VOC e qualità dell’aria: il ruolo della certificazione
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VOC e qualità dell’aria: il ruolo della certificazione

Controllo delle emissioni in ambienti indoor da materiali da costruzione e arredi

Qualità dell’aria indoor: un fattore chiave per salute e comfort

I composti organici volatili, comunemente noti come VOC (dall’inglese Volatile Organic Compounds), sono una vasta categoria di sostanze chi-miche caratterizzate da elevata volatilità, che possono essere rilasciate in ambiente indoor a partire da materiali da costruzione, prodotti per l’arredo, rivestimenti e finiture. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) infatti, l’esposizione prolungata a concentrazioni elevate di VOC può determinare effetti negativi sulla salute, tra cui irritazioni oculari e delle vie respiratorie, mal di testa, reazioni allergiche e, nei casi più gravi, conseguenze sul sistema nervoso centrale e sul fegato. Alcuni composti specifici, come la formaldeide e il benzene, sono classificati come sostanze cancerogene e pertanto la loro presenza in ambienti chiusi deve essere ridotta al minimo.

In Italia, i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, adottati con decreto ministeriale D.M. 23 giugno 2022 n. 256 e successivo Decreto correttivo del 5 agosto 2024, stabiliscono valori soglia di specifici composti considerati nocivi per la salute come, ad esempio, formaldeide, benzene e toluene. Inoltre, tra i requisiti più rilevanti vi è il limite obbligatorio per il TVOC a 28 giorni ≤ 1,5 mg/m³ ed un ulteriore limite premiante per i TVOC a 28 giorni ≤ 1,0 mg/m³. Tali limiti, determinati attraverso prove di camera di emissione, risultano vincolanti per i materiali da costruzione destinati a spazi pubblici e privati.

Di fatto i CAM edilizia sono operativi e obbligatori per tutti gli appalti pubblici, sia per nuove costruzioni sia per ristrutturazioni, garantendo maggiore uniformità e certezza nella loro applicazione.

Il rispetto dei CAM rappresenta oggi non solo un obbligo legale per gli appalti pubblici, ma anche un potente strumento per promuovere la salubrità degli ambienti, l’edilizia sostenibile e l’accesso a protocolli internazionali come LEED e WELL, nonché a strumenti di qualificazione ambientale sempre più richiesti dal mercato.

Il ruolo della certificazione di prodotto per le emissioni VOC

La certificazione di prodotto relativa alle emissioni VOC riveste un ruolo cruciale nel garantire che gli arredi e i materiali da costruzione rispettano rigorosi standard di qualità.

La certificazione di prodotto non solo rassicura i consumatori sulla salubrità dei prodotti acquistati, ma assicura anche ai produttori la conformità ai regolamenti vigenti, evitando sanzioni legali e facilitando l’accettazione dei prodotti nei mercati globali.

Alla luce dei più recenti aggiornamenti normativi, la certificazione as-sume un significato ancora più rilevante: in un contesto dove i CAM Edilizia sono obbligatori, poter dimostrare la conformità attraverso schemi certificativi riconosciuti rappresenta un elemento competitivo e strategico per le imprese che al tempo stesso possono valorizzare le loro produzioni garantendo un’elevata affidabilità del proprio prodotto per la tutela della salute dei consumatori.

Le certificazioni COSMOB Qualitas Praemium “Indoor Hi-Quality”

Nell’ambito di una strategia volta a rafforzare la competitività delle azien-de, la Divisione Certificazione di Prodotto Cosmob ha diversificato e rafforzato ulteriormente la propria offerta di servizi attraverso due schemi di certificazione dedicati alla verifica delle emissioni di VOC con riferimento a limiti di legge e conformità ai regolamenti internazionali sia dei prodotti d’arredo sia di quelli da costruzione.

Il marchio CQP Indoor Hi-Quality, disponibile in diversi livelli pre-stazionali, garantisce che il prodotto certificato soddisfi requisiti di emissione coerenti sia con gli obblighi di legge, sia con le specifiche volontarie previste da protocolli e sistemi di qualità ambientale rico-nosciuti a livello globale.

