Nuove opportunità di mercato: attenzione ai (CAM) Criteri Ambientali Minimi
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Nuove opportunità di mercato: attenzione ai (CAM) Criteri Ambientali Minimi

Webinar informativo gratuito

Sono in forte crescita le richieste di supporto che ci arrivano dai serramentisti che ricevono richieste di fornitura di prodotti conformi ai requisiti CAM da parte di imprese di costruzione e studi di progettazione.

Venerdì 19 aprile scorso abbiamo organizzato un breve Webinar operativo, gratuito, per chiarire:

  • Le richieste di mercato legate ai CAM
  • Dove sono specificati i requisiti CAM
  • Chi li richiede
  • Cosa significa effettuare un’analisi dei CAM su di un prodotto/fornitura
  • Cosa accade se non si soddisfano i requisiti richiesti
  • Perché i CAM sono collegati con l’erogazione di finanziamenti connessi al PNRR
  • Il caso dei serramenti in legno: la certificazione della Catena di Custodia FSC/PEFC

Con queste informazioni è possibile capire cosa fare e come mettersi nella condizione di cavalcare queste nuove opportunità di mercato.

ATTENZIONE: E’ pensiero comune associare la fornitura per la Pubblica Amministrazione a richieste di prodotto basico mentre in realtà, non si considera che, spesse volte, è il prodotto più performante che, già in partenza, soddisfa un maggior numero di richieste dei CAM.

Non hai partecipato ma ti interessano gli approfondimenti?

COMPILA IL FORM a fondo pagina, ti forniremo le informazioni che ti sono necessarie.

PER SAPERNE DI PIU’:

  • Cosa sono i CAM?

I Criteri Ambientali Minimi sono requisiti definiti nel Decreto “CAM edilizia” del 23 Giugno 2022 che si applicano agli interventi della Pubblica Amministrazione e non solo

  • Dove sono specificati i requisiti CAM di cui chiedono i serramentisti?

Nei contratti e nei capitolati e sono un prerequisito di accesso ai lavori, in particolare se vi sono finanziamenti connessi al PNRR

  • Cosa prevedono questo tipo di lavori?

Controlli specifici rispetto ai requisiti che, se non soddisfatti, possono bloccare, a posteriori, l’erogazione dei fondi

  • Cosa significa effettuare un’analisi dei CAM su di un prodotto/fornitura?

Significa documentare formalmente le caratteristiche specifiche dei materiali impiegati e dei prodotti forniti

  • Come farlo?

Attraverso modalità formali, grazie all’uso di servizi da enti di terza parte, previste dalle vigenti normative

Verso un nuovo paradigma costruttivo

L’avvento del BIM e della realtà aumentata nell’edilizia

Claudio Vittori Antisari
Founder & CEO Strategie Digitali s.r.l.

Nell’ambito dell’edilizia, l’innova­zione tecnologica sta operando una trasformazione senza prece­denti, introducendo metodologie che promettono di rivoluzionare il processo costruttivo. Il Building Information Modelling (BIM) e la Realtà Aumentata (AR) si impon­gono come strumenti rivoluzionari, capaci di ridefinire il modo in cui architetti e costruttori progetta­no, costruiscono e gestiscono gli edifici. Il BIM rappresenta una svolta nella progettazione costruttiva, facilitando la creazione di modelli digitali 3D che incarnano non solo le dimensioni fisiche, ma anche dati relativi ai cicli di vita, ai costi e alla sostenibilità degli edifici.

THANKS TO

Questa metodologia consente di anticipare e risolvere problemati­che prima che si manifestino fisi­camente sul cantiere, riducendo sprechi di risorse e permettendo una più accurata pianificazione finanziaria.

La Realtà Aumentata, a sua vol­ta, si posiziona come un comple­mento innovativo al BIM, offrendo ai professionisti la possibilità di sovrapporre al mondo reale una visione arricchita da dati digitali, che facilita la comprensione del progetto e la verifica pre-costrut­tiva degli elementi architettonici. L’AR diventa così un ponte tra la progettazione virtuale e l’esecu­zione materiale, apportando un valore inestimabile in termini di controllo qualitativo e operativo.

Nel dettaglio, il BIM si rivela uno strumento imprescindibile nel set­tore dei serramenti, essenziale per garantire l’integrità e la precisio­ne dell’installazione. Attraverso il BIM, i professionisti possono ela­borare specifiche tecniche e ordini di materiale con una precisione millimetrica, assicurando che ogni elemento sia adeguatamente ca­librato per le esigenze specifiche del progetto.

Oltre a ciò, il BIM e l’AR giocano un ruolo cruciale nell’incrementare la sicurezza sui luoghi di lavoro. La capacità di simulare scenari e soluzioni prima della realizzazio­ne fisica consente di identificare potenziali rischi per la sicurezza e di implementare misure preven­tive, contribuendo così a creare ambienti di lavoro più sicuri e conformi alle normative vigenti.

