Obiettivo 45db: un lavoro di squadra!
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Obiettivo 45db: un lavoro di squadra!

L’importanza della collaborazione che deve innescarsi tra coloro che ruotano attorno al foro finestra.

DANIELE CAGNONI

Docente Corso di Alta Formazione sulle Patologie Edilizie- infissi. Docente Legno Legno per la qualifica EQF4 sulla posa in opera degli infissi. Professionista per la posa degli infissi di Qualità Casaclima
Consulente tecnico/energetico infissi, isolamenti e VMC localizzata. Membro del Comitato Tecnico UNI/CT 033/GL 12 “Finestre, porte, chiusure oscuranti e relativi accessori”

MASSIMILIANO AGUANNO

Titolare di Lema serramenti e del marchio Finestra Smart®Serramenti ad alte prestazioni acustiche. Operatore termografico II livello UNI 9712

THANKS TO

Meuco Rivista LLN 71

In questo articolo vogliamo esplorare insieme un’installazione che aveva degli obiettivi veramente importanti. Io (Daniele Cagnoni) e Massimiliano Aguanno siamo coautori del libro “Infissi e Serramenti: Danni e Difetti”, una guida ritenuta indispensabile da chiunque voglia comprendere a fondo le malizie di questo settore.

In qualità di serramentisti, abbiamo sempre riconosciuto l’importanza degli infissi e serramenti non solo come elementi funzionali di un edificio, ma come veri e propri strumenti per migliorare il design e il comfort abitativo.

La collaborazione tra figure professionali, al giorno d’oggi, è di fondamentale importanza per elevare gli standard qualitativi nel campo dell’edilizia. Quando parliamo di collaborazione, non

parliamo solo della nostra (mia e di Massimiliano) ma di quella che deve innescarsi tra coloro che ruotano attorno al foro finestra.

Se da una parte ci sono io, sempre alle prese con lavori prevalentemente orientati verso la miglioria termica, dall’altra c’è Massimiliano che deve lottare ogni giorno con la miglioria acustica.

Ecco che in questo articolo ci concentreremo su un caso studio di Massimiliano dove la prestazione acustica dei serramenti in opera era una prerogativa determinante. Sempre senza trascurare le altre prestazioni: termica e tenuta acqua-aria-vento.

Ottenere massimo isolamento acustico con i serramenti, adatto anche ad aree molto rumorose, è possibile. Con la giusta progettazione e un’esecuzione accurata possiamo raggiungere ottimi risultati anche in una grande metropoli come Milano.

L’isolamento acustico dei serramenti è tra le prestazioni più complesse da ottenere. Dobbiamo lavorare bene dal lato prodotto, progettare il lavoro con attenzione ed eseguirlo in modo impeccabile. In acustica basta la minima fessura per lasciare passare il rumore.

Uno degli interventi più complessi e importanti ai quali abbiamo partecipato è quello di via Zurigo 3, area estremamente trafficata di Milano dove passano auto e bus per tutto il giorno. L’edificio è un ex complesso ad uso uffici, convertito in condominio con 40 appartamenti che dovevamo proteggere dal rumore esterno.

Grazie alla collaborazione con i diversi professionisti a lavoro siamo riusciti a raggiungere un isolamento acustico di 45 db, uno dei migliori risultati possibili.

In questo articolo partiamo proprio dall’intervento di via Zurigo 3. Ripercorrendo le fasi e le caratteristiche di questo lavoro, vedremo insieme come funziona l’isolamento acustico dei serramenti e le possibili soluzioni per gestire vincoli e criticità specifiche.

Isolamento acustico 45 db, gli obiettivi dell’intervento in via Zurigo 3

Il complesso di via Zurigo 3 in una fase preliminare del cantiere

Quello di via Zurigo 3 è un imponente edificio nato per ospitare degli uffici. Il committente dell’intervento voleva ristrutturarlo trasformandolo in un complesso con 40 appartamenti in grado di offrire un ottimo comfort termico e, soprattutto, acustico.

Il rumore è un problema enorme per questa zona, si sentono costantemente auto e mezzi pesanti che passano, assieme a clacson e sirene delle ambulanze.

Il progetto prevedeva un isolamento acustico di facciata pari a 40 db, ed è noto che i serramenti sono il punto debole, specie in facciate con molti fori come quella in esame. Noi volevamo andare oltre le richieste minime e spingerci fino a 45 db. Significa abbattere in modo praticamente completo il rumore esterno.

