Verifica di congruità dei costi
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Verifica di congruità dei costi

Alessia Filanci

Dipartimento Energia
Consorzio LegnoLegno

Tutto quello che c’è da sapere

Spesso ci viene chiesto come utilizzare l’Allegato A e come verificare la congruità dei costi preventivati al cliente. Di seguito cercheremo di farvi comprendere come gestire la verifica di congruità dei costi e quali documentazioni sono necessarie.


Come sappiamo, il 16 Aprile 2022 è entrato in vigore il cosiddetto “Decreto Costi Massimi Ammissibili” che deve essere applicato obbligatoriamente a tutte le pratiche con data inizio lavori successive al 15 Aprile.


Per data inizio lavori si intende:
• Nel caso di intervento svolto in presenza di Titolo Abilitativo: la data di inizio lavori corrisponde a quella indicata sul titolo;
• Nel caso di intervento svolto in Edilizia Libera: la data di inizio lavori viene definita dal committente, il quale sotto sua responsabilità rilascia la Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio del Committente in cui dichiara la data di inizio lavori e che l’intervento viene svolto in edilizia libera;

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Allegato A

Il Decreto definisce che per la verifica di congruità dei costi si deve far riferimento all’Allegato A, ossia una tabella in cui sono riportati i costi massimi specifici agevolabili per tipologia di intervento.

Ricordiamo però che i massimali di costo indicati nell’Allegato A sono considerati al netto di:
• Iva
• Prestazioni Professionali
• Opere relative all’installazione: ossia i costi per le opere provvisionali necessarie per l’installazione, come ad esempio i ponteggi, le piattaforme elevatrici ecc. (costi da verificare mediante prezziari)
• Posa per la messa in opera dei beni: ossia i costi veri e propri della pura manodopera relativa all’installazione dei serramenti (costi da verificare mediante prezzari)
Il fornitore è quindi obbligato a verificare la congruità dei prezzi e rilasciare la Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà del Fornitore con cui stabilisce la congruità della spesa.

Come è meglio procedere…

Dallo schema riportato è possibile trarre un’importante considerazione in merito al procedimento
più corretto da seguire per la verifica di congruità dei costi agevolabili:

Per poter emettere una fattura congrua, è bene che il fornitore stili un preventivo sulla base del quale verificare la congruità dei costi al fine di presentare al cliente finale un preventivo congruo da tramutare in contratto.

Esempi di verifica congruità dei costi

Vediamo 2 semplici esempi di verifica di congruità:

1° Esempio

Preventivo del fornitore

In questo caso l’esito della verifica è positivo in quantoi prezzi del fornitore non sono superiori rispetto ai massimali dell’Allegato A e del Prezziario DEI, pertanto il fornitore emetterà fattura congrua e rilascerà la dichiarazione del fornitore

2° Esempio

Preventivo del fornitore

In questo caso l’esito della verifica è negativo in quanto i prezzi del fornitore sono superiori rispetto ai massimali dell’Allegato A e del Prezziario DEI, pertanto il fornitore emetterà una fattura con la quota detraibile congrua, una fattura con la quota eccedente non congrua ed rilascerà la Dichiarazione del Fornitore relativa solamente alla quota congrua.


Vi ricordiamo che LegnoLegno rimane al fianco dei serramentisti in tutti gli aspetti che riguardano la gestione delle pratiche: sia per quanto riguarda i casi di semplice comunicazione ad Enea, sia nei casi in cui al serramentista occorra un supporto per la verifica della congruità dei costi, ed infine nei casi in cui sia necessaria l’asseverazione di congruità della spesa da parte di un tecnico abilitato.

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