La transizione verso l’uso ob­bligatorio del BIM per le opere pubbliche dal 2025 implica un’ac­celerazione nella formazione e nell’aggiornamento professionale. La normativa non solo enfatizza l’importanza di queste tecnolo­gie ma stimola anche il mercato verso standard di costruzione più elevati, che si traducono in edifi­ci più efficienti dal punto di vista energetico e più confortevoli per gli utenti finali.

L’integrazione del BIM con l’AR segna l’ingresso in una nuova era costruttiva, dove le nozioni di progettazione, realizzazione e ma­nutenzione si fondono in un pro­cesso sinergico. Questa sinergia non solo presagisce la nascita di strutture più resilienti e sostenibili ma anticipa anche l’emergere di una nuova cultura di costruzione, dove l’innovazione tecnologica è al servizio del benessere collettivo e della preservazione ambientale.

In conclusione, l’adozione del BIM e dell’AR nell’edilizia non è solo una tendenza, ma una necessità che rispecchia l’evoluzione di un settore sempre più orientato verso l’integrazione tecnologica e l’otti­mizzazione dei processi. Queste tecnologie rappresentano il futuro dell’edilizia, un futuro che è già iniziato.



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Il serramento nel restauro degli edifici storici

Quadro del settore e formazione congiunta

Arch. Sonia Vallese
Direttrice Tecnica Assorestauro

Una filiera a servizio del patrimonio storico italiano

L’Italia, con ben 59 siti UNESCO, detiene il primato mondiale in termini di patrimonio culturale. Tuttavia, il vero tesoro risiede nella vasta rete di edifici storici e monumenti che caratterizzano le città italiane, contribuendo al loro fascino unico. Questo patrimonio diffuso è parte integrante della vita quotidiana e dei paesaggi urbani del nostro Paese.

Nel cuore di questa preziosa ere­dità culturale opera il settore del restauro, svolgendo un ruolo es­senziale dietro le quinte. Il restauro non solo preserva e valorizza il patrimonio materiale italiano, ma lo rende funzionale e attraente, trasformandolo in una risorsa economica vitale.

THANKS TO

Dal 2005, ASSORESTAURO si è affermata come punto di riferi­mento per il settore in Italia. La nostra associazione costituisce la comunità di aziende che promuo­ve la cultura della conservazione attraverso la formazione, eventi e dialogo istituzionale. Dal 2019 il Restauro Made in Italy è ricono­sciuto dal MAECI come una delle eccellenze italiane.

In Italia, oltre il 40% del patrimo­nio edilizio può essere considerato storico, con circa 150.000 edifici vincolati che richiedono l’appro­vazione della soprintendenza per qualsiasi intervento.

Questa sfida colossale sottolinea la necessità non solo di ristruttu­razioni, ma di restauri attenti e ri­spettosi della storia. Per affrontare questa mole di lavoro, è essenziale adottare un modello che sfrutti al massimo i processi industriali. Questo approccio consente di uni­re competenze tecniche, ricerca e cultura, con il supporto di 3500 imprese specializzate nel recupero e restauro, progettisti capaci di intervenire sulle caratteristiche storiche degli edifici e produttori di materiali innovativi che contribu­iscono alla sostenibilità, non solo per gli edifici storici ma anche per l’ambiente.

Un Impegno verso la Sostenibilità

Il restauro e il recupero hanno sempre adottato criteri e pratiche che si allineano naturalmente con la sostenibilità. L’uso di materiali e tecniche tradizionali, intrinseca­mente sostenibili, non solo pre­serva il patrimonio, ma combatte anche il cambiamento climatico, riducendo le emissioni di CO2. La conservazione del patrimonio resi­denziale, in particolare degli edifici storici, è cruciale per raggiungere gli obiettivi di efficienza energe­tica stabiliti dall’Unione europea verso la neutralità carbonica entro il 2050. In questo processo, i prin­cipi di economia circolare, come il riuso dei materiali, diventano fon­damentali nel ridurre l’uso di nuovi materiali e limitare le emissioni di CO2 degli edifici.

Il Serramento Storico: Un Elemento Essenziale

Il serramento, un elemento tec­nologico cruciale nell’identità di un edificio, è spesso trascurato quando si interviene sull’archi­tettura storica. Mentre si discute ampiamente delle prestazioni, mancano spesso studi appro­fonditi sulle specifiche tecnologie, costruzioni e comportamenti nel tempo dei serramenti storici, la loro reintegrazione nell’edificio restaurato puntano al migliora­mento prestazionale e funzionale non certo al rispetto dei requisiti normativo che spesso o sempre irraggiungibili se il nostro primario obiettivo rimane la tutala.

La sostituzione sistematica di in­tonaci esterni, serramenti e co­perture rappresenta una perdita irreparabile che incide profon­damente sulla qualità degli spazi urbani. È essenziale promuovere un nuovo atteggiamento culturale che incoraggi i proprietari di edifici storici a considerare i serramenti non solo come elementi funzio­nali, ma anche come elementi di valore per gli edifici e l’ambiente circostante.