Applicazione nei materiali da costruzione

Per il settore edilizio, COSMOB propone due livelli distinti che attestano la “Low Voc Emission”:

  • CQP Indoor Hi-Quality – Standard
  • CQP Indoor Hi-Quality – Plus

Entrambi sono riconosciuti tra i criteri di valutazione previsti dal CAM Edilizia (Criteri Ambientali Minimi).

Il livello Plus attesta la conformità sia ai requisiti obbligatori, sia ai requisiti premianti previsti dal CAM, agevolando le aziende nella qua-lificazione ambientale dei prodotti ai fini delle gare pubbliche e della committenza istituzionale.

Applicazione nei prodotti del settore legno-arredo

Nel comparto legno-arredo, il marchio CQP Indoor Hi-Quality rappresenta da oltre 15 anni una referenza con-solidata per la certificazione delle emissioni indoor.

L’offerta è stata recentemente ampliata con l’introduzione del livello CQP Indoor Hi-Quality GOLD, pensato per rispondere agli standard più avanzati richiesti dai principali sistemi internazionali di regolamen-tazione delle emissioni VOC.

  • la certificazione attesta la conformità alle normative europee e ai requi-siti nazionali (CAM Arredi per Interni), oltre che ai principali protocolli volontari, tra cui: LEED v5, WELL v2, Living Building Challenge (LBC) ed Ecolabel UE.
  • la certificazione, livello GOLD, certifica la conformità del prodotto ad una vasta gamma di sistemi di etichettatura facendo rientrare tali prodotti tra le soluzioni a bassissima emissione VOC e soddisfare i requisiti dei più stringenti schemi internazionali sul tema della qualità dell’aria Indoor: LEED v5, CAM Arredi, Level / FEMB, LBC, Danish Indoor Climate, French HQE, WELL v2, Nordic Swan Ecolabel, Blue Angel, RAL GZ 430/2, Austrian Ecolabel Criteria – UZ 06 e Eco Product Norway.

Etichetta “Low VOC Emission” e classi emissive

A conclusione dell’iter certificativo, COSMOB rilascia un marchio di conformità corredato da un’etichetta “Low VOC Emission”, che rap-presenta uno strumento di comunicazione chiaro e trasparente rivolto al consumatore e agli operatori di mercato.

L’etichetta evidenzia la classe di emissione di appartenenza del pro-dotto finito:

  • Classe C: TVOC > 2,0 mg/m³
  • Classe B: TVOC < 2,0 mg/m³
  • Classe A: TVOC valori compresi fra 1,0 e 2,0 mg/m³
  • Classe A+: TVOC ≤ 1,0 mg/m³
  • Classe A++: TVOC < 0,5 mg/m³ (prodotti a bassissima emissione VOC)

Questo sistema di classificazione si integra perfettamente con i requi-siti fissati dal nuovo quadro normativo, consentendo ai produttori di valorizzare i propri prodotti come soluzioni conformi e competitive, non solo sul piano nazionale ma anche in riferimento ai principali protocolli internazionali.

Casi pratici di rilevazione VOC

Porte interne

Durante un audit di mantenimento su una linea di porte interne (laccate, laminate e impiallacciate), sono stati selezionati tre campioni rappresen-tativi e sottoposti a prova in camera di emissione secondo lo standard californiano CDPH. Le verifiche hanno riguardato sostanze prioritarie come formaldeide, toluene, xilene e altri composti organici volatili. I risultati hanno mostrato:

  • TVOC a 336 ore sempre entro i limiti e ben al di sotto della soglia LEED di 500 µg/m³.
  • Presenza residuale di alcuni composti (es. etilene glicol monometil etere acetato, dimetilformammide, tracce di xileni e toluene), tutti comunque a livelli nettamente inferiori ai valori limite fissati dagli standard di riferimento.
  • Conformità complessiva ai criteri previsti dai CAM e dai requisiti volontari di schemi come il LEED.