Esempio:

  • Isolamento acustico 40 db: chiudendo i serramenti il rumore si smorza, ma rimane un suono costante di sottofondo.
  • Isolamento acustico 45 db: chiudendo i serramenti l’ambiente è completamente isolato dall’esterno, senza praticamente rumori di fondo.

Quanto incidono i serramenti sull’isolamento acustico di un edificio

Foto della facciata dove si può notare quanta superficie complessiva è
coperta dal vetro

Quando lavoriamo sull’isolamento acustico dai rumori esterni i serramenti hanno un ruolo chiave. Sono il punto debole dell’involucro edilizio a causa del loro spessore ridotto rispetto alla parete e agli elementi mobili.

Per un lavoro come quello di via Zurigo 3 il ruolo dei serramenti era ancora più cruciale. Come puoi vedere nella foto sotto, profili e vetro coprono quasi l’intera facciata e sono direttamente esposti al rumore esterno che proviene dalla strada di fronte.

Come ottenere isolamento acustico con i serramenti

Foto della facciata dove si può notare quanta superficie complessiva è
coperta dal vetroTest acustico eseguito durante una delle fasi di cantiere

L’acustica è una prestazione molto complessa da ottenere. Condivide alcune esigenze della termica (tenuta di serramento e giunti di posa), necessita però di attenzioni specifiche dovute alla natura dell’onda sonora e alle strategie per attenuarla.

Quando lavoriamo sull’isolamento acustico il nostro obiettivo è creare un percorso il più complesso possibile al rumore, in modo da smorzarlo e arrestarlo.

Per ottenere questo risultato servono ottimi prodotti con valori di tenuta importanti e un vetro acustico.

Al prodotto va affiancata una posa acustica, progettata ed eseguita con la massima attenzione. Ottenere un isolamento acustico coerente con i valori dei prodotti moderni necessita davvero tanto studio ed esperienza in questo campo.

A livello progettuale dobbiamo sempre considerare le caratteristiche specifiche dei materiali di posa:

  • per l’isolamento termico si usano materiali leggeri;
  • l’isolamento acustico ha bisogno di massa, materiali quindi più pesanti.

Compito nostro è equilibrare le prestazioni progettando dei giunti di posa in grado di rispecchiare tutte le caratteristiche certificate dal produttore del serramento che andiamo a installare. La norma UNI 11296 offre indicazioni di coerenza delle prestazioni del sigillante (Rs) rispetto alla prestazione del serramento.

Quando lavoriamo sul nuovo abbiamo la possibilità di progettare ogni elemento in modo minuzioso. Nella ristrutturazione/riqualificazione le cose si fanno più complicate, vediamo perché.

Le criticità della sostituzione, analisi del caso di Via Zurigo 3

Lavorare su un edificio del passato significa affrontare tutte le criticità che si porta dietro. Il vano murario di un edificio degli anni ‘60 difficilmente offrirà prestazioni adeguate e necessita una predisposizione specifica.

Nel caso di via Zurigo 3, oltre a gestire la struttura datata, dovevamo rispettare dei vincoli molto rigidi:

  • non potevamo usare controtelai monoblocco termoacustici
  • i cassonetti degli avvolgibili dovevano mantenere il sistema di ispezione con cielino scorrevole, un punto debole per acustica e termica

Come avviene in tanti cantieri non potevamo lavorare in una condizione ideale. Dovevamo prendere i principi teorici e applicarli a un contesto reale, con i suoi limiti e le sue complessità.

Per gestire una situazione di questo tipo entrano in gioco formazione e, soprattutto, esperienza. Serve realizzare soluzioni su misura, in grado di risolvere nel miglior modo possibile il problema che ci troviamo di fronte.

La collaborazione con i diversi professionisti a lavoro è fondamentale se vogliamo ottenere un risultato garantito. Questo è uno dei casi dove abbiamo fatto molta pressione per creare da subito la massima sinergia.

Nel libro “Infissi e serramenti: danni e difetti” – Ed. Maggioli Editore -, oltre a parlare delle possibili conseguenze che possono verificarsi a causa di prodotti non proprio conformi e installazioni non progettate con cura, ci concentriamo molto sulla collaborazione dei professionisti.