Adeguamento Normativo ed Energetico

Gli infissi storici spesso richiedono una sostituzione per soddisfare i requisiti di efficienza energetica stabiliti dalla normativa italiana ed europea. In Italia, è prevista la possibilità di deroghe per gli infissi che fanno parte di beni culturali vincolati. Tuttavia, per gli edifici soggetti alle disposizio­ni di tutela indicate nel decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, l’applicazione della norma è condizionata alla compatibilità con i principi di conservazione e protezione del patrimonio cultu­rale. L’esenzione dall’applicazione della norma è consentita solo se si può dimostrare che il rispetto delle prescrizioni comporterebbe un’alterazione sostanziale del ca­rattere o dell’aspetto dell’edificio, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti storici, artistici e pa­esaggistici.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha pubblicato nel 2015 le “Linee Guida di indirizzo per il miglioramento dell’efficienza energetica nel patrimonio cultu­rale”, che forniscono direttive per valutare e migliorare le prestazioni energetiche del patrimonio cultu­rale. Nelle linee guida, si sottolinea l’importanza di considerare se gli interventi sugli infissi alterano l’a­spetto originale dell’edificio e di gestire le relazioni tra le parti che vengono modificate e quelle che rimangono invariabili, specialmen­te quando si lavora su edifici con una massa termica significativa, in cui il funzionamento energetico può essere influenzato dalla scelta dei componenti di ventilazione.

Quando si interviene su un infisso storico per migliorarne l’efficienza energetica, è necessario anche se estremamente complesso saper valutare scientificamente l’effi­cacia dell’intervento di efficien­tamento tenendo conto non solo del serramento ma anche dei nodi di connessione con la muratura. Uno sforzo in questa direzione va fatto anche dai grossi produttori che possono e devono vedere nell’edificato storico diffuso un mercato in forte espansione.

Esistono opinioni divergenti tra il pensiero comune e le ricerche scientifiche sul tema. Secondo un rapporto dell’ENEA del 2010, la sostituzione degli infissi esi­stenti con nuovi infissi altamente performanti risulta essere l’op­zione meno efficace in termini di efficienza energetica, con un ri­sparmio medio dieci volte inferiore rispetto alle migliorie apportate a solai, tetti e pavimenti.

La nuova collaborazione tra il con­sorzio LegnoLegno, Assorestauro e il settore del restauro italiano apre nuove prospettive per com­binare l’efficienza energetica con la tutela della storia, sfidando le convenzioni e cercando soluzioni innovative per il futuro del nostro patrimonio culturale



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Perché ORA è necessario fare Formazione sulla Vendita!

Quale cambiamento nelle strategie di vendita è necessario per restare sul mercato

Giorgio Montanari

Senior trainer e corporate coach.

Dal 1992 è formatore libero professionista specializzato sul tema soft skills (comunicazione, problem solving, decision making, team building, teamworking, empowerment) e nell’area Sales (tecniche e psicologia della vendita, negoziazione strategica, la direzione e motivazione della rete di vendita).
Si è formato come coach con il coach training di Corporate Coach U (corso accreditato ACTP da International Coaching Federation ICF). Collabora stabilmente con rinomati enti di formazione del Nord Italia ed ha lavorato con numerosi clienti di ogni dimensione e settore (manifatturiere, di servizi, commerciali, nella GDO).

THANKS TO

La legge 11 del 2023 ha stabilito lo stop alla cessione del credito e allo sconto in fattura e ad altre agevolazioni edilizie, una scelta che ha creato problemi al comparto.

E adesso che si fa?

Di fronte ad un panorama fluido, in costante cambiamento, in molti hanno voglia di confrontarsi sulle proprie strategie commerciali.

Qual è il criterio per restare sul mercato?

A fronte di questi cambiamenti, le direzioni commerciali sono alla ricerca di nuove idee per rilanciare le vendite.

È necessario tornare a parlare di prodotti e qualità e non più solo di prezzi, di sconti e di termini di consegna.

Ciò che offri, deve avere un alto valore aggiunto e non deve essere il solito modo per farti conoscere.

È giunto il momento di un cambiamento anche nelle proprie strategie di vendita.

Oltretutto oggi non si può più parlare di processo di vendita, ma è necessario comprendere e cavalcare il processo d’acquisto che fa il cliente.

Ma cosa vuole un cliente tutto preso dalle proprie sfide?

Il cliente oggi, vuole essere il protagonista ed il decisore dei suoi acquisti.

Dalla vendita in offerta è necessario passare alla vendita in consulenza, un cambiamento di approccio e di mentalità che per gli addetti commerciali non è semplice da comprendere e realizzare.

Ma facciamo un passo indietro.

Il digitale è dirompente, è un fattore innegabile.

Man a mano che passa il tempo è sempre più presente nella nostra vita.

E questo anche nelle aziende che vivono di efficienza, competitività e obiettivi.

Per semplicità consideriamo due fasi: quella del Marketing e quella delle Vendite.

Il tradizionale processo d’acquisto in passato era costituito da una minima parte di Marketing, circa il 30%, e dalla parte restante dalle Vendite, circa il 70%.

Questa situazione, agevolata dagli incentivi statali e da un contesto economico particolarmente favorevole grazie ai bassi tassi di indebitamento, ha favorito la domanda di mercato che è sempre stata sostenuta.