Grazie a questi risultati, il produttore ha mantenuto la certificazione CQP Indoor Hi-Quality, confermando la conformità della propria gamma di porte ai requisiti emissivi e garantendo la possibilità di impiego anche in contesti regolamentati da protocolli ambientali internazionali.

Pitture per interni

Un’azienda produttrice di pitture murali ad acqua ha sottoposto una linea completa di prodotti (idropitture, lavabili e traspiranti) a verifiche di emissione. I risultati hanno evidenziato:

  • VOC totali ben al di sotto dei limiti CAM Edilizia
  • Formaldeide quasi assente
  • Altri composti critici (benzene, toluene, xilene) sempre sotto le soglie di rilevabilità.

Grazie a queste performance, le pitture hanno ottenuto la certificazione “Indoor Hi-Quality – Plus”,che attesta non solo la conformità ai requisiti obbligatori dei CAM Edilizia, ma anche il rispetto dei criteri premianti.

Questi esempi mostrano come la certificazione non sia solo un adem-pimento normativo, ma anche un’opportunità di miglioramento tecnico e un vantaggio competitivo per le imprese.

Ricerca, innovazione e aggiornamento continuo

La Divisione Certificazione di Prodotto di COSMOB si impegna a com-prendere e anticipare le esigenze del mercato, adottando un approc-cio proattivo nell’aggiornamento e nell’ampliamento degli strumenti di certificazione disponibili. Questo include sia la ricerca di nuove aree dedicate alle analisi chimiche analitiche, sia lo sviluppo di standard di certificazione, per garantire che i prodotti siano conformi alle esigenze di un mercato globale sempre più attento alla salute e alla sostenibilità ambientale.

Inoltre, il laboratorio può vantare una nuova sede, posizio-nandosi come uno degli hub tecnologicamente più avanzati in Italia al servizio dell’industria manifatturiera; negli oltre 5.000 mq rappresenta oggi un modello di sostenibilità con i più avanzati criteri di utilizzo e valorizzazione delle risorse naturali ed energetiche.


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Conformità CAM: chiarezza, metodo e controllo documentale

Problematiche ricorrenti nella conformità dei documenti richiesti dal decreto per il rispetto dei criteri ambientali minimi (CAM edilizia)

Come ormai sappiamo, i CAM (Criteri Ambientali Minimi) sono requisiti obbligatori da rispettare per poter operare negli interventi della Pubblica Amministrazione e hanno l’obbiettivo di garantire la sostenibilità sia per le nuove costruzioni che per le ristrutturazioni.


A tal proposito, Legnolegno mette a disposizione le proprie competenze, attraverso il Servizio Mappatura CAM, con lo scopo di supportare i serramentisti nella verifica della conformità dei loro prodotti ai Requisiti indicati nel Decreto CAM Edilizia.

La Mappatura CAM e un documento che Legnolegno rilascia alle aziende a seguito della verifica documentale del rispetto dei requisiti CAM. In questo documento vengono riportati tutti i requisiti che il prodotto analizzato e in grado di soddisfare con allegata tutta la documentazione, verificata da Legnolegno, che ne attesta il reale soddisfacimento.

Ad oggi, Legnolegno ha collaborato con oltre 30 Aziende ed analizzato piu di 50 prodotti. Da queste esperienza, e emerso che vi possono essere diverse problematiche nel reperimento della documentazione corretta richiesta ai fini del soddisfacimento dei requisiti CAM.

In questo numero della rivista analizzeremo alcune delle casistiche di errore piu ricorrenti, limitandoci ad alcuni tra i tanti documenti che riceviamo durante le verifiche per l’ottenimento della Mappatura CAM di un prodotto.

1° caso: Certificazione CoC FSC® / PEFC

Il Decreto CAM stabilisce che il Serramentista debba ottenere la Certificazione di Catena diCustodia (CoC) FSC® / PEFC, al fine di garantire la tracciabilità del legname dalla foresta al consumatore finale.

