Le norme, si sa, non godono mai di una buona nomea a primo impatto.

Sarà per un retaggio culturale derivante dall’essere una Nazione “sovra-regolamentata”, sarà per un’atavica scarsa propensione alla novità… ma ancora una volta l’“Oh, no!” è stato il commento prevalente al “bar del serramento” quando, alla fine di maggio, la UNI 11979 ha finalmente iniziato a disciplinare il mondo controtelaio/monoblocco.

Sui contenuti generali di questa nuova normativa non ci dilunghiamo, rimandando direttamente agli articoli specifici qui pubblicati, dei quali consigliamo caldamente la lettura.

Dal timore alla consapevolezza

Dopo un primo atteggiamento “difensivo”, quasi impaurito all’idea di dover adempie-re a puri e sterili esercizi burocratici, un maggiore approfondimento ha – come spesso accade – fatto cambiare completamente visione.

C’è infatti un concetto che ha fatto leva su molti per comprendere l’importanza, se non addirittura l’indispensabilità, della norma UNI 11979: quello della cosiddetta “Libera installazione”.

Ma di cosa si tratta? E perché è fondamentale comprenderlo?

La metafora automobilistica

La metafora automobilistica funziona sempre. Se produco pneumatici, per testarli ho due strade:

  1. Prima strada: li monto su una specifica autovettura e faccio i miei test.

→ Otterrò risultati validi solo per QUEGLI pneumatici su QUELLA vettura.

  1. Seconda strada: voglio conoscere le prestazioni dei miei pneumatici in generale, senza riferimento a una vettura specifica.

→ Serve allora una vettura “prototipo”, uguale per tutti, per ottenere risultati universali e confrontabili.

Traslando il ragionamento, la norma è quel “qualcuno” che definisce la vettura prototipo, dove gli pneumatici sono il monoblocco e la vettura è il serramento.

E come fa la norma a stabilire come è fatta la vettura “prototipo” uguale per tutti?

Attraverso il concetto di “Libera installazione”: eseguendo i test secondo le modalità di libera installazione, caratterizzerò il mio monoblocco in modo assoluto, senza vincoli rispetto ad uno specifico serramento.

Ecco allora che, come e più che in altri casi, grazie al concetto di libera installazione è stata colta la natura profonda della norma: garantire a tutti gli operatori del mercato una base comune di confronto, che rendesse i loro risultati oggettivi ed universalmente validi. Nondimeno, anche i piccoli produttori, talora i più scettici, hanno colto appieno le potenzialità di questa novità: potersi confrontare anche con i “grandi” attraverso uno strumento che pone tutti sullo stesso piano.

“Libera installazione” vs “Proprietario”

La misura delle prestazioni riferite a uno specifico serramento è invece demandata all’approccio “Proprietario”, che si contrappone a quello di libera installazione.

In questo caso, il monoblocco è progettato per accogliere uno specifico e ben definito prodotto, e solo con riferimento a quest’ultimo è possibile esprimere una prestazione.

Anche sul concetto di monoblocco “Proprietario” abbiamo approfondito in un articolo dedicato, che consigliamo di leggere per una visione completa e complementare.

Una norma “ibrida” ma completa

Per i puristi, la UNI 11979 è uno standard “ibrido”:

  • in parte norma di prodotto,
  • in parte norma di prova,
  • in parte norma di classificazione.

L’approccio di libera installazione entra in gioco in ognuno di questi aspetti, ma è nei metodi di prova che assume la massima rilevanza definendo in maniera molto puntuale come operare per estrapolare risultati universali siano essi in ambito termico, meccanico, acustico, etc.

La norma risponde a domande cruciali come:

  • Che trasmittanza termica devo considerare per un pannello generico che simula il serramento?
  • Dove va collocato per il calcolo analitico?
  • Quali caratteristiche acustiche deve avere un pannello prototipo?
  • Come dovrò fissare al mio monoblocco il pannello generico?
  • E per la permeabilità all’aria?

Un riferimento per tutti i laboratori

La norma fornisce istruzioni precise nelle sezioni dedicate alla “Libera installazione”: Qualsiasi laboratorio, dalle Alpi alla Sicilia, dovrà attenersi alle stesse indicazioni per garantire la confrontabilità dei risultati. Ci sia consentita una piccola nota: la norma serve anche a garantire che i dati presentati al mercato siano frutto di test realmente conformi.

Non è un obbligo, ma è evidente che solo un organismo di prova esperto e attrezzato può assicurare una corretta applicazione dei nuovi standard.

Tutto ciò vale non solo per i monoblocchi, ma anche per i sistemi di controtelaio.

Un valore tecnico e commerciale crescente

A questo punto diventa intuitivo comprendere l’importanza e la spendibilità di un dato misurato su basi comuni e universalmente riconosciute: la prestazione assume un peso del tutto diverso sia esso destinato ad un generico committente, ad un produttore di serramenti che ne ha fatto richiesta o ad un esperto progettista: i risultati diventano credibili e comparabili.

In merito a questo, rimarchiamo che l’analisi di libera installazione non sostituisce in alcun modo quanto previsto nel caso in cui lo scopo sia l’individuazione di una prestazione di uno specifico sistema monoblocco+serramento, e non la confrontabilità. In tal caso, l’approccio di libera installazione lascerà il posto a quello proprietario, secondo quanto disposto dalla norma in modo puntuale ed esaustivo. È altresì necessario sottolineare che, si tratti di prestazioni “Proprietario” o di “Libera installazione”, i numeri vanno sempre gestiti, interpretati e confrontati da personale competente.

Uno strumento per il futuro

La tecnologia costruttiva del nostro Paese, sia sul nuovo che sui recuperi e ristrutturazioni, ha eletto il monoblocco elemento ormai importantissimo e, di conseguenza, da caratterizzare in maniera non più approssimativa.

In prospettiva è lecito aspettarsi che il monoblocco assuma crescente importanza in capitolati, regolamenti, detrazioni, e quant’altro, laddove l’indirizzo ormai evidente è quello che ogni componente faccia la sua parte in termini prestazionali.

Attraverso l’approccio di “Libera installazione”, anche per il laboratorio LegnoLegno sarà possibile, utile ed interessante monitorare ed analizzare statisticamente tutti i valori misurati, anche per comprendere come essi varieranno nel tempo. È un compito che ci siamo dati e del quale scriveremo non appena riterremo di aver eseguito un numero di test che rappresentano un campione significativo.

Non più “Oh, no… una nuova norma!”, ma “Bene, finalmente una nuova norma!”

ANGELO POLENTA

Laboratorio Tecnologico LegnoLegno angelo.polenta@legnolegno.it

SPECIALE MONOBLOCCHI

Con la pubblicazione della UNI 11979:2025 – “Controtelai e controtelai monoblocco per serramenti – Caratteristiche prestazionali e requisiti” – si compie un passo importante per dare identità, regole e trasparenza ad un elemento che nonostante sia di fondamentale importanza nell’installazione del serramento e, nonostante sia oggi ampiamente adoperato in ambito costruttivo, fino a questo momento ha vissuto in un limbo normativo
La norma UNI 11979, così come tutte le norme UNI (e le equi­valenti EN e ISO), è un documento di natura volontaria che però, finalmente, propone regole chiare e condivise.
Ma quali sono? E cosa cambia per te?

In questi articoli di approfondimento illustriamo la norma e perché è così importante per il settore.

leggi qui UNI 11979: Una svolta per controtelai e monoblocchi
leggi qui ⮕ Il monoblocco “proprietario”
leggi qui ⮕ Le informazioni che fanno la differenza. La Norma UNI 11979: Guida essenziale per serra­mentisti e produttori di controtelai e monoblocchi

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Il debutto di “LEI”

La nuova community che rappresenta il mondo del legno – con le diverse divisioni produttive che gli gravitano intorno – ha trovato casa in LEI, gravida di tutta la bellezza racchiusa in quel seme che solo Madre Natura può regalarci.

La presentazione ufficiale del Progetto LEI si è tenuta il 23 ottobre al Brixia Forum di Brescia, in occasione del BeOpen organizzato dal Consorzio Legno Legno.

Il germoglio di questa idea però è cresciuto lentamente nella mente di Massimo Schiavetta e in modo ufficioso molti di noi – del settore legno – conoscono il progetto da tempo e stanno aggiungendo il loro tassello – a partire dall’architetto Giorgio Marchesi che insieme a Massimo Schiavetta ha creato le prime presentazioni anni fa – e sembra che intorno a LEI si stia creando una nuova tifoseria, quella di una squadra con il cuore di legno che vuole essere fautrice di un nuovo percorso che dia forma al Marchio dell’opportunità per tutti.

L’appuntamento successivo si è svolto presso Fantacci il 14 novembre, a San Gimignano in provincia di Siena, e a fine anno verrà stilata l’agenda del 2026 per evidenziare le tappe della presentazione itinerante di questo progetto di comunicazione.

Comporre la “squadra legno” rappresenta lo scopo iniziale ma l’obiettivo sarà dargli voce rendendolo un messaggio corale, volto a raccogliere tutte le sfaccettature di questo poliedrico universo che nasce e cresce dallo stesso seme, quello di una pianta!

Essere davvero rappresentati è il sogno di molti serramentisti. Particolarmente per la filiera dei serramenti esterni per quanto io possa testimoniare da almeno questo ultimo quarto di secolo, ma anche per altri ambiti legati al mondo del legno che quotidianamente rappresento…

Il desiderio di veder riconosciuto il comparto nasce dalla necessità di creare un senso di appartenenza reale. Secondo Massimo Schiavetta, per sensibilizzare il mercato verso la finestra di legno serve una comunicazione molto efficace, costante e che arrivi direttamente all’acquirente.

Per fare questo, serve avere a disposizione un team di esperti che dedichi un’importante quantità di tempo a LEI. Nessun serramentista ha la forza di farlo da solo.

Ecco perché serve un ‘Progetto comune’. Un progetto di tutti!

LEI The Wood Family sarà la community delle diverse divisioni produttive che sceglieranno il marchio LEI, per far conoscere su larga scala i pregi e i vantaggi che il legno offre – utilizzato singolarmente o abbinato ad altri materiali – a chi deve decidere quali prodotti acquistare o quali proporre in un nuovo edificio.