Fase preliminare di cantiere. Si possono notare i vecchi infissi, i cassonetti e la struttura dell’edificio

Dettagli dell’intervento e considerazioni

Il progetto esecutivo è stato realizzato con 12 tavole, approvate da Architetto, Responsabile di Progetto (il RUP) e condivise in cantiere.
Abbiamo progettato il foro finestra come componente essenziale del tamponamento esterno, lavorando con attenzione sui punti deboli del vano murario e sui cassonetti.
Abbiamo selezionato serramenti con prestazioni termoacustiche importantissime, installati con un sistema di posa in grado di garantire in opera i valori certificati dal produttore (norma UNI 11673-1 – norma UNI 11296).
Assieme al Tecnico Acustico, il dott. Adriano Manfron di Asaservizi, abbiamo ideato un controtelaio che connette serramento, parete e cappotto interno, senza creare discontinuità.
Nella parte alta c’è un cassonetto prefabbricato, isolato con lana di roccia all’interno e dotato di sistema di ispezione a cielino, come richiesto.
Abbiamo gestito la scarsa prestazione acustica del cielino scorrevole apportando dei miglioramenti:
• la cornice del celino è stata avvitata in modo da creare pressione
• le guide per lo scorrimento sono dotate di spazzolino
• nel punto di transizione con il controtelaio, abbiamo creato un alloggio dedicato al celino
Queste soluzioni ci hanno permesso di migliorare in modo importante l’isolamento acustico complessivo pur con un elemento sulla carta poco prestazionale.

Foto dei particolari controtelai realizzati per gestire vincoli e limitazioni del lavoro
Una delle misurazioni acustiche eseguite durante i lavori

L’impresa edile si è occupata di isolare le componenti dell’edificio più critiche con i seguenti interventi:
• Isolamento contropareti per l’alloggio degli impianti con lana di roccia
• Isolamento tubazioni con isolanti acustici specifici
• Isolamento degli scarichi dei vasi con speciali cassette acustiche
Il Tecnico Acustico ha realizzato diverse verifiche in corso d’opera e una verifica finale al termine dei lavori. Questi importanti test ci consentono di misurare l’andamento della prestazione acustica nelle fasi di cantiere e di intervenire dove necessario.

L’importanza del network e del lavoro di squadra

La collaborazione con l’Arch. Massimo Pedrazzini, con l’Ing. Ambrogio Malgora, il Dott. Adriano Manfron e con tutti gli operatori coinvolti è stata fondamentale per raggiungere l’obiettivo: consegnare al committente un lavoro perfettamente allineato al progetto e senza problemi.
Quando interveniamo su ristrutturazioni o nuove costruzioni dobbiamo poter contare su un network sinergico e ben coordinato.
Serve sedersi al tavolo e confrontarsi, ognuno con le proprie competenze uniche.
Il lavoro di via Zurigo 3 è un perfetto esempio di collaborazione tra professionisti dove ogni energia è stata diretta verso il risultato finale.

Un risultato oltre le aspettative

Il complesso di via Zurigo 3 oggi ospita 40 appartamenti in grado di offrire il massimo comfort. L’isolamento acustico ottenuto è tra i risultati più importanti possibili in edilizia.
Abbiamo raggiunto un valore di 45 db, capace di lasciare completamente all’esterno il rumore.
Fuori il traffico di Milano è sempre presente, tra clacson, motori e sirene.

Misurazione acustica con strumentazione specifica

Una volta chiusi i serramenti però, gli appartamenti diventano delle vere e proprie oasi di pace.
Oltre alla soddisfazione del risultato, questo intervento è diventato un valido caso studio per capire e migliorare la gestione del vano murario e le meccaniche di posa acustica dei serramenti.
Dimostra inoltre come, collaborando con i professionisti a lavoro e progettando soluzioni specifiche, possiamo ottenere risultati eccellenti anche con vincoli e forti limitazioni.
Ci teniamo a ribadire che la collaborazione tra professionisti e le prestazioni in opera dei nostri interventi sono estremamente connesse tra di loro.
Daniele e Massimiliano

Puoi acquistarlo qui: https://www.maggiolieditore.it/infissi-e-serramenti-danni-e-difetti.html

Io e Massimiliano vorremmo cogliere l’occasione di presentare il nostro libro a coloro che ancora non lo hanno acquistato.
 