Di seguito vediamo 2 tipologie di Certificazione:

1) Certificazione CoC del fornitore di legname del serramentista: questo documento attesta che il fornitore di legname del serramentista lavora e commercializza legname certificato;

2) Certificazione CoC del serramentista: questo documento certifica che il Serramentista acquista legname FSC e lo utilizza per la produzione di porte, finestre e serramenti;

Conclusioni:

In questo caso, solamente la Certificazione di Catena di Custodia del serramentista e valida al fine del soddisfacimento del requisito CAM in quanto tale requisito e riferito ai prodotti legnosi e non alla materia prima. Il serramentista, grazie a tale Certificazione, garantisce che la produzione del proprio serramento e avvenuta con l’utilizzo di legname proveniente da foreste certificate.

2° caso: Schede di Sicurezza Pitture e Vernici

Il Decreto CAM stabilisce che le pitture e le vernici non devono contenere sostanze in concentrazioni tali da classificarle come pericolose per l’ambiente acquatico di categoria 1 e 2 con i seguenti codici: H400 – H410 – H411 ai sensi della sezione 4.1 Allegato 1 del regolamento (CE) n.1272/2008 (CLP).

Di seguito vediamo 2 tipologie di documenti:

1) Scheda di Sicurezza: tale documento indica che, tra tutte le sostanze/miscele presenti nella vernice, sono presenti sostanze classificate pericolose per l’ambiente acquatico con il codice H411;

2) Schede di Sicurezza e Dichiarazione Legale Rappresentante: la Scheda di Sicurezza attesta che la vernice non contiene miscele o sostanze pericolose per l’ambiente acquatico; inoltre, e accompagnata anche da una Dichiarazione del Legale Rappresentante;

Conclusioni:

In questo caso, risulta conforme solo la Scheda di Sicurezza accompagnata dalla Dichiarazione del Legale Rappresentante, poichè il Decreto CAM stabilisce che nella Scheda di Sicurezza non devono essere presenti sostanze o miscele classificate come pericolose per l’ambiente acquatico e che tale documentazione deve essere integrata da una Dichiarazione del Legale Rappresentante. Mentre, la sola Scheda di Sicurezza, non puo essere considerata un documento idoneo, in quanto non solo riporta la presenza di sostanze pericolose per l’ambiente acquatico, ma inoltre non e accompagnata dalla Dichiarazione del Legale Rappresentante.

3° caso: Certificazioni/Test Report relativi alle Emissioni VOC

Il Decreto CAM stabilisce che alcune categorie di materiali, tra cui, nel nostro caso, Adesivi, Sigillanti, Pitture e Vernici, a contatto con l’ambiente interno, debbano rispettare i limiti di emissione previsti dal Decreto e rilevati secondo la norma UNI EN 16516 o UNI EN ISO 16000-9.

Di seguito vediamo 2 tipologie di documenti:

1) Scheda tecnica Sigillante: questo documento non dimostra i valori relativi alle emissioni VOC del sigillante, ma bensì ne indica solamente le caratteristiche e l’utilizzo.
2) Certificazione GEV-EMICODE® EC1- PLUS: questo documento, rilasciato da un ente riconosciuto, è uno degli schemi di Certificazione ammessi dal Decreto CAM, che attesta la conformità ai limiti
delle emissioni VOC.

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Conclusioni:

In questo caso, solamente la Certificazione EMICODE EC1-PLUS, essendo uno schema di certificazione ammesso dal Requisito Premiante delle Emissioni VOC del Decreto CAM, è un documento conforme che comprova l’idoneità ai limiti delle emissioni VOC. La scheda tecnica, pur riportando il logo “GEV-EMICODE EC1-PLUS”, non è sufficiente poiché non costituisce un documento ufficiale rilasciato da un ente di parte terza.

Come Legnolegno supporta le aziende

L’identificazione dei requisiti CAM e la verifica della documentazione che ne attesta la conformità devono essere effettuate con precisione e competenza tecnica. Per questo Legnolegno offre:
Mappatura CAM: suppor to alle ziende nell’individuazione, valutazione e controllo della documentazione necessaria per il rispetto dei requisiti CAM applicabili a ciascun prodotto;
Certificazione CoC FSC®/PEFC: assistenza alle aziende per ottenere la certificazione di Catena di Custodia FSC®/PEFC, sistema di tracciabilità del materiale richiesto ai fini CAM;
Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD): supporto nell’analisi del ciclo di vita dei serramenti, tramite il software validato LCA Tool, finalizzata alla generazione dell’EPD;
Certificazione/Qualificazione EQF3 e/o EQF4: formazione e accompagnamento dei posatori per il conseguimento della certificazione delle competenza, attraverso un percorso formativo con esame finale.