L’intuizione da cui tutto è partito è nata dalla constatazione che tutte le aziende produttrici di tecnologia quali costruttori di macchine, utensili, sistemi, legno, vernici, ferramenta, etc., ogni anno investono una quantità importante di denaro in comunicazione, eventi, fiere per informare i propri potenziali Clienti che sono i serramentisti, i quali però non sono coloro che decidono se comprare una finestra di legno!

LEI è un progetto di comunicazione che apre lo sguardo su un orizzonte più ampio che ne-cessariamente deve includere anche l’utilizzatore, ha l’aspirazione di unire legno, cultura e benessere, in un movimento d’opinione che coinvolga tutti gli Attori che fanno parte della filiera: serramentisti, showroom, produttori di sistemi, di tecnologie, fornitori di materiali, servizi, organi d’informazione, studi di progettazione.

Per farlo, è necessario convogliare in un’unica WOOD FAMILY le risorse oggi disperse in una moltitudine di piccole realtà incapaci di sviluppare singolarmente una corrente di pensiero in grado di creare tendenza.

Il legno è certamente il materiale più imitato e quindi l’importanza di vivere attorniandosi di manufatti veri, sani e belli si lega a doppio filo alla ricerca del benessere in qualunque sfera, con una consapevolezza crescente da parte di ogni individuo.

Con LEI si vuole dare una linea di pensiero, in grado di generare una comunicazione molto forte che vada direttamente a chi deve decidere cosa comprare o cosa consigliare, con il risultato auspicabile di aumentare la richiesta di prodotti del comparto, padroneggiare meglio la concorrenza e aumentare il potenziale del ‘Legno’ anche attraverso investimenti in nuove tecnologie.

Le domande a cui rispondere per valutare la bontà di questa proposta vertono sull’analisi della situazione in cui si trova il settore attualmente, ci si chiede se la strategia finora adottata da ogni singola azienda abbia avuto la forza di imporre il legno quale materiale più conveniente e se continuando in questo modo le cose possano cambiare.

Si auspica la nascita di un movimento forte e coeso, in grado di imporre il vero valore del legno perché solo unendo tutte le forze si potrà aumentare la richiesta di prodotti di matrice lignea, proprio perché i valori e i benefici dell’universo LEI vanno oltre il proprio interesse.

Il grande vantaggio percepibile sin d’ora, mentre ci troviamo sulla linea di partenza – in atte-sa del via – è che la maggioranza degli Attori coinvolti sono concordi nel dire che i benefici più importanti al prodotto finale vengono dati quando la base principale è costituita dal legno, grazie alle ultime innovazioni tecniche apportate su tutti i settori, dagli oggetti alle costruzioni, passando per arredamento, finestre, porte, scale, pavimenti etc. La grande sfida dunque è trasformare i produttori di questi straordinari manufatti in comunicatori efficaci, forti della possibilità di usare un megafono così potente da poter arrivare a tutti per condividere l’obiettivo europeo più ambizioso: diventare entro il 2050 il primo continente mondiale a impatto climatico zero.

Un progetto che LEI sposa insieme all’Unione Europea!


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EPD, una crescita che parla al mercato: trasparenza e valore per la filiera

Dal 2015 a oggi le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) hanno conosciuto una crescita continua. Dati, settori e prospettive mostrano come questo strumento sia ormai parte integrante della competitività delle imprese. Una dinamica che riguarda da vicino anche il comparto serramenti.La Scommessa di LegnoLegno per il Futuro delle Imprese

Origini e riconoscimenti

Le EPD nascono come etichette ambientali di tipo III (ISO 14025), basate su studi di ciclo di vita (LCA) e verificate da enti indipendenti. In pochi anni sono passate dall’essere uno stru-mento per addetti ai lavori a un requisito sempre più richiesto lungo le filiere produttive.

In Italia il programma di riferimento è EPDI-taly, attivo dal 2015 e riconosciuto dal 2016 (come Established Program Operator) a livello europeo tramite Eco Platform e accreditato da Accredia: due garanzie che ne hanno favorito la credibilità e l’utilizzo, anche negli appalti pubblici grazie al richiamo nei Criteri Ambientali Minimi (CAM).

THANKS TO

Numeri in crescita

La traiettoria dei numeri è impressionante.

Se nel 2016 le EPD pubblicate dal Program Operator italiano erano appena 5, a giugno 2025 il totale ha raggiunto quota 860, con un incremento del 64% rispetto all’anno precedente. Il settore delle costruzioni guida la classifica con 472 dichiarazioni (56%), seguito dall’elettrico ed elettronico con 327 (39%), mentre il restante 5% riguarda altri ambiti in-dustriali. Il caso del calcestruzzo è emblema-tico: da 22 a 75 EPD in dodici mesi, con un balzo pari al 241%.

Accanto a esso spiccano trasformatori di potenza (57 EPD), cavi e fili, quadri elettrici, moduli fotovoltaici, piastrelle in ceramica e altri prodotti che hanno fatto della trasparenza ambientale un vantaggio competitivo. (Immagine A)

Settori emergenti

La crescita non riguarda solo i settori tradizionali. Negli ultimi anni hanno iniziato a entrare realtà come moda, design, alimentare ed energia.

Si tratta di aree con forte esposizione pubblica e commerciale, nei quali la sostenibilità certificata diventa un requisito di reputazione e di accesso al mercato. È un segnale forte anche per la filiera del legno e del serramento, che si colloca da sempre al crocevia fra edilizia e design, con prodotti che uniscono prestazioni tecniche ed estetiche. (Immagine B)

Serramenti in movimento

All’interno di questo scenario, il mondo dei serramenti ha già iniziato a muoversi. Oggi si contano circa 15 EPD che riguardano direttamente finestre, porte, profili e accessori. Non un numero enorme, ma sufficiente a dimostrare che la filiera non è ferma: ci sono aziende che hanno già scelto di dotarsi di una carta d’identità ambientale come biglietto da visi-ta tecnico e commerciale. Per un settore che vive di qualità costruttiva, efficienza energetica e comfort abitativo, è una direzione naturale. Una EPD permette infatti di certificare il contributo ambientale di soluzioni come serramenti in legno-alluminio, sistemi vetrocamera ad alte prestazioni, accessori innovativi per la posa e la tenuta, offrendo garanzie aggiuntive a progettisti e clienti finali.

Regole comuni

Alla base delle dichiarazioni ci sono le Product Category Rules (PCR), regole univoche per ciascuna tipologia di prodotto. Al 2025 ne sono state pubblicate 45 (37 per prodotti e 8 per servizi), con altre 5 in elaborazione. Questo lavoro metodologico, coordinato da EPDItaly, assicura che le EPD siano comparabili: misurare i propri impatti significa confrontarsi a paritàdi regole, rendendo credibile il mercato della sostenibilità e premiando chi investe davvero in processi trasparenti.

Digitalizzazione e strumenti

Un altro elemento chiave è la digitalizzazione.

Dal 2019 le dichiarazioni possono essere pubblicate in formato digitale, integrabile nei software LCA e nei flussi BIM.

Nel 2025 le EPD digitalizzate hanno superato quota 1.700, con un incremento del 95% rispetto all’anno precedente.

Parallelamente sono cresciuti gli strumen-ti di supporto: oggi sono 41 i tool qualificati che permettono di redigere le dichiarazioni in modo rapido ed efficiente, e circa il 25% delle EPD nasce proprio da questi strumenti.

Per le imprese del serramento, spesso piccole o medie, questo significa poter accedere a percorsi semplificati, senza perdere la solidità del metodo e della verifica.

Dimensione internazionale

La crescita ha anche una dimensione internazionale. A oggi 275 aziende di 25 Paesi hanno scelto di pubblicare le proprie EPD attraverso EPDItaly. La maggior parte è italiana (64%), ma è forte anche la presenza cinese (19%) e quella europea, con realtà provenienti da Germania, Spagna e Austria, oltre a Brasile, Norvegia e Stati Uniti. Grazie agli accordi di mutuo ricono-scimento tra Program Operator, le EPD italiane sono valide anche all’estero senza ulteriori verifiche, aprendo la strada a esportazioni più semplici e credibili.

Per chi produce serramenti ed è orientato all’export, significa presentarsi con credenziali già riconosciute in diversi mercati. (Immagine C)

Vantaggi per le imprese

Perché, in concreto, una EPD conviene a un serramentista? Perché aiuta a competere me-glio nelle gare pubbliche, dove il richiamo nei CAM porta vantaggi tangibili; perché rafforza la credibilità commerciale verso progettisti e clienti finali, sempre più attenti ai criteri ESG; perché differenzia l’azienda in un mercato ad alta concorrenza; perché apre opportunità di internazionalizzazione. In altre parole, la EPD non è un mero adempimento tecnico, ma un investimento che genera valore.

Trasparenza e futuro

Il loro punto di forza è la trasparenza. Una EPD non stabilisce soglie, ma comunica dati verificati su consumi di energia e materie prime, emissioni, rifiuti e scarichi. È uno strumento che traduce la sostenibilità da parola generica a informazione concreta, comparabile e spendibile. Per la filiera del legno e del serramento, questo significa avere in mano un elemento di fiducia che può diventare parte integrante della proposta al mercato.

Il futuro del sistema si gioca su tre direttrici: ulteriore digitalizzazione, con banche dati interoperabili a livello europeo; ampliamento delle PCR per includere nuove categorie di prodotto; crescente pressione normativa, che spingerà sempre più imprese a dotarsi di una dichiarazione. In questo scenario, chi ha già iniziato a percorrere la strada delle EPD sarà avvantaggiato, con benefici in termini di competitività e reputazione.

Cultura d’impresa

Le EPD non sono solo un documento tecnico, ma un modo di fare cultura d’impresa. Significano misurare i propri impatti, comunicarli con chiarezza e giocare la sfida del mercato su basi trasparenti. Per il serramento, come per altri settori, è una leva per crescere con serietà e dinamismo, costruendo valore nel tempo e rafforzando la fiducia dei clienti.

EPD Italy www.epditaly.it

Scopri le aziende Verso l’Etichettatura Ambientale (EPD)

CAM edilizia: come cambia il mercato dei serramenti

Negli ultimi anni, l’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) ha avuto un impatto significativo sul settore dei serramenti, specialmente per quanto riguarda gli interventi della Pubblica Amministrazione. Questi requisiti, introdotti per garantire la sostenibilità sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni, hanno incentivato l’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale.