Per le aziende era relativamente semplice soddisfare le esigenze. Bastava proporre le proprie soluzioni sul mercato, che le vendite arrivavano in modo naturale. Competere nel mercato non era difficile, bastava esserci.

Oggi è ancora così? Ovviamente no!

Nel nuovo processo d’acquisto, il Marketing pesa almeno il 75%.

La ragione è molto semplice. Il Marketing ha lo scopo di comprendere i bisogni dei mercati, e oggi un business ha senso solo se è in grado di soddisfare un bisogno.

Internet, ha totalmente cambiato le regole del gioco.

Ha creato un nuovo modo di relazionarsi tra le persone, il modo in cui comunicano, socializzano, svolgono attività e risolvono problemi, tra cui fare acquisti.

Oggi un potenziale cliente, o un prospect, prima di parlare con un venditore, è molto più informato e spesso sa già quale prodotto o soluzione acquistare.

Un consumatore si informa, cerca online, confronta soluzioni, ricerca prove, vuole farsi un’idea e avere sicurezza prima di acquistare.

Secondo voi, il modo con il quale gli addetti commerciali si avvicinano al cliente e gestiscono la vendita può essere uguale a come hanno sempre fatto? Anche qui la risposta è “Ovviamente no!”.

Ad un primo sguardo sembrerebbe che le Vendite abbiano meno importanza del Marketing.

Non è assolutamente così, anzi le Vendite sono essenziali perché hanno il compito di perfezionare la vendita.

Le due funzioni hanno un ruolo di pari importanza. Una non può prescindere dall’altra.

È un gioco di squadra e pertanto le due funzioni devono cooperare e collaborare insieme per un obiettivo comune: i ricavi dell’impresa.

Oggi le Vendite da sole non possono prosperare come una volta.

I tuoi potenziali clienti prima di contattare la tua impresa per fare un acquisto, si informano online, cercano fornitori o partner per trovare soluzioni ai propri problemi.

E tu devi essere in grado di intercettare questi nuovi prospect:

catturarli

successivamente educarli

persuaderli a scegliere i tuoi prodotti o servizi

infine passarli alle vendite per perfezionare e chiudere una vendita.

Oggi la sfida è quella di farsi scegliere, di essere preferito rispetto alla concorrenza.

Questo è possibile solo se si riesce a creare una relazione con il cliente.

I venditori devono diventare degli esperti in relazioni, devono acquisire la capacità di creare relazioni con l’obiettivo di costruire un rapporto duraturo nel tempo

Per arrivare a questo risultato è necessario un cambiamento nel modo in cui gestiscono l’approccio commerciale.

È per questa ragione che la formazione sulla vendita, ORA, diventa una priorità per le imprese che intendono prosperare nella complessità del mercato attuale.



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Sei abbastanza giovane per fare marketing?

Come entrare in modo dinamico nel processo di acquisto dell’utente

Stefano Torreggiani

Formatore, Coach e Consulente in strategie di marketing

Negli ultimi 15 anni il web ha rivoluzionato completamente il modo in cui clienti e aziende interagiscono, con ricadute sulle modalità di promuoversi, comunicare, emergere e vendere.

Sicuramente, ormai, abbiamo chiaro che, in questo contesto, promuoversi spingendo il catalogo e mettendo i prodotti al centro del messaggio, non fa altro che metterci in competizione e non è più efficace.

Mi riferisco a vendita tramite agenti, pubblicità, distribuzione di cataloghi e brochure. Ma anche mettere l’elenco dei prodotti sul sito e le foto sui social, poi aspettare che chi le vede venga ad acquistare, raramente porta più valore.

THANKS TO

Normalmente, però, è quello che facciamo perché ci è sempre stato insegnato così. Perchè è quello che abbiamo sempre fatto. Ma non basta più ad acquisire la fiducia delle persone ed integrarsi nel loro comportamento.

All’utente non basta quel tipo di comunicazione per sceglierci. Ora si muove in autonomia nel suo processo di acquisto e, con il supporto del web, non si ferma al primo messaggio che vede perchè prima di spendere deve essere sicuro di quello che sceglie e più contenuti lo confermano meglio è.

Cerca alternative e confronta usando Google, controlla le recensioni, va a vedere i social media e cerca nel sito contenuti che servano a fare le giuste scelte. Magari approfondisce sui blog o segue un video tutorial di un influencer su Youtube. Con un clic può saltare da un canale all’altro per cercare i contenuti e i brand di interesse e diventare più preparato, attento e critico nelle scelte. E prima di incontrarci sa già tutto di noi e del prodotto.

Il messaggio che il web ci sta dando è che mettere contenuti pubblicitari e aspettare clienti non è più vincente per entrare in un processo di acquisto dell’utente che è molto dinamico.

Se continuiamo con questo approccio non cambieranno di sicuro i risultati perché il contesto che cambia crea nuove modalità e chiede di fare azioni alle quali non siamo stati educati.

Ci stanno chiedendo, ad esempio, di

fare un blog, di creare un piano editoriale per Facebook o Linkedin, di fare video e raccogliere recensioni.