ALESSIAFILANCI

Dipartimento Energia Consorzio LegnoLegno


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CAM edilizia: come cambia il mercato dei serramenti

Negli ultimi anni, l’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) ha avuto un impatto significativo sul settore dei serramenti, specialmente per quanto riguarda gli interventi della Pubblica Amministrazione. Questi requisiti, introdotti per garantire la sostenibilità sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni, hanno incentivato l’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale.

Qual è l’impatto dei CAM Edilizia sul mercato dei serramenti?

I CAM influenzano sia i produttori di serramenti che i loro fornitori, poiché entrambi sono stati chiamati ad adeguarsi a requisiti più stringenti in termini di sostenibilità ambientale e qualità dei materiali.

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Effetti principali sul mercato:

  1. Aumento della domanda di materiali qualificati: I CAM richiedono l’utilizzo di materiali provenienti da filiere sostenibili o contenenti materia riciclata, certificati secondo standard ambientali riconosciuti o caratterizzati da specifiche prestazioni in materia di salute e sicurezza. Questo comporta una maggiore richiesta di legno certificato FSC® o PEFC e di materiali riciclati nell’alluminio e nel PVC.
  1. Aumento della domanda di prodotti più sostenibili: I CAM richiedono l’utilizzo di materiali a basso contenuto di composto organici volativi (VOC), come sigillanti, adesivi e vernici, che entrano in contatto con l’ambiente interno. Questo spinge i produttori di materiali ad un investimento in ricerca e sviluppo per creare prodotti con un ridotto impatto ambientale e per poterne documentare le prestazioni, in conformità alle norme tecniche vigenti.
  1. Aumento della domanda di Certificazioni ambientali: I CAM richiedono che i prodotti siano dotati di Certificazioni Ambientali in modo da documentare gli impatti lungo l’intero ciclo di vita. Di conseguenza, è aumentata la richiesta di Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD).
  1. Aumento della domanda di formazione professionale: I CAM richiedono l’impiego di personale qualificato nella posa in opera dei serramenti. Ciò implica ad una maggiore richiesta di formazione e soprattutto Certificazione dei posatori.

Per effetto dei fondi europei messi a disposizione dal nostro Paese, si è registrato un aumento dei lavori della Pubblica Amministrazione, e le previsioni per il 2025 sembrano confermare tale tendenza. Del resto, i cantieri pubblici, come scuole, ospedali, comuni ecc. rappresentano oggi gran parte del mercato edilizio per alcune regioni italiane.

Questo significa che l’accesso al mercato dei lavori pubblici non è più un’opzione, ma, vista la prospettiva di parziale riduzione degli interventi privati, diventa una necessità per le aziende che vogliono restare competitive.

Come essere pronti alla richiesta dei CAM?

Come abbiamo già detto, i CAM sono requisiti che vengono richiesti sia al produttore, ovvero serramentista, che ai loro fornitori. Di seguito una tabella riepilogativa con alcune indicazioni che i produttori di serramenti e i suoi fornitori di materiale e componenti devono seguire al fine di adempiere ai requisiti CAM.

Concludendo, possiamo dire che i CAM rappresentano una sfida per molte realtà produttive, ma al tempo stesso offrono un’importante opportunità di crescita in termini di innovazione e soprattutto sostenibilità ambientale, aprendo le porte ad un mercato di forte espansione: quello della Pubblica Amministrazione.