Qual è l’impatto dei CAM Edilizia sul mercato dei serramenti?

I CAM influenzano sia i produttori di serramenti che i loro fornitori, poiché entrambi sono stati chiamati ad adeguarsi a requisiti più stringenti in termini di sostenibilità ambientale e qualità dei materiali.

THANKS TO

Effetti principali sul mercato:

  1. Aumento della domanda di materiali qualificati: I CAM richiedono l’utilizzo di materiali provenienti da filiere sostenibili o contenenti materia riciclata, certificati secondo standard ambientali riconosciuti o caratterizzati da specifiche prestazioni in materia di salute e sicurezza. Questo comporta una maggiore richiesta di legno certificato FSC® o PEFC e di materiali riciclati nell’alluminio e nel PVC.
  1. Aumento della domanda di prodotti più sostenibili: I CAM richiedono l’utilizzo di materiali a basso contenuto di composto organici volativi (VOC), come sigillanti, adesivi e vernici, che entrano in contatto con l’ambiente interno. Questo spinge i produttori di materiali ad un investimento in ricerca e sviluppo per creare prodotti con un ridotto impatto ambientale e per poterne documentare le prestazioni, in conformità alle norme tecniche vigenti.
  1. Aumento della domanda di Certificazioni ambientali: I CAM richiedono che i prodotti siano dotati di Certificazioni Ambientali in modo da documentare gli impatti lungo l’intero ciclo di vita. Di conseguenza, è aumentata la richiesta di Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD).
  1. Aumento della domanda di formazione professionale: I CAM richiedono l’impiego di personale qualificato nella posa in opera dei serramenti. Ciò implica ad una maggiore richiesta di formazione e soprattutto Certificazione dei posatori.

Per effetto dei fondi europei messi a disposizione dal nostro Paese, si è registrato un aumento dei lavori della Pubblica Amministrazione, e le previsioni per il 2025 sembrano confermare tale tendenza. Del resto, i cantieri pubblici, come scuole, ospedali, comuni ecc. rappresentano oggi gran parte del mercato edilizio per alcune regioni italiane.

Questo significa che l’accesso al mercato dei lavori pubblici non è più un’opzione, ma, vista la prospettiva di parziale riduzione degli interventi privati, diventa una necessità per le aziende che vogliono restare competitive.

Come essere pronti alla richiesta dei CAM?

Come abbiamo già detto, i CAM sono requisiti che vengono richiesti sia al produttore, ovvero serramentista, che ai loro fornitori. Di seguito una tabella riepilogativa con alcune indicazioni che i produttori di serramenti e i suoi fornitori di materiale e componenti devono seguire al fine di adempiere ai requisiti CAM.

Concludendo, possiamo dire che i CAM rappresentano una sfida per molte realtà produttive, ma al tempo stesso offrono un’importante opportunità di crescita in termini di innovazione e soprattutto sostenibilità ambientale, aprendo le porte ad un mercato di forte espansione: quello della Pubblica Amministrazione.

La tua azienda è pronta a lavorare con la PA? Noi Sì.
Ecco come possiamo aiutarti:
✔ Mappatura CAM: supportiamo le aziende nell’individuazione, valutazione e controllo della documentazione necessaria ai fini del soddisfacimento dei requisiti CAM appli- cabili ad un determinato prodotto;✔ Certificazione CoC FSC®/PEFC: sup-
portiamo le aziende nella Certificazione di Catena di Custodia FSC®/PEFC, ovvero un sistema di tracciabilità del materiale necessario ai fini CAM;
✔ Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD): supportiamo le aziende, attraver- so il nostro Software validato LCA Tool, nell’analisi del ciclo di vita dei serramenti al fine di generare l’EPD;
✔ Certificazione EQF3 e/o EQF4: offriamo supporto ai posatori nel conseguimento della Certificazione EQF3 e/o EQF4 tramite un percorso formativo e il relativo esame.

PER SAPERNE DI PIÚ

ALESSIAFILANCI

Dipartimento Energia Consorzio LegnoLegno


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Serramenti: è tempo di crescere

Idee, storie, strategie e strumenti per costruire il futuro.

Il momento migliore per piantare un albero era vent’anni fa. Il secondo miglior momento è adesso.”

Proverbio cinese.

Il mondo cambia.

I mercati cambiano.

E il settore dei serramenti non fa eccezione.

THANKS TO

Nel corso degli ultimi anni, abbiamo assistito ad una profonda trasformazione. Cambiamenti normativi, evoluzione delle esigenze dei clienti, nuove modalità di acquisto sempre più digitali, crescente attenzione alla sostenibilità e alla qualità della vita sono solo alcuni dei fattori che hanno reso più complesso – ma anche più stimolante – il mercato.

Ogni trasformazione di mercato presenta due facce: quella della difficoltà e quella delle opportunità.

La vera domanda che ogni imprenditore dovrebbe porsi oggi non è quindi “cosa succederà“, ma “come posso guidare il cambiamento?

Per le piccole e medie imprese del comparto, questo nuovo scenario rappresenta una sfida, ma anche un’opportunità straordinaria per chi saprà rinnovarsi, progettare il futuro con lucidità e dotarsi di strumenti adeguati a sviluppare il mercato e rafforzare le reti di vendita.

Chi ha saputo leggere questi segnali e agire, oggi cresce. Chi è rimasto fermo, fatica.

Questo articolo nasce come naturale prosecuzione della riflessione avviata con “Guida pratica al successo” pubblicata nello scorso n. 73 di questa rivista, e si propone come una guida operativa rivolta ad imprenditori e responsabili aziendali che desiderano davvero ampliare i propri mercati di riferimento.

In queste pagine ti accompagno in un viaggio tra idee concrete, strategie mirate, spunti pratici e storie vere di aziende del nostro settore che hanno saputo affrontare il cambiamento e sviluppare nuove opportunità di crescita. Anche la tua impresa può farlo, con metodo e visione.

Il tempo dell’attesa è finito.

È il momento di investire su strategia,

organizzazione e persone.

UNO SCENARIO IN RAPIDA EVOLUZIONE: NUMERI E TENDENZE

Il settore dei serramenti in Italia, secondo i dati UNICMI e Cresme, ha vissuto negli ultimi tre anni una crescita trainata dagli incentivi fiscali e dal boom delle ristrutturazioni.

Nel 2022 il comparto ha raggiunto un valore complessivo di oltre 5,5 miliardi di euro, ma già dal 2024 si osserva una decelerazione, con una flessione stimata del -1,1% e -0,5% nel 2025 nel mercato residenziale e una contrazione del -4% nel 2024, e del -3% nel 2025 nel recupero edilizio.

Al contrario, il segmento non residenziale mostra segnali di vitalità (+2,9% nel 2024 e +4% previsto per il 2025-2026), mentre cresce la domanda di soluzioni integrate per l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale.

L’effetto delle nuove normative fiscali si evidenzia anche sull’utilizzo dei materiali in evoluzione: alluminio +1,4% verso PVC -2,6%.

Un dato interessante: il 70% dei clienti inizia la ricerca di nuovi serramenti online, e il 58% sceglie fornitori che offrono strumenti digitali avanzati, come configuratori 3D e preventivi online.

Questi numeri ci dicono che il cambiamento non è solo una percezione, ma una realtà concreta che impone nuove strategie e nuove competenze.

Serve una nuova consapevolezza

Oggi molte imprese stanno rallentando. Altre iniziano ad avvertire segnali di contrazione nei volumi, pressioni sui margini e difficoltà nel trovare nuovi clienti.

I titolari si interrogano: abbiamo perso competitività? È colpa dei prezzi? È solo una fase?

In realtà, siamo entrati in un nuovo contesto competitivo, dove continuare a lavorare “come prima” non basta più. Occorre rimettere mano a tutta l’impresa: dalla strategia commerciale all’organizzazione interna.

3 segnali che indicano un mercato più difficile:
• Più richieste di preventivo, ma meno ordini chiusi
• Pressione costante sui prezzi
• Maggiore fatica a fidelizzare i clienti

STORIE VERE DI SUCCESSO: QUATTRO ESEMPI CHE ISPIRANO

Non esistono ricette magiche, ma ci sono storie vere di aziende che hanno saputo interpretare il cambiamento e trasformarlo in crescita. Ecco quattro casi emblematici, ognuno con una lezione preziosa (abbiamo usato nomi di fantasia).

1.

Il caso di “αSerramenti”: trasformare un’impresa artigiana in un brand locale di riferimento

α Serramenti, piccola azienda a gestione familiare nel nord Italia, si trovava a un bivio: continuare a operare esclusivamente con il passaparola o investire su una nuova immagine e nuovi canali

Cosa hanno fatto?

  1. Hanno costruito un’identità di marca: nuovo logo, brochure professionali, sito web aggiornato, presenza sui social.
  2. Hanno aperto uno Showroom esperienziale, dove i clienti potevano “vivere” i prodotti: toccare i materiali, vedere le combinazioni possibili, simulare ambienti.
  3. Hanno integrato un configuratore online che permetteva ai clienti di richiedere un preventivo personalizzato anche fuori orario.

Risultato?

In due anni, α Serramenti ha aumentato il fatturato del 35%, acquisendo nuovi clienti anche al di fuori della cerchia tradizionale.

Lezione:

Investire su immagine e strumenti di relazione col mercato è fondamentale anche per una piccola impresa.

2.

Il caso di “βInfissi”: una rete vendita 4.0 per raggiungere nuovi clienti

β Infissi era una tipica azienda B2B, che lavorava quasi esclusivamente con rivenditori locali.

Con la pandemia, molte collaborazioni si sono interrotte o ridotte drasticamente.

Come hanno reagito?

  • Hanno ridefinito la rete commerciale, formando agenti per la vendita ibrida (in presenza + online).
  • Hanno adottato un CRM di semplice utilizzo, per tracciare ogni contatto, preventivo e follow-up.
  • Hanno avviato campagne di lead generation online, creando contenuti informativi destinati a progettisti, architetti, imprese.

Risultato?

In meno di 18 mesi, β Infissi ha raddoppiato la propria base clienti,

entrando anche in nuovi mercati provinciali senza aumentare il numero di agenti.

Lezione:

Organizzare la vendita con strumenti digitali e formare i venditori fa la differenza, soprattutto quando le modalità di acquisto cambiano.

3.

