L’ITALIA ALLA PROVA
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L’ITALIA ALLA PROVA

Analisi e approfondimenti sui test in opera: quando le criticità diventano un’opportunità per migliorare prestazioni e comfort

Dopo diversi mesi, precisamente da novembre 2024, la campagna di prove in opera effettuata dal Consorzio Legnolegno è ormai in fase di conclusione, ma possiamo già condividere con voi molti dati interessanti sui test eseguiti.

Innanzitutto, ci teniamo a sottolineare con orgoglio la nostra collaborazione, ormai attiva da sei anni, con il Marchio Posa Qualità Serramenti. Grazie a questa partnership, siamo riu- sciti a eseguire circa 250 prove per le aziende che hanno scelto di intraprendere questo percorso. Un impegno costante che ha contribuito a consolidare un importante strumento per promuovere la qualità e la professionalità nel settore della posa in opera dei serramenti, offrendo vantaggi sia ai professionisti che ai consumatori.

Inoltre, come ogni anno, abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci e arricchire la nostra esperienza anche attraverso le prove in opera richieste da professionisti e privati, desiderosi di verificare la corretta modalità di posa e la qualità del prodotto. I test, eseguiti secondo la norma UNI11673-4, includono la verifica della permeabilità all’aria, la termografia, la tenuta all’acqua e l’isolamento acustico.

Oltre a fornire dati precisi sulle prestazioni del prodotto, queste analisi permettono di valutare l’efficienza energetica, migliorare il comfort abitativo e prevenire la formazione di muffa all’interno dell’abitazione.

Le verifiche sono state effettuate in tutta Italia grazie a una programmazione attenta e meticolosa. Di seguito, vi presentiamo una mappa che evidenzia le zone in cui il nostro laboratorio ha eseguito le prove.

Ora entriamo nel concreto: le prove a cui vengono sottoposti i serramenti sono, nella maggior parte dei casi, la termografia, la permeabilità all’aria e la tenuta all’acqua.

In sintesi, la prova termografica viene effettuata in due fasi utilizzando un’apposita termocamera. La prima fase consiste nel rilevare eventuali ponti termici in condizioni stazionarie, senza applicare alcuna pressione.

La seconda, invece, viene eseguita con una depressurizzazione a 50 Pascal, permettendo di individuare in modo più evidente eventuali anomalie termiche o infiltrazioni d’aria provenienti dal serramento analizzato.

Proprio per questo motivo, tali verifiche vengono effettuate durante il periodo invernale, poiché richie- dono una differenza di temperatura di almeno 10 gradi tra l’ambiente interno e quello esterno.

Per quanto riguarda la prova di tenuta all’acqua, è fondamentale ricreare condizioni simili a quelle di un test di laboratorio, predi- sponendo l’attrezzatura in modo adeguato. Dopo aver sistemato tutto il materiale necessario e posizionato la barra degli spruzzatori di fronte al serramento da testare, nel rispetto delle normative UNI 11673-4, si può procedere con la verifica.

Il test prevede l’azionamento di un sistema di erogazione normalizzato che, in base alle dimensioni del campione, rilascia una quantità specifica di acqua (ogni ugello eroga 2 litri al minuto). Se il prodotto non presenta infiltrazioni nei primi 15 minuti, verrà considerato classificabile. Successivamente, si applicheranno pressioni crescenti: si parte da 50Pascal, con incrementi di 50Pascalfinoa300, e successivamente di 150 Pascal fino a 600.

Le pressioni applicabili in opera dipendono tuttavia dalle condizioni del cantiere e dalle dispersioni d’aria dell’edificio: un locale con alte dispersioni d’aria non permetterà di raggiungere pressioni di prova elevate.

Se, invece, il serramento presenta infiltrazioni prima di 15 minuti senza pressione, sarà considerato non classificabile.

La prova di permeabilità all’aria ha l’obiettivo di individuare con precisione le infiltrazioni d’aria del campione, espresse in m³/hm². La procedura prevede innanzitutto la creazione di un ambiente di depressurizzazione all’interno del locale in cui è installato il serramento, fino a un massimo di 100 Pascal (Pa).

Una volta raggiunta una differenza di pressione tra l’interno della camera di tenuta e l’ambiente circostante compresa tra 3e15 Pa, si può procedere con la verifica.

Dopo che la depressurizzazione ha raggiunto la sua stabilità, ven- gono effettuati almeno 5step, durante i quali la pressione all’interno del locale viene ridotta di almeno 5 Pascal per volta. Solo al termine di ogni step e dopo la rielaborazione dei dati raccolti dai nostri tecnici sarà possibile determinare con precisione il valore delle infiltrazioni d’aria del serramento, espresso in m³/hm².

Se il valore rilevato risulta inferiore al limite della classe dichiarata dall’azienda nella dichiara- zione di prestazione, la prova è considerata conforme.

Se, invece, il serramento presenta infiltrazioni d’aria che superano il limite della classe dichiarata, oppure se la termografia rileva un ponte termico significativo, la prova viene considerata non conforme. I casi più frequenti riguardano la non conformità di una delle due prove; raramente abbiamo riscontrato esiti negativi su entrambe. Fortunatamente, la maggior parte delle aziende ha ottenuto un risultato positivo al test.

ANALISI DEI RISULTATI

Un bilancio in chiaroscuro

Analizzando il totale delle aziende coinvolte in questa campagna e confrontando il numero di prove con esito positivo e negativo, abbiamo rilevato che il 24% delle prove non è andato a buon fine: un dato purtroppo significativo.

Le cause delle non conformità possono essere molteplici. Tra le principali troviamo:

  • Errori in fase di installazione del serramento, principalmente legati all’uso non corretto di nastri autoespandenti, termoespandenti o multifunzione.
  • Posa eseguita in modo diverso rispetto alle indicazioni di progetto, con evidenti responsabilità sia di chi doveva supervisionare il lavoro, sia di chi ha scelto di adottare una metodologia differente da quella prevista.
  • Problemi di fissaggio, una criticità ricorrente è l’assenza di fissaggi sulla traversa superiore e inferiore.
  • Tagli termici sul quarto lato di dimensioni ridotte, in alcuni casi appena 1 cm, con conseguente impatto sulle prestazioni.
  • Scarsa attenzione ai dettagli, come sigillature incomplete o fissaggi inadeguati, che possono compromettere le prestazioni del serramento.

Tuttavia, grazie ai dati emersi dalle prove, questa percentuale di esiti negativi tende a ridursi significativamente. Infatti, le aziende, prendendo atto delle criticità riscontrate, implementano le modifiche necessarie e i miglioramenti indispensabili per garantire una posa corretta e assicurare il massimo comfort abitativo al cliente finale.

Speciale PROVE IN OPERA

DALL’ERRORE ALLA SOLUZIONE: LE VERIFICHE IN CANTIERE COME RISORSA
Le verifiche in opera sui serramenti vengono eseguite per diverse ragioni.
Di seguito troverete alcuni dei casi più particolari e interessanti, sia per l’origine della richiesta che per i risultati ottenuti.
Come evidenziato in precedenza, non tutte le verifiche hanno dato esito positivo. Tuttavia, esse rappresentano uno strumento fondamentale per ottenere una visione d’insieme, evidenziando sia le opportunità che le criticità che possono emergere nel processo di installazione e utilizzo dei serramenti.

APPROFONDISCI LA VERIFICA IN CANTIERE CHE TI INTERESSA:
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AMITOJ SINGH
Dipartimento Energia
Consorzio LegnoLegno


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