Nuova era per i controtelai monoblocchi
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Nuova era per i controtelai monoblocchi

Davide Barbato
Responsabile Qualità Laboratorio
Tecnologico LegnoLegno

Quanti soggetti gravitano “intorno” al prodotto monoblocco! Abbiamo:

  1. il produttore del monoblocco (che sia un serramentista che produce monoblocchi per sé stesso oppure un’azienda specializzata nella realizzazione di monoblocchi);
  2. il professionista, che acquista il monoblocco (serramentista, impresa edile, ecc.);
  3. il posatore, che potrebbe essere contrat­tualmente una figura diversa dalle due pre­cedenti;
  4. il cliente, che deve valutarne l’acquisto (pro­gettista, cliente finale, ecc.);

Altre figure che possono interagire con la produzione e la commercializzazione di questo prodotto che acquisisce sempre maggiore rilevanza nel comparto dei serramenti.

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La domanda che spesso ci pongono molti tra i soggetti che abbiamo citato è: Il cliente mi ha chiesto il monoblocco a norma; il mio lo è?

Ad oggi, a questa domanda non c’è risposta, semplice perché non esiste (ancora…) una norma che specifichi come regolamentare e gestire la definizione delle prestazioni del prodotto monoblocco.

Proviamo a fare un po’ di ordine.

Il monoblocco può essere considerato come uno dei componenti edilizi che, negli ultimi anni, più di tutti ha avuto sviluppo tecnico e tecnologico; al fine di adattarsi alle situa­zioni più diverse, sia le forme sia i materiali ed i componenti sono stati oggetto di grande innovazione.

Monoblocchi per serramenti con avvolgibile, zanzariera, frangisole, per persiana, ecc. pre­vedono strutture e componentistica differenti; la necessità di avere un supporto per una per­siana da inserire nel monoblocco prevede una progettazione e realizzazione diversa da un prodotto che invece ha cassonetto e avvolgibile per il quale bisogna porre attenzione a come mitigare il ponte termico legato alla presenza delle guide e delle cave.

Esistono direttive tecniche e norme che con­sentono di verificare il monoblocco (ed ogni altro componente edilizio) in una condizione specifica di utilizzo.

Ad esempio verificare il comportamento termico:

  • di uno specifico monoblocco;
  • con uno specifico infisso;
  • con uno specifico vetro;
  • con uno specifico distanziatore del vetrocamera;
  • inserito in uno specifico contesto murario.

Un’analisi come quella sopra riportata fonda­mentale, ad esempio, in casi ove è necessario valutare preliminarmente il comportamento energetico della lavorazione, fornisce dati unici, relativi proprio ad una situazione molto particolareggiata.

Il caso che però vogliamo trattare è diverso; al pari di quello che avviene con la quasi totalità dei prodotti da costruzione, acquisisce sempre maggiore rilevanza la necessità di conoscere le caratteristiche prestazionali DEL SOLO MONOBLOCCO.

Io, operatore del settore che produco/com­mercializzo i miei serramenti che sono ben caratterizzati ed accompagnati da tutte le prestazioni del caso, ho spesso la necessità di indagare invece sulle prestazio­ni del monoblocco per capirne la possibilità di utilizzo e per valutare l’integrazione e la complementa­rità al lavoro che mi appresto a svolgere.

Sono quindi interessato a cono­scere:

  • La permeabilità all’aria DEL SOLO MONOBLOCCO
  • La tenuta all’acqua DEL SOLO MONOBLOCCO
  • La prestazione acustica DEL SOLO MONOBLOCCO
  • Le prestazioni termiche DEL SOLO MONOBLOCCO

Ecc.

Per fare quanto sopra riportato, spesso (forse meglio dire sempre), posso avere la necessità di dover confrontare due prodotti e valu­tarne le caratteristiche, per fare la scelta più idonea alla richiesta della committenza.

Facciamo un passo indietro (o meglio di fianco) per poter fare un esempio con i serramenti.