La tua azienda è pronta a lavorare con la PA? Noi Sì.
Ecco come possiamo aiutarti:
✔ Mappatura CAM: supportiamo le aziende nell’individuazione, valutazione e controllo della documentazione necessaria ai fini del soddisfacimento dei requisiti CAM appli- cabili ad un determinato prodotto;✔ Certificazione CoC FSC®/PEFC: sup-
portiamo le aziende nella Certificazione di Catena di Custodia FSC®/PEFC, ovvero un sistema di tracciabilità del materiale necessario ai fini CAM;
✔ Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD): supportiamo le aziende, attraver- so il nostro Software validato LCA Tool, nell’analisi del ciclo di vita dei serramenti al fine di generare l’EPD;
✔ Certificazione EQF3 e/o EQF4: offriamo supporto ai posatori nel conseguimento della Certificazione EQF3 e/o EQF4 tramite un percorso formativo e il relativo esame.

PER SAPERNE DI PIÚ

ALESSIAFILANCI

Dipartimento Energia Consorzio LegnoLegno


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Decreto “CAM edilizia” e fondi PNRR

Requisiti tecnici per la filiera dei serramenti

Negli ultimi anni, l’Italia ha assistito a un significativo aumento delle richieste di soddisfacimento dei requisiti tecnici previsti dal Decreto
“CAM edilizia” (Criteri Ambientali Minimi). Questo fenomeno è strettamente legato all’impiego dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per interventi edilizi nella pubblica amministrazione.

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Il decreto, concepito per promuovere la sostenibilità ambientale
nel settore delle costruzioni, introduce criteri specifici anche per materiali e processi utilizzati, con un’attenzione particolare a porte e finestre. Questi elementi sono essenziali per definire l’efficienza energetica e la sostenibilità complessiva degli edifici, sia nei casi di nuova costruzione che di riqualificazione dell’esistente.


L’importanza del Decreto “CAM edilizia”

Il Decreto “CAM edilizia” nasce con l’obiettivo di adottare politiche di acquisto virtuose da parte delle Pubbliche Amministrazioni, riducendo l’impatto ambientale delle costruzioni, incentivando l’uso di materiali eco-compatibili, migliorando l’efficienza energetica e riducendo le emissioni di CO2. Questo approccio è in linea con gli obiettivi dell’Unione Europea per la transizione ecologica e l’economia circolare, contribuendo a una costruzione più sostenibile e rispettosa dell’ambiente. L’introduzione dei CAM ha portato a una vera e propria rivoluzione nel settore edilizio, imponendo nuove sfide ma anche aprendo la strada a opportunità di innovazione e miglioramento qualitativo.


L’influenza dei fondi PNRR

I fondi del PNRR hanno svolto un ruolo cruciale nell’accelerare la necessità di adeguarsi ai CAM. Infatti, molti progetti pubblici finanziati con questi fondi richiedono la conformità ai criteri stabiliti dal decreto. Le amministrazioni pubbliche devono dimostrare di rispettare i CAM per poter accedere ai finanziamenti, il che ha determinato una crescita esponenziale delle richieste di prodotti conformi, anche nel settore dei serramenti. Porte e finestre, essendo elementi fondamentali per l’efficienza energetica degli edifici, sono tra i prodotti da costruzione considerati in questo incremento di richieste.

Le problematiche della filiera dei serramenti

L’adozione dei requisiti CAM nella produzione di porte e finestre ha sollevato diverse problematiche nella filiera produttiva. Queste problematiche possono essere raggruppate in tre principali categorie: competenze, approvvigionamenti e collaborazioni nella filiera.


– Necessità di nuove competenze

La produzione di serramenti conformi ai CAM richiede nuove competenze tecniche e ambientali.
Le aziende del settore devono investire in formazione e nell’aggiornamento delle conoscenze per essere in grado di progettare e realizzare prodotti conformi ai nuovi standard.
Questo processo di aggiornamento non è immediato e può rallentare le forniture, causando problematiche relazionali e contrattuali con i committenti. La necessità di competenze specializzate coinvolge moltissimo anche i fornitori di materiali e componenti, che devono adeguarsi ai nuovi requisiti e garantire prodotti con caratteristiche documentate da test e certificazioni di parte terza.