Il libro “Infissi e serramenti: danni e difetti” è scritto da Massimiliano Aguanno e Daniele Cagnoni. Pubblicato da Maggioli Editore, il libro copre 238 pagine e ha il formato cartaceo con le dimensioni di 16×22 cm.La sua pubblicazione risale a novembre 2022. Il sottotitolo è “Diagnosi e correzione delle patologie edilizie dei serramenti” e fa parte dellacollana “Quaderni di Patologia Edilizia”.
 
Il libro tratta le patologie dei serramenti e degli infissi, esplorando  le  pratiche errate che le causano e le modalità di prevenzione e risoluzione, sia in fase di progettazione che durante la posa in opera. È una guidapratica destinata a progettisti, direttori dei lavori, imprese edili e operatori di cantiere, arricchita da 150 immagini commentate che illustranole patologie edili legate ai serramenti.
 
Il manuale si concentra anche sulle normative e lagestione del foro finestra, con particolare attenzione alle modifiche nella posa in opera dei serramenti in conformità con la normativa UNI 11673.
 
Gli autori affrontano anche  gli “errori comuni”, fornendo checklist dedicate alla progettazione e installazione e sfatando alcuni miti comuni nel mondo dei serramenti. Il libro include inoltre un’analisi dettagliata del controtelaio, dei materiali e dei loro difetti, nonché delle tipologiee caratteristiche termo- acustiche del vetro, fornendo indicazioni per assicurare la qualità dei serramenti.
 
Puoi acquistarlo qui: https://www.maggiolieditore.it/infissi-e-serramenti-danni-e-difetti.html



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Bonus Barriere Architettoniche

Bonus Barriere Architettoniche

I requisiti tecnici richiesti ai serramentisti per usufruire del Bonus Barriere Architettoniche

Il bonus di cui si parla non è qualcosa di eccessivamente recente: già alla fine del 2021, la Legge Finanziaria del 2022 (Legge 234/2021) lo conteneva.

La successiva Finanziaria del 2023 (Legge 197/2022) lo ha ripreso, con alcune modifiche, fino ad arrivare alla corposa Circolare N. 17/E dell’Agenzia delle Entrate. Anche quest’ultima pubblicazione, indubbiamente recente (26/06/2023), in quanto alle disposizioni tecniche rimanda al Decreto 236 del 1989, (documento che inevitabilmente sconta il peso di oltre 3 decenni di storia).


Tutte le prescrizioni tecniche in esso contenute, si fondano su tre colonne portanti: ogni intervento deve essere mirato a garantire l’accessibilità, la visitabilità e l’adattabilità, andando ad agire su edifici esistenti.

Partendo da questi presupposti, si innescano due percorsi correlati ma ben distinti: un primo, che riguarda i requisiti di carattere progettuale, ed un secondo, che invece descrive in maniera più specifica i requisiti tecnici degli elementi che possono essere oggetto di incentivo e fra questi, anche, i serramenti.

Con riferimento a questi ultimi, vi sono in primis una serie di disposizioni di carattere dimensionale che riguardano il serramento o parti di esso. Poi, si individuano dei requisiti prestazionali atti a garantire la facilità sia nella movimentazione delle ante mobili, che nella manovrabilità del meccanismo di apertura e chiusura.


Il laboratorio individua le forze/coppie di ingaggio e disingaggio e le forze di movimentazione, in apertura e chiusura, dell’anta mobile. Sulla base di alcune prove ripetute di questo tipo, il prodotto viene classificato secondo le specifiche norme tecniche.


A questo punto la domanda è: un prodotto che rispetta le prescrizioni dimensionali e che, a seguito di tali test, risulti conforme ai requisiti tecnici previsti, può essere ritenuto senza null’altro aggiungere “detraibile”?
In altre parole, sono detraibili quei prodotti/sistemi la cui funzionalità, ai fini del rispetto dei requisiti progettuali, non è svincolabile da valutazioni di contesto applicativo?


Ad oggi, per poter rispondere con un SI ci sentiamo di subordinare questa certezza ad una condizione: che la conformità ai requisiti sia correttamente valutata ed ASSEVERATA da un Professionista abilitato.