Non è un approccio naturale per la maggior parte delle nostre realtà che fatica a staccarsi da approcci commerciali radicati nel tempo e queste abitudini sono il primo ostacolo da superare se vogliamo essere più attrattivi e arrivare a vendere di più.

È un contesto che ci chiede di diventare giovani. I giovani, infatti, non hanno abitudini consolidate e hanno meno resistenze quindi per loro adattarsi e cogliere i cambiamenti è più naturale.

Ecco che cambiare l’approccio al marketing e alla vendita significa, a livello pratico, investire diversamente il nostro tempo e le nostre risorse, verso la rimozione dei vincoli e un nuovo approccio alla promozione e alla vendita maggiormente al passo con i tempi.

Ma dobbiamo essere affamati. Se non si ha fame l’abitudine non si cambia. Se per qualcuno la fame è un bisogno fisiologico, per altri parte da curiosità, bisogno di nuove idee, nuove informazioni e nuove soluzioni e porta a non accontentarsi della situazione attuale.

Se ho già mangiato abbastanza mi siedo sul divano. E i giovani? Fanno l’aperitivo, stanno in piedi.

Pensa, cosa fanno i bambini quando non capiscono? Non si accontentano e chiedono perché, è la cosa più naturale. Tendiamo a concentrarci troppo sul bicchiere mezzo pieno, su ciò che abbiamo ma non ci chiediamo come colmare la parte che manca. Perché il prezzo è sempre troppo alto? Perché si accettano pochi preventivi? Perché arrivano sempre meno clienti? Perché devono scegliere i miei prodotti?

E come si fa ad avere idee nuove? Si frequentano ambienti nuovi.

Ed è più facile avere idee nuove a New York o rimanendo all’interno della nostra azienda o del nostro contesto territoriale e relazionale che ci ha già offerto tutto?

I giovani viaggiano, vedono realtà e culture diverse, prendono spunto e riadattano al loro ambiente cercando sempre idee migliori e innovative.

Dobbiamo uscire più spesso dall’azienda per farci ispirare, avere stimoli, idee e nuove relazioni.

Perché si fatica a fare tutto questo?

Spesso c’è una grande paura di fare cose diverse da quelle che si sono sempre fatte. Abbiamo paura di sbagliare, di sprecare tempo e soldi, di ciò che non conosciamo e di cosa ci può succedere se le cose non funzionano. E questa paura ci frena.

Ad esempio abbiamo paura di ricevere recensioni negative ma non investiamo nell’aumentare quelle positive.

Non è colpa nostra. Ci hanno sempre insegnato così. “Chi lascia la via vecchia per la nuova…”. Abbiamo proverbi vecchi e prudenti. A scuola ci mettevano il cappello da asino se sbagliavamo.

Oggi voglio darti un messaggio positivo e importantissimo, un messaggio che ti cambierà la vita: si può sbagliare!

La perfezione non esiste. Per arrivare ad un processo funzionante bisogna fare delle prove. Anche nel marketing e nella vendita.

I giovani cosa fanno? Si lanciano! Fanno esperienze e se sbagliano sanno che possono recuperare, ripartono e riprovano ma con la consapevolezza che l’errore ha insegnato cosa non bisogna fare quindi ha messo un tassello verso la soluzione più ottimale che diventerà metodo.

Una volta si diceva “sbagliando si impara”. Cambiamolo in “sperimentando si impara”.

Il marketing ora è tanta sperimentazione. Proprio perché le opzioni e le opportunità, con il web, sono tante. Se ci fosse la soluzione giusta pronta in scatola saremmo tutti a posto. Dobbiamo solo provare e sperimentare per trovare la nostra strada. Con continuità. Se sperimento una volta all’anno non serve.

Concludendo. Il marketing ci sta insegnando che dobbiamo essere giovani. Se siamo aperti da anni o se comunque siamo riusciti a fare un business per vivere significa che il mestiere lo sappiamo fare. Ma perché questa cosa continui, perché il mercato continui a darci soddisfazioni, perché gli utenti continuino a sceglierci anche adesso, non fermiamoci a “20 anni di esperienza” ma abbiamo il coraggio di metterci in discussione perché il contesto cambia velocemente, di non accontentarci ma sperimentare, di cambiare il modo in cui investiamo le risorse per promuoverci, di confrontarci con ambienti nuovi, di non avere paura.

La nostra azienda deve diventare una startup con 20 anni di esperienza. (ah, anche le startup sono tipiche dei giovani!).




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Prove in opera OLTRE I CONFINI

Una nuova stagione di prove in opera sui serramenti

AMITOJ SINGH
Dipartimento Energia
Consorzio LegnoLegno

THANKS TO

Siamo oramai prossimi alla fine della campagna invernale di prove che il nostro Laboratorio da 4 anni a questa parte esegue per adempiere alle richieste delle aziende che hanno aderito al Marchio Posa Qualità; ad oggi possiamo contare un archivio superiore ai 200 test in opera eseguiti specificatamente sui serramenti.