– Problemi di approvvigionamento

L’aumento della domanda di materiali ecocompatibili può potenzialmente portare a problemi di approvvigionamento. Le materie prime, i materiali ed i componenti necessari per rispettare i requisiti CAM, (legno certificato FSC, materie prime e materiali riciclati, prodotti vernicianti a basso impatto, materiali a bassa emissione di VOC, ecc.) sono spesso limitate e soggette a fluttuazioni di mercato. Questo può creare difficoltà produttive per i produttori di serramenti, che devono garantire la continuità della produzione senza compromettere la qualità e la conformità dei prodotti. Inoltre, le tempistiche di approvvigionamento possono allungarsi, causando potenziali ritardi negli interventi e aumentando i costi.


– Necessità di una “filiera collaborativa”

Un’altra problematica emergente, forse la più importante, è la necessità di disporre di una “filiera collaborativa”, in cui tutti gli attori della catena produttiva e distributiva siano preparati e in grado di supportarsi a vicenda.
Questo significa che fornitori, produttori, distributori e installatori devono lavorare in sinergia per affrontare le sfide comuni.

Una filiera collaborativa permette di condividere conoscenze, risorse e competenze, riducendo i tempi di risposta e migliorando la qualità complessiva dei prodotti. Tuttavia, costruire e mantenere una filiera collaborativa richiede impegno e investimenti, ma soprattutto una forte volontà di cooperazione tra le diverse parti coinvolte.


Le strategie di adattamento

Per affrontare queste problematiche, le aziende del settore dei serramenti stanno adottando diverse strategie di adattamento. Tra queste, vi è l’investimento in ricerca e sviluppo per individuare materiali o fornitori alternativi che soddisfino i CAM e siano più accessibili. In sostanza, l’adesione ai criteri CAM può anche far variare i rapporti commerciali fornitore/serramentista, anche se consolidati da tempo.
Si consideri che, almeno potenzialmente, è possibile che molti serramentisti possano creando reti di collaborazione (anche informali) con fornitori “certificati” per assicurarsi un approvvigionamento costante di materie prime eco-compatibili. Questo consentirebbe di stabilizzare le catene di fornitura e di mitigare i rischi legati alla disponibilità dei materiali.
La formazione continua del personale è poi un altro pilastro fondamentale. E’ indispensabile promuovere di aggiornamento e collaborazioni con strutture formative specializzate per sviluppare competenze specifiche nel campo della sostenibilità ambientale.
Infine, l’adozione di tecnologie avanzate di produzione e controllo qualità può consentire di ottimizzare i processi produttivi, riducendo sprechi e migliorando l’efficienza complessiva.
Questo non solo aiuta a contenere i costi ma anche a garantire prodotti che soddisfano pienamente i requisiti CAM. Tecnologie come la digitalizzazione della produzione, l’automazione e l’uso di sistemi di monitoraggio in tempo reale possono migliorare significativamente la capacità di adattamento delle aziende alle nuove esigenze del mercato.

STEFANO MORA

Direttore
Consorzio LegnoLegno

Legnolegno offre ai suoi clienti l’assistenza necessaria sia in fase di Certificazione di Catena di Custodia FSC®/PEFC, sia in fase di Mappatura dei Requisiti CAM.


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La certificazione forestale di gruppo “CONLEGNO TRUST”: un’opportunità da conoscere

La certificazione forestale di Catena di Custodia è importante per molteplici fattori:

  1. Per partecipare a bandi Pubblici che richiedono il soddisfacimento dei CAM (Criteri Ambientali Minimi)
  2. Per dimostrare ai clienti finali la “tracciabilità” del Marchio dalla
    foresta ai prodotti finiti in legno
  3. Per poter comunicare concretamente di essere un’azienda attenta alla sostenibilità

THANKS TO

formazione

Tuttavia, per alcune aziende, ottenere tale certificazione può presentare diverse sfide significative: soddisfacimento dei requisiti, capacità logistica, formalizzazione delle procedure, … ma, con
la giusta strategia e il supporto adeguato, è possibile superare gli ostacoli e trarre vantaggio dai benefici a lungo termine che essa offre.