Pur non essendo un obbligo previsto, è comunque disposto l’obbligo di fornire “documentazione attestante il rispetto dei requisiti”: pertanto, nonostante si parli anche di interventi “parziali”, soprattutto in condizioni particolari è solo un Professionista che può valutare se il rispetto dei requisiti tecnici può essere garantito senza che possano ingenerarsi conflitti/decadimenti in valutazioni tecniche di più ampio spettro.


A tal proposito, non dimentichiamo che tale bonus non fa decadere le altre disposizioni previste per gli interventi riguardanti i serramenti: la comunicazione ad Enea (qualora l’intervento modifichi il bilancio energetico dell’edificio) ed il rispetto dei limiti di costo dell’Allegato A del Decreto MiTE del 14/02/2022, che si richiede venga autocertificato e che andrà quindi a sommarsi al rispetto dei limiti di costo generali già previsti per questo specifico bonus.


Vista l’importanza di gestire queste commesse con attenzione abbiamo creato un pacchetto di strumenti per acquisire le informazioni necessarie per evitare errori e gestire le pratiche correttamente con i clienti.
Clicca qui per saperne di più.

F +, il primo progetto nazionale dedicato al serramento sostenibile

FINESTRA + sostenibile: il racconto di una giornata dedicata al futuro del serramento

F +, il primo progetto nazionale dedicato al serramento sostenibile

Marta Sedino

Laureata in Economia, Arts Management, Progettazione europea. Svolge attività di progettazione culturale, comunicazione e fund-raising per diverse realtà del settore artistico-culturale, con un occhio di riguardo alle aree interne del paese.

Consorzio LegnoLegno, in collaborazione con i suoi partner, appartenenti a diverse fasi della filiera del legno (Finiture, DDX, CloudFabric, Sayerlack, Sherwin – Williams, Swisspacer, Fantacci, Mungo, Working Process, Gilardi, Saint – Gobain e Entra) ha organizzato l’evento di lancio di Finestra + nella bellissima cornice dell’H-Farm di Roncade, un’oasi immersa nel verde e primo incubatore di start-up in Europa.


Quale luogo migliore per accogliere i destinatari del progetto – i serramentisti – e parlare loro di un tema tanto importante come la sostenibilità?

Sostenibilità che in sé contiene il tema importantissimo dell’innovazione, necessaria alle PMI del settore non solo per sopravvivere, ma anche per cogliere nuove opportunità in un contesto di rapidi cambiamenti.

Alla chiamata hanno risposto in molti: circa cento i presenti, fra cui alcuni giovani rappresentanti della terza generazione aziendale, particolarmente sensibili al tema.

La sfida maggiore della giornata è stata quella di chiarire il fumoso concetto di sostenibilità nella sua concretezza e multidimensionalità (ambientale, sociale e di governance), farne percepire i numerosi vantaggi (dalla reputazione aziendale, alla capacità di innovare e migliorare le performance, attrarre talenti e capitale, incrementare la coesione interna e creare valore condiviso) e trasmetterlo come elemento prioritario da integrare nelle politiche aziendali.

Tutto ciò ad una platea di imprenditori che, partendo da zero, si sono fatti strada in un mercato territoriale estremamente competitivo e che, pur avendo introdotto negli anni importanti elementi di innovazione di prodotto e di processo, non hanno piena coscienza di come questi siano strettamente connessi al tema della sostenibilità.

Di conseguenza, scarsi sono gli investimenti in strumenti per misurare e comunicare ai propri stakeholders il proprio impegno in tal senso. Date le circostanze con cui le PMI italiane, in tempi brevi, dovranno scontrarsi, è necessario un accompagnamento nel processo di presa di coscienza e metabolizzazione della sostenibilità non solo come investimento necessario, ma anche come opportunità di crescita e vantaggio competitivo.

Questa è la principale missione del Consorzio LegnoLegno.

evento 15_06-41 Finestra +

Stefano Mora, relatore dell’evento, ha rotto il ghiaccio accennando ad Alex Bellini, noto esploratore italiano, che da sempre sostiene che per ripulire i mari bisogna iniziare dai fiumi, principali condotti di inquinamento.