Le prove effettuate non si limitano solamente ad aziende che hanno deciso di acquisire il Marchio Posa Qualità; infatti, sono stati numerosi i progetti ai quali abbiamo partecipato, al fianco di professionisti e privati che richiedono l’esecuzione di test per i serramenti.


Abbiamo così ampliato i nostri confini e le nostre esperienze raggiungendo molte realtà importanti su tutto il territorio nazionale.


Le prove in cantiere, pur se eseguite durante tutto l’arco dell’anno, si concentrano soprattutto nel periodo invernale al fine di poter eseguire con maggior accuratezza e semplicità le prove di caratterizzazione termografica.
Tutte le verifiche, oltre ad essere molto richieste, giovano notevolmente alla tutela dei lavori quando il test viene eseguito prima che le installazioni dei serramenti siano state ultimate, in modo tale che si possano sistemare eventuali complicanze individuate dagli strumenti e dall’esperienza degli operatori sul campo.


La pubblicazione della UNI 11673-4 ha infatti permesso di avere regole chiare ed univoche per l’esecuzione delle prove di cantiere, fornendo la possibilità ai fruitori dei risultati delle prove
(serramentisti, progettisti, referenti di aziende pubbliche, posatori, privati, ecc.) di avere un riferimento che dia univocità di lettura dei dati ottenuti.

L’esecuzione delle prove non può, in ogni caso, prescindere da un programma accurato che permetta alle aziende di soddisfare le richieste relative alle tempistiche, legata indissolubilmente alle esigenze del cliente.
Analizzando i dati delle aziende che si apprestano a eseguire le prove nel prossimo periodo, abbiamo registrato un elevato numero di richieste avanzate da aziende che hanno già eseguito i test e hanno evidenziato la volontà di rinnovare le verifiche per mettersi “alla prova”, soddisfare le richieste del Marchio Posa Qualità e mantenere un profilo distintivo dai propri competitor.
Non mancano però anche le aziende che hanno aderito al progetto delle prove di cantiere per la prima volta, a dimostrazione di una costante maggiore sensibilizzazione dei serramentisti verso questo nuovo orizzonte che vede gradualmente migrare i test in laboratorio verso le prove di cantiere.

ESEMPIO


Come descritto, pur eseguendo i test con maggiore intensità nel periodo invernale, grazie alla maggior facilità di realizzare le termografie per le quali è necessità una differenza di temperatura significativa tra interno ed esterno, rimangono numerose le prove di permeabilità all’aria e tenuta all’acqua per le quali non vi è l’esigenza di una differenza di temperatura, con possibilità di eseguire il test in qualsiasi periodo dell’anno prendendo parte anche a notevoli progetti in grandi infrastrutture come il noto quartiere di “City Life” a Milano.
La mappa riportata a fianco illustra in percentuale le regioni ove il nostro laboratorio si è recato per le prove in cantiere.

Per ulteriori informazioni riguardanti le prove in opera e le opportunità che queste generano, l’ufficio tecnico di Legnolegno è sempre pronto ad assumere le vostre richieste.



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L’impresa dopo il 110: ripartire dalle persone!

Come orientare al cambiamento e aiutare imprese e imprenditori a esprimere il loro potenziale in modo etico e pragmatico

ALFREDO RABAIOTTI
Becom Srl
Strategie evolutive per l’impresa

Per coloro che operano nei settori toccati dagli “iper-incentivi” statali, questi anni hanno svelato criticità che hanno evidenziato la vulne­rabilità di molte organizzazioni. Come si riconoscono le persone care nei momenti di bisogno, così questo periodo ci ha mostrato chi contribuisce al problema e chi alla soluzione.

THANKS TO

Abbiamo potuto vedere le nostre inefficienze, le difficoltà nelle relazioni interne ed esterne, rendendo palese che, se vogliamo costruire un solido futuro impren­ditoriale, dobbiamo partire dalle persone e non dalle macchine.

Parlando d’impresa, dobbiamo re­alizzare che dietro questa parola ci sono aspettative che trascendono il semplice fatturato e richiedono passione, impegno e sfida. L’im­presa è scalare una montagna, raggiungendo mete lontane con le nostre forze e quelle dei nostri collaboratori.

Oggi, per creare organizzazioni durature in cui le persone si ri­conoscono e si fermano, è es­senziale questo approccio. Molti professionisti cambiano lavoro non per soldi, ma per insoddi­sfazione quotidiana. Se in pas­sato alle aziende bastava poco per avere un minimo di fatturato, oggi, e soprattutto nel futuro post-110, ciò non sarà più sostenibile.

Ma come affrontare questo pros­simo futuro?

L’imprenditore deve innanzitutto fare i conti con se stesso. Biso­gna capire cosa si vuole vera­mente fare e, soprattutto, perché.La mera volontà di “fare business” non basta; occorre avere una vera passione. Se non c’è questa pas­sione, non possiamo aspettarci che chi lavora per noi si comporti diversamente.