Il caso di “γPorte”: ampliare l’offerta per creare nuove entrate

γ Porte, azienda specializzata in porte interne di alta gamma, si rende conto che il mercato residenziale è sempre più competitivo e frammentato.

Cosa decidono di fare?

  1. Introducono una linea di complementi d’arredo coordinati (boiserie, battiscopa, armadiature su misura).
  2. Offrono servizi di consulenza progettuale direttamente al cliente finale, aiutandolo a immaginare l’intero ambiente e non solo il singolo serramento.
  3. Lavorano in partnership con studi di architettura, diventando fornitori preferenziali in progetti complessi.

Risultato?

γ Porte ha aumentato il valore medio di ogni commessa del 40% e fidelizzato maggiormente i clienti.

Lezione:

Ampliare l’offerta, se ben calibrato, aiuta a differenziarsi e a generare nuove fonti di fatturato.

4.

Il caso di “δFinestre”: come cogliere le opportunità della sostenibilità

δ Finestre capisce che la crescente attenzione alla sostenibilita non è una moda passeggera, ma una trasformazione profonda.

Le azioni intraprese:

Certificano i propri prodotti secondo i principali standard ambientali europei.

Propongono pacchetti di efficientamento energetico, aiutando il cliente anche nella gestione delle pratiche per gli incentivi fiscali.

Partecipano a fiere e manifestazioni green, entrando in nuovi circuiti di domanda (edilizia pubblica, edilizia scolastica, costruzioni bio).

Risultato?

δ Finestre si e posizionata come punto di riferimento per chi cerca prodotti eco-sostenibili e ha aumentato i margini, vendendo prodotti a valore aggiunto.

Lezione:

Adeguarsi prima degli altri ai nuovi trend di mercato permette di acquisire vantaggi competitivi duraturi.

STRATEGIE COMUNI EMERSE DAI CASI DI SUCCESSO

IL CORAGGIO DI CAMBIARE: PERCHÉ ORA È IL MOMENTO GIUSTO

Strategia: la parola chiave

Nel nostro settore, la parola “strategia” spesso spaventa. Sembra qualcosa da grandi aziende. Eppure, senza una direzione chiara, si rischia di inseguire tutto e tutti.

Strategia significa fare scelte: su cosa puntare, con chi lavorare, dove investire tempo e risorse.

Serve un progetto. Servono numeri affidabili su cui ragionare. Serve un controllo anche semplice, ma efficace. Serve saper leggere i dati e decidere di conseguenza.

Domande scomode ma necessarie

Ogni imprenditore dovrebbe fermarsi e porsi alcune domande:

  • So davvero quali clienti mi fanno guadagnare?
  • Conosco le marginalità delle mie commesse?
  • So quali sono i miei costi reali?
  • Ho una visione di dove voglio portare la mia azienda tra 3o 5 anni?

Se la risposta è “no” o “non con precisione”, non è un problema. Il problema è continuare a ignorarle.

In questa fase, spesso però il cambiamento fa paura.

Eppure, le aziende che hanno saputo osare nei momenti difficili sono proprio quelle che oggi crescono di più.

Ogni grande cambiamento inizia infatti con una decisione:

smettere di subire il mercato e iniziare a guidarlo.

COSA CI INSEGNA IL MERCATO OGGI?

  • Chi investe sulla relazione con il cliente vince sulla concorrenza.
  • Chi integra nuove tecnologie accelera i tempi e migliora l’efficacia.
  • Chi diversifica e innova l’offerta diventa più resiliente.
  • Chi forma la propria rete vendita apre nuove opportunità.

QUALI SONO OGGI I FATTORI CHIAVE?

  • Centralità del cliente: ascoltare davvero bisogni, desideri, emozioni.
  • Digitalizzazione dei processi: non solo marketing, ma gestione, preventivazione, relazione post-vendita.
  • Sostenibilità: ambientale, economica e sociale.
  • Velocità e flessibilità: chi sa adattarsi più velocemente è avvantaggiato.
  • Formazione continua: ogni giorno che investiamo in competenze è un passo avanti rispetto ai concorrenti.

Non è il più forte che sopravvive, il più intelligente, ma chi meglio si adatta al cambiamento. (Charles Darwin)

DA DOVE PARTIRE: L’IMPORTANZA DI UN PIANO OPERATIVO

Senza una strategia chiara e un piano ben strutturato, ogni iniziativa rischia di tradursi in uno sforzo isolato, inefficace e poco produttivo.

Il piano operativo deve perciò rispondere a domande fondamentali:

  • Quali obiettivi vogliamo raggiungere? (aumento delle vendite, espansione territoriale, incremento della quota di mercato, miglioramento della marginalità, ecc.)
  • Quali mercati intendiamo presidiare? (mercato residenziale, commerciale, edilizia pubblica, ristrutturazioni, ecc.)
  • Chi sono i nostri clienti ideali? (profili target dettagliati, con analisi dei bisogni)
  • Quali canali utilizzeremo per raggiungerli?
  • Con quali risorse(umane, tecnologiche, finanziarie)?
  • Con quali tempi e con quali metriche di misurazione?

Solo un piano chiaro, costruito su dati concreti e periodicamente aggiornato, consente di indirizzare gli investimenti in modo efficace e di misurare il ritorno delle iniziative commerciali.

COME COSTRUIRE IL TUO PIANO DI SVILUPPO: I PASSI CHIAVE

Se vuoi portare nella tua azienda alcuni di questi principi vincenti, ecco da dove partire:

  1. Analizza la tua situazione attuale: punti di forza, debolezze, opportunità e minacce (SWOT).
  2. Definisci gli obiettivi: dove vuoi essere tra 1, 3, 5 anni?
  3. Identifica i canali di sviluppo prioritari: nuovi clienti, nuovi mercati, nuove offerte?
  4. Costruisci un piano operativo semplice ma dettagliato: azioni, tempi, responsabilità, risorse.
  5. Misura e correggi: monitora l’avanzamento e correggi la rotta se necessario.

STRATEGIE DI SVILUPPO: DAL SOGNO AL PIANO OPERATIVO

Nel mercato dei serramenti, la definizione di una strategia chiara è la premessa imprescindibile per ogni azione di sviluppo. Significa porsi domande fondamentali:

  1. Dove vogliamo essere tra tre anni?
  2. Quali clienti vogliamo raggiungere?
  3. Quali sono i punti di forza della nostra proposta commerciale e quali andrebbero rafforzati?

Una strategia efficace richiede un’analisi approfondita del proprio posizionamento: conoscere la concorrenza, mappare i propri clienti attuali e potenziali, valutare i cambiamenti nei bisogni del mercato.

Le imprese più evolute non attendono la domanda, ma la anticipano, con prodotti e servizi che intercettano nuove esigenze: sostenibilità, comfort abitativo, risparmio energetico, sicurezza, design.

Ed è per questo che per trasformare le sfide in opportunità serve metodo. E visione. E strumenti.

Il modello operativo in 5 fasi:

Per ogni obiettivo definito occorre pianificare attività concrete, scadenze, responsabilità.

Chi fa che cosa? In che tempi? Con quali risorse?

È questo il passaggio che trasforma una visione in risultati misurabili.

Un buon piano di sviluppo commerciale prevede budget, calendario, target numerici e strumenti di monitoraggio.

È un documento dinamico, da aggiornare con regolarità in base ai risultati e alle condizioni del mercato.

Avere un piano non significa rigidità, ma consapevolezza: ogni azione commerciale ha un obiettivo preciso, viene monitorata e, se necessario, corretta.

Una visione senza un piano resta solo un sogno. Un piano senza una visione rischia di essere sterile. Serve l’unione di entrambi per creare il successo.

NUOVI CANALI DI VENDITA: COME RAGGIUNGERE CLIENTI DIVERSI

Oggi vendere non significa solo “aprire la porta del negozio”.

I canali tradizionali (da rinnovare)

  1. Showroom fisico: deve diventare esperienziale, non solo espositivo. Luci, suoni, materiali, emozioni.
  2. Rete agenti: oggi deve essere ibrida: presenza fisica + gestione digitale delle relazioni.
  3. Fiere di settore: ancora fondamentali, ma da vivere come momento di networking e non solo di esposizione.

Inuovi canali digitali

  1. Sito web evoluto: configuratore prodotti, simulazione ambienti, preventivi online.
  2. E-commerce B2B/B2C: selettivo e mirato, per componenti o prodotti specifici.
  3. Marketplace specializzati: presenza su piattaforme verticali per serramenti e arredo.
  4. Lead generation online: campagne su Google, Facebook, LinkedIn per profilare nuovi contatti.
  5. Social selling: creazione di comunità sui social network locali e professionali.

NUOVI CANALI DI VENDITA: INTEGRARE FISICO E DIGITALE

Il serramentista moderno non può più affidarsi unicamente ai canali tradizionali (showroom fisici, rete di agenti tradizionali, passaparola).

Oggi è indispensabile costruire una presenza multicanale, integrando:

  • Showroom virtuali: tour digitali dei prodotti, configuratori online personalizzabili.
  • Vendita assistita a distanza: consulenze online, videocall con i clienti, gestione remota delle offerte.
  • Marketplace specializzati: presenza su piattaforme che aggregano domanda e offerta nel settore dell’edilizia e dei materiali per la casa.
  • E-commerce B2B e B2C: vendita diretta online di alcuni prodotti o componenti.

Investire nella presenza online, curando contenuti, immagini, video e recensioni, non è più opzionale, ma necessario per aumentare la visibilità e la credibilità dell’azienda.

EVOLVERE LA FORZA VENDITA: STRUMENTI E NUOVE COMPETENZE

Il cambiamento nei comportamenti di acquisto richiede un’evoluzione nella forza vendita, che resta il motore della crescita.

Per essere efficace, oggi deve cambiare pelle.

Serve una rete vendita preparata, motivata e supportata da strumenti adeguati.

È fondamentale fornire ai commerciali strumenti digitali(CRM, presentazioni interattive, schede prodotto evolute) per rendere il contatto con il cliente più efficace e più tracciabile.

Allo stesso tempo, occorre prevedere momenti formativi ricorrenti, perché la capacità di argomentare il valore della propria offerta è ciò che fa la differenza quando il cliente confronta più alternative.

Formare le persone = dare strumenti all’impresa per affrontare il futuro.

La motivazione dei venditori non può essere solo economica: è necessario coinvolgerli nei processi decisionali, ascoltare le loro esperienze sul campo, premiare i risultati ma anche il metodo di lavoro.