Un esempio calzante per far capire ai serramentisti l’importanza di adottare una logica non orientata al prodotto finale ma all’intera filiera, a partire dal reperimento delle materie prime. Ha poi offerto una carrellata di informazioni pratiche relative ai futuri scenari di mercato, dalle Direttive Europee, alle future prestazioni energetiche richieste da progettisti e pubblica amministrazione, all’introduzione di nuovi standard di valutazione (ESG, economia circolare), alle strategie da mettere in atto per farsi riconoscere sul mercato e orientare le scelte di progettisti e consumatori.


Nello specifico, ha riportato delle stime allarmanti, a livello europeo, sugli edifici, responsabili del 40% del consumo di energia, del 36% delle emissioni di gas a effetto serra e dell’80% dell’energia necessaria alle famiglie per il riscaldamento, il raffreddamento e la produzione di ACS (acqua calda sanitaria). Il serramento rappresenta parte dell’involucro di un edificio ed è perciò primariamente chiamato in causa.


Data la gravità della situazione, si stanno sempre più diffondendo strategie di mitigazione e contrasto: dalle certificazioni ambientali degli edifici, spesso adottate volontariamente dai costruttori per tutelare i propri investimenti, all’introduzione dei CAM (Criteri Ambientali Minimi) per l’edilizia in Italia.

Tutto ciò sta comportando l’entrata in vigore di protocolli e gare d’appalto basate su meccanismi premianti nei confronti dei fornitori/appaltanti con migliori prestazioni ambientali. La questione si fa particolarmente interessante in questo speciale periodo storico, dove la Pubblica Amministrazione dispone degli ingenti fondi del PNRR.

A livello europeo, la direttiva “Case Green”, da poco approvata dalle CE, prevederà una nuova ondata di ristrutturazioni (2030-2050) basate non solo su criteri di risparmio energetico ma su un nuovo sistema di certificazione energetica che andrà a misurare gli impatti delle costruzioni rispetto al riscaldamento globale.


Anche gli aspetti finanziari saranno investiti da quest’ondata di cambiamento e questo è un dato assolutamente non trascurabile da parte dei serramentisti: secondo specifiche direttive, verranno ridotti gli spazi per i mutui destinati ad acquistare o a riqualificare le case a prestazione energetica peggiore.

Viene da sé che gli acquirenti saranno “obbligati” ad acquistare case a prestazioni energetiche elevate per poter accedere ai mutui, e questo comporterà conseguenze dirette sui progettisti e quindi sui serramentisti.


Come adattarsi – e anticipare – i nuovi scenari di mercato in tempi relativamente rapidi? Dimostrando la propria prestazione ambientale, che altro non può essere se non un numero, misurabile, quantificabile, paragonabile. Un benchmark di riferimento rispetto al quale l’azienda possa prendere coscienza della propria performance attuale e futura.


Lo strumento più diffuso è l’EDP, la dichiarazione ambientale di prodotto – sottoposta a un controllo indipendente – che permette di quantificare gli impatti ambientali associati al ciclo di vita del prodotto (tramite metodologia LCA – Life Cycle Assessment). LegnoLegno offre ai serramentisti due possibilità per ottenere tale certificazione: la misurazione per singola azienda o per gruppi di aziende.

Quest’ultima possibilità è vantaggiosa, non solo per ottimizzare i costi, ma soprattutto per permettere la costruzione di un tool validato in cui inserire i dati delle singole aziende campionate e generare singoli EDP fra loro confrontabili.


Tutto chiaro?


La visione di LegnoLegno va però ben oltre l’illustrazione di scenari e strategie: l’evento a Roncade non è una tantum ma vuole essere il primo di tanti altri momenti, organizzati in varie parti d’Italia, che siano occasioni di confronto e networking fra le varie aziende della filiera del legno. In un settore molto fragmentato e poco coeso nella sua risposta al mercato, l’unione può fare la forza, passando da una logica di competizione a una di collaborazione.

Marta Sedino è laureata in Economia, Arts Management, Progettazione europea.
Appassionata di cultura e territorio, collabora con una start-up milanese che promuove e sviluppa progetti di rigenerazione urbana in collaborazione con aziende, istituzioni e terzo settore. Svolge attività di progettazione culturale, comunicazione e fund-raising per diverse realtà del settore artistico-culturale, con un occhio di riguardo alle aree interne del paese.
Ha scritto due edizioni (Sardegna e Veneto) della collana Paesaggio Italia edita da Repubblica e National Geographic e lavora in Finiture in qualità di addetta alla Sostenibilità dell’azienda.



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