Una volta fatto ciò, è essenziale sviluppare un’identità aziendale basata su valori, obiettivi a breve e lungo termine, e che evidenzi chiaramente i punti di forza che vi distinguono sul mercato. Biso­gna definire un’organizzazione che includa tutte le risorse necessa­rie, con ruoli, responsabilità e deleghe ben definite e remune­rate adeguatamente. Stabilire un piano annuale che miri non solo a obiettivi quantitativi ma, soprat­tutto, qualitativi: il fatturato deve essere una conseguenza, non un fine. Il marketing è essenziale, così come pensare a iniziative sociali a cui destinare una parte dei pro­fitti. Questo non solo fa bene alla comunità, ma crea anche una per­cezione positiva della tua azienda.

Perché affermo tutto ciò? Mi chia­mo Alfredo Rabaiotti e da ventitré anni aiuto imprese e imprenditori a esprimere il loro potenziale in modo etico e pragmatico. Avendo affrontato sfide nel mio percor­so, ho imparato a trasformare le avversità in forza motrice. Que­sta filosofia e metodo sono alla base del mio lavoro con le orga­nizzazioni. Puoi trovare parte di questo approccio nel mio nuovo libro “Orientare il cambiamento”, disponibile su Amazon. Opero su tutto il territorio nazionale con la mia agenzia BEcom.

Tratto dal libro

Quante volte ci è sembrato che, malgrado i nostri sforzi, tutto sem­bra andare nel verso sbagliato? Quante volte abbiamo cercato il colpevole per poi trovarsi in una situazione peggiore di quella dalla quale abbiamo iniziato? Se que­sto avviene è solo perché non abbiamo ancora allenato a suffi­cienza la nostra consapevolezza. Ogni giorno l’ambiente nel quale viviamo, le persone che lo abita­no e gli eventi che ci accadono, portano con loro messaggi im­portanti. Sta a noi saperli leggere, rapportarli a ciò che ci accade, così da “mettere insieme i puntini” e comprendere quanta responsa­bilità è necessaria per realizzare i nostri desideri. Così ambiente, convinzioni, preconcetti, autosti­ma e di conseguenza il pensiero giocano un ruolo fondamentale nel nostro futuro. Dominare questi aspetti non solo ci rende liberi di scegliere, ma ci alleggerisce di molti pesi che spesso, ci sono stati tramandati.



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Apertura portale telematico ENEA 2024

Gentili Soci e Clienti,

vi comunichiamo che è online il nuovo Portale di Enea 2024 per l’inserimento di tutte le pratiche riguardanti interventi di Ecobonus e Bonus Casa che sono terminati e che termineranno nel 2024.

Vi ricordiamo che, come sempre, la trasmissione dei dati ad Enea, riguardanti gli interventi di Ecobonus e Bonus Casa, deve avvenire entro e non oltre i 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori in quanto la mancata o tardiva comunicazione può comportare la perdita del Bonus Fiscale.            

Inoltre, come specificato da Enea, vi informiamo che il termine dei 90 giorni per la trasmissione dei dati riguardanti gli interventi con data fine lavori compresa tra il 1° gennaio 2024 e il 26 Gennaio 2024, decorrerà da quest’ultima data.

Attenzione: l’inserimento delle pratiche riguardanti gli interventi del 2023 rimarrà comunque possibile fino al 30 Marzo 2024, ovviamente entro il limite previsto dei 90 giorni dalla data di fine lavori.

Legnolegno, con un servizio strutturato, supporta i serramentisti nella compilazione delle pratiche ENEA, nell’Asseverazione e nella Verifica dei Costi relative ad ECOBONUS e BONUS CASA.

Informazioni aggiornate le trovate in questa pagina

Vetri a basse emissioni di carbonio

Vantaggi ambientali senza compromettere le prestazioni e l’estetica

Antonio Radaelli
Marketing Director Construction Materials SAINT-GOBAIN ITALIA

L’innovazione è fondamentale nel vetro per finestre.

Un’innovazione che deve essere intesa sia in termini di prestazioni tecniche, imprescindibili per il processo di efficientamento energetico degli edifici in un contesto di vetustà nel parco edilizio italiano, in termini di sostenibilità e di produzione dei vetri; sia nella progettazione di edifici a ridotta impronta di carbonio.

THANKS TO

Gli obiettivi sfidanti imposti dall’Europa entro il 2050 imporranno la realizzazione di edifici sempre più performanti attraverso l’utilizzo di materiali sostenibili in fase di produzione, di utilizzo e fine vita. Nei prossimi anni non solo il mercato recepirà le novità immesse, ma chiederà standard di sostenibilità sempre più elevati.

I prodotti Saint-Gobain sono pensati per migliorare gli spazi in cui viviamo in termini di efficienza energetica e di sicurezza, e sono progettati nel più ampio rispetto degli standard di sostenibilità in tutte le fasi di vita: dall’approvvigionamento delle materie prime, attraverso un utilizzo intelligente delle risorse nel rispetto dell’ambiente e della natura, durante la vita dell’edificio, fino alla fase di fine vita, durante la quale bisogna tenere in considerazione la gestione dei prodotti come scarti e rifiuti e, infine, la loro re-immissione nel ciclo produttivo come contenuto di riciclato.