Una rete vendita aggiornata, coerente con l’identità aziendale e dotata di strumenti adeguati è un asset strategico.

Di conseguenza, oggi il venditore deve essere un consulente, capace di:

Comprendere a fondo i bisogni dei clienti, anche quelli latenti.

Costruire proposte personalizzate e orientate al valore, non solo al prezzo.

Utilizzare strumenti digitali per gestire clienti e trattative (CRM, configuratori, preventivatori online).

Promuovere nuove soluzioni come il noleggio operativo, le formule “pay per use”, i servizi di manutenzione programmata.

La formazione della rete vendita deve essere continua e focalizzata sia sulle competenze tecniche di prodotto, sia sulle soft skills (ascolto attivo, gestione delle obiezioni, storytelling commerciale).

4 pilastri per una rete vendita efficace:
– Formazione continua
– Materiali e strumenti commerciali aggiornati
– Allineamento con gli obiettivi aziendali
– Monitoraggio delle performance

AMPLIARE L’OFFERTA: PRODOTTI, SERVIZI, ESPERIENZE

Un altro asse di sviluppo importante è l’ampliamento dell’offerta. Nel mercato di oggi non si vendono più semplicemente “finestre” o “porte”, ma soluzioni integrate che migliorano la qualità della vita delle persone.

Le aziende del settore possono pensare a:

  • Pacchetti completi(serramenti + installazione + manutenzione)
  • Servizi accessori (consulenze su detrazioni fiscali, pratiche burocratiche, progettazione su misura)
  • Partnership strategiche (con aziende di domotica, impiantistica, sicurezza domestica)
  • Nuovi materiali e design per intercettare le tendenze dell’abitare contemporaneo (sostenibilità, minimalismo, comfort abitativo).

Più l’azienda riesce a creare valore aggiunto intorno al suo prodotto principale, più si differenzia dalla concorrenza, fidelizza il cliente e ottiene margini migliori.

SFRUTTARE LE OPPORTUNITÀ DEL CAMBIAMENTO NORMATIVO E DELLA SOSTENIBILITÀ

Le nuove normative (efficienza energetica, sicurezza, certificazioni ambientali) stanno modificando il mercato.

  • Superbonus, Ecobonus, BonusCasa: anche se in gran parte ridimensionati, rappresentano ancora un driver di domanda importante.
  • Certificazioni ambientali: sempre più clienti, soprattutto nel B2B, richiedono fornitori con certificazioni di sostenibilità.
  • Edilizia green: la domanda di serramenti ad alte prestazioni energetiche è destinata a crescere.

Essere pronti a intercettare queste esigenze, proponendo prodotti e soluzioni certificate, diventa un vantaggio competitivo.

COLLABORARE PER CRESCERE: RETI DI IMPRESA E SINERGIE LOCALI

In un mercato competitivo, fare rete può fare la differenza.

  • Consorzi, gruppi di acquisto, reti d’impresa consentono di con- dividere risorse, ampliare l’offerta, accedere a bandi e finanziamenti, migliorare la capacità di marketing.
  • Collaborazioni con imprese complementari (studi di architettura, imprese edili, interior designer) permettono di entrare in nuovi progetti e contesti di vendita.

La collaborazione è uno strumento potente per le PMI: non diluisce l’identità aziendale, ma la rafforza ampliandone il raggio d’azione.

IDEE PRATICHE PER IL FUTURO

✔ Sviluppa una linea green certificata.

✔ Attiva un servizio di check-up annuale sui serramenti installati.

✔ Crea videotour virtuali dei tuoi cantieri più belli.

✔ Costruisci una community onlinedi clienti soddisfatti.

✔ Lancia il tuo programma referral (porta un amico e ottieni un premio).

CONCLUSIONI

  • Il cambiamento è un’opportunità, non una minaccia.
  • Investire in strategia, innovazione, competenze e rete commerciale oggi significa prepararsi a essere protagonisti domani.
  • Costruire il futuro con visione.

Oggi il settore dei serramenti si trova davanti a un bivio, e ogni azienda deve scegliere: adattarsi con intelligenza o rischiare di essere superata. Chi saprà interpretare il cambiamento con lungimiranza, metodo e coraggio, costruirà le basi per una crescita solida e duratura.

Chi invece resterà ancorato alle vecchie logiche rischierà di perdere quote di mercato e competitività.

Cambiare significa investire in strategia, formazione, strumenti e relazioni. Il momento per iniziare è ora.

Chi saprà rivedere la propria proposta commerciale, dotare la rete vendita di strumenti moderni, esplorare nuovi canali e attivare nuove relazioni, potrà affrontare con maggior solidità le sfide dei prossimi anni. Innovare non è una moda: è una necessità vitale.

Servono:

  • Strategie concrete.
  • Investimenti mirati.
  • Nuova energia imprenditoriale.

Il futuro appartiene a chi ha il coraggio di costruirlo.

Inizia oggi!

Costruiamo insieme il futuro della tua impresa!

È IL TUO MOMENTO
Non serve essere un gigante per fare grandi cose.
Serve coraggio, metodo e voglia di crescere.
Vuoi approfondire queste strategie e progettare insieme il tuo sviluppo?
Vuoi costruire il tuo piano di sviluppo?
Vuoi capire come rinnovare i tuoi canali di vendita?
Vuoi attrezzare meglio la tua rete commerciale?

DR. ROBERTO BOTTANI
Business Export Manager
Internazionalizzazione e Sviluppo d’Impresa
Partner di CNA Lombardia Partner di CNA Bergamo

Info: direzione@robertobottani.it ww.robertobottani.it

ALESSANDRA PARMEGGIANI
Marketing Strategy Consorzio LegnoLegno


Info: alessandra.parmeggiani@legnolegno.it


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L’UFFICIO DEL FUTURO: SPAZI IBRIDI TRA NATURA, TECNOLOGIA E BENESSERE

Dallo smart working al design biophilico, dai criteri ESG al metaverso: come progettare ambienti inclusivi e sostenibili per le nuove comunità di vita e di lavoro

In questi anni ho affrontato diverse esperienze progettuali in Italia e all’estero, in particolare il tema dell’ufficio del futuro è stato uno dei temi più stimolanti che ho affrontato, non più solo luogo di lavoro ma anche di vita e di relazione, non solo in azienda ma anche negli spazi del living e diffuso nelle aree urbane delle città e dei borghi sia in spazi indoor che outdoor, ma anche in luoghi digitali come gli spazi del metaverso.

Lo Smart Working, Il South Working, Il Forest Working, il Metaworking, sono l’espressione e la rappresentazione reale della trasformazione della società contemporanea sempre più indirizzata nella transizione ecologica e digitale, un cambiamento accelerato dalla Pandemia, ma già in corso negli anni precedenti.

Il mio concetto di Ufficio del Futuro è quello di creare spazi biophilici, inclusivi e differenti in relazione alle diverse utenze ma nello stesso tempo unici nella loro immagine, come ad esempio i nuovi spazi Corporate Office progettati per un importante Brand di Moda asiatico nel sud della Cina, dove abbiamo progettato e curato un nuovo concetto di uffici su tre piani in un nuovo building dove il tema centrale era il rapporto con l’acqua, la natura e il movimento tipico dei brand asiatici, dove in questo caso abbiamo creato una healthy running zone indoor per permettere ai dipendenti potersi muovere, camminare e fare taichi e spazi informali rilassanti dove poter creare engagement creativo.

I CONCETTI CHE PROPONGO PER L’UFFICIO DEL FUTURO sono un nuovo modello e paradigma di spazi multifunzionali, biofilici, scomponibile, modulari e replicabili in qualsiasi condizione territoriale, non solo in spazi chiusi ma anche valorizzando gli ambienti esterni in relazione alla necessità e domanda di benessere psico fisico e salutare che vede una percentuale di almeno la metà dei dipendenti di aziende che lamentano la poca qualità e well-being complessivo dei propri spazi di lavoro.

Il mercato globale poi è sempre più influenzato dalla domanda di sostenibilità, di tecnologie a ridotto impatto ambientale e di soluzioni prodotto-servizio fisiche e digitali orientate al benessere, all’healthy living e alla sostenibilità ambientale, visto i grandi problemi di adattamento e mitigazione degli effetti del climate change. L’Ufficio del Futuro tra reale e digitale integrerà sempre più Tecnologia e Natura accompagnando sempre più le nostre vite non solo quelle lavorative, e la vera sfida sarà quella di essere in grado di orientare la trasformazione tecnologica verso un nuovo Equilibrio Work Life Balance con al centro la qualità di vita delle persone e dei territori, con un dialogo armonico tra reale e digitale dove Intelligenza Artificiale, Robotica e Metaverso, potranno diventare alleati delle persone per ridurre l’impatto ambientale e al contempo aumentando informazioni, sicurezza e più tempo libero, in spazi sempre più armonici, con luce naturale, con sale riunioni in outdoor e spazi ibridi formali ed informali contornati da natura e arredi ergonomici e well-being.

Il mio concetto di Ufficio del Futuro non è solo riconducibile all’architettura complessiva e allo spazio, ma soprattutto a percorsi di change management e di formazione strategica per indirizzare le migliori soluzioni di spazi e di strategie per migliorare la qualità complessiva della vita e del lavoro delle persone, un esempio in questo senso è il prototipo “Rifugio” che ho progettato insieme alla product designer Jlenia Poloni Founder di Creative Italy Lab, pensato per spazi di lavoro indoor e outdoor che si autoproduce l’energia, mobile adattabile in qualsiasi condizione di vita e di lavoro per lo smart working e per spazi relazionali collettivi o spazi individuali operativi che elimina sostanzialmente il concetto di scrivania.

La nostra filosofica e ricerca continua è quella di alzare sempre di più l’asticella per nuove avanguardie per il benessere e nuovi stili di vita biophilici e luoghi work life balance inclusivi e differenti in relazione alle diverse utenze, ma nello stesso tempo unici nella loro immagine e multifunzionali in termini di arredo, funzione, ergonomia scomponibile e replicabili in qualsiasi condizione territoriale, non solo in spazi chiusi ma anche valorizzando gli ambienti esterni in relazione alla necessità e domanda di benessere psico fisico e di salute.