Andando incontro a questa necessità il Consorzio Conlegno, ha deciso di costituire un “Gruppo di certificazione” denominato “Conlegno TRUST” ed ha iniziato una proficua collaborazione col
Consorzio LegnoLegno che da sempre offre il proprio supporto ai serramentisti.

Insieme ci presentiamo ai produttori di serramenti e dei principali componenti in legno che vogliono ottenere il Marchio FSC® e/o PEFC per rispondere ai criteri CAM e per dimostrare la loro attenzione alla sostenibilità ambientale.


La certificazione di gruppo è un’opportunità per le piccole aziende per affrontare il processo di certificazione, perchè consente di ottenere e mantenere la certificazione forestale a dei costi che risultano essere generalmente inferiori di circa il 50% rispetto all’ottenimento della “certificazione singola”.


Può essere d’aiuto un esempio: il “Comune di Fantasia” commissiona serramenti in legno al serramentista “XYZ Finestre e porte” e gli richiede di elaborare la Mappatura CAM che prevede che i materiali legnosi provengano da foreste gestite in modo sostenibile, quindi che abbiano il Marchio FSC o PEFC e che sia garantita la Catena di Custodia fino al serramento finito, perché la sola documentazione del fornitore del legname non è condizione sufficiente.


A questo punto il produttore di serramenti in legno, coadiuvato dal Consorzio Legnolegno, può aderire al Gruppo “Conlegno TRUST” per ottenere la propria certificazione di Catena di Custodia (PEFC, FSC® o entrambi) risparmiando in tempi e costi.


La Capogruppo (Conlegno), infatti, permette di ottimizzare tempi e costi interagendo direttamente sia con l’Ente di normazione (PEFC e/o FSC®) sia con l’Ente di Certificazione prescelto aiutando le aziende ad implementare il proprio Manuale a seguito di una formazione specifica sugli standard e ad effettuare nel tempo gli “audit interni” per il mantenimento della certificazione.

Logo “Conlegno TRUST” che riconosce le imprese che aderiscono alla certificazione di Gruppo


L’Ente di Certificazione avrà il compito di auditare, a campione, le aziende del Gruppo, permettendo in questo modo di suddividere il costo tra tutte le aziende aderenti al Gruppo e generando così economie di scala.
Per gli audit interni ci affidiamo a professionisti sia interni sia eventualmente esterni opportunamente formati e qualificati sugli standard di certificazione. Inoltre tutti i nostri auditor posseggono una conoscenza trasversale anche su altre tematiche quali EUTR (Timber Regulation europea), normativa relativa all’edilizia in legno, normativa legata al mondo degli imballaggi in legno (ISPM n.15, altro), ecc… e potranno pertanto supportarvi nell’affrontare i diversi regolamenti o le normative di settore.

Per poter partecipare al Gruppo è NECESSARIO rispettare i seguenti parametri minimi:
Avere un fatturato complessivo massimo pari a 2 (due) Mln di Euro;

Per FSC

• Non avere più di 15 dipendenti (equivalenti a tempo pieno);

oppure

• Avere un fatturato complessivo massimo pari a 2 (due) Mln di Euro;

Per PEFC

• Non avere più di 50 dipendenti (equivalenti a tempo pieno) in azienda;

e

• Avere un fatturato complessivo massimo pari a 10 (dieci) Mln di Euro.


Il Gruppo è stato costituito nel 2020 per lo standard PEFC a cui è stato aggiunto, a partire dal 2021, lo standard FSC®
Il diagramma seguente mostra l’evoluzione delle imprese aderenti fino al 2023. Considerando le stime di crescita per le certificazioni forestali e l’efficienza (riduzione di tempi e costi) della certificazione di Gruppo i margini di crescita sono ancora importanti.

Evoluzione delle imprese aderenti alla Certificazione di Gruppo “Conlegno TRUST”

DAVIDE PARADISO

Responsabile Sostenibilità e certificazione gruppo TRUST Conlegno
www.trust.conlegno.eu
trust@conlegno.eu


ELENA LENASSI

Laboratorio Tecnologico LegnoLegno
elena.lenassi@legnolegno.it



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