Nonostante il vetro possa essere riciclato infinite volte, sappiamo che il vetro destinato all’edilizia ha esigenze specifiche e una chimica speciale, per questo, per aumentare il contenuto di materiale riciclato, possono essere riutilizzati soltanto gli scarti di vetro provenienti dalle lavorazioni dello stesso vetro piano, che sono chiamati cullet.

Uno dei nostri obiettivi è aumentare sempre più la quantità di cullet proveniente da fonti esterne con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2, attraverso la diminuzione del fabbisogno energetico necessario a fondere le materie prime, riuscendo allo stesso tempo a preservarle.

L’attenzione alla sostenibilità e all’impatto ambientale ha spinto Saint-Gobain a realizzare un vetro piano dedicato al mondo dell’edilizia utilizzando il 64% di vetro riciclato (rottame) e il 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili.

La scelta di materiali sostenibili è fondamentale per affrontare la sfida della riduzione dell’impatto. Il settore edile rappresenta il 40% delle emissioni annue di CO2 a livello mondiale.

ORAÉ®, il primo vetro a bassa impronta di carbonio sul mercato è stato presentato da un anno e offre un impatto sull’ambiente più basso del 42% (solo 6,64 Kg CO2eq/m2 su spessore 4mm per la sua produzione) rispetto al prodotto standard PLANICLEAR® e si posiziona come uno tra i vetri più sostenibili per gli edifici di nuova generazione, quelli che richiedono notevoli quantità di energia per il condizionamento ed il riscaldamento.

Il nuovo vetro a basse emissioni di carbonio ORAÉ® è integrato alla gamma di soluzioni esistenti Saint-Gobain, in particolare alla linea di vetri selettivi COOL-LITE® XTREME in modo da combinare i benefici di entrambi i prodotti e ottenere un impatto positivo sull’ambiente senza compromettere prestazioni ed estetica delle facciate.

È stato recentemente lanciato PLANITHERM® INFINITY ORAÉ®, il primo vetro a bassa impronta di carbonio combinato con il prodotto top di gamma per il mercato della finestra; questo prodotto rappresenta la risposta alle esigenze per il mercato residenziale e terziario, dove le vetrate e le finestre diventano sempre più di grandi dimensioni e richiedono caratteristiche tecniche sempre più performanti.

Sia il COOL-LITE® XTREME ORAÉ® che il PLANITHERM® INFINITY ORAÉ® sono in grado, infatti, di ridurre le emissioni di CO2 anche nella quotidianità, riducendo gli apporti solari (fattore solare g), le dispersioni termiche (trasmittanza termica Ug), e permettendo infine un maggior apporto di luce naturale all’interno degli edifici. A seconda delle prestazioni che si vogliono raggiungere i vetri devono essere inseriti in vetrate isolanti doppie o triple, opportunamente composte da vetro stratificato che, realizzato con speciali plastici, permettono di aggiungere prestazioni di sicurezza e di fono-isolamento.

Ciò conferma il ruolo essenziale che ORAÉ® svolgerà nella promozione di un’industria sostenibile e nell’accelerazione dello sviluppo di un’economia circolare a basse emissioni di carbonio.

FINESTRA +


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Scadenza inserimento telematico sul portale ENEA 2023

Gentili Soci e Clienti,

comunichiamo che per le pratiche di Ecobonus o BonusCasa che il Laboratorio LegnoLegno riceverà dal 11 Dicembre 2023 in poi, non è garantito l’espletamento e l’inserimento telematico sul portale ENEA entro il 31/12/2023.

Tale specifica è generata dall’enorme flusso di pratiche in ricezione in coincidenza con la fine dell’anno solare 2023.

Altresì vi ricordiamo che, per entrambe le pratiche, il termine dei 90 giorni previsti per l’invio telematico all’Enea decorre dalla data di fine lavori (da dichiarare nell’apposito questionario online) e che tale scadenza non è legata al termine dell’anno solare.

Pertanto, per tutte le pratiche con data di fine lavori entro il 31/12/2023, l’inserimento sul Portarle di Enea potrà comunque avvenire anche all’inizio dell’anno 2024, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, consentendo comunque al Beneficiario di poter fruire del Bonus Fiscale nell’anno 2023.

Ringraziandovi ancora per la fiducia accordataci cogliamo l’occasione per inoltrarvi tutti i contratti on-line da compilare per attivare l’erogazione dei servizi:

Contratto inserimento Pratica Enea: https://bit.ly/contr_praticheEnea

Contratto inserimento Pratica Enea + Asseverazione: https://bit.ly/contr_pratEnea_Asseveraz

Contratto inserimento Pratica Enea + Verifica Costi: https://bit.ly/contr_pratENEA_Verifica

Verifica di Congruità Costi: https://bit.ly/contr_Verifica

Legnolegno, con un servizio strutturato, supporta i serramentisti nella compilazione delle pratiche ENEA, nell’Asseverazione e nella Verifica dei Costi relative ad ECOBONUS e BONUS CASA.

Informazioni aggiornate le trovate in questa pagina

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