Credo che ripensare gli spazi ufficio sia andare oltre il tema ufficio occupandosi al contempo dei diversi tempi del vivere, delle diverse utenze, fasce d’età e delle nuove sfide in merito alla rigenerazione di spazi esistenti a nuovi spazi alla consulenza strategica e formativa per definire nuovi paradigmi di cambiamento sostenibile in relazione ai bisogni delle persone e dei brand sia in termini spaziali, che sociale ed economici, dove il progetto è una grande occasione di produzione di valore e di educazione che non possiamo sprecare.La crisi pandemica ha accelerato i cambiamenti del mondo del lavoro.

Credo che ripensare gli spazi ufficio sia andare oltre il tema ufficio occupandosi al contempo dei diversi tempi del vivere, delle diverse utenze, fasce d’età e delle nuove sfide in merito alla rigenerazione di spazi esistenti a nuovi spazi alla consulenza strategica e formativa per definire nuovi paradigmi di cambiamento sostenibile in relazione ai bisogni delle persone e dei brand sia in termini spaziali, che sociale ed economici, dove il progetto è una grande occasione di produzione di valore e di educazione che non possiamo sprecare.La crisi pandemica ha accelerato i cambiamenti del mondo del lavoro.

La digitalizzazione dei processi lavorativi e lo smart working hanno portato con sé un nuovo modo di vivere il lavoro e gli spazi ad esso dedicati.

A fronte della comodità di lavorare da casa, recarsi in presenza deve offrire un valore aggiunto al professionista. Questa è un’altra sfida del progetto di futuro, quello di far tornare in presenza al lavoro le persone in luoghi contemporanei, belli, confortevoli e sani dove poter svolgere al meglio le attività in modo flessibile, coniugando i vantaggi del lavoro da remoto e dei workspace a quelli del lavoro presso gli ambienti aziendali. Dove il design è il vero facilitatore del cambiamento dove salute, sostenibilità, umanizzazione degli spazi e nuove tecnologie devono coniugarsi al meglio in un progetto che non può che essere Human Centered Design.

Un altro cambiamento che proponiamo per l’ufficio del futuro è l’organizzazione degli ambienti non più per funzioni, con locali manageriali privati, ma per gamma, per attitudine, per formazione, così da rendere gli spazi di lavoro flessibili riuscendo a soddisfare le necessità di funzioni diverse ma con esigenze comuni.

Nel corso dei prossimi anni, inoltre, si prospetta una diversa strutturazione degli ambienti di lavoro: i nuovi sistemi tecnologici saranno in grado di adattare autonomamente gli elementi fisici dell’ufficio del futuro a seconda del numero delle persone presenti e lavorativi ma non solo ma anche luoghi per uscire dalla solitudine, dove bersi un caffè, pranzare o fare yoga insieme, per interagire e collaborare.

Il nostro goal è rendere semplice la grande complessità dei problemi con al centro la persona e l’ambiente, dove l’esigenza dell’ufficio sostenibile, non è solo da un punto di vista ambientale, ma soprattutto sociale.

Se le persone lavorano meglio in ufficio, migliorerà la produttività aziendale e soprattutto le persone non vorranno cambiare posto di lavoro ma si creerà un senso di appartenenza come una famiglia al proprio brand e ai territori di riferimento.

L’ufficio del futuro sarà un luogo che favorisce il benessere fisico e mentale dei lavoratori e capace di ospitare momenti di condivisione, dove il 50% di tempo che si spende in ufficio non sarà più dedicato esclusivamente al lavoro nella propria scrivania, ma rivolto all’interazione e alla collaborazione.

L’ufficio del futuro sarà sempre di più biofilico e fuori dall’ufficio, ovvero un luogo capace di favorire l’integrazione dell’uomo con la natura, ma sarà anche smart e sostenibile, per favorire la collaborazione e l’interazione fra lavoratori in luoghi intermedi, ibridi, urbani e periurbani, collettivi e privati dove condividere obiettivi

Tutti questi argomenti sono stati declinati e raccontati all’interno della mostra e dell’installazione artistica sul Design Biofilico verso Human Green Community che sarà presentata a Milano a Dicembre a nostra cura che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e il mercato sulle tematiche della Circolarità, della Sostenibilità, della Rinaturalizzazione e Umanizzazione delle nostre Città e come il Design Biofilico, i criteri ESG e l’approccio Nature Based Solution possano dare un contributo positivo e concreto all’Adattamento Climatico e alle diverse Transizioni Sociali, Ecologiche, Energetiche e Digitali verso Comunità Net Zero e Well- being, con al centro un nuovo Umanesimo degli spazi di vita e di lavoro.

MASSIMILIANO MANDARINI

Architetto, Biophilic Designer, Manager della Sostenibilità, Esperto della Transizione Ecologica- Digitale, Green Building e Cam, si occupa di ricerca e sviluppo, progettazione integrata. innovazione sostenibile, curatela di prodotto, consulenza strategica e formazione. Co-founder di Future Lab Piattaforma di Futuro per l’Innovazione Sostenibile e Creative Italy Lab Design Center che vuole promuovere e diffondere la cultura del Design, della Creatività, del Made in Italy e del Design Inclusivo per progetti con al Centro le Persone ad impatto sociale e ambientale.

www.massimilianomandarini.it www.creativeitalylab.com


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CAM Edilizia Settore Serramento

Guida Pratica per Materiali, Certificazioni e Documentazione

Nel Decreto CAM Edilizia sono riportati molteplici requisiti riguardanti
sia il prodotto finito sia i materiali e componenti.
Questi sono suddivisi in due categorie:

  • Requisiti Base
  • Requisiti Premianti
    Questa differenziazione non riguarda l’obbligo, da parte di un’impresa,
    di soddisfare tutti i requisiti base, ma è relativa alla possibilità
    di ottenere un punteggio migliore soddisfacendo i requisiti premianti,
    nelle gare d’appalto per gli affidamenti di interventi pubblici.

THANKS TO

Nell’eventualità in cui, un’impresa non riesca a soddisfare alcun requisito, né base né premiante, potrà decidere se:

  1. Rinunciare agli interventi della Pubblica Amministrazione;
    oppure
  2. Impegnarsi verso la direzione della sostenibilità, cercando di migliorare in materia di produzione, consumo, risparmio, ecc.

RICORDIAMO!
CAM (Criteri Ambientali Minimi):
requisiti ambientali definiti dal Ministero della Transizione Ecologica (MITE) per le varie fasi del processo di acquisto, volti ad individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita.
I Requisiti CAM sono obbligatori per poter eseguire interventi della Pubblica Amministrazione e sono stati stabiliti con l’obbiettivo di ridurre gli impatti ambientali e promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibili.

La Tabella è riepilogativa dei principali requisiti applicabili al settore serramento:

Sulla base di quanto sopra, vediamo alcuni esempi pratici di verifica della documentazione ai fini della sua validità in relazione dei Requisiti CAM.
1. Esempio Requisito 2.5.6 Prodotti legnosi:
Per soddisfare questo requisito è fondamentale che il fornitore dei prodotti sia in possesso della Certificazione di Catena di Custodia (CoC), rilasciata da organismi di valutazione della conformità, dell’FSC® o del PEFC.
Tale Catena di Custodia implica un sistema di tracciabilità che segue il percorso del legname, dalla foresta al consumatore finale.

2. Esempio Requisito 2.5.1 Emissioni Inquinamento Indoor:
Per soddisfare questo requisito è fondamentale presentare rapporti di prova rilasciati da laboratori accreditati oppure schemi di Certificazione tra quelli indicati in Decreto, al fine di determinare il rispetto dei limiti di emissione (μg/m³) a 28 giorni per determinati materiali come adesivi, sigillanti, pitture e vernici, a contatto con l’ambiente interno.

ALESSIA FILANCI Dipartimento Energia Consorzio LegnoLegno


Legnolegno offre ai suoi clienti l’assistenza necessaria sia in fase di Certificazione di Catena di Custodia FSC®/PEFC, sia in fase di Mappatura dei Requisiti CAM.


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Finestra + sostenibile: LCA TOOL

Migliorare l'impatto ambientale dei serramenti in legno


Venerdì 21 marzo è stato presentato ufficialmente a Correggio, presso la sede del Consorzio il primo LCA Tool del settore serramenti in Italia di proprietà di LegnoLegno e sviluppato dal gruppo di ricerca LCA del Dipartimento DISA dell’Università di Bergamo per condurre valutazioni LCA di serramenti in legno finalizzate alla generazione di Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD). 

Uno strumento validato e certificato da organismo di parte terza accreditato per ridurre i tempi e i costi di ottenimento di EPD.

A cosa serve il LCA Tool?

L’LCA Tool, rientra nelle attività di FINESTRA+ Sostenibileil progetto di LegnoLegno che consente ai serramentisti di valorizzare sul mercato le caratteristiche di sostenibilità dei loro prodotti e li aiuta a:

  • calcolare l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita del prodotto (produzione, utilizzo, fine vita);
  • generare EPD personalizzate, rispondendo così ai requisiti dei CAM – Criteri Ambientali Minimi, richiesti per partecipare ad appalti pubblici o progetti edilizi sostenibili;
  • offrire informazioni trasparenti e verificate a progettisti, committenti e consumatori finali;
  • migliorare i processi aziendali con dati certi, promuovendo un’evoluzione sostenibile anche dal punto di vista industriale.

LCA Tool: otto aziende italiane aprono la strada

La sperimentazione del Tool ha coinvolto otto imprese del settore che hanno svolto ricerca e innovazione per migliorare la sostenibilità ambientale dei propri prodotti: Finnova, Zazzaretta Infissi, Falegnameria Bozzarelli, PM Serramenti, Italserramenti, Marvulli Serramenti, Falegnameria Scarin e Falegnameria Aresi.

Queste aziende hanno lavorato con tecnici e ricercatori per analizzare consumi, materiali, processi e dati ambientali reali, fornendo la base scientifica e tecnica per costruire un modello LCA validato da ente terzo accreditato.

l gruppo degli 8 serramentisti insieme ai partner di FINESTRA+ (MungoFantacciWorking ProcessFinitureDDXCloudfabricPilkingtonNSG Group), ha consentito la creazione di una banca dati sui materiali e sui processi di produzione nel primo semestre del 2025. I dati prodotti durante questa indagine saranno messi a disposizione dei partner di FINESTRA+ e degli stakeholders della filiera.