Nelle immagini di seguito (fig. 1 e 2) vediamo due prodotti comple­tamente differenti che sono as­soggettati alla verifica di tenuta all’acqua di Laboratorio.

fig. 1
fig. 2

I prodotti, un bilico di forma ovale in ottone ed una classica finestra in legno rettangolare, presenteran­no certamente prestazioni tra loro differenti ma la valutazione avvie­ne nel medesimo identico modo.

Grazie all’esistenza della norma che regola questa prova è pos­sibile poter “paragonare” due risultati perché la verifica è stata eseguita con medesima pressio­ne dell’aria, medesima quantità di acqua, medesima tipologia degli ugelli, medesima distanza degli ugelli dal campione, medesimo interasse, e chi più ne ha più ne metta.

E se la prova di tenuta all’acqua fosse stata eseguita con una pompa da giardino?

fig. 3
fig. 4 Verifica di isolamento acustico con tamponamento in piombo
fig. 5 Verifica di isolamento acustico con tamponamento composto da pannello di legno e isolante

Come avremmo potuto confrontare il risultato di questa “prova” con un qualsiasi altro risultato?

Che portata di acqua, in che zona, con che pressione è stata eseguita questa verifica?

Eppure, in mancanza di una regola che de­scriva “come fare”, ci troveremmo in un limbo di indecisione.

L’importanza che ricopre il monoblocco ha quindi comportato la necessità di lavorare sulla realizzazione di una norma specifica che ne regolamenti le prestazioni e ne identifichi nel dettaglio modalità di verifica.

Un caso da prendere ad esempio è un re­quisito oggi molto richiesto al prodotto mo­noblocco; la verifica dell’isolamento acustico.

Il monoblocco, portato in Laboratorio per una prova di isolamento acustico, dovrà gioco for­za presentare un “tamponamento” nella sede preparata per il serramento.

Il valore acustico potrà, con molta probabilità, essere influenzato (in modo positivo o negativo) dal prodotto “tamponamento” che si deciderà di utilizzare:

  • Utilizzo una finestra con isolamento acustico da 40 dB?
  • Utilizzo una finestra con isolamento acustico da 44 dB?
  • Utilizzo un pannello in piombo da 50 dB?

Il serramentista produttore di infissi che do­vrà acquisire il monoblocco si troverà nella maggior parte dei casi a dire “Il serramento di mia produzione l’ho testato io e sono ben consapevole del valore acustico che offre… ma il tuo monoblocco che valore di isolamento acustico possiede?”

Grazie ad una norma, in fase di realizzazio­ne, sarà possibile avere certezza che il va­lore acustico dei due monoblocchi verificati sia stato eseguito mediante riferimento allo stesso documento e sia quindi pienamente utilizzabile dal serramentista in una scelta più consapevole sul monoblocco da acquisire in combinazione al suo serramento.

Discorso analogo per la verifica termica; un monoblocco verificato considerando un ser­ramento scorrevole in alluminio ed un mo­noblocco con analisi termiche eseguite con serramento in legno.

È indubbio che il risultato dei valori dei ponti termici saranno differenti; e tornando al serra­mentista che ha verificato il suo serramento e che conosce a memoria i valori della trasmit­tanza termica dei prodotti, risulta necessario poter valutare con chiarezza e trasparenza quale monoblocco sia effettivamente più ido­neo nel suo caso.

Può capitare, parlando con alcuni serramentisti e fornitori, di percepire una certa indolenza nei confronti di modifiche e innovazioni normative; tutto dipende dall’utilizzo e dalle possibilità che pensiamo poterne nascere.

Riuscire a chiarire un ambito come quello prestazionale legato ai monoblocchi, ove può capitare che i metodi stessi di verifica utilizzati possano essere differenti da un prodotto ad un altro e quindi non permettere di fare valu­tazioni corrette, combinato con la necessità di conoscere le prestazioni dei monoblocchi al fine di poterle correlare ai serramenti che dovranno alloggiare, rende questa prossima norma uno strumento di sicuro arricchimento per il nostro settore.



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