SONO INTERVENUTI

STEFANO MORA, Direttore del Consorzio LegnoLegno

  • Dall’esigenza all’innovazione: un LCA tool per aziende più competitive e una filiera più sostenibile.

Il contributo del vetro alla riduzione degli impatti ambientali dei serramenti. Pilkington
Nuovi requisiti CAM e impatti ambientali dei prodotti per l’installazione. Mungo

ELISABETTA PALUMBO, Architetto Ph.D, Professoressa associato c/o Dip. Ingegneria e Scienze Ambientali (DISA), Università degli Studi di Bergamo

  • LCA Tool Legno Legno: dall’ideazione alla valutazione

BRAND PARTNER

Per informazioni: pamela.manfredini@legnolegno.it  3397802824

Le aziende della filiera verso la sostenibilità

Simone Fantacci
Fantacci Industrie

Qual è l’evoluzione green di Fantacci nel settore degli utensili e dei serramenti?

Fantacci Industrie Srl è un’azienda a conduzione familiare che nasce nel 1966, specializzata nella progettazione e costruzione di utensili per la realizzazione di serramenti in legno.
Nel corso degli anni, forti di una costante attività di ricerca e sviluppo, siamo passati dalle fabbricazioni in acciaio rapido all’utilizzo del widia, e dal 1998 abbiamo avviato anche la produzione di utensili in diamante, più performanti nella lavorazione di materiali con durezza maggiore del legno quali parquet, multistrato, truciolari e MDF.
Al passo con i tempi e con le nuove esigenze di mercato, nel 2015 abbiamo dato vita alla divisione “Neodesign”, totalmente dedicata ai sistemi di serramento in alluminio e legno/alluminio, riuscendo così a seguire i nostri clienti dalla progettazione alla finitura, con soluzioni personalizzate e di design.
Con un occhio di riguardo per l’innovazione e per la ricerca sempre più “green” abbiamo creato, per esempio, la soglia termica ecologica: una soglia totalmente ricavata da materiale riciclato ed a sua volta riciclabile, privo di sostanze nocive per la salute e per l’ambiente con il più basso coefficiente di conduttività termica del mercato.


Roberto Carrara
PowerWIN Specialist

Una soluzione performante e facile da utilizzare per realizzazioni in legno

DDX Software Solutions: il partner ideale per i tuoi progetti PowerWIN: la soluzione DDX per i tuoi serramenti Scopri tutte le funzionalità dei software CAD/CAM di DDX!
Dal 2001, DDX Software Solutions offre agli operatori del settore della lavorazione del legno, della pietra, del vetro e dei materiali compositi, software CAD-CAM innovativi, affidabili e semplici da utilizzare.
Nel mondo del legno le soluzioni DDX spaziano dalla progettazione e alla produzione di finestre, scale, travi, e contano alcune importanti novità per l’arredo e per la gestione della produzione.
Nel settore delle finestre, DDX si impegna da sempre al fianco dei costruttori di macchine e dei loro utilizzatori, grazie al software PowerWIN, creato per realizzare serramenti e porte in legno e legno-alluminio, e pensato per gestire ogni fase del processo produttivo. Grazie a funzionalità avanzate, consente di ottenere risultati rapidi, precisi e di alta qualità, con un’attenzione sempre maggiore alla riduzione degli sprechi di materiale e all’ottimizzazione delle risorse.
L’obiettivo: ridurre tempi e costi e rendere la produzione sempre più ottimizzata e sostenibile anche in un’ottica ambientale.


Giovanni Sedino
Finiture Srl

Sostenibilità e innovazione: la visione di Finiture per l’industria dei serramenti

Nel settore meccanico, la sostenibilità è diventata una priorità imprescindibile, e aziende come Finiture stanno tracciando la strada per un futuro più rispettoso dell’ambiente. Specializzata in impianti di verniciatura per il legno, l’azienda si distingue per il costante impegno nell’integrazione di tecnologie ad alte prestazioni che ottimizzano i consumi, con un occhio attento alla riduzione dell’impatto ambientale.
Il sistema di essiccazione LDP rappresenta un esempio emblematico di questa filosofia. Progettato per ottimizzare il processo di essiccazione degli elementi, verniciati con prodotti all’acqua, LDP si basa su un controllo elettronico avanzato che regola in tempo reale temperatura e umidità in base alle condizioni ambientali. Questo approccio non solo garantisce un’essiccazione impeccabile, ma riduce drasticamente i consumi energetici rispetto alle tecnologie tradizionali.
L’adozione del robot RAS nel processo di verniciatura non solo assicura una qualità costante grazie alla precisione dei movimenti automatizzati, ma si traduce anche in vantaggi concreti per l’ambiente e i costi aziendali. Grazie alla capacità di ottimizzare l’uso delle vernici, RAS riduce significativamente i consumi di materiale e limita gli scarti di lavorazione, contribuendo a una gestione più sostenibile delle risorse e rendendolo un alleato imprescindibile per le aziende che vogliono coniugare efficienza operativa e rispetto dell’ambiente.
Il successo di Finiture nel coniugare alte prestazioni e sostenibilità dimostra come l’innovazione possa essere un potente strumento per affrontare le sfide ambientali. Ridurre i consumi energetici, limitare gli scarti e ottimizzare l’uso delle materie prime sono obiettivi centrali che trovano concretezza nelle soluzioni proposte dall’azienda.
Con tecnologie come LDP e RAS, Finiture offre non solo soluzioni tecniche di alta qualità, ma anche una visione per un’industria più responsabile.
Un esempio da seguire per tutte le aziende che vogliono essere protagoniste di un futuro più sostenibile.


Oscar Bertagnoli
Cloud Fabbric

Logico: il software per la gestione innovativa dei serramenti

Con oltre 30 anni di esperienza, Logico è il software realizzato da Cloudfabric per produttori e distributori di serramenti che vogliono ottimizzare i propri processi aziendali. Basato su una piattaforma cloud e on-premise, Logico consente di gestire ogni fase, dal preventivo alla produzione, fino alla vendita e al cantiere.
Grazie all’integrazione con sistemi CAD-CAM di DDX software Solution garantisce controllo e interconnessione con i macchinari di produzione.
La modularità di Logico lo rende ideale per aziende di ogni dimensione: dalla versione entry-level per piccole realtà, fino a soluzioni complete per le esigenze più complesse. Funzionalità avanzate come la preventivazione online, il monitoraggio della produzione tramite app e la gestione integrata della logistica trasformano le sfide quotidiane in opportunità.
Nel contesto della trasformazione digitale, Logico aiuta le aziende a migliorare la produttività e a utilizzare le risorse in modo sostenibile, promuovendo un’industria più efficiente e innovativa.
Scoprite di più su www.cloudfabric.it/logico o contattateci per una consulenza personalizzata.


Mauro Leoni
Mungo

Qual è l’impegno di mungo per la sostenibilità ambientale di prodotto?

Per mungo il tema della sostenibilità ambientale di prodotto è una leva strategica.
La sensibilità su questo tema nel mercato dei sistemi di fissaggio è in crescita e tutti i nostri sforzi di progettazione e commercializzazione dei nuovi prodotti vertono sulla sostenibilità ambientale.
mungo, progetta i suoi prodotti non solo per rispondere ai requisiti minimi obbligatori oggi, ma per essere sempre un passo avanti nel futuro.
Grazie alla gamma mungo compaiono sul mercato italiano i seguenti prodotti:

  1. Tasselli in acciaio con trattamento anticorrosione a basso impatto;
  2. Siliconi ricavati da materie prime rinnovabili e in cartuccia riciclata oltre il 70%;
  3. Schiume senza diisocianati;
  4. Ancoranti chimici e sigillanti basso-emissivi in termici di VOC;
  5. Tasselli in polimero plastico certificato “Plastica Seconda Vita” Con i tasselli in Plastica Seconda Vita abbiamo puntato su materiali di recupero nell’ottica della riduzione del consumo di materia prima.

Con i tasselli in acciaio M2 abbiamo eliminato dalla procedura produttiva la tempra al cromo. Con i nuovi siliconi Green Polymer e Green Sil Sanitari abbiamo iniziato a produrre siliconi totalmente privi di derivati fossili, e al contempo abbiamo introdotto le prime due cartucce in plastica riciclata presenti sul mercato italiano.


Arturo Benini
Pilkington Italia SpA

Quali caratteristiche rendono i prodotti Pilkington ideali per rispondere alle esigenze di sostenibilità e qualità nel settore edilizio?

Pilkington Italia S.p.A. è un’azienda del Gruppo NSG, che rappresenta uno dei più grandi produttori mondiali di vetro e di sistemi di vetro per l’Architettura e l’Automobile.
In relazione alla qualità, nello stabilimento a Venezia, si producono vetro float chiaro e Pilkington Optiwhite™, vetro extrachiaro per eccellenza, sempre più richiesto in Italia e all’estero. Il suo ampio seguito è dato proprio dall’impegno che ha l’azienda Pilkington Italia nel selezionare attentamente le materie prime e nel controllare con cura il processo fusorio a cui è sottoposto; il risultato è un prodotto dalla alta trasmissione luminosa e della colorazione praticamente incolore, ideale per vetrate panoramiche e facciate, nonché perfetto per il settore dell’arredamento.
In tema di sostenibilità, Pilkington Mirai™ è oggi il vetro più ecologico sul mercato, grazie all’utilizzo di una combinazione di combustibili alternativi, un elevato contenuto di vetro riciclato ed il 100% di elettricità rinnovabile. Ha un’emissione di carbonio di soli 5 kg CO2 eq./mq per il 4 mm, e vanta lo stesso aspetto estetico, la medesima qualità e prestazioni identiche rispetto al vetro float standard. Questo prodotto consente a progettisti, termotecnici e costruttori di contribuire alla piena sostenibilità dei loro edifici, progredendo sempre più verso la neutralità carbonica.


Filippo Schegginetti
Working Process

Qual è il vostro approccio innovativo e come si è evoluto nel corso degli anni?

Working Process, è un produttore di Centri di Lavoro e Linee ad alta Produttività e Flessibilità, per la lavorazione di Porte e Finestre in Legno.
Nasce nel 2000, dall’intuizione di rivoluzionare il metodo di lavorazione degli infissi, attraverso il cambiamento radicale della cronologia delle fasi di lavorazione.
Di fatto abbiamo creato un Nuovo Processo di lavorazione che ha poi dato lo spunto al nome dell’Azienda…Working Process.
Oggi il metodo da noi inventato è diventato il modello unico di produzione, utilizzato da tutti i nostri Competitors e dai produttori di Finestre.
Attualmente abbiamo un organico di 88 Collaboratori e la compagine sociale è formata principalmente da 3 famiglie. Presenti in Azienda e ben integrate con 3 generazioni con compiti che coprono quasi tutte le aree strategiche dell’Azienda.
Abbiamo una Gamma Prodotti che varia dai 500.000,00 Euro per le nostre soluzioni entry Level, fino ad arrivare ad oltre i 7 milioni per gli impianti di nuova generazione Super HerOes.
Questo, oltre ai servizi di Consulenza ed al reparto Service, ci permette di sviluppare un fatturato che si aggira intorno ai 30 milioni di Euro con una quota estera mediamente pari all’ 80%.
I nostri mercati sono al 90% il mercato Europeo, Scandinavo e Baltico, con qualche vendita effettuata in Canada, Stati Uniti ed Australia.
La nostra Clientela inizialmente erano solo i piccoli Clienti, poi sono arrivati i medi ed ora siamo tra i Partners privilegiati dei più grandi gruppi del settore.


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Human architecture for pubblic spaces

In questi anni ho affrontato diverse esperienze progettuali in Italia e all’estero, in particolare il tema dello Spazio Pubblico è stato uno dei temi più stimolanti che ho affrontato, non più solo luogo di lavoro ma anche di vita, apprendimento e di relazione, non solo nelle aree urbane, ma anche in piccole Comunità come i borghi e i piccoli centri periurbani.

La Sostenibilità non può e non deve essere una moda o una tendenza, ma un “Asset Strategico e Condiviso” per costruire Valore per le Persone nel rispetto dell’Ambiente, per uno sviluppo sociale ed economico che dia l’opportunità a tutte le persone di vivere in contesti di qualità, senza compromettere
le generazioni future.
In questa dimensione lo Spazio Pubblico non è solo una Scuola, un infrastruttura, un Museo, un Parco, un Edificio Collettivo, ma l’espressione e la rappresentazione reale della trasformazione della società contemporanea sempre più indirizzata nella transizione ecologica e digitale, un cambiamento accelerato dalla Pandemia, ma già in corso negli anni precedenti, dove lo spazio pubblico è sempre di più un Attrattore Sociale, Economico e Turistico, ma anche un grande educatore dal punto di vista sociale, ambientale e culturale.

In particolare in Italia dopo la Pandemia si sta vivendo una fortissima “Change Transition” anche con il contributo degli investimenti pubblici dati dal Pnrr, che stanno trasformando radicalmente gli spazi dell’Architettura e i luoghi collettivi come Hub e Laboratorio d’Innovazione Sostenibile, motore di rigenerazione urbana e di rigenerazione dei borghi e delle aree interne. Le aziende ei lavoratori sono sempre più sensibili ed interessati ai temi della sostenibilità, della salute, della relazione tra le persone e di un nuovo equilibrio sostenibile tra tempo di vita e tempo del lavoro dove i nuovi confini fisici e temporali possono creare malessere o benessere.
La mia filosofia di Spazio, di Luoghi e di Bene Comune, si incardina da sempre all’Interno di una visione di Avanguardia Sociale dove la centralità dell’Essere Umano, attraverso l’approccio Human Centered Design è propulsiva di architetture di Qualità per luoghi Felici e Sani, dove sono fondamentali il benessere e la sicurezza delle Persone, spazi inclusivi e design for all, su misura, in relazione ai diversi territori in cui si inseriscono, al clima locale, alle diverse utenze e destinazioni d’uso, ma unite dall’obbiettivo comune di un dialogo armonico, attraverso il progetto, con l’ambiente e il Genius Loci, integrando da subito tecnologie sostenibili e materiali naturali e riciclabili, alte prestazioni in temini di confort, qualità indoor, luce naturale, circolarità e sicurezza dei materiali e dell’involucro.
Ho realizzato in questi anni diversi progetti da Musei, Scuole, Edifici a valenza pubblica, Ospedali, Social Housing, Parchi, Infrastrutture Sociali e Culturali tanto altro, sempre con l’obbiettivo di ridare dignità e qualità allo spazio pubblico, in molti casi facendo progetti partecipati con le Comunità locali, con le Scuole, con i Comuni e con le Associazioni del Territorio.
Umanità, Innovazione e Sostenibilità sono i miei punti fermi che hanno da sempre accompagnato il mio percorso progettuale e di advisor, che ha visto in molti casi valorizzare il patrimonio storico artistico e in altri riqualificare, rigenerare ed ampliare edifici esistenti.
La Cultura di progetto è il faro che mi ha sempre accompagnato, una cultura dell’Innovazione per architetture Biofiliche, disassemblabili e totalmente riciclabili così come richiesto dalla Tassonomia Europea e da quella nazionale come ad esempio le Norme e i Criteri Cam.
Un approccio e un metodo che va nella progettazione e costruzione a secco per Architetture NZEB ad Impatto Positivo, spazi modulari, circolari e antisismici, replicabili in qualsiasi condizione territoriale anche off-grid, che incorporano energia e che contribuiscono al piano nazionale ed europeo di decarbonizzazione e di Resilienza Climatica.
Non solo Edifici, ma spazi ibridi, “Green Hub” in tutte le diverse forme di progettazione, dai Parchi, alla valorizzazione di luoghi storici, a nuovi quartieri e infrastrutture urbane, ma soprattutto rigenerando e valorizzando gli edifici esistenti primo principio di Innovazione Sostenibile e di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. La mia priorità è sempre stata l’Agenda 2030, la qualità, bellezza e durabilità degli spazi progettati per le Persone, partendo dal non consumo di suolo e rispetto della Biodiversità.
Il mercato globale poi è sempre più influenzato dai Criteri ESG, dalla domanda di sostenibilità e di tecnologie a ridotto impatto ambientale e di soluzioni prodottoservizio fisiche e digitali orientate al
benessere, alla salute e alla sostenibilità ambientale, visto i grandi problemi di adattamento e mitigazione degli effetti della Crisi Climatica. L’Architettura del presente e del Futuro anche sarà sempre più “Adattiva” e “Human Thinking” integrando l’Intelligenza Artificiale Generativa, che può essere una grande opportunità ma va gestita con responsabilità e senso del bene comune, un Architettura e un Design sempre più integrata e connessa a Sistemi Naturali e Sistemi Smart, con al centro nuove funzioni flessibili, materiali innovativi e sostenibili, Natura e Sistemi Verdi integrate a Soluzioni Digitali per il controllo della qualità indoor e tecnologie resilienti e Sicure.

La vera sfida sarà quella di essere in grado di fornire la stessa qualità dello spazio privato a quello pubblico rinnovando il grande patrimonio di edifici pubblici che in Italia dovranno essere riqualificati non solo con il PNNR entro il 2026 ma negli anni a venire, dal Social Housing, alle Scuole e a tutti gli Edifici Pubblici, per rispettare le Direttive Europei e gli impegni di Sviluppo Sostenibile verso il 2050.
L’Obiettivo non è solo l’ammodernamento del patrimonio edilizio, ma una trasformazione radicale degli spazi con il contributo di tutti, dai progettisti, alle Filiere d’Impresa, ad un nuovo rapporto pubblico privato sempre più stretto in Partenariati d’Opera, necessari visto le poche disponibilità economiche e dove la componentistica e la filiera industriale dell’Edilizia potranno giocare una grande partita in termini di qualità, tecnologie, prodotti e servizi sempre più innovativi con il contributo delle Tecnologie Sostenibili, con al centro la qualità di vita delle persone e la sicurezza dei territori.
Un altro aspetto importante lo giocherà il dialogo tra reale e digitale dove Intelligenza Artificiale, Robotica e Metaverso, potranno diventare alleati delle persone per ridurre l’impatto ambientale e al contempo aumentando informazioni, sicurezza e più tempo libero per le persone, in spazi pubblici sempre più armonici, con luce naturale, con sale riunioni in outdoor e spazi ibridi formali ed informali contornati da natura e arredi ergonomici e spazi salutari per aumentare le relazioni tra le persone, l’apprendimento e la produttività, con la riduzione delle emissioni climalteranti e dei costi di gestione dato dall’utilizzo di energie rinnovabili e di Comunità Energetiche.
In questi anni il mio studio ha sviluppato molteplici e svariate realizzazioni progettuali in Italia e all’Estero, quali ad esempio l’Innovation Park dI Orio al Serio che ha vinto il Green Building Italia Award, un Parco d’innovazione progettato per il Comune di Orio al Serio dove abbiamo applicato tutti i principi dell’innovazione sociale e della sostenibilità ambientale, un luogo felice e di apprendimento alla Qualità della Vita, ai principi del Green Building, del Benessere Sociale una buona pratica di Rigenerazione Urbana, un progetto partecipato e condiviso con la Comunità locale riunita intorno al Comune di Orio al Serio, dalle scuole, agli anziani, ai ragazzi.
Credo che questo progetto e altri, ci abbia lasciato un insegnamento che ripensare lo spazio pubblico sia andare oltre il tema di un Opera Pubblica, ma occuparsi del presente e del futuro di una Comunità, cercando di portare un contributo positivo e strumenti per la risoluzione dei problemi a tutte le fasce, dai bambini agli anziani.
l’Architettura, il progetto e il Design dello Spazio sono un grande Educatore, dopo la Famiglia, la Collettività e la Scuola, capace di tracciare la strada di un Futuro delle nostre Comunità con al centro le Persone, dove il progetto è una grande occasione di produzione di valore e di educazione collettiva al Bene Comune che non possiamo sprecare.

MASSIMILIANO MANDARINI
Architetto, Biophilic Designer, Manager della Sostenibilità, Esperto della Transizione Ecologica-
Digitale, Green Building e Cam, si occupa di ricerca e sviluppo, progettazione integrata. innovazione sostenibile, curatela di prodotto, consulenza strategica e formazione.
Co-founder di Future Lab Piattaforma di Futuro per l’Innovazione Sostenibile e Creative Italy Lab Design Center che vuole promuovere e diffondere la cultura del Design, della Creatività, del Made in Italy e del Design Inclusivo per progetti con al Centro le Persone ad impatto sociale e ambientale.
www.massimilianomandarini.it www.creativeitalylab.com


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